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IL CONTRATTO DI LAVORO DEI LAVORATORI DEL SETTORE ALIMENTARE
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

PER I LAVORATORI DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE

1 giugno 1999 - 31 maggio 2003


COSTITUZIONE DELLE PARTI

CCNL per i lavoratori dipendenti dalle aziende esercenti l'industria delle carni, dolciaria, degli alimenti zootecnici, lattiero
-casearia, dei vini, acquaviti, liquori, sciroppi, aceti ed affini, delle acque e bevande analcoliche gassate e non, delle acque minerali e bibite in acqua minerale, della distillazione di alcoli e di acquaviti, della birra e del malto, delle conserve vegetali, risiera, molitoria, della pastificazione, delle industrie alimentari varie, delle conserve ittiche, dello zucchero, dell'alcool e del lievito e della macellazione e lavorazione delle specie avicole

Roma, 5 giugno 1999

tra


- Associazione Industrie Dolciarie Italiane (AIDI), rappresentata dal suo Presidente dr. Gianfranco Faina, assistito dal dr. Mario Piccialuti, con la partecipazione di una delegazione industriale;
- Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (AIIPA), rappresentata dal suo Presidente dr. Demetrio Corno e da una delegazione industriale, assistita dal dr. Valerio Bordoni e dal dr. Flavio Cantagalli;
- Associazione Industrie Risiere Italiane (AIRI), rappresentata dal suo Presidente ing. Elio Scaramuzza e dal Direttore Roberto Carriere;
- Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare (ANCIT), rappresentata dal suo Presidente sig. Sergio Luoni con l'assistenza del Segretario generale dr. Valerio Bordoni;
- Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali (ANICAV), rappresentata dal Presidente dr. Pasquale D'Acunzi, assistito dal Direttore dr. Nicola De Dilectis e dal dr. Nicola Calzolaro;
- Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici (ASSALZOO), rappresentata dal dr. Giordano Veronesi, assistito dal dr. Edgardo Mazzé e da una delegazione industriale;
- Associazione degli Industriali delle Carni (ASSICA), rappresentata dal Presidente rag. Paolo Levoni, assistito dalla dr.ssa Silvia Bucci;
- Associazione italiana tra gli industriali delle bevande analcoliche (ASSOBIBE), rappresentata dal Presidente dr. Attilio Consonni, con l'assistenza del Consigliere delegato ai rapporti sindacali dr. Tiziano Neri, e del Direttore dr. Gian Luca Volpi;
- Associazione degli industriali della birra e del malto (ASSOBIRRA), rappresentata dal Direttore dr. Daniele Rossi e da una delegazione industriale;
- Associazione italiana lattiero
-casearia (ASSOLATTE), rappresentata dal Presidente avv. Adriano Hribal, assistito dal sig. Fausto Marri e da una delegazione industriale;
- Associazione nazionale fra gli industriali dello zucchero, dell'alcool e del lievito (ASSOZUCCHERO), rappresentata dal Consigliere delegato ai rapporti sindacali dr. Guglielmo Ferraris, dal dr. Claudio Banci e da una delegazione industriale:
- Associazione nazionale industriali distillatori di alcoli e di acquaviti (Distillatori, rappresentata dal Delegato della Presidenza dr. Giorgio Semperlotti, assistito da una delegazione industriale;
- Federazione italiana industriali produttori, esportatori ed importatori di vini, acquaviti, liquori, sciroppi, aceti ed affini (FEDERVINI), rappresentata dal Direttore generale dr. Federico Castellucci e da una delegazione industriale presieduta dal dr. Luigi Longo;
- Associazione degli industriali mugnai e pastai d'Italia (ITALMOPA), rappresentata dal suo Presidente dr. Enrico Ferrario, assistito dal Delegato della Presidenza dr. Fabrizio Vitali, dal sig. Raniero Finicelli e da una delegazione industriale coordinata dal dr. Sergio Medori;
- Federazione delle industrie delle acque minerali e delle bevande analcoliche (MINERACQUA), rappresentata dal Direttore dr. Pierangelo Grippo e da una delegazione industriale, assistita dal dr. Gioacchino Migliorisi;
- Unione Nazionale dell'Avicoltura (UNA), rappresentata dal suo Presidente dr. Guido Sassi, assistito dal dr. Giorgio Cammarota;
- Unione Industriali Pastai Italiani (UNIPI), rappresentata da una delegazione industriale assistita dal Direttore Raffaello Ragaglini;
- con la partecipazione e il coordinamento di FEDERALIMENTARE, nella persona del Vice Presidente dr. Ettore Fortuna, e del dr. Antonio Lanza, Responsabile della struttura sindacale di coordinamento (relativamente ai punti degli Accordi di rinnovo 15.7.77, 31.5.80, 31.7.83, 22.6.87, 7.8.91 e 6.7.95);
- con l'assistenza di CONFINDUSTRIA, nella persona del dr. Pietro Franceschini;

e FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL:


- FAT
-CISL, rappresentata dal Segretario generale Uliano Stendardi e dai Segretari nazionali Giovanni Pastrello, Sergio Retini e da Roberto Vicentini,
- FLAI
-CGIL, rappresentata dal Segretario generale Gianfranco Benzi, dal Vice Segretario generale Marcello Tocco e dai Segretari nazionali Antonio Carbone, Elisa Castellano, Vincenzo Lacorte, Laura Martini, Silvano Silvani,
- UILA
-UIL, rappresentata dal Segretario generale Stefano Mantegazza e dai Segretari nazionali Tiziana Bocchi, Pasquale Papiccio, Pietro Pellegrini, Giampiero Sambucini, Enrico Tonghini e una delegazione di dirigenti regionali e territoriali delle 3 OO.SS. e di delegati;

si è stipulato il presente CCNL che disciplina i rapporti tra le aziende esercenti l'industria delle carni, dolciaria, lattiero
-casearia, le imprese produttrici di alimenti zootecnici, l'industria dei vini, dei liquori, delle acque e bevande analcoliche gassate e non, delle acque minerali e bibite in acqua minerale, nonché delle produzioni e sottoproduzioni affini e derivate, della produzione di spiriti, degli alcoli in genere e delle acquaviti, della birra e del malto, dei prodotti alimentari vegetali conservati, risiera, le industrie alimentari varie (estratti alimentari, brodi, preparati per brodo, minestre e prodotti affini, alimenti dietetici e della prima infanzia, torrefazione del caffè, succedanei del caffè, preparazioni alimentari varie, alimenti disidratati, prodotti surgelati), molitoria, della pastificazione, delle conserve ittiche, dello zucchero, dell'alcool e del lievito, della macellazione e lavorazione delle specie avicole, qualunque sia la loro natura giuridica e la loro dimensione, con i lavoratori in esse occupati.



Capitolo I
- RELAZIONI INDUSTRIALI

PARTE I

Premessa.

Sulla base dei criteri e delle indicazioni stabiliti dai Protocolli sottoscritti da Governo, CONFINDUSTRIA e Confederazioni sindacali il 31.7.92, il 23.7.93 e l'1.2.99 e dall'Accordo interconfederale 20.12.93, concernente le RSU, nonché dagli Accordi di settore 13.1.94 e 12.5.94 sulle medesime materie, le Associazioni degli Industriali e FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL firmatarie del CCNL, rilevato che rientra negli obiettivi comuni la realizzazione di condizioni di sempre maggior efficienza e competitività delle aziende del settore industriale alimentare e di valorizzazione del lavoro e dell'occupazione, confermano l'importanza di promuovere, a tal fine, un sempre maggior sviluppo di corrette relazioni industriali e la ricerca di comportamenti coerenti da parte dei propri rappresentati.

Ai fini di cui sopra si ribadisce l'importanza del confronto triangolare tra Governo e Parti sociali per una proficua gestione della politica economica del Paese che si fonda anche su una coerente politica dei redditi.

Dai Protocolli sopracitati discende, inoltre, la necessità condivisa dalle parti di attivare un sistema di relazioni industriali ispirato a criteri di reciproco riconoscimento dei ruoli e di rispetto delle rispettive prerogative, ma anche caratterizzato dalla sistematicità dei rapporti sui temi di comune interesse e dall'esame delle relative tematiche e della loro evoluzione.

In tale sistema, che vede la concertazione con le rappresentanze dei lavoratori come una risorsa per le aziende, verranno, per un verso, sistematicamente ricercate azioni idonee per prevenire l'insorgenza dei conflitti o per il loro superamento, e, per altro verso, verranno individuate opportune sinergie per la rappresentazione
- nei confronti di istituzioni, amministrazioni e organizzazioni
- delle problematiche di interesse del settore e delle relative, possibili soluzioni.

Sono strumenti di realizzazione delle finalità di cui sopra l'Osservatorio nazionale e le sue articolazioni, ivi compresa, in particolare, la Commissione paritetica per le pari opportunità, il sistema d'informazione e d'esame congiunto, nonché le procedure per la composizione delle controversie, in tale ultimo caso al fine di individuare criteri e indirizzi per la corretta gestione dello strumento contrattuale, tramite la Commissione di cui all'art. 79.



Art. 1
- Osservatorio nazionale di settore.

Le Associazioni degli industriali e FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL, firmatarie del presente contratto, per:


- rispondere adeguatamente alle sfide del mercato mediante miglioramenti di efficienza gestionale, di qualità dei prodotti e incrementi di produttività e di redditività e assicurando lo sviluppo della capacità competitiva delle imprese che costituisce condizione essenziale anche in considerazione della progressiva globalizzazione dei mercati e del processo d'integrazione europea, per confrontarsi validamente con la concorrenza interna ed internazionale;
- salvaguardare il normale svolgimento dell'attività produttiva ed assicurare maggiore certezza alla programmazione dei costi aziendali, assecondando la positiva evoluzione e attuazione, nelle diverse realtà merceologiche e aziendali, dei processi di ristrutturazione, d'innovazione e di sviluppo, in un quadro volto a perseguire l'ottimizzazione delle risorse, la valorizzazione del fattore umano e le possibilità di promozione dell'occupazione:

confermano, ferme restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle OO.SS. dei lavoratori, la necessità di realizzare un Osservatorio e di renderlo operativo entro il 31.12.99, sulle problematiche generali del settore, sulle occasioni di sviluppo e sulle soluzioni atte a favorirlo, nonché sui punti di debolezza e sulle possibilità di superamento anche attraverso ristrutturazioni, razionalizzazioni e mobilità basata sulla riutilizzazione economicamente valida delle risorse produttive e professionali.

In particolare saranno oggetto di analisi:

1)il quadro macroeconomico e la situazione competitiva del settore; 2)l'introduzione della moneta unica e le conseguenze derivanti dall'integrazione economica sul sistema industriale alimentare nazionale in termini di competitività interna ed europea; 3)le linee di politica agro
-industriale, anche al fine di assumere posizioni concertate in tutte le occasioni di confronto con la Pubblica Amministrazione e le altre categorie; 4)l'evoluzione dei sistemi distributivi e di vendita a livello nazionale ed europeo; 5)i sistemi di relazioni industriali in Europa, l'evoluzione della normativa comunitaria in materia sociale e il ruolo delle parti sociali; 6)le esperienze di organizzazione del lavoro e d'inquadramento professionale in Europa; 7)la normativa nazionale emergente in tema di rapporti di lavoro; 8)il mercato unico europeo e i rapporti con i Paesi dell'Est: prospettive produttive ed occupazionali; 9)l'andamento congiunturale anche con riferimento alle importazioni ed esportazioni dei prodotti; 10) l'andamento della produttività e il livello di efficienza e competitività in rapporto con gli altri Paesi concorrenti, comunitari ed extracomunitari; 11) l'andamento degli appalti, del decentramento produttivo e delle terziarizzazioni, con riferimento alle conseguenze e implicazioni riguardanti l'occupazione e le condizioni di lavoro, nel comune intento della salvaguardia delle normative di tutela del lavoro; 12) gli investimenti globali sulla ricerca, sia essa applicata per il miglioramento del ciclo produttivo, di sviluppo sperimentale o volta al risparmio di energia o di materie prime; 13) le tematiche della sicurezza del lavoro
- per eliminare eventuali fonti di rischio
- e della tutela dell'ambiente esterno, anche con riferimento ai rapporti con le istituzioni, nonché le problematiche eventualmente poste dal recepimento in legge delle direttive UE in materia; 14) le problematiche occupazionali poste dalla introduzione di importanti innovazioni tecnologiche o derivanti da processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale, da nuove iniziative produttive o da decentramento produttivo, con riguardo alla possibilità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati; 15) i patti territoriali e i contratti d'area, eventualmente stipulati, nonché le iniziative specifiche per la definizione di contratti di riallineamento in sede provinciale concernenti l'industria alimentare; 16) l'andamento del mercato del lavoro del settore con particolare riferimento al Mezzogiorno, disaggregato per tipologia di rapporto di lavoro (contratti di formazione e lavoro, contratti part
-time, ecc.), per donne
-uomini e livelli d'inquadramento; 17) l'andamento del costo del lavoro
- con riferimento anche ai salari di fatto disaggregati per donne
-uomini e livelli d'inquadramento, con indicazione aggregata delle quantità retributive che non sono determinate da contrattazione collettiva di categoria
- il rapporto fra questo e la legislazione in materia contributiva, assistenziale e antinfortunistica, nonché le problematiche poste dalla legislazione sociale. Ciò anche al fine di una valutazione della competitività internazionale, nonché a quello di agevolare le trattative per la revisione della parte economica contrattuale per il 2° biennio; 18) le linee direttrici della contrattazione aziendale di cui all'art. 6 del presente contratto, nonché l'andamento a consuntivo della stessa; 19) le problematiche concernenti le "barriere architettoniche" nei luoghi di lavoro al fine di favorirne il superamento, compatibilmente con le esigenze impiantistiche e/o tecnico
-organizzative, anche attivando idonee iniziative per accedere a fonti di finanziamento previste dalle leggi vigenti. Specifiche informazioni in esito alle suddette analisi, per favorire il superamento e l'eliminazione delle "barriere architettoniche", verranno rese nelle sedi di cui ai punti 2), 3) e 4) del successivo art. 2 (Sistema di informazione e di esame congiunto) del presente CCNL; 20) gli interventi in tema di formazione professionale, con particolare riferimento ai lavoratori delle fasce deboli; 21) le problematiche connesse all'inserimento lavorativo dei lavoratori extracomunitari e dei lavoratori disabili, intendendosi per tali quelli la cui capacità lavorativa sia stata accertata ai sensi della legge n. 104/92; 22) le varie fasi di crescita ed affermazione di ALIFOND nel settore, in raccordo con la Consulta delle parti fondatrici, con particolare riferimento alla raccolta delle adesioni e alle eventuali azioni da intraprendere per favorire la capillare diffusione dell'iniziativa tra tutti i lavoratori.

Ai fini dell'effettiva operatività dell'Osservatorio, si conferma il gruppo ristretto di coordinamento, di cui all'Accordo di settore 20.10.92, composto di 12 persone scelte tra le Associazioni degli industriali e le OO.SS. stipulanti (6 per la parte datoriale, con la partecipazione di FEDERALIMENTARE, 6 per quella sindacale), che avrà anche il compito d'individuare priorità di analisi istruttorie ed eventuali interventi nei confronti di Istituzioni, Amministrazioni e Organizzazioni in ordine alle problematiche d'interesse del Settore e alle relative, possibili soluzioni. Tale gruppo effettuerà anche un esame delle iniziative a soste gno delle piccole e medie imprese.

Le parti nel comune convincimento del ruolo fondamentale che la formazione riveste come investimento strategico per il miglioramento della qualità del lavoro, dei processi e dei prodotti, convengono, anche alla luce di quanto affermato nel Patto sociale 1.2.99, che nel gruppo ristretto di coordinamento dell'Osservatorio saranno condotti approfondimenti nell'impegno costante della diffusione della "cultura della formazione". Questo impegno, che punta alla centralità dell'impresa per la qualificazione del sistema formativo, si colloca in uno scenario di più ampio respiro, che sarà attentamente seguito e monitorato dal gruppo, rappresentato da:

a)europeizzazione della formazione e della concertazione tra le parti sociali; b)valutazione e miglioramento della qualità dei sistemi formativi, con particolare riferimento all'esigenza di promuovere e valorizzare un'adeguata professionalità dei lavoratori in relazione sia al tipo di attività svolta che alla fascia d'età a fronte dell'evoluzione tecnologica ed organizzativa; c)ricerca di adeguati strumenti di coinvolgimento dei giovani nei processi formativi per l'acquisizione delle necessarie professionalità e per la loro preparazione all'inserimento in azienda; d)crescita della competitività delle imprese attraverso la qualificazione delle risorse umane; e)crescita della qualità delle infrastrutture dei sistemi di offerta di formazione nelle aree deboli.

Il gruppo, nel perseguimento del predetto obiettivo di diffusione della cultura formativa, istituirà una specifica sezione dell'Osservatorio, per rispondere alle esigenze indicate, che si attiverà per la ricerca di strumenti per accedere alle forme di finanziamento specificamente previste a livello comunitario, nazionale e regionale, al fine di promuoverne una corretta informazione all'interno del sistema imprenditoriale, in particolare delle piccole e medie imprese, e di valutare l'utilizzazione di tali finanziamenti per gli eventuali progetti che si convenisse di definire sul piano settoriale.

Quanto sopra premesso, si realizzeranno gli opportuni collegamenti con l'Organismo bilaterale nazionale per la Formazione e con gli Organismi bilaterali regionali.

Nel condiviso presupposto del rilievo che rivestono i problemi economici ed occupazionali nel Mezzogiorno e comunque nelle aree in ritardo di sviluppo o in declino industriale come individuate dai Regolamenti comunitari, le parti convengono di costituire, nell'ambito dell'Osservatorio, un gruppo paritetico, di composizione analoga a quella del gruppo ristretto di cui al precedente comma 3 del presente articolo, avente il compito di valutare le eventuali specificità che le tematiche oggetto d'esame assumono in tali aree geografiche.

In particolare, costituiranno oggetto di esame specifico:


- l'occupazione giovanile;
- le opportunità di finanziamento offerte dalla UE;
- lo stato di attuazione delle intese tra le Parti sociali e i Ministeri interessati per lo snellimento delle procedure per il sostegno alle imprese.

Le analisi effettuate nell'ambito dell'Osservatorio saranno esaminate in appositi incontri attivati dalle parti, con cadenza di norma semestrale, tra le Associazioni industriali e le OO.SS. nazionali congiuntamente stipulanti anche eventualmente delegando propri rappresentanti aventi specifiche caratteristiche professionali ritenute di volta in volta necessarie.

Al fine di rendere effettivo ed operativo
- nello spirito dei Protocolli 31.7.92, 23.7.93 e 1.2.99
- lo scambio di notizie e valutazioni, che caratterizza l'attività dell'Osservatorio, e tenendo presente l'esigenza di dati comunemente riconosciuti validi, l'Osservatorio medesimo sarà supportato da una banca dati, il cui regolamento relativo alle modalità di funzionamento e alle risorse eventualmente necessarie, verrà concordato entro il 31.12.00.

Le informazioni prioritarie, le fonti dalle quali attingerle e le elaborazioni della banca dati, saranno di volta in volta individuate dal gruppo paritetico nell'ambito dell'Osservatorio di cui al comma 3 del presente articolo.

Ulteriori modalità operative e/o relative alla raccolta dei dati, al reperimento delle fonti
- anche con riferimento a specifiche aree territoriali (interregionali, regionali o subregionali) ove comunque sussista una significativa concentrazione di aziende del complesso del settore alimentare
- nonché all'individuazione delle materie aggiuntive d'analisi, qualora ritenute necessarie, potranno essere concordate nel corso degli incontri predetti.

In relazione a quanto sopra, sempre negli stessi incontri, le parti stipulanti costituiranno in via sperimentale, d'intesa con le associazioni territoriali competenti, Osservatori di carattere territoriale raccordati a quello nazionale di settore.

In tale contesto e con riferimento al punto 11 del precedente comma 2, al fine di fornire un supporto alle parti stipulanti il CCNL, in particolare potrà essere esaminato il fenomeno degli appalti, del decentramento produttivo e delle terziarizzazioni, con riferimento alle conseguenze ed implicazioni riguardanti l'occupazione e le condizioni di lavoro, nel comune intento della salvaguardia delle normative di tutela del lavoro.

Specifici Osservatori di comparto merceologico, raccordati a quello nazionale di settore, per l'analisi delle medesime tematiche per quanto di rispettiva competenza, potranno essere realizzati, qualora ritenuti necessari, previo accordo tra le singole associazioni di categoria e le OO.SS. dei lavoratori congiuntamente stipulanti il presente CCNL.

Commissione paritetica nazionale per le pari opportunità.

1)Nel quadro della riaffermata attenzione verso le tematiche delle leggi vigenti, concernenti l'occupazione femminile e in armonia con quanto previsto dalle Raccomandazioni, Regolamenti e Direttive CEE recepite dallo Stato italiano e in vigore in tema di parità uomo
-donna, si conviene sull'opportunità di realizzare attività di studio e di ricerca finalizzate alla promozione di azioni positive e ad individuare eventuali ostacoli che non consentano un'effettiva parità di opportunità uomo
-donna nel lavoro, nonché ad esaminare le problematiche relative al rispetto della dignità della persona, in base alle disposizioni legislative in materia, al fine di un'opportuna sensibilizzazione negli ambienti di lavoro. In tale logica, le parti confermano la necessità della effettiva operatività, nell'ambito dell'Osservatorio nazionale, a far data dal 31.12.00, della Commissione paritetica nazionale composta da 12 membri (6 designati dalle Associazioni degli industriali e 6 designati dalle Segreterie nazionali FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL) alla quale è affidato il compito di:

a)esaminare l'andamento dell'occupazione femminile nel settore; b)seguire lo sviluppo della legislazione nazionale e comunitaria in materia; c)esaminare le problematiche connesse all'accesso del personale femminile ad attività professionali non tradizionali; d)studiare interventi idonei a facilitare il reinserimento delle lavoratrici dopo l'assenza per maternità e a salvaguardarne la professionalità; e)studiare iniziative idonee a prevenire forme di molestie sessuali nei luoghi di lavoro anche attraverso ricerche sulla diffusione e le caratteristiche del fenomeno. Le parti s'impegnano ad adeguare la normativa contrattuale in caso di emanazione di un provvedimento legislativo che demandi alla contrattazione nazionale modalità applicative e/o norme attuative, nei termini eventualmente fissati dalla legislazione di rinvio; f)verificare, con riferimento alla legge 10.4.91 n. 125, ipotesi di schemi per la promozione di iniziative di azioni positive.

2)Sempre nell'ambito dell'Osservatorio nazionale, potranno essere attivate, per la vigenza del presente CCNL, subarticolazioni della Commissione paritetica nazionale per le pari opportunità per specifiche aree territoriali ove comunque sussista una significativa concentrazione di aziende del complesso del settore alimentare.

Le aree di cui sopra vengono individuate, in via sperimentale, nelle provincie di Bologna, Genova, Milano, Parma, Roma, Salerno, Torino.

Le associazioni imprenditoriali delle città sopra indicate, previa intesa con le analoghe istanze territoriali delle OO.SS. stipulanti, potranno costituire Commissioni paritetiche per le pari opportunità che opereranno in stretto collegamento, anche con incontri periodici collegiali, con la Commissione nazionale sulla base delle informazioni, dei dati e dei risultati delle ricerche forniti dalla stessa.

Tali Commissioni saranno composte da 12 membri, di cui 6 designati dalle associazioni degli industriali e 6 designati dalle sopra richiamate istanze territoriali delle OO.SS.

Alle Commissioni è affidato il compito di:

a)analizzare le caratteristiche del mercato del lavoro e le specificità territoriali dell'andamento dell'occupazione femminile nel settore; b)esaminare problematiche riferite all'occupazione femminile in ruoli connessi alle nuove tecnologie; c)studiare interventi idonei a facilitare il rientro delle lavoratrici puerpere e il loro reinserimento al lavoro e ogni iniziativa atta a favorire tale reinserimento nella salvaguardia della professionalità delle lavoratrici; d)considerare l'opportunità di effettuare nell'ambito territoriale ricerche o indagini sulla diffusione e le caratteristiche delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro; e)valutare sperimentazioni, sulla base delle indicazioni eventualmente fornite dalla Commissione paritetica nazionale e ai sensi di quanto previsto dalla lett. f) del precedente punto 1), di iniziative di azioni positive.

* * * * *

Le Commissioni di cui ai precedenti punti 1) e 2) si riuniranno di norma semestralmente, saranno presiedute a turno da 1 componente di parte industriale o di parte sindacale, delibereranno all'unanimità circa le metodologie di lavoro e per l'attuazione dei compiti loro attribuiti e riferiranno annualmente, sull'attività svolta, alle parti stipulanti il presente CCNL.



Art. 2
- Sistema di informazione e di esame congiunto.

Le parti, ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle OO.SS. dei lavoratori, convengono quanto segue:

1)le singole associazioni imprenditoriali di categoria forniranno, anche alla luce di risultati e valutazioni svolte nell'ambito dell'Osservatorio di settore, a FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL nazionali, congiuntamente stipulanti, in apposito incontro a livello nazionale, informazioni complessive riguardanti:


- gli andamenti registrati nel settore, le prospettive produttive, i tassi di utilizzazione degli impianti, i programmi d'investimento, i programmi d'investimento che comportino diversificazioni produttive, i nuovi insediamenti industriali e la loro localizzazione per grandi aree geografiche e/o i rilevanti ampliamenti di quelli esistenti, nonché i programmi d'investimento e ristrutturazione e/o riconversione di cui alle leggi di programmazione;
- l'andamento economico produttivo del settore con dati aggregati sull'importazione ed esportazione dei prodotti;
- l'andamento quantitativo del lavoro stagionale e, con particolare riguardo al Mezzogiorno, l'andamento dell'occupazione giovanile, con riferimento ai CFL e all'apprendistato avuto riguardo alla legislazione e agli accordi vigenti;
- l'andamento dell'occupazione femminile, in relazione ai possibili interventi volti (azioni positive) a promuovere condizioni di effettiva parità per le lavoratrici in linea con le normative CEE e nazionali in tema di parità uomo
-donna e in particolare con la legge 10.4.91 n. 125;
- l'andamento della produzione in relazione all'occupazione e quindi all'andamento della produttività al cui incremento, unitamente a quello dell'efficienza, nelle sedi proprie, le parti annettono particolare rilevanza, auspicando comportamenti conseguenti.

In relazione a tali informazioni, a richiesta di una delle parti, seguirà un esame congiunto sulle conseguenze delle informazioni rese nel corso del quale le parti esprimeranno le loro autonome valutazioni.

Tali incontri si svolgeranno con cadenza semestrale e potranno, di comune accordo, essere effettuati in coincidenza con quelli previsti per l'esame, nell'ambito dell'Osservatorio, di cui al comma 10 del precedente art. 1.

2)Annualmente, di norma nel 1° quadrimestre, la delegazione industriale del settore alimentare fornirà, anche alla luce di risultati e valutazioni svolte nell'ambito dell'Osservatorio di settore, ai sindacati regionali FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL, congiuntamente stipulanti, informazioni globali riferite:


- agli andamenti del settore e alle prospettive produttive del complesso delle attività industriali del settore alimentare nella Regione (eventualmente in aree subregionali ove sussista una significativa concentrazione di aziende del complesso del settore alimentare) e alle tendenze dell'occupazione, con particolare riguardo ai processi di ristrutturazione e conversione, ai programmi che comportino nuovi insediamenti industriali e ai criteri generali della loro localizzazione, con riferimento anche alle condizioni ambientali e di tutela dell'ambiente esterno, nonché agli interventi posti in essere dalle aziende per favorire il superamento e l'eliminazione delle "barriere architettoniche";
- ai finanziamenti pubblici per nuovi insediamenti o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti, agli investimenti globali per la ricerca, ai programmi di formazione professionale eventualmente promossi su iniziativa e con il concorso delle associazioni degli imprenditori, al fenomeno del decentramento produttivo, alla realtà industriale nel territorio con riferimento al complesso delle aziende operanti, distinte per classi di dipendenti, e all'andamento quantitativo del lavoro stagionale;
- al complesso delle situazioni occupazionali connesse a processi di mobilità regionale o interregionale di particolare rilevanza di cui alla legge n. 675/77 e successive modifiche per riconversioni, ristrutturazioni o crisi aziendali, all'andamento dell'occupazione giovanile, in rapporto ai CFL e dell'apprendistato in rapporto alla legislazione e agli accordi vigenti;
- all'andamento dell'occupazione femminile, in relazione ai possibili interventi volti (azioni positive) a promuovere condizioni di effettiva parità per le lavoratrici in linea con le normative CEE e nazionali in tema di parità uomo
-donna e in particolare con la legge 10.4.91 n. 125.

In relazione a tali informazioni, a richiesta di una delle parti, seguirà un esame congiunto sulle conseguenze delle informazioni rese, nel corso del quale le parti esprimeranno le loro autonome valutazioni.

* * * * *

Qualora nella Regione sussistano significative concentrazioni di aziende appartenenti a particolari comparti merceologici, a richiesta delle OO.SS. le informazioni anzidette saranno fornite in maniera aggregata, ma riferite ai comparti suddetti. In tale ipotesi la specifica richiesta potrà essere soddisfatta decorsi 4 mesi dalla ricezione della domanda.

3)I gruppi industriali
- intendendo per gruppo un complesso industriale di particolare importanza articolato sul territorio nazionale con una pluralità di insediamenti produttivi e di distinte unità organizzative
- fermo restando a tale proposito il sistema di relazioni industriali previsto dalle singole prassi in atto, forniranno, anche alla luce di risultati e valutazioni svolte nell'ambito dell'Osservatorio di Settore, a FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL nazionali, congiuntamente stipulanti, con l'assistenza delle competenti organizzazioni nazionali di categoria e delle competenti organizzazioni territoriali, informazioni complessive riguardanti:


- gli andamenti e le prospettive produttive, i programmi d'investimento, i programmi d'investimento che comportino diversificazioni produttive e/o nuovi insediamenti industriali, loro localizzazioni e/o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti, le modifiche all'organizzazione del lavoro e delle tecnologie che comportino rilevanti riflessi sull'occupazione, l'utilizzazione degli impianti e l'andamento complessivo degli orari;
- le trasformazioni tecnologiche ed organizzative e nuovi assetti produttivi aziendali ivi compresi eventuali fenomeni di concentramento produttivo che comportino rilevanti riflessi sull'occupazione, problemi energetici quando comportino riflessi sull'occupazione e/o continuità degli orari di lavoro, finanziamenti pubblici per nuovi insediamenti o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti, nonché informazioni sugli investimenti globali per la ricerca;
- le tendenze occupazionali connesse alle esigenze di ristrutturazioni produttive e le innovazioni tecnologiche che abbiano significativo riflesso sui livelli occupazionali, sulla professionalità, sull'ambiente interno ed esterno al luogo di lavoro, l'andamento dell'occupazione giovanile, con riferimento ai CFL e all'apprendistato, avuto riguardo alla legislazione e agli accordi vigenti;
- il numero e la finalizzazione dei CFL;
- il numero dei contratti part
-time e a termine;
- l'andamento dell'occupazione femminile, in relazione ai possibili interventi volti (azioni positive) a promuovere condizioni di effettiva parità per le lavoratrici in linea con le normative CEE e nazionali in tema di parità uomo
-donna e in particolare con la legge 10.4.91 n. 125;
- gli interventi posti in essere per favorire il superamento e l'eliminazione delle "barriere architettoniche".

La predetta informativa verrà resa annualmente a richiesta di parte in apposito incontro, mentre incontri di approfondimento su temi specifici potranno essere richiesti dalle parti medesime. In tali occasioni potranno essere esaminate congiuntamente, con autonome valutazioni, le conseguenze delle informazioni rese.

In apertura degli incontri di cui ai commi precedenti verrà di volta in volta indicato agli organismi sindacali se le informazioni che verranno trasmesse abbiano la caratteristica del segreto industriale previsto per l'applicazione dell'art. 623 C.P.

Inoltre, con riferimento a quanto previsto dal Protocollo 23.7.93 e con le cadenze previste dall'art. 55, saranno fornite le opportune informazioni di carattere economico sull'andamento del gruppo industriale.

In presenza di significativi processi di ristrutturazione e/o innovazioni tecnologiche che comportino riduzione, spostamenti, chiusure di reparti o fabbriche e depositi, le parti valuteranno, nel rispetto delle compatibilità economiche, prima della loro realizzazione, le opportunità offerte dal contratto, dagli accordi interconfederali e dalla legislazione vigente, per la ricerca di soluzioni alternative che contengano o eliminino le conseguenze sui dipendenti, con particolare attenzione alle aree di declino industriale e del Mezzogiorno.

4)Le aziende che abbiano significativa rilevanza nel comparto merceologico di appartenenza forniranno alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa, nel corso di un apposito incontro, con l'eventuale assistenza delle rispettive associazioni sindacali, anche alla luce di risultati e valutazioni svolte nell'ambito dell'Osservatorio di settore, informazioni riguardanti:


- gli andamenti e le prospettive produttive, i programmi d'investimento, i programmi d'investimento che comportino diversificazioni produttive e/o nuovi insediamenti industriali e loro localizzazione e/o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti, le modifiche dell'organizzazione del lavoro e delle tecnologie che comportino rilevanti riflessi sull'occupazione, l'utilizzazione degli impianti e l'andamento complessivo degli orari;
- le trasformazioni tecnologiche e organizzative e i nuovi assetti produttivi aziendali ivi compresi eventuali fenomeni di decentramento produttivo che comportino rilevanti riflessi sull'occupazione, i problemi energetici quando abbiano riflesso sull'occupazione e/o continuità degli orari di lavoro, i finanziamenti pubblici per nuovi insediamenti e/o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti, gli investimenti globali per la ricerca nonché il numero degli addetti per sesso e fasce d'età;
- le tendenze occupazionali connesse alle esigenze di ristrutturazioni produttive e le innovazioni tecnologiche che abbiano significativo riflesso sui livelli occupazionali, sulla professionalità e sull'ambiente interno ed esterno al luogo di lavoro, l'andamento dell'occupazione giovanile, con riferimento ai CFL e all'apprendistato in rapporto alla legislazione e agli accordi vigenti;
- il numero e la finalizzazione dei CFL;
- il numero dei contratti part
-time e a termine;
- l'andamento dell'occupazione femminile, in relazione ai possibili interventi volti (azioni positive) a promuovere condizioni di effettiva parità per le lavoratrici in linea con le normative CEE e nazionali in tema di parità uomo
-donna e in particolare con la legge 10.4.91 n. 125;
- gli interventi idonei a facilitare il reinserimento delle lavoratrici dopo l'assenza per maternità e a salvaguardarne la professionalità;
- gli interventi posti in essere per favorire il superamento e l'eliminazione delle "barriere architettoniche".

La predetta informativa verrà resa annualmente a richiesta di parte in apposito incontro, mentre incontri di approfondimento su temi specifici potranno essere richiesti dalle parti medesime. In tali occasioni potranno essere esaminate congiuntamente, con autonome valutazioni, le conseguenze delle informazioni rese.

In apertura degli incontri di cui ai commi precedenti verrà di volta in volta indicato agli organismi sindacali se le informazioni che verranno trasmesse abbiano la caratteristica del segreto industriale previsto per l'applicazione dell'art. 623 C.P.

Inoltre, con riferimento a quanto previsto dal Protocollo 23.7.93 e con le cadenze previste dall'art. 55 (Premio per obiettivi), saranno fornite le opportune informazioni di carattere economico sull'andamento dell'azienda.

In presenza di significativi processi di ristrutturazione e/o innovazioni tecnologiche che comportino riduzione, spostamenti, chiusure di reparti o fabbriche e depositi, le parti valuteranno, nel rispetto delle compatibilità economiche, prima della loro realizzazione, le opportunità offerte dal contratto, dagli accordi interconfederali e dalla legislazione vigente, per la ricerca di soluzioni alternative che contengano o eliminino le conseguenze sui dipendenti, con particolare attenzione alle aree di declino industriale e del Mezzogiorno.

* * * * *

Le aziende non ricomprese nel precedente punto 4) che abbiano concluso accordi o che diano corso alla contrattazione aziendale di cui all'art. 55 forniranno, su richiesta, annualmente, alle RSU, con l'eventuale assistenza delle rispettive organizzazioni territoriali, informazioni riguardanti l'andamento aziendale e i riflessi sull'occupazione.

Ferma rimanendo la cadenza di cui sopra, tali informazioni potranno essere rese in coincidenza degli incontri di cui all'art. 55.

Dichiarazione congiunta.

Le parti si danno atto che la dizione di gruppo non comprende i gruppi finanziari e che le informazioni a livello di gruppo e di azienda non sono cumulabili.



Art. 3
- Formazione professionale.

Con riferimento a quanto previsto dagli accordi interconfederali in materia di formazione professionale, le parti riconoscono concordemente l'importanza e il ruolo strategico che tale strumento riveste ai fini della valorizzazione professionale delle risorse umane.

Pertanto le Parti, coerentemente ad una significativa evoluzione del sistema di relazioni industriali, convengono, nel rispetto delle reciproche competenze e responsabilità ad esse derivanti dalle norme di legge, di accordi interconfederali e del presente contratto, che la formazione debba essere orientata al perseguimento dei seguenti obiettivi:


- consentire ai lavoratori di acquisire professionalità specifiche in grado di meglio rispondere alle mutate esigenze derivanti da innovazioni tecnologiche ed organizzative;
- cogliere le opportunità occupazionali del mercato del lavoro, con particolare riferimento al personale femminile, nell'intento di facilitare l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro e di consentire una maggiore flessibilità nell'impiego dei lavoratori;
- rispondere a necessità di aggiornamento dei lavoratori al fine di prevenire l'insorgere di situazioni di inadeguatezza professionale;
- facilitare il reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori dopo lunghi periodi di assenza.

In questo quadro i gruppi industriali e le aziende, nel corso degli incontri rispettivamente previsti nei punti 3) e 4) dell'art. 2 forniranno alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa informazioni, anche a consuntivo, sui programmi di formazione professionale, con particolare riferimento al numero dei lavoratori interessati suddivisi per sesso, alla durata dei corsi, alla sede, ai contenuti, agli obiettivi tecnico
-professionali da conseguire, allo svolgimento dei corsi in azienda o in centri di formazione esterni, nonché all'intendimento di far ricorso a fonti di finanziamento, per i programmi stessi, esterne all'azienda.

Le RSU potranno fornire proprie valutazioni in ordine a tali programmi.

Le parti, inoltre, esamineranno le risultanze dell'indagine, prevista dall'Accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese, sui fabbisogni formativi per la parte riguardante il settore alimentare e, alla luce di esse, valuteranno l'opportunità di realizzare con gli organismi paritetici bilaterali e
- in tal caso in relazione alle realtà locali
- con le rispettive organizzazioni territoriali, esperienze di collaborazione nel campo della formazione professionale nonché la possibilità di utilizzazione delle risorse a tali fini previste dai Fondi comunitari e dalla legislazione vigente.



Parte II

Art. 4
- Appalti, decentramento produttivo e terziarizzazioni.

Sono esclusi dagli appalti i lavori svolti in azienda direttamente pertinenti le attività di trasformazione e di imbottigliamento proprie dell'azienda stessa nonché quelle di manutenzione ordinaria continuativa, ad eccezione di quelle che necessariamente debbono essere svolte al di fuori dei turni normali di lavoro.

Opportune disposizioni saranno esaminate per i lavoratori già facenti parte dell'azienda appaltatrice.

Allo scopo di perseguire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti in materia di prestazione di lavoro, le aziende inseriranno nei contratti di appalto apposite clausole che vincolino le imprese appaltatrici all'osservanza degli obblighi ad esse derivanti dalle norme di legge assicurative, previdenziali, di igiene e sicurezza del lavoro, nonché al rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartengono le aziende appaltatrici stesse. Nel caso in cui l'appalto sia affidato a società cooperative e la prestazione di lavoro venga resa dagli stessi soci cooperatori, le suddette clausole dovranno in particolare vincolare la cooperativa stessa ad assicurare ai soci medesimi un trattamento economico
-normativo globalmente equivalente a quello previsto dal CCNL di riferimento.

I lavoratori di aziende appaltatrici operanti in azienda possono fruire dei servizi di mensa con opportune intese tra azienda appaltante e azienda appaltatrice.

I gruppi e le aziende, nell'ambito degli incontri di cui al comma 1 dei punti 3 e 4 dell'art. 2, forniranno alle RSU o al Comitato esecutivo delle stesse dati aggregati:


- sulla natura delle attività conferite in appalto e/o in decentramento produttivo;
- su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo che abbiano rilevanti riflessi sull'occupazione complessiva; ciò per consentire alle OO.SS. la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali.

Dati aggregati sulla natura delle attività conferite in appalto saranno altresì forniti alle OO.SS. in occasione degli incontri di cui al comma 1 dei punti 1 e 2 del predetto sistema di informazione.

I gruppi industriali e le aziende di cui ai punti 3 e 4 del richiamato art. 2 forniranno annualmente, a consuntivo, il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all'interno delle unità produttive.

Nota a verbale per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole.

Per i lavoratori del settore macellazione e lavorazione delle specie avicole, l'art. 4 è il seguente: Le aziende non potranno dare in appalto le opere e i servizi che fanno parte del ciclo produttivo dell'impresa che abbiano carattere di continuità o possano essere programmati come tali. Le aziende non potranno affidare in appalto o in subappalto o in qualsiasi altra forma, nonché a società cooperative, l'esecuzione di mere prestazioni di lavoro mediante impiego di manodopera assunta e retribuita dall'appaltatore e dall'intermediario.



Capitolo II
- ASSETTI CONTRATTUALI

Art. 5
- Sistema contrattuale.

Il sistema contrattuale di cui al presente capitolo intende dare attuazione ai principi ispiratori dei Protocolli 31.7.92, 23.7.93 e 1.2.99
- le cui disposizioni anche non riprodotte s'intendono qui integralmente richiamate
- nonché delle intese di cui all'allegato 1 al presente CCNL.

Alla luce di quanto sopra, il sistema contrattuale prevede:


- un contratto collettivo nazionale di lavoro;
- un livello di contrattazione aziendale.

Il contratto nazionale, secondo quanto previsto dal punto 2, capitolo 2, Protocollo 23.7.93, ha durata quadriennale per la materia normativa e biennale per quella retributiva.

Il contratto nazionale e il protocollo aggiuntivo relativo ai Viaggiatori o Piazzisti fissano l'ambito di contrattazione a livello aziendale, consentendo una maggiore aderenza della disciplina contrattuale a talune caratteristiche settoriali e di azienda. Il contratto, nel realizzare maggiori benefici per i lavoratori, riconosce l'esigenza per le imprese di poter programmare la propria attività produttiva per la durata del presente contratto e degli accordi integrativi stipulati in attuazione delle sue norme.

Il contratto nazionale di categoria stabilisce anche la tempistica, secondo il principio dell'autonomia dei cicli negoziali, le materie e le voci in cui si articola la contrattazione aziendale di cui all'articolo seguente.

Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l'impegno delle parti di rispettare e far rispettare ai propri iscritti, per il periodo di loro validità, il contratto nazionale e le norme integrative aziendali da esso previste. A tale fine, anche attraverso il ricorso agli strumenti e alle procedure di cui all'art. 79, le associazioni industriali ai vari livelli sono impegnate ad adoperarsi per l'osservanza delle condizioni pattuite da parte delle aziende associate mentre le organizzazioni dei lavoratori, ivi comprese le loro articolazioni periferiche, s'impegnano a non promuovere e ad intervenire perché siano evitate azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli.

Nel quadro di quanto sopra convenuto, si è stipulato il presente CCNL da valere per i lavoratori addetti alle aziende, così come rappresentate dalle singole associazioni stipulanti, e/o esercenti le rispettive attività industriali qualunque sia la ragione sociale e l'inquadramento agli effetti previdenziali e/o fiscali.



Art. 6
- Contrattazione aziendale.

La contrattazione aziendale è prevista nello spirito della prassi negoziale previgente all'Accordo di settore 13.1.94, con particolare riferimento alle piccole imprese.

Pertanto, la contrattazione aziendale potrà essere svolta solo per le materie per le quali nel presente contratto è prevista tale possibilità nei limiti e secondo le procedure specificatamente indicate, e ciò nel rispetto del principio secondo cui tale contrattazione non può avere ad oggetto materie già definite in altri livelli di negoziazione.

In applicazione degli Accordi di settore 13.1.94 e 12.5.94, soggetti negoziali di parte sindacale per la contrattazione aziendale saranno le RSU di cui all'art. 7 del presente contratto e, secondo le indicazioni fornite dal Protocollo 20.12.93 e la prassi esistente, le strutture delle OO.SS. stipulanti il CCNL.



Capitolo III
- ISTITUTI DI CARATTERE SINDACALE

Art. 7
- Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU).

La RSU o il Comitato esecutivo della stessa è l'unica struttura abilitata alla contrattazione aziendale, fermo restando il disposto di cui al comma 4 dell'art. 5 e salvo quanto previsto al riguardo dall'allegato protocollo per i Viaggiatori o Piazzisti.

La regolamentazione che segue integra e specifica quanto previsto dall'Accordo interconfederale per la costituzione delle RSU sottoscritto da CONFINDUSTRIA, INTERSIND e CGIL, CISL, UIL il 20.12.93, sulla base di quanto disposto sulla materia dall'Accordo di settore 12.5.94.

1.Costituzione della RSU.

La RSU viene costituita, ad iniziativa delle Associazioni sindacali FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL, in ciascuna unità produttiva con più di 15 dipendenti, esclusi i Viaggiatori o Piazzisti e i lavoratori stagionali, già normati, rispettivamente, nell'art. 18 del relativo protocollo e al punto 8 del presente articolo.

La costituzione avverrà secondo la disciplina e le procedure di elezione previste nell'Accordo Interconfederale 20.12.93, con particolare riferimento ai termini stabiliti per le singole fasi.

Alla condizione che abbiano espresso formale adesione al citato accordo interconfederale, l'iniziativa per la costituzione della RSU può essere assunta anche dalle altre associazioni sindacali di cui al comma 2, punto 1, parte I, e al punto 4, lett. b), parte II del richiamato accordo Interconfederale.

In ogni caso le OO.SS., dotate dei requisiti di cui all'art. 19, legge 20.5.70 n. 300, che siano firmatarie del presente accordo o comunque aderiscano alla disciplina in esso contenuta, partecipando alla procedura di elezione della RSU, rinunciano formalmente ed espressamente a costituire RSA ai sensi della norma sopra menzionata.

2.Composizione della RSU.

La RSU è composta, per 2/3 dai rappresentanti eletti tra le liste presentate da tutte le associazioni sindacali richiamate al punto precedente, in proporzione ai voti conseguiti dalle singole liste e, nell'ambito delle liste, in relazione ai voti ottenuti dai singoli candidati.

Il residuo terzo è assegnato alle sole associazioni firmatarie del CCNL e la relativa copertura avviene mediante elezione o designazione, in misura proporzionale ai voti ricevuti nell'unità produttiva da ciascuna delle liste aventi diritto ai sensi del Protocollo 20.12.93.

3.Ripartizione dei seggi tra operai e impiegati e quadri.

In relazione a quanto previsto ai commi 2 e 3, punto 2, parte I, Accordo interconfederale 20.12.93 e fermo restando il numero dei seggi complessivamente spettanti, la ripartizione dei seggi tra gli operai e gli impiegati e quadri verrà effettuata con riferimento al rispettivo peso percentuale sul totale degli addetti.

Qualora, per gli operai o per gli impiegati e quadri, non ci siano candidati disponibili a presentarsi, i seggi loro spettanti saranno assegnati all'altra categoria giuridica.

4.Numero dei componenti la RSU.

Il numero dei componenti la RSU
- calcolato con riferimento al numero dei dipendenti dell'unità produttiva individuati secondo i criteri di cui al comma 1 del precedente punto 1, "Costituzione della RSU"
- è pari a:


- 3 componenti nelle unità produttive che occupano da 16 a 100 dipendenti;
- 4 componenti nelle unità da 101 a 200 dipendenti;
- 6 componenti nelle unità da 201 a 300 dipendenti;
- 9 componenti nelle unità da 301 a 450 dipendenti;
- 11 componenti nelle unità da 451 a 600 dipendenti;
- 13 componenti nelle unità da 601 a 750 dipendenti;
- 16 componenti nelle unità da 751 a 1.000 dipendenti;
- 21 componenti nelle unità da 1.001 a 1.500 dipendenti;
- 25 componenti nelle unità da 1.501 a 2.000 dipendenti;
- 27 componenti nelle unità da 2.001 a 2.500 dipendenti;
- 30 componenti nelle unità produttive di maggiori dimensioni.

Nelle unità produttive con almeno 11 componenti la RSU, quest'ultima, per i rapporti con la Direzione aziendale, ferma restando la propria titolarità contrattuale, decisionale e di indirizzo, potrà avvalersi di un Comitato esecutivo eletto tra i suoi componenti.

La RSU sostituisce il Consiglio di fabbrica di cui al CCNL 7.8.91 e i suoi componenti subentrano, tenendo conto anche di quanto previsto al successivo punto 5, alle RSA e ai dirigenti delle RSA
- ivi compresi quelli del VV.PP.
- di cui alla legge n. 300/70 per titolarità di diritti, permessi, agibilità sindacali, compiti di tutela dei lavoratori e per la funzione di agente contrattuale per le materie del livello aziendale, secondo quanto previsto dal vigente contratto e dal Protocollo 13.1.94.

A detti componenti sono riconosciute le tutele previste dalla legge n. 300/70 per i dirigenti RSA.

5.Durata e sostituzione nell'incarico.

La RSU decade automaticamente dal mandato ricevuto:


- alla scadenza dei 3 anni dalla data delle elezioni;
- qualora si verifichi il superamento della quota di sostituzioni previste dall'Accordo interconfederale 20.12.93 e richiamate dall'ultimo capoverso del presente punto;
- in presenza di richiesta formale di decadenza anticipata con raccolta di firme tra i lavoratori aventi diritto al voto, pari o superiori al 50%; tali firme, perché abbiano valore ai fini della richiesta di revoca, dovranno essere opportunamente certificate.

In caso di dimissioni di un componente elettivo, lo stesso sarà sostituito dal 1° dei non eletti appartenente alla medesima lista.

Il componente dimissionario che sia stato nominato, in base a quanto previsto dal 2° periodo del precedente punto 2, dalle associazioni sindacali stipulanti il CCNL applicato nell'unità produttiva, sarà sostituito mediante nuova designazione da parte delle stesse associazioni.

Le dimissioni e conseguenti sostituzioni dei componenti la RSU non possono concernere un numero superiore al 50% degli stessi, pena la decadenza della RSU con conseguente obbligo di procedere al suo rinnovo, secondo le modalità previste dal presente accordo.

6.Elettorato passivo: lavoratori a tempo determinato.

Ferma restando l'eleggibilità di operai, impiegati e quadri non in prova in forza all'unità produttiva alla data delle elezioni, candidati nelle liste di cui al punto 4, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, possono essere eletti anche i lavoratori non a tempo indeterminato il cui contratto d'assunzione consenta, alla data delle elezioni, una durata residua del rapporto di lavoro non inferiore a 6 mesi.

Al termine del contratto non a tempo indeterminato e in ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro, il mandato conferito scade automaticamente.

I componenti decaduti potranno essere sostituiti secondo le regole stabilite al punto 6, parte I, Accordo interconfederale 20.12.93.

7.Procedure per le elezioni.

a)Modalità delle votazioni e disciplina della elezione della RSU.

I lavoratori potranno compiere le operazioni di voto al di fuori dell'orario di lavoro nonché durante l'orario di lavoro, in tale ultima ipotesi utilizzando le ore di assemblea di cui all'art. 20, legge 20.5.70 n. 300.

Per quanto riguarda la disciplina della elezione della RSU, si fa integrale rinvio a quanto previsto nella parte II, Accordo interconfederale 20.12.93.

b)Commissione elettorale, scrutatori, componenti del seggio elettorale e del Comitato dei garanti.

Fermo restando quanto previsto alla precedente lett. a), i membri della Commissione elettorale, gli scrutatori, i componenti del seggio elettorale, i componenti sindacali del Comitato di garanti qualora in forza all'unità produttiva, disciplinati rispettivamente ai punti 5, 8, 13 e 20, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, dovranno espletare il loro incarico al di fuori dell'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro utilizzando in via eccezionale, previa richiesta, i permessi retribuiti di cui all'art. 23, legge 20.5.70 n. 300, nei limiti e secondo le modalità di cui al punto 12, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93 (vedasi art. 9 del presente CCNL).

Resta ovviamente inteso che ai suddetti soggetti non sono riconosciuti i diritti, i poteri e le tutele già previsti dalia legge a favore dei dirigenti delle RSA, e ora trasferiti ai componenti le RSU in forza dell'Accordo interconfederale 20.12.93.

Per la composizione della Commissione elettorale di cui al punto 5, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, nelle unità produttive con più di 500 dipendenti, ogni O.S. abilitata alla presentazione di liste potrà de signare 2 lavoratori dipendenti dall'unità produttiva, non candidati.

8.Attività stagionali o per punte di maggiore lavoro ricorrenti.

Nel caso in cui nell'unità produttiva si svolgano attività stagionali o per punte di maggior lavoro ricorrenti in alcuni periodi dell'anno e ove ciascuna di tali attività abbia una durata non inferiore a 60 giorni lavorativi, le OO.SS. firmatarie potranno comunicare, al fine di interpretarne le particolari problematiche, il nominativo di rappresentanti dei lavoratori addetti a tali attività.

Fermo restando quanto previsto al precedente periodo, la suddetta facoltà potrà essere esercitata quando sussistano congiuntamente nell'unità produttiva, al momento della comunicazione, le seguenti condizioni:

a)il numero degli addetti alle attività stagionali o per punte di maggior lavoro ricorrenti sia almeno pari al 10% dei dipendenti a tempo indeterminato; b)tale numero non sia comunque inferiore alle 50 unità.

Il numero di tali rappresentanti sarà complessivamente pari ad 1 qualora il numero degli addetti di cui al comma precedente sia inferiore o pari a 220 e a 2 sopra tale limite numerico.

I suddetti rappresentanti saranno individuati di volta in volta tra gli assunti nei vari periodi di stagionalità o di punte di maggior lavoro ricorrente e affiancheranno le RSU fino alla cessazione del proprio rapporto di lavoro e, durante tale periodo, potranno utilizzare i permessi attribuiti alle RSU secondo le indicazioni delle stesse.

1a dichiarazione a verbale.

Per quanto non espressamente previsto al presente articolo s'intendono richiamate le disposizioni dell'Accordo interconfederale 20.12.93 e dell'Accordo di settore 12.5.94.

2a dichiarazione a verbale.

Le parti, in considerazione dei contenuti dell'Accordo di settore 12.5.94, convengono che il numero dei componenti della RSU sancito nel precedente punto 4 non può essere incrementato a livello aziendale sia pure in forza di accordi o prassi preesistenti all'accordo medesimo. FAT, FLAI, UILA e FEDERALIMENTARE s'impegnano a garantire a livello di unità produttive comportamenti coerenti con quanto sopra convenuto, assicurando, ove necessario, gli opportuni interventi.

Dichiarazione congiunta.

In caso di accordi Interconfederali o di norme di legge relativi alla materia, le parti stipulanti il presente accordo s'incontreranno in sede nazionale per esaminare l'eventuale necessità di armonizzare e/o adeguare le normative contrattuali della categoria con tali nuove discipline.



Art. 8
- Assemblea.

Il diritto di assemblea con le modalità di cui all'art. 20, legge 20.5.70 n. 300 sarà esercitato ad istanza di FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL, congiuntamente stipulanti o della RSU o del Comitato esecutivo della stessa.

Analogo diritto di assemblea verrà riconosciuto ed esercitato ad istanza di FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL, congiuntamente stipulanti
- tenendo conto delle esigenze produttive, nel senso che le assemblee saranno indette all'inizio o alla fine dei turni di lavoro con un preavviso di almeno 24 ore (sono fatte salve le condizioni di miglior favore in atto al 15.7.77)
- anche nelle unità produttive con almeno 10 dipendenti nel limite massimo di 6 ore annue retribuite, salvo che non ricorra l'ipotesi di cui al comma 2, art. 35 della citata legge n. 300.

Tali assemblee saranno tenute di norma fuori delle unità produttive.



Art. 9
- Permessi sindacali
- Assenze e permessi per l'esercizio di funzioni pubbliche elettive.

I permessi sindacali retribuiti spettanti alla RSU, comprensivi di quanto già previsto per i dirigenti delle RSA dalla legge 20.5.70 n. 300, calcolati con riferimento al numero dei dipendenti a tempo indeterminato cosi come individuati al punto 1, 1° periodo dell'Accordo di settore 12.5.94, nonché, a decorrere dall'1.1.00, con riferimento anche ai lavora tori stagionali di cui al punto a), legge 18.4.62 n. 230 (intendendosi come unità lavorative utili ai fini del computo dei permessi quelle derivanti dalla sommatoria dei singoli periodi di lavoro stagionale diviso 12), sono i seguenti:


- unità produttive da 16 a 200 dipendenti: 4 ore annue per dipendente;
- unità produttive da 201 a 300 dipendenti: 2 ore e mezza annue per dipendente a cui si sommano 288 ore annue fisse;
- unità produttive da 301 a 600 dipendenti: 2 ore e mezza annue per dipendente a cui si sommano 576 ore annue fisse;
- unità produttive da 601 dipendenti ed oltre: 3 ore annue per dipendente.

All'interno di tali permessi viene riconosciuto alle OO.SS. congiuntamente stipulanti un monte ore pari a 1 ora annua per dipendente (fermi restando i monti ore cosi come sopra definiti, negli scaglioni da 601 a 623, da 751 a 767 e da 1001 a 1007 dipendenti ad ogni dirigente della RSU vanno garantite 96 ore), per la loro agibilità, per i membri dei Comitati direttivi delle stesse e comunque per le fattispecie dell'art. 30, legge 20.5.70 n. 300.

Eventuali condizioni di miglior favore esistenti in termini di permessi sindacali a livello aziendale al 12.5.94, verranno mantenute se derivanti da accordi aziendali formalmente sottoscritti e saranno armonizzate a tale livello.

I lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive hanno, inoltre, diritto ai permessi previsti dall'art. 32 della richiamata legge 20.5.70 n. 300.

Nota a verbale per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole.

Per i dipendenti delle aziende di macellazione e lavorazione delle specie avicole il monte ore dei permessi retribuiti per le RSU, calcolato in base a quanto previsto dall'art. 8, Accordo 12.5.94 tra le associazioni aderenti a FEDERALIMENTARE e FAT/FLAI/UILA, sarà incrementato di mezz'ora (30 minuti) per dipendente (per quanto concerne il numero di dipendenti cui far riferimento per il calcolo del monte ore, si avrà riguardo alla media ponderata del numero dei dipendenti dell'anno precedente a quello di riferimento). Tale incremento, che comprende i permessi previsti dall'art. 30, legge n. 300/70, si aggiungerà a quanto congiuntamente spettante alle OO.SS. per le esigenze dei membri dei loro Comitati direttivi. La presente nota sostituisce e annulla la precedente nota a verbale per il settore avicolo di cui all'art. 65, CCNL industria alimentare 7.8.91.



Art. 10
- Aspettative al lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire incarichi sindacali provinciali o nazionali.

La concessione di aspettative ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali o nazionali è regolata dall'art. 31, legge 20.5.70, n. 300.

Il periodo di aspettativa sarà considerato utile ai fini della rivalutazione dell'importo del TFR maturato all'inizio dell'aspettativa stessa, secondo i criteri previsti dall'art. 2120, commi 4 e 5 C.C.



Art. 11
- Affissioni.

La RSU o il Comitato esecutivo della stessa ha diritto di affiggere, su apposito albo predisposto dalle aziende, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti materie d'interesse sindacale e del lavoro.

Le anzidette comunicazioni dovranno essere firmate dai componenti della RSU o del Comitato esecutivo della stessa o dalle istanze provinciali o nazionali delle OO.SS. stipulanti.

Copia delle comunicazioni di cui sopra dovrà essere inoltrata alla Direzione aziendale.



Art. 12
- Versamento dei contributi sindacali.

L'azienda provvederà alla trattenuta del contributo sindacale ai dipendenti che ne facciano richiesta mediante consegna di una delega dagli stessi debitamente sottoscritta.

Per le deleghe esistenti e per quelle future il valore del contributo è fissato nello 0,85% sull'ammontare virtuale lordo delle seguenti voci retributive contrattuali che hanno carattere continuativo: minimo, contingenza, scatti, premio di produzione mensile di cui al CCNL 8.8.91. A partire dall'1.1.81 per i Viaggiatori o Piazzisti il valore del contributo è fissato nello 0,85% sui minimi, contingenza e scatti. La delega dovrà contenere l'indicazione della O.S. cui l'azienda dovrà versare il contributo.

L'importo delle trattenute dovrà essere versato a cura dell'azienda sui conti correnti indicati dalle federazioni nazionali congiuntamente stipulanti il presente contratto.

Le deleghe in atto e quelle future sono valide fino a revoca del lavoratore interessato, restando inteso che le variazioni rispetto agli elenchi dei lavoratori contribuenti saranno rese note nel mese successivo.



Art. 13
- Distribuzione del contratto ed esclusiva di stampa.

Le aziende distribuiranno gratuitamente 1 copia del presente CCNL, secondo le modalità che verranno concordate tra le parti stipulanti, ai lavoratori a tempo indeterminato in forza alla data di distribuzione del testo a stam pa.

Per l'applicazione di quanto sopra disposto avrà valore esclusivamente l'edizione predisposta a cura delle parti stipulanti il presente contratto.

E' vietata la riproduzione parziale o totale senza autorizzazione.



Art. 14
- Affissione del contratto.

Copia del presente contratto dovrà essere esposta in azienda in modo ben visibile.



Capitolo IV
- COSTITUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
- MERCATO DEL LAVORO

Art. 15
- Assunzione
- Precedenze
- Documenti
- Quota di riserva.

L'assunzione dei lavoratori avverrà in conformità alle disposizioni di legge in vigore.

Nelle assunzioni verrà data la precedenza, oltre che nei casi determinati dalla legge e dai vigenti accordi interconfederali, anche al coniuge e ai figli del lavoratore deceduto durante il rapporto di lavoro presso la stessa azienda, sempreché detti congiunti abbiano l'idoneità e i requisiti necessari. L'esercizio di tale precedenza dovrà, a pena di decadenza, essere richiesto entro 1 anno dall'avvenuto decesso, sempreché sia compatibile con le norme sul collocamento.

Al lavoratore assunto dovrà essere data comunicazione scritta della data d'assunzione, della durata del periodo di prova, della qualifica e livello cui viene assegnato, del luogo di lavoro, del trattamento economico e di altri eventuali dati previsti da norme di legge.

Con specifico riferimento ai lavoratori inquadrati come Viaggiatori o Piazzisti, dovranno anche essere precisati l'ampiezza del mandato conferito e della zona, nonché gli eventuali compiti del Viaggiatore o Piazzista durante il periodo in cui non viaggia, tenuto presente che non debbono essere affidate allo stesso mansioni incompatibili con la sua qualifica.

Il Viaggiatore o Piazzista può, con il consenso scritto della ditta dalla quale dipende, trattare anche articoli per conto di altre ditte, previo opportuno accordo fra di esse.

All'atto dell'assunzione il lavoratore dovrà consegnare i documenti richiesti dalle leggi in vigore.

La ditta potrà, inoltre, chiedere altri documenti che ritenga utili in relazione alle mansioni cui il lavoratore è assegnato (es.: certificato penale per i Viaggiatori o Piazzisti, cassieri, ecc.)

Il lavoratore dovrà notificare alla ditta la sua residenza e il suo domicilio e sarà tenuto a comunicare anche le eventuali successive variazioni.

A decorrere dal 15.4.92 ai sensi e per gli effetti di cui al comma 2, art. 25, legge 23.7.91 n. 223, le percentuali di cui al comma 1, 2° periodo, e al comma 6 del medesimo articolo, indicate ai fini della determinazione della quota di riserva, non operano per le assunzioni relative a:


- tutte le qualifiche professionali inquadrate nei livelli contrattuali 1°S (ivi compresi i Quadri), 1°, 2°, e 3°A, di cui all'art. 26 del vigente CCNL;
- le qualifiche professionali di Viaggiatore o Piazzista di 1a e 2a categoria, inquadrate rispettivamente nei livelli contrattuali 2° e 3°, di cui al citato art. 26;
- le qualifiche professionali inquadrate nel 2° alinea del 3° livello contrattuale, di cui al più volte citato art. 26, nonché dei lavoratori di cui al DM 19.5.73.

I lavoratori eventualmente assunti tra le categorie riservatarie previste al comma 5, art. 25, legge 23.7.91 n. 223, sono computati ai fini della copertura dell'aliquota di riserva di cui ai commi 1 e 6 del citato art. 25, anche qualora vengano loro assegnate le qualifiche individuate al precedente comma.

Protocollo aggiuntivo per l'industria saccarifera.

Nelle richieste nominative che le aziende possono presentare agli Uffici di collocamento a termini di legge, sarà anche tenuto conto, a parità di merito e di condizioni per la precedenza nelle richieste stesse, del personale tradizionalmente saccarifero, intendendo per tale coloro i quali, attraverso il servizio prestato in precedenti campagne o intercampagne saccarifere, hanno acquisito esperienza nel lavoro per il quale si effettuano le richieste di assunzione e, nel contempo, si indicano, qui di seguito, le mansioni tipicamente saccarifere per la richiesta nominativa ai sensi dell'art. 33, comma 7, legge 20.5.70 n. 300:


- conduttore diffusione;
- conduttore depurazione e filtrazione continue ed automatiche;
- conduttore impianti resine;
- conduttore evaporazione;
- conduttore centrifugazione;
- conduttore forni a calce;
- cuocitore.

Al lavoratore, prima dell'assunzione, potrà essere richiesta una certificazione medica che ne attesti l'idoneità psicofisica a svolgere le mansioni che dovrebbero essergli affidate e il certificato penale di data non anteriore a 3 mesi.



Art. 16
- Donne, fanciulli e adolescenti.

L'ammissione al lavoro e il lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti sono regolati dalle disposizioni di legge in vigore.



Art. 17
- Periodo di prova.

L'assunzione in servizio del lavoratore è sempre fatta per un periodo di prova non superiore a:


- 6 mesi per i lavoratori del 1° livello super e del 1° livello;
- 3 mesi per i lavoratori del 2°, 3° livello A e del 3° livello;
- 1 mese per i lavoratori del 4° e 5° livello;
- 12 giorni lavorativi per i lavoratori del 6° livello.

Durante il periodo di prova sussistono tra le parti tutti i diritti e gli obblighi previsti dal presente contratto.

Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può, in qualsiasi momento, risolvere il rapporto di lavoro senza obbligo di preavviso né d'indennità.

In caso di risoluzione del rapporto di lavoro durante il periodo di prova, il lavoratore ha diritto alla retribuzione per i giorni di lavoro effettivamente prestati.

Qualora alla scadenza del periodo di prova l'azienda non proceda alla disdetta del rapporto, il lavoratore s'intenderà confermato in servizio e il periodo stesso sarà computato agli effetti dell'anzianità.

Saranno esenti dal periodo di prova gli operai che lo abbiano già superato presso la stessa azienda e per le stesse mansioni nel quinquennio precedente.



Art. 18
- Disciplina del rapporto a tempo determinato.

Il contratto di lavoro si reputa a tempo indeterminato. Esso può essere stipulato a tempo determinato nei casi stabiliti dalla legislazione vigente e con gli effetti da questa previsti (ivi incluso la legge 18.4.62 n. 230, il DPR 7.10.63 n. 1525, l'art. 8 bis, legge n. 79/83). L'apposizione del termine è priva d'effetto se non risulta da atto scritto.

Ai sensi dell'art. 1, lett. b) della citata legge n. 230/62, quando l'assunzione a termine abbia luogo per sostituire lavoratori assenti e per i quali sussiste il diritto alla conservazione del posto, nel contratto di lavoro a termine deve essere indicato il nome del lavoratore sostituito e la causa della sua sostituzione.

Le parti si danno atto che per l'apposizione di un termine di durata ai contratti di lavoro valgono anche le indicazioni esemplificative di cui alla Circolare del Ministero del lavoro n. 35 del 14.1.64 (cfr. allegato 5).

Inoltre, sempre nell'ambito della ricerca di strumenti sempre più adeguati alle esigenze poste dal mercato e dalle caratteristiche dell'attività produttiva nonché capaci di contribuire positivamente ai problemi dell'occupazione e in attuazione dell'art. 23, punto 1), legge 28.2.87 n. 56, oltre alle ipotesi previste dalla legislazione vigente, l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro è consentita nelle seguenti ulteriori ipotesi:

1)esigenze connesse al ricevimento, consegna, manutenzione, lavorazione, stoccaggio, gestione amministrativa e vendita dei prodotti aventi carattere stagionale, ma non compresi nelle attività stagionali di cui alle disposizioni di legge; 2)per le lavorazioni a fasi successive che richiedono maestranze diverse, per specializzazioni, da quelle normalmente impiegate e per le quali non vi sia continuità d'impiego nell'ambito dell'azienda; 3)sostituzione di lavoratori temporaneamente inidonei a svolgere le mansioni assegnate; 4)sostituzione di lavoratori in ferie; l'attuazione di tale ipotesi costituirà oggetto d'esame congiunto tra Direzione aziendale e RSU o Comitato esecutivo della stessa; 5)situazioni anomale o prolungate di assenteismo per malattia e gravidanza; 6)attività straordinarie connesse alla fase di lancio di nuovi prodotti.

Il numero massimo di rapporti di lavoro con contratto a tempo determinato stipulati ai sensi del comma che precede, in attuazione del richiamato art. 23, legge n. 56/87, non può superare il 10% del rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato.

Nei casi in cui tale rapporto percentuale dia luogo ad un numero inferiore a 10 resta ferma la possibilità di costituire fino a 10 rapporti di lavoro con contratto a termine.

Sono fatte salve le eventuali ulteriori diverse fattispecie e modalità già individuate o che venissero individuate ai sensi del richiamato art. 23, legge n. 56/87.

Circa le assunzioni effettuate ai sensi del precedente comma 4, saranno fornite alle RSU o ai Comitati esecutivi delle stesse informazioni a consuntivo ai fini della verifica dell'esatta applicazione delle norme contrattuali e di legge.

Ai contratti a tempo determinato si applicano le norme del presente contratto che non siano incompatibili con la natura del contratto a termine. Alla scadenza di detto contratto verrà corrisposto al lavoratore un premio di fine lavoro proporzionato alla durata del contratto stesso e pari al TFR previsto dal presente contratto nazionale.

Ferie, 13a e 14a mensilità saranno corrisposti e frazionati per 365simi quanti sono i giorni di durata del rapporto a termine.

Tale sistema sarà seguito anche per calcolare il trattamento economico dei ratei corrispondenti ai riposi di cui all'art. 30.

Nota a verbale per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole.

In relazione alle peculiarità del settore avicolo connotato dalle problematiche dell'allevamento e della macellazione nonché della deperibilità del prodotto, le parti riconoscono l'importanza d'individuare strumenti gestionali che consentano di far fronte in maniera più efficace alle esigenze sopra indicate. In tal senso, allo scopo di favorire la crescita e lo sviluppo aziendale e contemporaneamente creare le condizioni per nuove e più significative opportunità di lavoro, le parti convengono sull'opportunità di fare ricorso eventualmente allo strumento delle convenzioni di cui alla legge n. 56/87 per disciplinare in maniera più ampia il ricorso al personale a tempo determinato. Le parti concordano che i titolari per l'introduzione e la disciplina dello strumento di cui sopra siano le OO.SS. territoriali, le RSU e le Direzioni aziendali.



Art. 19
- Stagionalità.

Le parti, convinte della necessità di perseguire l'obiettivo di un'elevata e stabile occupazione nel settore e consapevoli della delicatezza dei problemi occupazionali connessi all'utilizzazione di manodopera con rapporto stagionale, dandosi reciprocamente atto della difficoltà di una soluzione immediata e globale di tali problemi, riconoscono l'esigenza di sviluppare ogni iniziativa utile ai fini sopra indicati.

Pertanto, quando si renda necessaria l'assunzione di lavoratori stagionali o comunque necessari per punte di maggior lavoro ricorrenti con contratto a tempo determinato, il numero dei lavoratori da assumere, il periodo di lavorazione e l'inquadramento professionale saranno esaminati preventivamente con le RSU o i Comitati esecutivi delle stesse per verificare l'esatta applicazione delle norme contrattuali e di legge.



Art. 20
- Part
-time.

Allo scopo di utilizzare le possibili occasioni di lavoro nell'intento di favorire l'occupazione e la flessibilità, le parti concordano sull'opportunità di ricorrere a prestazioni con orario inferiore a quello contrattuale.

L'instaurazione del rapporto a tempo parziale dovrà risultare da atto scritto, nel quale siano indicati:

1)il periodo di prova per i nuovi assunti; 2)la durata della prestazione lavorativa ridotta e le relative modalità.

La prestazione di lavoro part
-time potrà svilupparsi verticalmente e orizzontalmente; il trattamento economico e normativo seguirà criteri di proporzionalità all'entità della prestazione lavorativa. Saranno valutate le possibilità di reversibilità in relazione alle esigenze aziendali e del lavoratore e quando ciò sarà compatibile con le mansioni svolte e/o da svolgere.

Il rapporto a tempo parziale sarà disciplinato secondo il principio della volontarietà e consenso dell'azienda e del lavoratore.

Le norme del presente contratto saranno applicabili in quanto compatibili con la natura del rapporto stesso.

In relazione a quanto sopra le parti potranno incontrarsi a livello aziendale per valutare l'applicazione.



Art. 21
- Disciplina dell'apprendistato, del lavoro temporaneo e dei contratti di formazione e lavoro.

A)Apprendistato.

Per la disciplina dell'apprendistato si fa richiamo alle vigenti norme di legge salvo quanto disposto nei commi seguenti.

L'assunzione in servizio dell'apprendista è sempre fatta per un periodo di prova non superiore a 4 settimane.

A decorrere dall'1.1.99 possono essere assunti con contratto d'apprendistato i lavoratori destinati a svolgere le mansioni proprie del 5°, 4°, 3°, 3°A e 2° livello. La durata massima del periodo d'apprendistato è, rispettivamente, di 18, 30, 36, 42 e 48 mesi per gli apprendisti destinati a svolgere le mansioni proprie del 5°, 4°, 3°, 3°A e 2° livello.

Alla scadenza di tali periodi gli apprendisti, ove confermati in servizio, saranno inquadrati nei livelli sopra citati.

Per i contratti instaurati dall'1.1.99 la retribuzione degli apprendisti corrisponderà alle sottoindicate percentuali dei minimi tabellari mensili dei predetti livelli ivi compresa l'ex indennità di contingenza e determinate con le progressioni di cui appresso:


- 1a metà del periodo: 85%
- 2a metà del periodo: 90%

In caso d'infortunio sul lavoro l'azienda integrerà il trattamento INAIL fino al 100% della retribuzione normale nel 1° giorno e fino alla cessazione dell'indennità d'invalidità temporanea nei limiti del periodo di durata dell'apprendistato.

In caso di malattia viene mantenuto il rapporto e corrisposto il 50% della retribuzione normale per un massimo di 6 mesi per ogni anno e nei limiti del periodo di durata dell'apprendistato.

L'addestramento dell'apprendista, ai sensi di quanto previsto dall'art. 16, legge 24.6.97 n. 196, deve essere supportato da iniziative di formazione esterna. Per la partecipazione a tali iniziative è destinato un monte ore di 120 ore medie annue retribuite, ridotto ad 80 ore ove l'apprendista sia in possesso di titolo di studio correlato al profilo professionale da conseguire o di attestato di qualifica idoneo rispetto all'attività da svolgere.

I contenuti delle attività formative e i relativi aspetti operativi saranno definiti
- in attuazione di quanto previsto dal comma 2, art. 1, Decreto del Ministero del lavoro 8.4.98
- con apposita intesa tra le parti.

Durante il periodo d'apprendistato le aziende cureranno che l'addestramento e la formazione siano coerenti a quanto stabilito nella sopra richiamata intesa.

Nota a verbale per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole.

Per gli apprendisti che abbiano già effettuato un periodo d'apprendistato non inferiore a 3 mesi consecutivi presso altre aziende con lavorazioni similari esplicando lavori analoghi a quelli ai quali debbono essere adibiti nella nuova azienda, il periodo d'apprendistato così compiuto verrà computato ai fini della durata dell'apprendistato stesso, sempreché non sia intercorsa un'interruzione superiore ai 12 mesi.

B)Lavoro temporaneo.

Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo disciplinato dalla legge 24.6.97 n. 196, può essere concluso, oltre che nei casi previsti dalle lett. b) e c), art. 1, comma 2 della legge stessa, e cioè:


- "per la temporanea utilizzazione in qualifiche non previste dai normali assetti produttivi aziendali;
- per la sostituzione di lavoratori assenti",

anche nelle seguenti fattispecie, ai sensi della lett. a), art. 1, comma 2, legge n. 196/97 citata:

a)esigenze produttive temporanee per le quali è consentito il ricorso al contratto a termine secondo la legislazione vigente o le vigenti disposizioni contrattuali; b)esecuzione di un'opera, di un servizio o di un appalto definiti o predeterminati nel tempo; c)temporanea utilizzazione in qualifiche previste dai normali assetti produttivi aziendali, ma temporaneamente scoperte, per il periodo necessario al reperimento sul mercato del lavoro del personale occorrente; d)aumento temporaneo delle attività derivanti da richieste di mercato, dall'acquisizione di commesse, dal lancio di nuovi prodotti o anche indotte dall'attività di altri settori; e)esecuzione di commesse che, per la specificità del prodotto o delle lavorazioni, richiedano l'impiego di professionalità e specializzazione diverse da quelle impiegate o che presentino carattere eccezionale o che siano carenti sul mercato del lavoro locale.

I lavoratori con contratto di lavoro temporaneo impiegati per le fattispecie contrattuali di cui alle precedenti lett. a, b, c, d ed e, non potranno superare in media trimestrale il 10% dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in atto nell'impresa.

L'eventuale frazione di unità derivante dal rapporto percentuale di cui sopra è arrotondata all'unità intera superiore.

Nei casi in cui i rapporti percentuali di cui sopra diano un numero inferiore a 10, resta ferma la possibilità di intrattenere fino a 10 contratti.

Le qualifiche di esiguo contenuto professionale per le quali, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 4, lett. A), legge n. 196/97, è vietato il ricorso al lavoro temporaneo sono, in analogia a quanto già individuato dall'art. 21 del CCNL in materia di CFL, quelle non riassumibili nella nozione di professionalità intermedie.

In sede aziendale, secondo quanto previsto dall'art. 6 del CCNL, verranno stabilite modalità e criteri per la determinazione e la corresponsione ai lavoratori temporanei del premio per obiettivi di cui all'art. 55 del CCNL.

L'azienda utilizzatrice comunica preventivamente alle RSU o, in mancanza, alle OO.SS. territoriali aderenti alle associazioni sindacali firmatarie del CCNL, il numero e i motivi del ricorso al lavoro temporaneo.

Ove ricorrano motivate ragioni d'urgenza e necessità la predetta comunicazione sarà effettuata entro i 5 giorni successivi alla stipula del contratto.

Inoltre, 1 volta l'anno, anche per il tramite dell'associazione imprenditoriale alla quale aderisce o conferisce mandato, l'azienda utilizzatrice fornisce agli stessi destinatari di cui al presente punto il numero e i motivi dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

* * * * *

Ai sensi di quanto previsto nella premessa dell'Accordo interconfederale 16.4.98 tra CONFINDUSTRIA e CGIL, CISL, UIL, il presente accordo sostituisce le intese ivi raggiunte.

C)Contratti di formazione e lavoro (CFL).

I CFL sono disciplinati dall'Accordo interconfederale 31.1.95, i cui contenuti s'intendono qui integralmente richiamati, anche con riferimento ai trattamenti previsti dal punto 3 (Inquadramento e trattamento economico e normativo) del capitolo I (Regolamentazione dei CFL) dell'Accordo interconfederale stesso.

Ai sensi di quanto previsto dal punto I
-2), lett. a e b del già citato accordo interconfederale, si considerano professionalità intermedie quelle inquadrate nei livelli 4° e 5°, siano essi impiegati od operai, ed elevate quelle inquadrate in tutti i livelli superiori al 4°, anche in tale caso siano essi impiegati od operai.



Art. 22
- Soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria e handicappati.

Il lavoro dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria è regolato dalle disposizioni di legge vigenti in materia.

Le aziende informeranno di volta in volta la RSU o il Comitato esecutivo della stessa degli avviamenti obbligatoriamente disposti dall'ente competente al fine di esaminare
- compatibilmente con le esigenze tecnico
-produttive
- ogni possibilità di inserimento di tali invalidi in posti di lavoro non emarginanti.

Le aziende considereranno con la maggiore attenzione, nell'ambito delle proprie possibilità tecnico
-produttive, il problema dell'inserimento degli handicappati aventi diritto al collocamento obbligatorio e in quanto tali, avviati nelle proprie strutture, in funzione della capacità lavorativa delle varie categorie degli stessi anche su segnalazione e partecipazione della RSU o del Comitato esecutivo della stessa. A tal fine le aziende comunicheranno alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa notizie utili per raggiungere la finalità di cui sopra anche tramite l'utilizzo di programmi di formazione professionale curati dagli enti competenti.

Per quanto riguarda l'adeguatezza delle condizioni di lavoro alle capacità lavorative di questa speciale categoria di invalidi, le parti stipulanti, in considerazione del problema sociale che essi rappresentano, dichiarano che si adopereranno congiuntamente per la realizzazione delle iniziative e dei provvedimenti necessari per dar attuazione ai "sistemi di lavoro protetto" di cui all'art. 25, legge 30.3.71 n. 118 e successive modificazioni o integrazioni. In tale spirito convengono di intervenire presso i competenti Ministeri del lavoro e della sanità affinché il problema venga considerato ed affrontato con la maggiore sensibilità.

Ai lavoratori handicappati si applicano, inoltre, le disposizioni di cui al comma 6, art. 33, legge n. 104 del 5.2.92.



Capitolo V
- DISPOSIZIONI PER PARTICOLARI CATEGORIE DI LAVORATORI

Art. 23
- Quadri.

La qualifica di "Quadro", introdotta nel nostro ordinamento dalla legge n. 190/85, è riconosciuta ai lavoratori che pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti svolgano funzioni con carattere continuativo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dell'attuazione degli obiettivi dell'impresa.

Essa viene identificata, agli effetti classificatori, nella specifica declaratoria del livello 1°S della classificazione unica.

L'azienda è tenuta ad assicurare il personale con la qualifica di Quadro contro il rischio di responsabilità civile verso terzi conseguente a colpa nello svolgimento delle proprie funzioni.

Le imprese promuoveranno la partecipazione dei Quadri ad iniziative di formazione e aggiornamento professionale dirette al miglioramento delle capacità professionali in riferimento alle specifiche attività svolte.

Fermi restando i diritti derivanti dalle vigenti normative in materia di brevetti e diritti di autore è riconosciuta al Quadro, previa espressa autorizzazione aziendale, la possibilità di pubblicazione nominativa e di effettuazione di relazioni su esperienze e lavori compiuti in riferimento alle specifiche attività svolte.

In caso di svolgimento temporaneo di mansioni di Quadro, che non sia determinato dalla sostituzione di altro lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, l'attribuzione del livello 1°S e della qualifica di Quadro sarà effettuata trascorso un periodo di 6 mesi continuativi.

Indennità di funzione.

Ai Quadri viene riconosciuta un'indennità di funzione nella misura di £. 120.000 (pari a 61,97 Euro) (*) mensili lorde non riassorbibili (**).

(*) Il valore in Euro è stato calcolato in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, cosi come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98. (**) Importo così modificato con decorrenza dall'1.8.93.

Dichiarazione a verbale.

Le parti dichiarano che con l'individuazione dei criteri per l'attribuzione della qualifica di Quadro, e con la presente disciplina, per tale personale, è stata data piena attuazione a quanto disposto dalla legge 13.5.85 n. 190.

Chiarimento a verbale.

Al lavoratore con la qualifica di Quadro si applicano le norme contrattuali e di legge disposte per gli impiegati.



Art. 24
- Viaggiatori o piazzisti.

Il rapporto di lavoro dei Viaggiatori o Piazzisti dipendenti dalle aziende alimentari è regolamentato, per la parte comune, dagli istituti sotto elencati con indicazione tassativa.

Si conferma la rappresentanza distinta dei Viaggiatori o Piazzisti e le peculiarità del rapporto testualmente tratte dagli articoli del CCNL 27.10.77, richiamate in calce all'Accordo di rinnovo 31.5.80 del CCNL del settore alimentare e riportate, con le successive modifiche intervenute, nello specifico Protocollo aggiuntivo che costituisce parte integrante del presente contratto.

Articoli della parte comune che si applicano anche ai Viaggiatori o Piazzisti.

Capitolo II


- Art. 5
- Sistema contrattuale.
- Art. 6
- Contrattazione aziendale.

Capitolo III


- Art. 10
- Aspettative ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire incarichi sindacali provinciali o nazionali.
- Art. 11
- Affissioni (a decorrere dal 6.7.95).
- Art. 12
- Versamento dei contributi sindacali.
- Art. 13
- Distribuzione del contratto ed esclusiva di stampa.
- Art. 14
- Affissione del contratto.

Capitolo IV


- Art. 15
- Assunzione
-Precedenze
-Documenti
-Quota di riserva.
- Art. 16
- Donne, fanciulli e adolescenti.
- Art. 17
- Periodo di prova.
- Art. 18
- Disciplina del rapporto a tempo determinato.
- Art. 19
- Stagionalità (a decorrere dal 6.7.95).

Capitolo VI


- Art. 27
- Passaggio di livello per mutamento di mansioni.
- Art. 28
- Prevalenza di mansioni in caso di cumulo.

Capitolo VII


- Art. 33
- Riposo settimanale.
- Art. 34
- Giorni festivi
- Festività infrasettimanali e nazionali.
- Art. 35
- Ferie.

Capitolo VIII


- Art. 38
- Occupazione e orario di lavoro.
- Art. 39
- Sospensione del lavoro.
- Art. 42
- Servizio militare
-Cooperazione internazionale
-Volontariato.
- Art. 43
- Congedo matrimoniale.
- Art. 44
- Lavoratori studenti: facilitazioni particolari per la frequenza ai corsi e per gli esami di lavoratori studenti.
- Art. 46
- Tutela delle lavoratrici madri.
- Art. 49
- Visite mediche di controllo.

Capitolo IX


- Art. 51
- Minimi tabellari mensili.
- Art. 52
- Indennità di contingenza
- EDR.
- Art. 53
- Aumenti periodici d'anzianità.
- Art. 60
- Trasferimenti (a decorrere dal 6.7.95).
- Art. 61
- Prestiti (a decorrere dal 6.7.95).

Capitolo XI


- Art. 66
- Regolamento aziendale e norme speciali.
- Art. 67
- Disciplina aziendale.
- Art. 68
- Provvedimenti disciplinari.
- Art. 69
- Ammonizione
- Multe
- Sospensione.
- Art. 70
- Licenziamento per cause disciplinari.
- Art. 71
- Visite di inventario e visite personali di controllo.

Capitolo XII


- Art. 73
- Trattamento di fine rapporto
- Anticipazioni.
- Art. 74
- Previdenza complementare volontaria (a decorrere dal 6.7.95).
- Art. 75
- Trattamento di previdenza per gli appartenenti alla qualifica impiegatizia o piazzisti.
- Art. 76
- Certificato di lavoro
- Restituzione documenti di lavoro.
- Art. 77
- Indennità in caso di morte.
- Art. 78
- Cessione, trasformazione e trapasso d'azienda. Trasferimenti di azienda.

Capitolo XIII


- Art. 80
- Controversie individuali e plurime.
- Art. 81
- Controversie collettive.
- Art. 82
- Inscindibilità delle disposizioni contrattuali.
- Art. 83
- Trattamenti di miglior favore.
- Art. 84
- Sostituzione degli usi.
- Art. 85
- Norme generali.
- Art. 86
- Decorrenza, durata e procedure di rinnovo.
- Art. 87
- Disposizione finale.



Art. 25
- Lavoratori discontinui e addetti a mansioni di semplice attesa o custodia.

Sono considerati addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia quelli elencati nella tabella approvata con RD 6.12.23 n. 2657 e nei successivi provvedimenti aggiuntivi o modificativi.

A tali lavoratori si applicano le specifiche disposizioni di cui agli artt. 30 e 31, nonché quelle di cui all'art. 30 bis del CCNL e, ove non modificate da tali clausole, quelle di cui al provvedimento sopra citato e al RDL 15.5.23 n. 692 e successive modifiche ed integrazioni.



Capitolo VI
- CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Art. 26
- Classificazione dei lavoratori.

I lavoratori sono inquadrati in una classificazione unica di 8 livelli sulla base di declaratorie articolate.

Fermo restando tale sistema di classificazione, le parti, al fine di rispondere a specifiche esigenze organizzative connesse allo sviluppo tecnologico conseguito nel settore e alle prevedibili ulteriori innovazioni, riconoscono l'importanza della valorizzazione delle risorse umane come obiettivo strategico fondamentale per il mantenimento e l'accrescimento dei livelli di competitività e di efficienza dei diversi sistemi aziendali.

In tale ottica le parti convengono sull'opportunità che a livello aziendale, a far data dall'1.1.00, si possa procedere, a fronte di innovazioni tecnologiche e/o organizzative, ad esami congiunti che, sulla base della polivalenza (intesa come intervento su più posizioni di lavoro) e della polifunzionalità (intesa come esercizio di attività complementari quali coordinamento, conduzione, controllo, manutenzione e qualità) siano finalizzati alla definizione, anche in via sperimentale, di modelli di riferimento che consentano una valutazione di nuove posizioni di lavoro in termini rispondenti alle mansioni effettivamente esplicate.

Ove, a seguito del confronto di cui sopra, vengano individuate nuove posizioni professionali, le parti a livello aziendale definiranno gli inquadramenti conseguenti secondo la griglia classificatoria del vigente sistema di classificazione contrattuale.

Sono fatte salve le disposizioni e le soluzioni già definite sulla materia a livello aziendale, nonché per i VV.PP. quanto previsto all'art. 1 del Protocollo aggiuntivo al CCNL.

Le eventuali controversie sull'applicazione dell'inquadramento, cosi come l'inquadramento del personale derivante da innovazioni tecnologiche e/o nell'organizzazione del lavoro che comportino modifiche di mansioni, saranno oggetto di contrattazione tra la Direzione aziendale e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa e, per i Viaggiatori o Piazzisti, le rappresentanze sindacali di cui agli artt. 18 e 19 del relativo Protocollo.

DECLARATORIE

1° livello super quadri.

Appartengono a questo livello i lavoratori che, oltre a possedere i requisiti e le caratteristiche proprie del 1° livello e una notevole esperienza acquisita a seguito di prolungato esercizio delle funzioni sono preposti al coordinamento e controllo delle attività di unità organizzative od operative di fondamentale importanza per l'azienda e di rilevante complessità ed articolazione. Tali funzioni direttive sono svolte con ampia discrezionalità ed autonomia nei limiti delle direttive generali impartite dai dirigenti dell'azienda o dai titolari della medesima.

1° livello super non quadri (decorrenza 1.1.88).

Responsabile della ricerca, dello studio e della realizzazione di importanti innovazioni nelle aree delle tecnologie del prodotto e del processo produttivo.

1° livello (ex impiegati).

Appartengono a questo livello i lavoratori amministrativi e tecnici con capacità e funzioni direttive e che abbiano discrezionalità di poteri con facoltà d'iniziativa per il buon andamento di determinate attività aziendali, nei limiti delle direttive generali impartite dai lavoratori del 1° livello super o dai dirigenti d'azienda o dai titolari della medesima.

Nota a verbale.

Nell'ambito di quanto previsto dalla declaratoria si riconferma l'inquadramento nel 1° livello dei responsabili dei servizi agricolo, amministrativo, chimico e tecnico del settore saccarifero; in tutti gli altri settori saranno inquadrati nel 1° livello il responsabile del l'analisi di sistemi per l'elaborazione elettronica di dati, il ricercatore scientifico, il responsabile sviluppo prodotti.

2° livello (ex impiegati, ex intermedi).

Appartengono a questo livello:


- i lavoratori con funzioni di concetto, sia tecnici che amministrativi, con compiti di controllo e coordinamento che comportano iniziativa ed autonomia per il buon andamento di determinate attività aziendali con limitata discrezionalità di poteri;
- il Viaggiatore o Piazzista di 1a categoria (ex 2a categoria impiegatizia) e cioè l'impiegato di concetto, comunque denominato, assunto stabilmente da un'azienda con l'incarico di viaggiare per la trattazione con la clientela e la ricerca della stessa, per il collocamento degli articoli per i quali ha avuto l'incarico.

3° livello A (ex impiegati, ex intermedi, ex operai).

Appartengono a questo livello i lavoratori, che oltre a possedere tutti i requisiti e le caratteristiche proprie del 3° livello:


- svolgono attività complesse di carattere tecnico o amministrativo per l'esecuzione delle quali si richiedono una preparazione professionale specifica e un consistente periodo di pratica lavorativa. Tali attività sono svolte in assenza di livelli di coordinamento esecutivo, in condizioni di autonomia operativa e facoltà d'iniziativa adeguate che presuppongono la conoscenza delle normative, delle procedure e delle tecniche operative alle stesse applicabili;
- guidano, controllano e coordinano con autonomia nell'ambito delle proprie funzioni, squadre di altri lavoratori;
- eseguono con elevato grado di autonomia e con l'apporto di particolare competenza tecnico
-pratica, interventi ad elevato grado di difficoltà di aggiustaggio, attrezzamento, montaggio, revisione e collaudo di impianti complessi ed effettuano modifiche strutturali sugli stessi;
- a seguito di prolungata esperienza di lavoro acquisita nell'esercizio della mansione, in condizioni di autonomia operativa e con facoltà d'iniziativa svolgono attività complesse di carattere tecnico
-produttivo conducendo e controllando, con interventi risolutivi per garantire la qualità del prodotto in termini di caratteristiche chimico
-fisiche, gusto, igienicità ed aspetto, più impianti particolarmente complessi ed effettuando sugli stessi con gli opportuni coordinamenti le operazioni di messa a punto e pronto intervento di manutenzione senza ricorrere agli specialisti di officina (decorrenza 1.1.88).

3° livello (ex impiegati, ex operai).

Appartengono a questo livello:


- i lavoratori che svolgono negli uffici attività di carattere tecnico o amministrativo interne o esterne, per l'esecuzione delle quali si richiede una specifica preparazione professionale ed adeguato tirocinio e che si svolgono in condizioni di autonomia esecutiva, ma senza poteri d'iniziativa;
- i lavoratori altamente specializzati che, in condizioni di autonomia operativa, svolgono attività per l'esecuzione delle quali occorrono conoscenze ed esperienze tecnico
-professionali inerenti la tecnologia del processo produttivo e/o l'interpretazione di schemi costruttivi e funzionali, nonché i lavoratori che, in possesso dei requisiti di cui sopra, conducono e controllano impianti di produzione particolarmente complessi;
- il Viaggiatore o Piazzista di 2a categoria (ex 3a categoria impiegatizia) e cioè l'impiegato d'ordine, comunque denominato, assunto stabilmente dall'azienda con l'incarico di collocare gli articoli trattati dalla medesima, anche quando provveda contemporaneamente alla loro diretta consegna.

Nota a verbale per l'industria saccarifera.

Per i lavoratori già denominati "maestri d'opera" viene confermata la nota a verbale all'art. 4, CCNL 29.7.76, salva l'attribuzione, alla decorrenza prevista, al 3° livello A di coloro tra essi che abbiano acquisito quelle caratteristiche di maggior professionalità per tale livello richieste in declaratoria.

4° livello (ex impiegati, ex operai).

Appartengono a questo livello:


- i lavoratori che svolgono negli uffici attività esecutiva di natura tecnica o amministrativa che richiedono particolare preparazione e pratica d'ufficio o corrispondente esperienza di lavoro;
- i lavoratori specializzati che svolgono attività tecnico
-pratiche nelle operazioni di manutenzione o di conduzione di impianti di produzione o macchine complesse e con capacità di regolazione e messa a punto;
- i lavoratori specializzati che in possesso delle caratteristiche di cui ai precedenti capoversi svolgono analoghe attività nella distribuzione o in altri settori aziendali, nonché, con decorrenza 1.1.88, i lavoratori specializzati che avendo acquisito professionalità specifica per prolungato esercizio nella mansione, operano normalmente su tutte le macchine semplici per la lavorazione e il confezionamento, curando anche la loro messa a punto ed effettuando, oltre il cambio dei formati, interventi di ordinaria manutenzione.

5° livello (ex impiegati, ex operai).

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività amministrative d'ufficio di natura esecutiva semplice con procedure prestabilite; lavoratori che nei reparti di produzione o di distribuzione conducono, con le necessarie regolazioni, macchine per la lavorazione, il confezionamento e la movimentazione di merci e prodotti; lavoratori che svolgono attività produttive semplici nonché gli aiutanti dei livelli superiori; lavoratori che per effetto di quanto previsto agli ultimi 3 commi del presente articolo passano dal 6° al 5° livello.

6° livello (ex operai).

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività inerenti al processo produttivo per abilitarsi alle quali non occorrono conoscenze professionali, ma è sufficiente un periodo di pratica e gli addetti al carico e scarico; i lavoratori non addetti al processo produttivo che svolgono attività manuali semplici per le quali non occorrono conoscenze professionali o che eseguono lavori di semplice manovalanza, anche se svolti nei reparti di produzione o magazzini.

* * * * *

I lavoratori addetti al processo produttivo e al carico e scarico delle merci passeranno dal 6° al 5° livello dopo un periodo di 6 mesi.

Il passaggio dal 6° al 5° livello di cui sopra, per i lavoratori assunti a norma dell'art. 19, avverrà dopo che gli stessi abbiano svolto più campagne per complessivi 6 mesi di servizio effettivi nello stesso comparto merceologico.

I passaggi di livello di cui ai precedenti 2 commi non comportano necessariamente un cambiamento di mansioni.

Resta inteso che il passaggio al 5° livello comporta l'assorbimento, fino a concorrenza, dell'indennità di carico e scarico eventualmente corrisposta, fatte salve le condizioni di miglior favore.

1a nota a verbale.

L'inquadramento del personale nella classificazione tiene conto dei riferimenti di ragguaglio che seguono:

nuovi qualifiche qualifiche precedenti raggruppamenti precedenti settore saccarifero 1° livello super Ex impiegati di 1a 1° livello Ex impiegati di 1a ex gruppo A Ex impiegati di 2a ex gruppo B Ex intermedi di 1a 3° livello A ex impiegati di 3a ex gruppo C
-D ex intermedi di 2a ex operai di 1aS 3° livello (*) ex impiegati di 3a ex gruppo C
-D ex operai di 1aS 4° livello ex impiegati di 4a ex gruppo E
-F ex operai di 1a 5° livello ex impiegati di 5a ex gruppo G ex operai di 2a 6° livello ex operai di 3a ex gruppo H ex operai di 4a ex operai di 5a

(*) Per i viaggiatori o piazzisti cfr. declaratorie.

2a nota a verbale.

Si dà atto che la disciplina prevista per i Viaggiatori o Piazzisti non modifica, a qualsiasi effetto, le normative e l'inquadramento dei lavoratori addetti alla distribuzione, così come previsto nel CCNL 15.7.77 e precedenti contratti di settore.

3a nota a verbale.

Le parti si danno atto che le denominazioni di impiegato, qualifica speciale o intermedio e operaio riportate nella classificazione, vengono mantenute agli effetti delle vigenti norme che prevedono trattamenti differenziati ai fini fiscali, previdenziali, assicurativi, nonché per quegli istituti contrattuali per i quali non sia stata attuata la completa parità di trattamento. Ai fini anzidetti l'appartenenza alle qualifiche operaie, intermedie ed impiegatizie viene identificata sulla base di quanto comunicato, a norma dell'art. 15, nella lettera di assunzione e nelle eventuali successive comunicazioni in caso di passaggi di qualifica.



Art. 27
- Passaggio di livello per mutamento di mansioni.

Il lavoratore, in relazione alle esigenze aziendali, può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti al suo livello purché ciò non comporti alcun peggioramento economico né un mutamento sostanziale della sua posizione.

Al lavoratore che sia destinato a compiere mansioni rientranti nel livello superiore al suo, dovrà essere corrisposto un compenso d'importo pari alla differenza fra la retribuzione di fatto percepita e quella minima del predetto livello superiore.

Trascorso un periodo di 3 mesi nel disimpegno di mansioni di 1° livello super non Quadro e di 1° livello, di 2 mesi nel disimpegno di quelle di 2° e di 1 mese e mezzo nel disimpegno di quelle degli altri livelli, avverrà senz'altro il passaggio del lavoratore, a tutti gli effetti, nel livello superiore, salvo che si tratti di sostituzione temporanea di altri lavoratori assenti per motivi che diano diritto alla conservazione del posto (malattia, infortunio, richiamo alle armi, ecc.) nel qual caso il compenso di cui sopra spetterà dopo 20 giorni e per tutta la durata della sostituzione, senza che ne derivi il passaggio di livello.

Agli effetti del passaggio di livello previsto dal comma precedente il disimpegno delle mansioni di livelli superiori può essere effettuato anche non continuativamente, purché la somma dei singoli periodi corrispondenti ai termini predetti sia compresa in un massimo di 9 mesi per il passaggio al 1° livello super non Quadro, di 6 mesi per il passaggio al 1° livello, di 4 mesi per il passaggio al 2° e di 3 mesi per gli altri.

Il lavoratore che sia assegnato temporaneamente a mansioni di livello inferiore conserverà la retribuzione del livello al quale appartiene.



Art. 28
- Prevalenza di mansioni in caso di cumulo.

Al lavoratore che esplichi mansioni pertinenti a livelli diversi viene riconosciuto il livello corrispondente alla mansione superiore, sempre che quest'ultima abbia carattere di prevalenza e sia svolta con continuità.



Art. 29
- Istruzione professionale.

Le organizzazioni contraenti considerano l'istruzione professionale come uno dei loro principali doveri e riconoscono la necessità di dare ad essa il maggior impulso come mezzo essenziale per affinare le capacità tecniche del personale e per migliorare il suo rendimento nella produzione.



Capitolo VII
- Orario di lavoro, riposi e festività.

Art. 30
- Orario di lavoro.

La durata settimanale dell'orario normale del singolo lavoratore è fissata in 40 ore.

Ai soli fini contrattuali, la prestazione normale dei lavoratori giornalieri non inseriti in turni e non discontinui è fissata, con decorrenza 1.1.93, in 39 ore settimanali, a tal fine utilizzando i riposi individuali di cui al comma 14 del presente articolo, con conseguente esclusione dei periodi di stagionalità.

Eventuali modifiche del regime d'orario settimanale aziendalmente in atto (realizzazione delle 39 ore settimanali come media plurisettimanale e passaggio dalle 40 ore alle 39 e viceversa), in relazione a ragioni tecnico
-organizzative e di mercato, saranno oggetto di confronto, nel rispetto dei criteri e delle indicazioni previste dal successivo comma 21, in un apposito incontro con la RSU che l'azienda dovrà attivare in ordine a tali programmazioni e al godimento delle ore di riposi individuali
- di cui al comma 14 del presente articolo, secondo i criteri stabiliti dai commi 15, 21, 22 e 23
- non utilizzati.

La determinazione dell'orario normale dei lavoratori farà salve le soluzioni organizzative riferite ai servizi e agli impianti finalizzate alla migliore utilizzazione degli stessi.

In relazione all'esigenza di una rigorosa attuazione dell'orario di lavoro le parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali tenendo conto altresì dell'assenteismo medio per mobilità, infortuni e altre assenze retribuite.

L'orario settimanale di lavoro sarà concentrato su 5 giorni: eventuali eccezioni per una distribuzione su 6 giorni saranno contrattate in sede aziendale per comprovate esigenze tecniche, organizzative, produttive, distributive.

Le ore non lavorate per ferie e le festività nazionali ed infrasettimanali di cui all'art. 34 saranno computate ai fini del raggiungimento dell'orario di lavoro settimanale.

L'orario di lavoro verrà affisso all'entrata dello stabilimento ai sensi dell'art. 12, RDL 10.9.23 n. 1255.

Il lavoratore presterà la sua opera nelle ore e nei turni stabiliti anche se questi siano predisposti soltanto per determinati reparti od uffici.

Ferme restando le disposizioni di legge previste dall'art. 25 del presente contratto, agli autisti e loro eventuali accompagnatori, custodi, guardiani, portieri, fattorini, infermieri, per il superamento dell'orario normale di cui al comma 1
- e al di fuori delle procedure previste dal presente articolo
- è corrisposta una maggiorazione del 45%.

* * * * *

Fermo restando l'orario di 40 ore settimanali, in sostituzione delle ex festività abolite dalla legge n. 54/77 e dal DPR 28.12.85 n. 792 e del trattamento per le stesse previsto dall'Accordo interconfederale 25.1.77 il lavoratore fruirà, tenendo conto delle esigenze di continuità dell'attività produttiva, di gruppi di 8 ore di riposi individuali, retribuiti pari a 32 ore, maturabili per 12simi nel senso che i lavoratori che nell'anno solare non hanno maturato le 4 giornate avranno diritto a fruire di 1/12 di tali riposi per ogni mese o frazione di mese superiore ai 15 giorni.

Diverse modalità d'utilizzo formeranno oggetto d'esame tra la Direzione aziendale e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa avuto riguardo alle necessità tecnico
-produttive, ai periodi di maggiore intensità produttiva e con esclusione dei periodi di attività stagionali.

Per quanto riguarda le due festività del 2 giugno e del 4 novembre il lavoratore beneficerà del trattamento economico previsto per le festività che coincidono con la domenica.

Fermo restando l'orario normale di 40 ore settimanali, il monte ore annuo di riduzione già previsto dai precedenti contratti a titolo di riposi individuali è pari a 76 ore a partire dall'1.10.94.

La riduzione di cui al precedente comma avverrà in correlazione alle ore di effettiva prestazione, maturando anche per le assenze per le quali corre l'obbligo della retribuzione a carico dell'azienda nonché per l'assenza obbligatoria per maternità. Detta riduzione maturerà per 12simi nei casi d'inizio e cessazione del rapporto di lavoro: a tali effetti si considera come mese intero la frazione superiore ai 15 giorni.

Per i lavoratori che prestano la loro attività su 3 turni per 5 giorni alla settimana, è prevista, dall'1.10.94, l'ulteriore riduzione rispetto a quanto indicato nel precedente comma 14, di 4 ore, sempre a titolo di riposi individuali. L'attribuzione di tale maggiore quota di riduzione d'orario avverrà al raggiungimento di 50 notti di prestazione effettiva e non convenzionale nell'anno solare.

Per i lavoratori che prestano la loro attività su 3 turni per 6 giorni alla settimana (18 turni) con riposo a scorrimento, è prevista, dall'1.1.96, l'ulteriore riduzione rispetto a quanto indicato nel precedente comma 14 di 12 ore, sempre a titolo di riposi individuali.

Per i lavoratori che prestano la loro attività a ciclo continuo, su 3 turni per 7 giorni alla settimana (21 turni) con riposo a scorrimento, è prevista, dall'1.1.96, l'ulteriore riduzione rispetto a quanto indicato nel precedente comma 14, di 16 ore, sempre a titolo di riposi individuali.

A decorrere dall'1.1.96, i riposi, di cui ai precedenti 2 commi, maturano 'pro quota', su base annua, con riferimento ai turni notturni di effettiva prestazione rispetto a quelli previsti dall'organizzazione del lavoro per un periodo di 48 settimane.

Una diversa utilizzazione delle riduzioni dell'orario individuale di cui ai precedenti commi sarà oggetto, tra la Direzione aziendale e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa, di un esame che tenga conto delle necessità tecnico
-produttive dei periodi di maggiore intensità produttiva e con esclusione dei periodi di attività stagionali.

Le riduzioni di cui sopra non sono cumulabili con quanto eventualmente già in atto e concordato a titolo analogo (riduzioni d'orario a qualunque titolo concesse, permessi, ferie, ecc.).

Le riduzioni d'orario di cui al presente articolo saranno assorbite fino a concorrenza in caso di provvedimenti legislativi sulla stessa materia anche se assunti in sede europea e recepiti dalla legislazione italiana.

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DEGLI ORARI DI LAVORO

Nell'intento di assicurare la più razionale utilizzazione degli impianti ai fini del conseguimento di un sempre migliore livello dì produttività e di salvaguardia dei livelli qualitativi di produzione nonché, comunque, delle punte di maggiore intensità produttiva e confermando l'esclusione dei periodi di attività stagionali, tenendo anche conto degli aspetti sociali d'interesse dei lavoratori, entro il 1° trimestre di ciascun anno si svolgerà un incontro a livello aziendale nel corso del quale, previa illustrazione della Direzione aziendale alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa, saranno esaminati i programmi relativi ai periodi di go dimento delle ferie, all'utilizzo dei riposi individuali in sostituzione delle ex festività e di quelli a titolo di riduzione d'orario, dei riposi individuali non utilizzati ai fini del raggiungimento della prestazione normale di 39 ore, nonché le prospettive
- ragionevolmente prevedibili
- di utilizzo della flessibilità degli orari, di significativi ricorsi al lavoro straordinario, alle assunzioni dovute alla stagionalità della produzione e dei consumi. In tale occasione saranno altresì esaminate eventuali prevedibili esigenze di distribuzione dell'orario di lavoro su 6 giorni di cui al comma 6 del presente articolo.

L'esame di cui al precedente paragrafo, finalizzato ad una programmazione annuale che salvaguardi le punte di maggiore intensità produttiva nonché i periodi di stagionalità, esaurisce, attraverso la verifica delle esigenze, laddove sia richiesta dalle singole disposizioni contrattuali, le previsioni di cui agli istituti sopra citati.

Ove, nel corso dell'anno, dovessero presentarsi esigenze di variazione rispetto alla programmazione per i singoli istituti, anche in relazione alle esigenze di flessibilità complessiva che caratterizzano taluni settori, in appositi incontri si procederà all'aggiornamento di programmi e previsioni.

Chiarimento a verbale.

L'adozione dell'orario settimanale di 39 ore comporta l'assorbimento di 1 ora alla settimana dalla quantità di riposi individuali di cui al comma 14 del presente articolo e ciò a prescindere dall'eventuale coincidenza nella settimana stessa di vari motivi d'assenza con diritto o meno alla retribuzione. Discende da quanto sopra che se si dovesse adottare l'orario di 39 ore per un numero di settimane inferiore alle 52, l'assorbimento sarà limitato a 1 ora per ciascuna settimana con prestazione di 39 ore.

1a nota a verbale.

Le parti si danno atto che per i Viaggiatori o Piazzisti la prestazione lavorativa settimanale e la flessibilità sono sostitutivamente e compiutamente definite dalla specifica regolamentazione convenuta agli artt. 9 e 10 dell'allegato Protocollo aggiuntivo.

2a nota a verbale

Resta inteso che, nel caso di settimana corta, le festività non lavorate cadenti nel giorno non lavorativo non saranno considerate agli effetti del raggiungimento dell'orario di lavoro.

3a nota a verbale.

Con riferimento al comma sesto del presente articolo e al comma 5 dell'art. 31, le parti confermano che la contrattazione riguarda solo ed esclusivamente la verifica delle esigenze di distribuzione dell'orario di lavoro su 6 giorni o di effettuare prestazioni straordinarie nell'ambito del pacchetto di ore contrattuali.

4a nota a verbale.

Con riferimento a quanto previsto nel comma 19 del presente articolo, la maturazione dei riposi individuali di cui ai commi 17 e 18, rispettivamente, 12 ore annue complessive per i lavoratori che prestano la loro attività su 3 turni per 6 giorni alla settimana (18 turni) con riposo a scorrimento e 16 ore annue complessive per i lavoratori che prestano la loro attività su 3 turni per 7 giorni alla settimana (21 turni) con riposo a scorrimento, avverrà, a decorrere dall'1.1.96, in ragione del seguente criterio:


- turnisti 3X6: 9 minuti primi per ogni notte in turno notturno di effettiva prestazione;
- turnisti 3x7: 12 minuti primi per ogni notte in turno notturno di effettiva prestazione.

La riduzione d'orario maturata secondo il criterio di cui sopra sarà attribuita a titolo di riposi individuali e non potrà comunque eccedere le 12 ore annue per i lavoratori di cui al comma 17 e le 16 ore annue per i lavoratori di cui al comma 18.

Norma transitoria.

Le parti nel confermare che il trattamento di cui al presente articolo, comma 10, riguarda anche gli addetti alla distribuzione, convengono che le meccaniche retributive sancite da precedenti contratti o da accordi aziendali o individuali, relative a compensi per la particolarità del lavoro svolto all'esterno dello stabilimento, saranno esaminate in sede aziendale al fine del necessario coordinamento fra dette meccaniche e la nuova normativa al fine di escludere il sommarsi dei benefici di entrambi i trattamenti.

FLESSIBILITA' DEGLI ORARI

Per far fronte ad obiettivi di produttività complessiva, anche attraverso il miglior utilizzo degli impianti e corrispondere positivamente alle esigenze connesse alla produzione, allo stoccaggio, anche con riferimento ai limiti di durabilità dei prodotti, a fluttuazioni di mercato, a caratteristiche di stagionalità, e/o alla disponibilità della materia prima, l'orario settimanale di 40 ore può essere realizzato come media in un arco temporale annuo fino a un massimo
- per il superamento dell'orario settimanale medesimo
- di 56 ore per anno solare o per esercizio.

In tali casi l'azienda informerà la RSU o il Comitato esecutivo della stessa, per esaminare preventivamente le esigenze anzidette ai fini di determinare la realizzazione per l'intera azienda o per parte di essa, di orari comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori alle 40 ore settimanali, entro il limite di 48 ore settimanali, e settimane con prestazioni lavorative inferiori a 40 ore. Gli scostamenti eventuali dalla previsione programmatica saranno tempestivamente comunicati alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa.

Le prestazioni eccedenti i regimi d'orario come sopra programmate saranno compensate con le maggiorazioni contrattuali.

Per le ore effettivamente prestate oltre l'orario di 40 ore verrà corrisposta la maggiorazione del 20%, calcolata secondo i criteri di cui all'art. 31, ultimo comma, da liquidarsi nei periodi di superamento, e maturerà il corrispondente diritto al recupero.

A partire dall'1.1.93, in deroga a quanto previsto dal precedente comma, la maggiorazione del 20% ivi prevista si cumulerà con la maggiorazione
- ove spettante
- del 6,50% di cui all'art. 32, comma 4.

La cumulabilità delle maggiorazioni di cui sopra è esclusivamente riferibile ai valori previsti dal presente titolo e dal successivo art. 32 e pertanto non è estensibile a situazioni di miglior favore praticate a livello aziendale.

I lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all'orario settimanale sia nei periodi di superamento che in quelli di corrispondente riduzione d'orario anche agli effetti degli istituti contrattuali.

Le modalità applicative, relative all'utilizzo delle riduzioni, rapportate alle esigenze organizzative aziendali, saranno definite congiuntamente, in tempo utile, in sede di esame tra Direzione e RSU o Comitato esecutivo della stessa.

La presente normativa sulla flessibilità non prevede prestazioni domenicali, salve le ipotesi di turni continuativi e accordi tra le parti.

L'attuazione della flessibilità così come indicata è impegnativa per tutti i lavoratori interessati, salvo deroghe individuali a fronte di comprovati impedimenti.

Dichiarazione a verbale.

Premesso che la regolazione dell'orario di lavoro è di pertinenza delle parti sociali, le parti concordano che, in caso di approvazione di una disposizione di legge sulla riduzione dell'orario di lavoro, s'incontreranno per convenire gli eventuali adattamenti di tale disciplina alle caratteristiche del settore, anche al fine di evitare alterazioni agli equilibri complessivi di cui al presente CCNL.



Articolo 30
-bis.

In relazione alle peculiarità proprie del sistema produttivo alimentare, rigidamente condizionato dagli andamenti di mercato e delle materie prime, da stagionalità dei consumi e della produzione, da esigenze specifiche dei consumatori, le parti riconoscono l'importanza che le realtà industriali alimentari possano ricercare ulteriori strumenti concordati atti a favorire opportunità di crescita e affermazione, con conseguenti positive implicazioni sulle condizioni e le opportunità di lavoro.

Le Parti, nel confermare l'impianto normativo dell'art. 30 e del successivo art. 31, riconoscono che, per rispondere alle esigenze di flessibilità delle imprese attraverso soluzioni che tengano in opportuna considerazione anche le condizioni dei lavoratori, possano essere attivati negoziati per la definizione di intese, anche a titolo sperimentale, riferite all'intera azienda o a parti di essa, che prevedano il ricorso a soluzioni d'orario ulteriori e diverse rispetto a quanto previsto dagli artt. 30 e 31.

Tali intese potranno anche individuare, per i dipendenti coinvolti, diverse articolazioni dell'orario di lavoro inferiori a quello del precedente art. 30, correlando la distribuzione nel tempo, la durata e la remunerazione della prestazione.

Le suddette intese a livello aziendale potranno altresì consentire ai lavoratori interessati da prestazioni eccedenti quanto contemplato dagli artt. 30 e 31 di optare per il percepimento delle sole maggiorazioni previste, maturando correlativamente il diritto a riposi compensativi delle prestazioni effettuate, equivalenti sul piano dei costi, da utilizzare anche individualmente nel rispetto delle esigenze aziendali ed entro 12 mesi dalla maturazione.

Sono fatte salve le disposizioni e le soluzioni già definite sulla materia a livello aziendale.



Art. 31
- Lavoro straordinario, lavoro notturno, festivo e a turni
- Maggiorazioni.

Ai fini legali, per lavoro straordinario, s'intende il lavoro prestato oltre le 40 ore settimanali, mentre, per i lavoratori di cui all'art. 25, s'intende quello prestato oltre le 60 ore settimanali e, per le lavorazioni nei periodi di stagionalità, quello prestato oltre gli orari previsti dalla legge.

Il ricorso al lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale. Esso deve trovare obiettiva giustificazione in necessità imprescindibili, indifferibili, di durata temporanea e tali da non ammettere correlativi dimensionamenti di organico.

Fermo restando quanto previsto dal precedente comma, il ricorso al lavoro straordinario è consentito a titolo esemplificativo nel caso di: impraticabilità delle strade; interruzioni di erogazione di energia; punte anomale di assenze dal lavoro; esigenze legate a commesse non prevedibili con vincolanti termini di consegna; necessità connesse alla manutenzione straordinaria, al mantenimento e/o al ripristino della funzionalità e sicurezza degli impianti; esigenze eccezionali connesse a imprescindibili lavori preparatori, accessori e complementari all'attività di produzione; necessità di far fronte ad impreviste esigenze connesse alla deperibilità delle materie prime con conseguenti ricadute sulla qualità delle stesse; necessità non programmabili connesse al ricevimento e/o spedizione di prodotti; necessità di far fronte ad adempimenti amministrativi o di legge concentrati in particolari momenti dell'anno (quali ad esempio bilanci, inventari).

Del lavoro di cui sopra sarà data successiva comunicazione alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa.

Al di là dei casi previsti dal precedente comma 3, eventuali ipotesi di lavoro straordinario saranno contrattate preventivamente tra Direzione aziendale e RSU o Comitato esecutivo della stessa, nei limiti di 80 ore annue 'pro capite'.

Per lavoro festivo s'intende quello effettuato nei giorni previsti dall'art. 34. Non si considera festivo il lavoro prestato nei giorni di domenica dai lavoratori che godono del riposo compensativo in un altro giorno della settimana a norma di legge. Peraltro tale lavoro, a decorrere dall'1.1.93, verrà compensato con la maggiorazione prevista nelle tabelle che seguono.

Per lavoro notturno s'intende quello effettuato dalle ore 22 alle ore 6.

Nel caso in cui il lavoratore che effettui il lavoro notturno (dalle ore 22 alle ore 6) prosegua la prestazione in orario straordinario, le ore di lavoro successive alle ore 6 antimeridiane saranno retribuite con la maggiorazione prevista per lo straordinario notturno.

Il lavoro oltre le 40 ore settimanali, festivo, notturno e a turni dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Direzione aziendale. Nessun lavoratore può rifiutarsi di effettuarlo, nei limiti di cui sopra, salvo giustificati motivi individuali d'impedimento.

Per il lavoro effettuato nei modi sopra definiti sono dovute, oltre alla normale retribuzione, le maggiorazioni riportate nelle tabelle seguenti.

Dette maggiorazioni devono essere applicate sulla quota oraria di retribuzione ottenuta dividendo per 173 la retribuzione mensile di fatto (e cioè minimo tabellare, ex indennità di contingenza, eventuali scatti d'anzianità, eventuale superminimo, eventuale aumento individuale). Le maggiorazioni non sono cumulabili, per cui quella maggiore assorbe la minore.

Norma di interpretazione autentica.

Le parti confermano che le maggiorazioni di cui agli artt. 30, 31, 32, 56 e 57, in quanto comprensive della loro eventuale incidenza sui vari istituti contrattuali e di legge, non sono computabili ai fini di tali istituti, salvo quanto diversamente ed espressamente disposto dai singoli articoli del presente contratto.

Analoga norma vale per i punti 9, 12 e 20 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera".

1a nota a verbale.

Fermi restando i limiti e le condizioni fissate nella norma di cui sopra, per l'effettuazione di ore di lavoro eccedenti l'orario normale di 40 ore settimanali, la qualificazione legale e i relativi adempimenti per il lavoro straordinario rimangono nei termini fissati dalle vigenti disposizioni di legge.

2a nota a verbale.

Per il settore dei distillatori e per il settore birra e malto vale quanto previsto nel comma 2 della 2a nota a verbale dell'art. 14, CCNL 18.7.74.

3a nota a verbale.

Per gli addetti all'industria degli alimenti zootecnici, nelle lavorazioni eseguite su 3 turni continui e avvicendati, il lavoro compreso nei 2 turni diurni sarà compensato con una maggiorazione del 5%. Sono fatte salve le soluzioni concordate di miglior favore, in atto anteriormente al 6.7.95.

4a nota a verbale.

Per i lavoratori del settore macellazione e lavorazione delle specie avicole e di quello delle carni, tenuto conto delle specificità dell'attività svolta dalle aziende nonché dei vincoli veterinari e igienico
-sanitari che impongono il recupero delle macellazioni quotidianamente programmate e non completate a causa di eventi accertabili non previsti e/o straordinari, le parti convengono, ai sensi dell'art. 1, comma 3, lett. c, legge n. 409/98, sull'inderogabile necessità di portare comunque a termine in giornata la macellazione dei capi presenti in azienda o il cui ritiro sia stato avviato.

Dichiarazione comune.

Tenuto conto di quanto previsto in materia d'orario di lavoro nel presente contratto, le parti confermano che il ricorso al lavoro straordinario avverrà nello spirito delle intese interconfederali e nel rispetto delle specifiche normative contrattuali.



TABELLE DELLE MAGGIORAZIONI

INDUSTRIE: CARNI
- DOLCIARI
- ALIMENTI
- ZOOTECNICI
- LATTIERO
-CASEARI

operai, intermedi e impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 50% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 4) Lavoro eseguito nelle festività 50% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 40% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriale notturno 50% 7) Lavoro a turni notturno 30% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno di 8 ore 45% iniziato alle 22 9) Lavoro notturno festivo 50% 10) Lavoro domenicale con riposo compensativo *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA DEI VINI
-LIQUORI

intermedi operai e impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 50% 65% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 90% 4) Lavoro eseguito nelle festività nazionali e infrasettimanali 50% 65% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 40% 50% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriale notturno 50% 70% 7) Lavoro a turni notturno 22,5% 22,5% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 40% 40% di 8 ore iniziato alle 22 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore)
-
- 100% 10)Lavoro notturno festivo 50% 65% 11)Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA DELLE ACQUE BEVANDE GASSATE

intermedi operai e impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 40% 60% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 45% 80% 4) Lavoro eseguito nelle festività nazionali e infrasettimanali 40% 60% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 30% 45% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali notturno (feriale) 40% 60% 7) Lavoro a turni notturno 18% 15% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore) 30%
-
- 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore)
-
- 85% 10)Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA DELLE ACQUE MINERALI E BIBITE IN ACQUE MINERALI

operai e intermedi impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 48% 65% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 90% 4) Lavoro eseguito nelle festività di cui all'art. 34, punti b), c) e d) 48% 65% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 42% 50% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriali notturno 48% 65% 7) Lavoro a turni notturno 22,5% 18% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 42% 42% di 8 ore iniziato alle 22 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore)
-
- 100% 10) Lavoro notturno festivo 48% 65% 11) Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA DEI DISTILLATORI

operai impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 55% 55% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 60% 4) Lavoro eseguito nelle festività nazionali e infrasettimanali 50% 50% 5) Lavoro festivo eseguito nelle festività nazionali 50% 50% 6) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 55% 50% 7) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriali a turni 60% 60% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festive e notturno (oltre 8 ore) 60% 60% 9) Lavoro a turni notturno 12% 12% 10) Lavoro oltre le 40 ore settimanali notturno 40%
-
- 11) Lavoro oltre le 40 ore settimanali non compreso in turni 35%
-
- 12) Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA DELLA BIRRA E DEL MALTO

operai e intermedi impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 50% 70% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 90% 4) Lavoro eseguito nelle festività nazionali e infrasettimanali 50% 65% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 45% 50% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriale notturno 50% 65% 7) Lavoro a turni notturno 30% 30% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 45% 45% di 8 ore iniziato alle 22 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore)
-
- 100% 10)Lavoro effettuato il sabato o il 6° giorno 50% 50% 11)Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA DELLE CONSERVE VEGETALI

intermedi operai e impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 50% 50% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 65% 4) Lavoro eseguito nelle festività di cui all'art. 34, punti b), c) e d) 50% 50% 5) Lavoro notturno(dalle 22 alle 6) non compreso in turni 40% 40% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali notturno 50% 50% 7) Lavoro a turni notturno 22,5% 22,5% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 40% 40% di 8 ore iniziato alle 22 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore)
-
- 70% 10) Lavoro notturno festivo 45% 45% 11) Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIE ALIMENTARI VARIE

operai e intermedi impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 50% 65% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 90% 4) Lavoro eseguito nelle festività nazionali e infrasettimanali 50% 65% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 50% 50% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali notturno 60% 65% 7) Lavoro a turni notturno 30% 18% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 50%
-
- di 8 ore iniziato alle 22 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 2 ore)
-
- 100% 10) Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA RISIERA

operai e impiegati intermedi 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 55% 56% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 60% 90% 4) Lavoro eseguito nelle festività di cui all'art. 34, punti b), c) e d) 55% 65% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 45% 45% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriale notturno 55% 65% 7) Lavoro a turni notturno 27% 13,5% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 35% 35% di 8 ore iniziato alle 22 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore) 60% 100% 10)Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA MOLITORIA E DELLA PASTIFICAZIONE

operai e impiegati intermedi 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 50% 56% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 55% 90% 4) Lavoro eseguito nelle festività nazionali e infrasettimanali 50% 65% 5) Lavoro notturno non compreso in turni 40% 50% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali notturno 50%
-
- 7) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriale notturno
-
- 65% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore)
-
- 100% 9) Lavoro a turni notturno 24% 13,5% 10) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 30%
-
- di 8 ore iniziato alle 22 11) Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA CONSERVE ITTICHE

operai e impiegati intermedi 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 40% 50% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 50% 65% 4) Lavoro eseguito nelle festività di cui all'art. 34, punti b), c) e d) 40% 50% 5) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 35% 40% 6) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriale notturno 45% 50% 7) Lavoro a turni notturno 18% 15% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro notturno 35%
-
- di 8 ore iniziato alle 22 9) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno (oltre le 8 ore)
-
- 70% 10)Lavoro domenicale con riposo compensativo *10% *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

INDUSTRIA DELLA MACELLAZIONE E LAVORAZIONE DELLE SPECIE AVICOLE

operai, intermedi e impiegati 1) Lavoro oltre le 40 ore settimanali diurno 45% 2) Lavoro festivo (domenica o giorno di riposo compensativo) 65% 3) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo (oltre 8 ore) 90% 4) Lavoro eseguito nelle festività 65% 5) Lavoro eseguito il sabato o il 6° giorno 65% 6) Lavoro notturno (dalle 22 alle 6) non compreso in turni 50% 7) Lavoro oltre le 40 ore settimanali feriale notturno 65% 8) Lavoro oltre le 40 ore settimanali festivo notturno 100% 9) Lavoro a turni notturno 30% 10)Lavoro oltre le 40 ore settimanali dei turnisti in aggiunta al lavoro 45% notturno di 8 ore iniziato alle 22 11)Lavoro notturno festivo 50% 12)Lavoro domenicale con riposo compensativo *10%

(*) Le maggiorazioni contrassegnate da asterisco sono state introdotte a partire dall'1.1.93.

Nota a verbale.

Le maggiorazioni per lavoro a turni notturno vengono elevate, a decorrere dall'1.1.93, nelle misure percentuali indicate nelle tabelle di cui sopra. Gli incrementi di tali maggiorazioni non sono cumulabili con eventuali trattamenti di miglior favore aziendalmente in atto.



Art. 32
- Riposo per i pasti.

Nelle aziende in cui l'orario normale di cui all'art. 30 viene effettuato in 2 riprese dovrà essere concessa un'adeguata sosta per la consumazione dei pasti.

Ai lavoratori che effettuino l'orario continuato è concesso di consumare il pasto sul luogo di lavoro.

Per le donne e gli adolescenti che lavorino a squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22 con orario di lavoro di 8 ore consecutive ai sensi della legge n. 653 del 26.4.34 il riposo intermedio è di mezz'ora che sarà computata ai fini retributivi come lavoro effettivamente prestato.

Per gli addetti alla produzione che, non fruendo del riposo intermedio di mezz'ora per la consumazione del pasto, effettuano tra le ore 6 e le ore 22 lavoro tanto in turni avvicendati di 8 ore consecutive quanto in prestazioni non avvicendate ma sempre di 8 ore consecutive, sarà corrisposta una maggiorazione del 6,50% sulla retribuzione.

Tale maggiorazione assorbe fino alla concorrenza qualsiasi altro compenso o indennità già corrisposta eventualmente in sede aziendale al personale di cui sopra.

Nota a verbale.

Gli ultimi 2 commi del presente articolo non si applicano alle aziende aderenti ad ANCIT, ANICAV, AIIPA (conserve vegetali), AIRI, ITALMOPA e UNIPI.



Art. 33
- Riposo settimanale.

Il riposo settimanale è disciplinato dalla legge 22.2.34 n. 370 e successive variazioni e integrazioni e coincide normalmente con la domenica, salve le deroghe stabilite dalla legge stessa.



Art. 34
- Giorni festivi, festività infrasettimanali e nazionali.

Si considerano giorni festivi:

a)le domeniche oppure i giorni di riposo compensativo di cui all'art. 33; b)le festività del:

1)25 aprile (anniversario della Liberazione); 2)1° maggio (festa del Lavoro);

c)le seguenti festività infrasettimanali:

1)Capodanno (1° gennaio); 2)Epifania (6 gennaio); 3)lunedì di Pasqua (mobile); 4)Assunzione (15 agosto); 5)Ognissanti (1° novembre); 6)Immacolata Concezione (8 dicembre); 7)Natale (25 dicembre) 8)S. Stefano (26 dicembre);

d)il giorno del S. Patrono della località ove ha sede l'unità produttiva alla quale il lavoratore è addetto (per le unità produttive ubicate nel Comune di Roma la giornata del 29 giugno: SS. Pietro e Paolo).

Per il viaggiatore che non faccia capo ad una unità produttiva il giorno del S. Patrono sarà quello della località della sede della sua residenza contrattuale anche convenzionalmente stabilita.

Per il trattamento delle festività di cui ai punti b) e c) valgono le norme di legge e/o interconfederali. Il trattamento previsto da tali norme viene esteso alle festività di cui al punto d) fermo restando che in caso di assenza nel giorno del S. Patrono dovuta a maternità, malattia o infortunio l'azienda integrerà il trattamento corrisposto dagli istituti assistenziali.

Nel solo caso in cui una delle giornate festive sopra indicate cada di domenica ai lavoratori è dovuto, in aggiunta al normale trattamento economico, un importo pari a 1 quota giornaliera della retribuzione di fatto.

Il predetto importo sarà determinato sulla base di 1/26 della retribuzione mensile fissa.

Qualora la festività del S. Patrono coincida con la domenica o con altra giornata festiva (salvo in quest'ultimo caso quanto previsto per il Comune di Roma dal DPR n. 792/85) le Associazioni territoriali degli industriali e i Sindacati provinciali di categoria dei lavoratori potranno determinare, di comune accordo, entro il mese di gennaio di ciascun anno, la sua sostituzione con altra giornata.

Per gli impiegati il cui lavoro è connesso con quello dello stabilimento vale il calendario dei giorni festivi adottato per gli operai dello stabilimento stesso.

In sostituzione delle ex festività abolite (cfr. legge n. 54/77 e DPR 28.12.85 n. 792) e del trattamento per le stesse previsto dall'Accordo interconfederale 25.1.77, il lavoratore fruirà, tenendo conto delle esigenze di continuità dell'attività produttiva, di gruppi di 8 ore di riposi individuali retribuiti pari a 32 ore, maturabili per 12simi nel senso che i lavoratori che nell'anno solare non hanno maturato le 4 giornate avranno diritto a fruire di 1/12 di tali riposi per ogni mese o frazione di mese superiore ai 15 giorni.

Diverse modalità di utilizzo formeranno oggetto di esame tra la Direzione aziendale e la RSU, e per i Viaggiatori o Piazzisti la competente rappresentanza sindacale, avuto riguardo alle necessità tecnico
- produttive, ai periodi di maggiore intensità produttiva e con esclusione dei periodi di attività stagionali.

Per quanto riguarda le due festività del 2 giugno e del 4 novembre il lavoratore beneficerà del trattamento economico previsto per le festività che coincidono con la domenica.



Art. 35
- Ferie.

Il lavoratore ha diritto, per ogni anno di servizio, a un periodo di riposo retribuito nella misura di:


- 22 giorni lavorativi (173 ore): in caso di distribuzione dell'orario settimanale su 5 giorni;
- 26 giorni lavorativi (173 ore): in caso di distribuzione dell'orario settimanale su 6 giorni;
- 22 giorni lavorativi per il Viaggiatore o Piazzista sia nel caso di prestazione lavorativa distribuita su 5 giornate intere o 4 giornate intere e 2 mezze giornate.

In quest'ultimo caso la giornata di ferie coincidente con la prevista mezza giornata di prestazione sarà calcolata in ragione di mezza giornata di ferie.

Fermo restando quanto previsto nel comma precedente le festività cadenti nel periodo di ferie comportano un corrispondente prolungamento del periodo medesimo.

Il riposo annuale ha normalmente carattere continuativo.

Il periodo di godimento delle ferie annuali sarà concordato in sede aziendale entro il 1° trimestre di ogni anno, in modo da assicurare un periodo minimo continuativo feriale di 2 settimane purché maturato, eccezione fatta per i settori indicati in nota (1) per i quali i periodi minimi continuativi feriali sono 2, uno di 2 settimane e l'altro di 1 purché maturato.

(1) ASSICA, AIDI, ASSALZOO, ASSOLATTE, FEDERVINI, ASSOBIBE (già ABG, UNIBG), MINERACQUA (già FEDERTERME), Distillatori, ASSOBIRRA.

In caso di ferie collettive e in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, al lavoratore che non abbia maturato il diritto all'intero periodo feriale annuale spetteranno i 12simi delle ferie annuali corrispondenti alla parte di anno feriale maturata.

A tale effetto la frazione di mese pari o superiore ai 15 giorni sarà considerata come mese intero. La frazione inferiore a 15 giorni non viene considerata.

Il periodo di ferie non può coincidere con il periodo di preavviso.

Qualora il lavoratore venga richiamato in servizio durante il periodo di ferie, l'azienda sarà tenuta a rimborsargli le spese effettivamente sostenute e documentate secondo i mezzi normali impiegati per il viaggio, sia per il rientro in sede che per l'eventuale ritorno nella località dove godeva le ferie stesse.

Norma transitoria.

Restano fermi i trattamenti individuali di miglior favore già acquisiti dal personale dipendente conformemente a quanto previsto dai CCNL di ciascun settore rinnovati nel 1974 e, per quanto concerne i Viaggiatori o Piazzisti, dall'applicazione dell'art. 14, CCNL 9.12.69 nei confronti del personale che abbia maturato entro il 31.12.76 le anzianità di servizio prestate al 3° e 4° scaglione del citato articolo.



Capitolo VIII
- INTERRUZIONE E SOSPENSIONE DEL LAVORO
- DIRITTI E TUTELE

Art. 36
- Interruzione del lavoro.

In caso d'interruzioni di breve durata dovute a cause di forza maggiore e comunque non dipendenti dalla volontà del lavoratore, nel conteggio della paga non si terrà conto delle interruzioni stesse quando queste, nel loro complesso, non superino i 50 minuti nella giornata. In caso di interruzioni di lavoro che superino, nel loro complesso, i 50 minuti nella giornata, qualora l'azienda trattenga il lavoratore nello stabilimento, questi avrà diritto alla corresponsione della paga per tutte le ore di pre senza.

Lo stesso trattamento vale anche per i cottimisti.

Dichiarazione.

Quanto sopra non preclude il ricorso dell'azienda all'intervento CIG ai sensi delle leggi vigenti.



Art. 37
- Recuperi.

E' ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per le interruzioni di lavoro concordate tra le parti interessate purché esso sia contenuto nei limiti di 1 ora al giorno e si effettui entro 60 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l'interruzione.



Art. 38
- Occupazione e orario di lavoro.

Le parti convengono sulla necessità che la gestione delle ricadute occupazionali delle ristrutturazioni, riorganizzazioni e innovazioni tecnologiche sia ispirata al principio della riduzione dell'impatto sociale delle eccedenze occupazionali, nel rispetto delle esigenze di competitività del settore, con particolare riferimento a quanti non sono in condizioni di ricevere dai trattamenti di legge una risposta adeguata.

Resta ferma l'utilizzabilità, in rapporto alle differenti esigenze aziendali, degli strumenti di legge in materia di CIG e mobilità (legge 23.7.91 n. 223, specificamente artt. 1, 4 e 24 e legge 19.7.93 n. 236) e di contratti di solidarietà (legge 19.12.84 n. 863 e legge 19.7.93 n. 236) e successivi interventi. Le parti concordano che la quota a carico della CIG sarà anticipata dall'azienda qualora la prevista autorizzazione non pervenga in tempo utile per la liquidazione delle paghe mensili.

Per la vigenza del CCNL 5.6.99, le parti convengono che a fronte di casi di crisi, di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale che determinino esuberi occupazionali, sia opportuno individuare misure tese a diminuire, per quanto possibile, le conseguenze sociali di un minore impiego della forza lavoro.

Nell'ambito degli incontri previsti dalle procedure di legge per affrontare le situazioni di cui sopra, saranno esaminate, nel rispetto delle esigenze tecniche, organizzative ed economiche delle singole imprese, e ferma restando l'autonomia delle parti a livello aziendale nel valutarne la praticabilità, la possibilità di utilizzare in modo collettivo le riduzioni d'orario annuo, nonché i riposi per ex festività di cui all'art. 34 e i residui delle giornate di ferie di cui all'art. 35, la fruizione delle festività cadenti di domenica e riposi a fronte del pagamento delle ex festività del 2 giugno e 4 novembre.

In sede di rinnovo del presente contratto di lavoro le parti procederanno alla valutazione dei risultati di tali misure, attuate in relazione alle occorrenze di cui al comma 1 e per i tempi necessari al superamento di tali situazioni, del loro grado di diffusione e delle conseguenze che ne saranno derivate, per apprezzare l'opportunità di un consolidamento delle disposizioni di cui al comma precedente con il successivo contratto collettivo di categoria.



Art. 39
- Sospensione del lavoro.

La sospensione per riduzione o interruzione di attività, quando non sia intervenuta la risoluzione del rapporto di lavoro, non interrompe l'anzianità a tutti gli effetti ed entro i limiti del presente contratto.



Art. 40
- Assenze
- Permessi.

Le assenze debbono essere di norma notificate e motivate all'azienda entro i limiti dell'orario di lavoro giornaliero, salvo casi di giustificato impedimento; in detta ipotesi dovranno comunque essere notificate non oltre il giorno successivo a quello in cui si è verificata l'assenza.

Al lavoratore che ne faccia motivata richiesta, l'azienda potrà concedere, compatibilmente con le esigenze di servizio, brevi permessi non retribuiti, senza interruzione d'anzianità.

Detti permessi potranno anche, su richiesta del lavoratore, essere considerati in conto ferie, salvo quanto previsto dal comma 4, art. 35.

Dichiarazione a verbale.

Ai sensi e per gli effetti di cui al comma 2 del presente articolo, verranno concessi permessi compatibilmente con le esigenze del servizio al lavoratore che abbia a carico familiari portatori di handicap, bisognosi di assistenza di cui sia documentata la necessità. La richiesta dovrà essere presentata con congruo anticipo. L'azienda concederà inoltre, su richiesta, al lavoratore che abbia a carico familiari portatori di handicap, bisognosi di assistenza di cui sia documentata la necessità, permessi retribuiti in ragione del 30% e fino ad un massimo complessivo nell'anno pari a 24 ore di retribuzione, qualora il lavoratore richiedente non abbia disponibilità di ferie nonché di riposi individuali a fronte delle ex festività e delle riduzioni d'orario di cui all'art. 30 del presente contratto. Il trattamento di cui sopra non sarà cumulabile con quanto eventualmente già previsto in sede aziendale. Ferme restando le agevolazioni di cui all'art. 33, legge n. 104 del 5.2.92, i permessi di cui sopra non si cumulano, inoltre, con quelli previsti dai commi 2 e 3 della citata disposizione di legge.

Nota per i viaggiatori o piazzisti.

Le assenze debbono essere immediatamente giustificate all'azienda. Al Viaggiatore o Piazzista che ne faccia domanda l'azienda può accordare, a suo esclusivo giudizio, permessi di breve congedo per giustificati motivi con facoltà di non corrispondere la retribuzione. Tali brevi congedi non sono computati in conto dell'annuale periodo di riposo.



Art. 41
- Mense aziendali.

Tenendo conto della grande varietà di situazioni in atto che rende difficile una regolamentazione generale, si conviene che saranno mantenute le mense esistenti, salva la facoltà di accordi locali o aziendali sulla materia.

Nota a verbale per l'industria saccarifera.

Durante la campagna saranno sospese le eventuali iniziative assistenziali consuetudinariamente praticate durante il periodo di intercampagna; per quanto attiene le mense aziendali si fa rinvio a quanto al riguardo previsto dalle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera".

Dichiarazione comune.

Premesso che la computabilità dell'indennità di mensa nella retribuzione valevole ai fini degli istituti contrattuali e di legge è disciplinata dall'Accordo interconfederale 20.4.56, recepito in legge con DPR 14.7.60 n. 1026 e dagli accordi aziendali in materia, le parti confermano che l'equivalente del costo della mensa sostenuto dal datore di lavoro non è computabile agli effetti del calcolo del TFR di cui all'art. 2120 C.C.
- così come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297
- né degli altri istituti contrattuali di legge.



Art. 42
- Servizio militare e cooperazione internazionale
- Volontariato.

1)Servizio militare e Cooperazione Internazionale.

La chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva e il richiamo alle armi non risolvono il rapporto di lavoro, che rimane sospeso. Il periodo di sospensione sarà considerato utile ai fini della rivalutazione dell'importo del TFR maturato all'inizio della sospensione stessa, secondo i criteri previsti dall'art. 2120, commi 4 e 5 C.C.

Al termine del servizio militare per congedo e per licenza illimitata in attesa di congedo, il lavoratore, entro 30 giorni dal congedo o dall'invio in licenza, deve porsi a disposizione del datore di lavoro per riprendere servizio; in caso contrario, il lavoratore s'intenderà dimissionario dalla data della chiamata o del richiamo alle armi.

La conservazione del posto non spetta ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato.

Quando il rapporto di lavoro sia a tempo determinato ai lavoratori richiamati alle armi è conservato il posto limitatamente alla durata del contratto.

Le norme stabilite dal presente articolo s'intendono completate con quelle previste dalla legge vigente in caso di chiamata o di richiamo alle armi al momento della chiamata o del richiamo stesso, nonché da quanto contenuto nella legge 28.8.91 n. 288, sulla disciplina della cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo.

2)Volontariato.

Le imprese consentiranno, compatibilmente con le esigenze tecnico
-produttivo
-organizzative, ai lavoratori che facciano parte di organizzazioni iscritte nei registri di cui all'art. 6, legge 11.8.91 n. 266 di usufruire, in relazione a quanto previsto dall'art. 17 della citata legge, delle forme di flessibilità dell'orario di lavoro e delle turnazioni aziendalmente in atto.



Art. 43
- Congedo matrimoniale.

Ai lavoratori che abbiano superato il periodo di prova sarà concesso, in occasione del loro matrimonio, un congedo matrimoniale di giorni 15 consecutivi di calendario, con decorrenza della retribuzione.

La richiesta del congedo matrimoniale deve essere avanzata dal lavoratore interessato con un preavviso di almeno 6 giorni dal suo inizio, salvo casi eccezionali, e deve essere documentata.

Il congedo suddetto non potrà essere computato nel periodo di ferie annuali né potrà coincidere con il periodo di preavviso, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

Per quanto non previsto nei presente articolo valgono le norme di legge e contrattuali vigenti in materia.

Si farà luogo egualmente alla corresponsione della retribuzione ai lavoratori per il periodo di congedo matrimoniale quando i medesimi, ferma restando l'esistenza del rapporto di lavoro si trovino per giustificato motivo, sospesi od assenti.

Il congedo matrimoniale con la relativa retribuzione è almeno dovuto alla lavoratrice che si dimette per contrarre matrimonio.

Dichiarazione a verbale.

Le parti non hanno inteso trasferire alle aziende l'onere dell'assegno di congedo matrimoniale liquidato dall'INPS di cui al contratto del 1941.

Nota a verbale per l'industria saccarifera.

Agli operai non in prova sarà concesso un congedo di 9 giorni consecutivi, prorogabile, a richiesta dell'interessato, a 12 giorni e il relativo trattamento economico a carico dell'INPS sarà, qualunque sia la durata del congedo, integrato fino a 96 ore di retribuzione normale.



Art. 44
- Lavoratori studenti: facilitazioni particolari per la frequenza ai corsi e per gli esami.

I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole d'istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale statali, parificate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli legali di studio, saranno immessi, su loro richiesta, in turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami.

Sempre su loro richiesta saranno esonerati dal prestare lavoro straordinario e durante i riposi settimanali.

I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, possono usufruire, su richiesta, di permessi retribuiti per tutti i giorni in esame (compresi quelli di settembre) e per i 2 giorni lavorativi precedenti ciascun esame nel caso di esami universitari, ovvero la sessione di esami negli altri casi. Questi permessi non intaccano il monte ore a disposizione in base alla norma del diritto allo studio di cui all'art. 45.

Inoltre i lavoratori studenti potranno richiedere nel corso dell'anno solare 120 ore di permesso non retribuito il cui utilizzo verrà programmato trimestralmente 'pro quota', in sede aziendale, com patibilmente con le esigenze produttive ed organizzative dell'azienda.

I permessi non saranno retribuiti per gli esami universitari che siano stati sostenuti per più di 2 volte nello stesso anno accademico.

A richiesta dell'azienda il lavoratore interessato dovrà produrre le certificazioni necessarie all'esercizio dei diritti di cui al presente articolo.

Rimangono salve le condizioni di miglior favore stabilite da accordi aziendali.



Art. 45
- Diritto allo studio.

I lavoratori con contratto a tempo indeterminato che al fine di migliorare la propria cultura, anche in relazione all'attività dell'azienda, intendono frequentare presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti, corsi di studio, hanno diritto con le precisazioni indicate ai commi successivi, di usufruire di permessi retribuiti a carico di un monte ore triennale messo a disposizione di tutti i dipendenti.

Le ore di permesso, da utilizzare nell'arco del triennio, sono usufruibili anche in un solo anno.

All'inizio di ogni triennio verrà determinato il monte ore a disposizione dei lavoratori per l'esercizio del diritto allo studio, moltiplicando ore 10 annue per 3 e per il numero totale dei dipendenti occupati nell'azienda o nell'unità produttiva in quella data, salvi i conguagli successivi in relazione alle variazioni del numero dei dipendenti.

I lavoratori che contemporaneamente potranno assentarsi dall'azienda o dall'unità produttiva per l'esercizio del diritto allo studio non dovranno superare il 2% del totale della forza occupata; dovrà essere comunque garantito in ogni reparto lo svolgimento dell'attività produttiva, mediante accordi con la RSU o con il Comitato esecutivo della stessa. Nelle aziende fino a 200 dipendenti gli eventuali valori frazionari risultanti dall'applicazione della suddetta percentuale saranno arrotondati all'unità superiore.

I permessi retribuiti potranno essere richiesti per un massimo di 150 ore 'pro capite' per triennio, utilizzabili anche in un solo anno, sempreché il corso al quale il lavoratore intende partecipare si svolga per un numero di ore doppio di quelle richieste come permesso retribuito.

A far data dall'1.1.92 i lavoratori assunti a tempo indeterminato che, al fine di migliorare la preparazione professionale specifica, intendono frequentare, presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti o enti direttamente gestiti dalle Regioni, corso di studi correlati all'attività dell'azienda, avranno diritto di usufruire dei permessi retribuiti di cui sopra nei limiti e secondo le procedure previste dal presente articolo.

Similmente, sempre a partire dall'1.1.92, i lavoratori extracomunitari assunti a tempo indeterminato avranno diritto di usufruire di permessi retribuiti per la frequenza di corsi per l'apprendimento della lingua italiana nei limiti e secondo le procedure richiamate nel precedente comma, sempreché detti corsi vengano svolti presso gli istituti o gli enti in tale comma indicati. Tali permessi non sono cumulabili con quelli previsti per il recupero della scuola dell'obbligo o per l'alfabetizzazione degli adulti.

Nel caso di frequenza dei corsi sperimentali per il recupero dell'attuale scuola dell'obbligo e per l'alfabetizzazione degli adulti, il monte ore di permesso retribuito, comprensivo delle prove d'esame, 'pro capite' nel triennio è elevato a 250 ore. Ai fini di cui sopra il lavoratore interessato dovrà presentare la domanda scritta all'azienda nei termini e con le modalità che saranno concordate a livello aziendale. Tali termini, di norma, non saranno inferiori al trimestre.

Qualora il numero dei richiedenti comporti il superamento di 1/3 del monte ore triennale o determini l'insorgere di situazioni contrastanti con le condizioni di cui al comma 4, la Direzione e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa stabiliranno, tenendo presente le istanze espresse dai lavoratori in ordine alla frequenza dei corsi, i criteri obiettivi per l'identificazione dei beneficiari dei permessi, fermo restando quanto previsto al comma 4, quali età, anzianità di servizio, caratteristiche dei corsi di studio, ecc.

Saranno ammessi ai corsi coloro che siano in possesso dei necessari requisiti e sempre che ricorrano le condizioni oggettive indicate ai commi precedenti.

I lavoratori dovranno fornire all'azienda un certificato d'iscrizione al corso e successivamente certificati di frequenza con l'indicazione delle ore relative.

Eventuali divergenze circa l'osservanza delle condizioni specificate dal presente articolo saranno oggetto d'esame congiunto tra la Direzione e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa.

Le aziende erogheranno, durante la frequenza dei corsi acconti mensili conguagliabili, commisurati alle ore di permesso usufruite, fermo restando che il presupposto per il pagamento di dette ore, nei limiti e alle condizioni indicate al comma 4, è costituito dalla regolare frequenza dell'intero corso.



Art. 46
- Tutela delle lavoratrici madri.

Per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri si applicano le relative norme in vigore e in particolare quelle di cui alla legge 30.12.71 n. 1204 e relativo regolamento di esecuzione di cui al DPR 25.11.76 n. 1026.

A far data dall'1.1.92, la lavoratrice riceverà inoltre un trattamento di assistenza, ad integrazione di quello di legge, fino a raggiungere il 100% della retribuzione mensile di fatto netta per i primi 5 mesi di assenza obbligatoria. Tale trattamento è considerato utile ai fini del computo della 13a e 14a mensilità.

Limitatamente al periodo d'assenza obbligatoria, sarà anticipato alle lavoratici con contratto a tempo determinato
- e comunque non oltre la scadenza del predetto contratto
- il trattamento a carico dell'INPS a condizione che sia recapitata direttamente all'azienda l'indennità liquidata dall'istituto assicuratore.

Alla luce degli orientamenti della Corte Costituzionale (cfr. sentenze: n. 1 del 19.1.87; n. 341 del 17.7.91 e n. 179 del 21.4.93), della legislazione (cfr.: artt. 4, lett. c), 7 e 10, legge 30.12.71 n. 1204; art. 10, DPR 25.11.76 n. 1026; art. 7, legge 9.12.77, n. 903; art. 80, legge 4.5.83 n. 184) nonché dell'INPS (cfr.: Circolare n. 229 del 14.11.88 e messaggio n. 20040 del 30.3.93) sono riconosciuti alla madre lavoratrice o, in alternativa, al padre lavoratore, anche se adottivi o affidatari preadottivi, i seguenti diritti, nei limiti previsti dalle sopra citate fonti: astensione obbligatoria 'post partum'; astensione facoltativa; assenze per malattia del bambino; riposi giornalieri.

Protocollo aggiuntivo per l'industria saccarifera.

Il trattamento economico delle lavoratrici madri non potrà essere inferiore alla corresponsione dell'intera retribuzione normale per i 2 mesi precedenti il parto e i 3 mesi successivi al parto stesso.

Tale trattamento assorbirà, fino a concorrenza, quello eventualmente praticato dall'istituto assicuratore.

Ove, durante i periodi di cui sopra, intervenga una malattia, si applicheranno le disposizioni fissate dall'art. 47 (così, come sostituito dal punto 15 delle Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera) a decorrere dal giorno in cui si manifesta la malattia stessa.



Art. 47
- Malattia e infortunio non sul lavoro.

L'assenza per malattia e per infortunio non sul lavoro deve essere comunicata, anche telefonicamente, all'azienda entro 4 ore dall'inizio del normale orario per i lavoratori giornalieri e, per i lavoratori turnisti, entro l'inizio del turno successivo a quello al quale doveva essere adibito il lavoratore interessato, salvo il caso di giustificato impedimento, al fine di consentire all'azienda stessa di provvedere in tempo utile agli adattamenti organizzativi che si rendessero eventualmente necessari.

Alla comunicazione farà seguito, entro 2 giorni, ai sensi e nei modi di legge, l'invio del certificato medico.

Così come previsto dalla legge 30.4.62 n. 283 e dal successivo regolamento del 26.3.80 n. 327 i lavoratori assentatisi per causa di malattia per oltre 5 giorni dovranno presentare il certificato medico dal quale risulti che gli stessi non presentino pericolo di contagio dipendente dalla malattia medesima. Detti certificati dovranno essere rilasciati dai medici curanti o dai medici di cui all'art. 5, comma 3, legge 20.5.70 n. 300.

Al lavoratore non in prova compete il seguente trattamento:

1)Conservazione del posto.

Il lavoratore, che debba interrompere il servizio a causa di malattia o infortunio non sul lavoro, avrà diritto alla conservazione del posto, con riconoscimento dell'anzianità relativa a tutti gli effetti, per i seguenti periodi:

a)anzianità fino a 5 anni compiuti: mesi 6; b)anzianità oltre 5 anni: mesi 12.

Cesserà per l'azienda l'obbligo della conservazione del posto e del trattamento economico qualora il lavoratore abbia raggiunto in complesso, durante i 17 mesi antecedenti, i limiti massimi previsti dalla lett. a) e, durante i 24 mesi antecedenti, quelli previsti dalla lett. b), anche in caso di diverse malattie.

Eguale diritto spetterà al lavoratore nel periodo di preavviso fino alla scadenza del periodo di preavviso stesso.

Almeno 24 ore prima che siano superati i limiti di conservazione del posto, il lavoratore a tempo indeterminato, perdurando lo stato di malattia, potrà usufruire, previa richiesta scritta, di un periodo di aspettativa debitamente certificato di durata non superiore a mesi 8 durante il quale non decorrerà retribuzione né si avrà decorrenza d'anzianità per alcun istituto.

A tal fine la Direzione aziendale, su richiesta del dipendente o dei suoi familiari, fornirà lo stato di applicazione della norma contrattuale.

Non si terrà conto dell'aspettativa goduta per alcun istituto contrattuale i cui benefici sono collegati all'anzianità di servizio e inoltre i periodi di aspettativa non verranno considerati ai fini di quanto previsto ai punti 1 e 2 del presente articolo.

Anche per l'aspettativa di cui sopra vale quanto previsto dall'art. 49.

Alla scadenza dei termini sopra indicati l'azienda, ove proceda al licenziamento, corrisponderà al lavoratore il trattamento di licenziamento ivi compresa l'indennità sostitutiva del preavviso.

Qualora la prosecuzione della malattia oltre i termini suddetti non consenta al lavoratore di riprendere servizio, il lavoratore stesso potrà risolvere il rapporto di lavoro con diritto al solo TFR. Ove ciò non avvenga e l'azienda non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso salvo la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso. Il periodo di sospensione sarà considerato utile ai fini della rivalutazione dell'importo del TFR maturato all'inizio della sospensione stessa, secondo i criteri previsti dall'art. 2120, commi 4 e 5 C.C.

Fermo restando il trattamento economico di cui al successivo punto 2), il lavoratore assente dal lavoro per malattia professionale, riconosciuta dall'INAIL, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo pari a quello per il quale viene corrisposta dall'INAIL stesso l'indennità di inabilità temporanea assoluta.

Il lavoratore che entro 3 giorni dal termine del periodo di malattia non si presenta al lavoro sarà considerato dimissionario.

2)Trattamento economico.

Il trattamento economico viene stabilito come segue:

corresponsione corresponsione anzianità intera mezza retribuzione retribuzione fino a 5 anni compiuti per 6 mesi
-
-
- oltre i 5 anni per 6 mesi per 6 mesi

Agli effetti del trattamento economico l'azienda su documentazione redatta sui moduli dell'istituto assicuratore integrerà l'indennità corrisposta dallo stesso in modo da raggiungere il 100 o il 50% della retribuzione normale netta.

Le indennità a carico dell'istituto assicuratore saranno anticipate a condizione che le stesse non siano soggette a contribuzione e che sia garantito il rimborso attraverso conguaglio da parte dell'istituto o altro sistema analogo.

Il trattamento economico e normativo previsto dal presente articolo si applica, nell'ambito del periodo contrattuale di conservazione del posto, anche in caso di Tbc. In tale ipotesi il trattamento ha carattere integrativo di quanto erogato dall'INPS.

Per l'assistenza di malattia a favore del lavoratore o dei suoi familiari valgono le vigenti disposizioni di legge o contrattuali.

3)Malattia e ferie.

La malattia e l'infortunio non sul lavoro, insorti durante il periodo di ferie, ne sospendono la fruizione nel caso di ricovero ospedaliero.

Inoltre, la malattia e l'infortunio non sul lavoro, che per natura e gravità impediscono il recupero delle energie psico
-fisiche del lavoratore e la cui prognosi iniziale risulti dal certificato medico superiore a giorni 10, sospendono il periodo di ferie quando si tratti di quelle continuative, di cui al comma 5 dell'art. 35, non inferiore a 2 settimane.

L'effetto sospensivo si determina a condizione che il dipendente assolva agli obblighi di comunicazione, di certificazione e di ogni altro adempimento necessario per l'espletamento della visita di controllo dello stato d'infermità, previsti dalle norme di legge e dalle disposizioni contrattuali vigenti.

Il lavoratore che si ammala nell'arco del periodo di ferie continuative di cui sopra è tenuto a rientrare in servizio al termine di tale periodo di ferie programmate, qualora guarito.

1a nota a verbale.

La conservazione del posto per i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato è limitata al periodo massimo di 4 mesi e comunque non oltre la scadenza del termine apposto al contratto medesimo. Ai lavoratori assunti con contratto a termine l'integrazione aziendale sarà effettuata per un periodo non superiore a quello per il quale è dovuta l'indennità economica di malattia da parte dell'INPS e comunque non oltre la scadenza del predetto contratto.

2a nota a verbale.

Per ASSOBIBE (già ABG
-UNIBG), FEDERVINI, MINERACQUA (già FEDERTERME), ASSOBIRRA, Distillatori, AIIPA, ANCIT (già PESCACONSERVE), ANICAV, ITALMOPA, UNIPI, AIRI. Il trattamento economico integrativo a carico delle aziende, per quanto concerne gli operai assunti a tempo determinato, sarà quello previsto dal CCNL dei singoli settori, in vigore all'1.1.74, per le malattie insorte nei primi 30 giorni di servizio e quello di cui al presente articolo per le malattie insorte successivamente.

REPERIBILITA IN CASO DI ASSENZA DAL LAVORO PER MALATTIA E INFORTUNIO NON SUL LAVORO

Fermo restando quanto previsto dalle vigenti leggi in materia, il lavoratore deve rendersi reperibile al proprio domicilio fin dal 1° giorno e per tutto il periodo della malattia dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00 per consentire il controllo dell'incapacità lavorativa per malattia, indipendentemente dalla natura dello stato morboso.

Nel caso in cui a livello territoriale le visite di controllo siano effettuate su iniziative dell'ente preposto ai controlli di malattia, in orari diversi, le fasce orarie di cui sopra saranno adeguate ai criteri organizzativi locali. Sono fatte salve le eventuali documentate necessità di assentarsi dal domicilio per visite, prestazioni ed accertamenti specialistici, nonché per le visite di controllo e in tali casi il lavoratore darà preventiva informazione all'azienda.

Nel caso in cui il lavoratore abbia impedito, senza giustificata ragione sanitaria, il tempestivo accertamento dello stato d'infermità, lo stesso è obbligato al rientro immediato in azienda. In tale ipotesi l'assenza sarà perseguibile con i provvedimenti disciplinari di cui all'art. 68. Costituisce altresì grave impedimento contrattuale lo svolgimento di attività lavorativa anche a titolo gratuito durante l'assenza.

Ogni mutamento d'indirizzo durante il periodo di malattia o infortunio non sul lavoro deve essere preventivamente comunicato all'azienda.

DICHIARAZIONE SU PATOLOGIE DI PARTICOLARE GRAVITA' E SU STATI DI TOSSICODIPENDENZA

A)Patologie di particolare gravità.

Per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori in condizioni di:


- uremia cronica;
- talassemia ed emopatie sistematiche;
- neoplasie,

si fa anzitutto riferimento alla prassi INPS applicativa delle disposizioni assistenziali vigenti.

Al di fuori dell'ambito entro il quale dette disposizioni ravvisano uno stato morboso assistibile, le aziende concederanno, compatibilmente con le esigenze di servizio, ai lavoratori che denuncino le condizioni sopra indicate, permessi ai sensi dell'art. 40 del vigente CCNL.

Analoghi permessi, sempre ai sensi dell'art. 40 del presente CCNL, potranno essere concessi anche ai dipendenti per l'assistenza di familiari a carico affetti da malattie allo stadio terminale.

La richiesta dei permessi di cui sopra va formulata con congruo anticipo.

B)Stati di tossicodipendenza.

I permessi di cui al precedente punto A) potranno essere anche accordati, sempre compatibilmente con le esigenze di servizio, ai lavoratori tossicodipendenti o ai lavoratori che abbiano a carico familiari tossicodipendenti per i quali vi sia la documentata necessità di terapie riabilitative da effettuarsi presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale o presso strutture specializzate riconosciute dalle istituzioni o ancora presso sedi o comunità terapeutiche.

Fermo restando quanto sopra, ai sensi e per gli effetti del Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza (DPR 9.10.90 n. 309), il lavoratore del quale viene accertato lo stato di tossicodipendenza e che intende accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle USL o di altre strutture terapeutico
- riabilitative e socio
-assistenziali, se assunto a tempo indeterminato, ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione della prestazione lavorativa è dovuta all'esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a 3 anni, secondo le specifiche modalità di seguito definite.

Il dipendente che intende avvalersi di detto periodo di aspettativa è tenuto a presentare alla Direzione dell'azienda la documentazione di accertamento dello stato di tossicodipendenza rilasciata dal servizio pubblico per le tossicodipendenze e il relativo programma di riabilitazione ai sensi dell'art. 122 del citato Testo Unico.

Il dipendente interessato dovrà inoltre presentare, con periodicità mensile, la documentazione rilasciata dalla struttura presso la quale sta eseguendo il programma terapeutico attestante l'effettiva prosecuzione del programma stesso.

Il rapporto di lavoro s'intende risolto qualora il lavoratore non riprenda servizio entro 7 giorni dal completamento della terapia di riabilitazione o dalla scadenza del periodo massimo di aspettativa, ovvero dalla data dell'eventuale volontaria interruzione anticipata del programma terapeutico.

Previa richiesta scritta, l'azienda potrà concedere ai lavoratori che ne facciano richiesta per la necessità, attestata dal servizio pubblico per le tossicodipendenze, di concorrere al programma terapeutico e socio
- riabilitativo seguito da un familiare tossicodipendente, un periodo di aspettativa
- compatibilmente con le esigenze tecnico
-produttive
- non superiore a 4 mesi.

Durante i suddetti periodi d'aspettativa, che non sono frazionabili e che potranno essere concessi una volta sola, non decorrerà retribuzione, né si avrà decorrenza di anzianità di servizio per alcun istituto di legge e/o di contratto.

Nell'attuazione degli adempimenti disciplinati dal presente articolo, sarà posta particolare attenzione a tutela della riservatezza dei soggetti interessati.

In occasione dei suddetti periodi di aspettativa, l'azienda potrà ricorrere ad assunzioni a tempo determinato ai sensi dell'art. 99, legge 26.6.90 n. 162, in attuazione dell'art. 23, legge 28.2.87 n. 56.

FEDERALIMENTARE, le Associazioni del settore e le OO.SS. stipulanti (FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL) convengono di studiare una proposta, da sottoporre congiuntamente al Consiglio d'amministrazione dell'INPS, che definisca specifiche forme di assistenza economico
-sanitaria nei confronti dei soggetti tossicodipendenti anche nelle situazioni in cui la dipendenza da sostanze tossiche non costituisca una condizione equiparabile a malattia, ma determini comunque uno stato che richieda interventi di cura e di assistenza.



Art. 48
- Infortunio sul lavoro.

Ogni infortunio di natura anche leggera dovrà essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto il quale provvederà affinché sia espletata, se del caso, la denuncia di legge.

Ai fini del presente articolo s'intende per infortunio sul lavoro quello riconosciuto come tale dall'istituto assicuratore ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.

In caso d'infortunio sul lavoro per il quale intervenga l'INAIL, l'azienda corrisponderà all'operaio non in prova, dal 1° giorno di assenza dal lavoro e fino alla cessazione dell'indennità d'invalidità temporanea erogata dal predetto Istituto assicuratore, un'integrazione di tale indennità in modo da raggiungere il 100% della retribuzione normale netta.

Le indennità a carico dell'istituto saranno anticipate a condizione che le stesse non siano soggette a contribuzione e che sia garantito il rimborso attraverso conguaglio da parte dell'INAIL o altro sistema analogo.

Il lavoratore che entro 3 giorni dal rilascio del certificato di guari gione non si ripresenti al lavoro sarà considerato dimissionario.

Nel caso in cui il lavoratore infortunato non sia in grado, a causa dei postumi invalidanti, di espletare le sue normali mansioni, l'azienda esaminerà l'opportunità, tenuto anche conto della posizione e delle attitudini dell'interessato, di mantenerlo in servizio adibendolo a mansioni compatibili con le sue limitate capacità lavorative. In tal caso il lavoratore conserverà l'anzianità maturata con diritto alla liquidazione immediata, limitatamente alla sola differenza fra la precedente e la nuova retribuzione, per il periodo antecedente al passaggio di livello.

I lavoratori infortunati mantenuti in servizio ai sensi del comma precedente saranno compresi nel numero degli invalidi del lavoro da assumere a norma di legge.

La conservazione del posto per gli operai assunti con contratto a tempo determinato è limitata al periodo massimo di 4 mesi, e comunque non oltre la scadenza del termine apposto al contratto.



Art. 49
- Visite mediche di controllo.

Per le visite di controllo si fa riferimento a quanto stabilito dall'art. 5, legge 20.5.70 n. 300, contenente norme sullo "Statuto dei lavoratori", dalle successive disposizioni legislative in materia e da quelle dell'art. 47 del CCNL.



Capitolo IX
- TRATTAMENTO ECONOMICO, INDENNITÀ VARIE

Art. 50
- Modalità di corresponsione della retribuzione.

Il pagamento delle retribuzioni sarà effettuato secondo le consuetudini dell'azienda, mediante buste o altri stampati individuali, sui quali saranno specificati i singoli elementi di competenza e le previste ritenute, indicando il periodo di paga cui si riferiscono.

Dell'eventuale cambiamento delle modalità consuetudinarie di pagamento l'azienda darà congruo preavviso.

Qualsiasi reclamo sulla corrispondenza della somma pagata con quella indicata sulla busta paga, nonché sulla qualità della moneta, dovrà essere fatto all'atto del pagamento.

Gli eventuali errori di pura contabilità dovranno essere contestati entro 3 giorni da quello della corresponsione della retribuzione, affinché il competente ufficio possa provvedere alle necessarie verifiche e all'immediato conguaglio delle differenze. Trascorso tale periodo di 3 giorni, le differenze saranno accreditate sul conto relativo al periodo successivo.

In caso di contestazione sulla retribuzione o su taluni elementi costitutivi della stessa, al lavoratore dovrà essere corrisposta la parte di retribuzione non contestata. Qualora la ditta ritardi il pagamento della retribuzione di oltre 10 giorni, decorreranno di pieno diritto gli interessi nella misura del 2% in più del tasso ufficiale di sconto e con decorrenza dalla scadenza di cui al comma precedente. Inoltre il lavoratore avrà facoltà di risolvere il rapporto di lavoro con diritto alla corresponsione del TFR e dell'indennità di mancato preavviso. Qualsiasi ritenuta per risarcimento di danni non potrà superare il 10% della retribuzione, salvo che non intervenga la risoluzione del rapporto.



Art. 51
- Minimi tabellari mensili.

I minimi tabellari sono quelli che risultano dalla tabella che segue:

TABELLA MINIMI

vecchi aumenti nuovi aumenti nuovi liv. param. minimi dal minimi dal minimi fino al 1.6.99 dal 1.6.00 dal 31.5.99 1.6.99 1.6.00 1S 230 1.991.360 67.160 2.058.520 67.160 2.125.680 1 200 1.731.620 58.400 1.790.020 58.400 1.848.420 2 165 1.428.600 48.180 1.476.780 48.180 1.524.960 3A 145 1.255.430 42.340 1.297.770 42.340 1.340.110 3 130 1.125.570 37.960 1.163.530 37.960 1.201.490 4 120 1.038.980 35.040 1.074.020 35.040 1.109.060 5 110 952.390 32.120 984.510 32.120 1.016.630 6 100 865.820 29.200 895.020 29.200 924.220

VALORI ESPRESSI IN EURO (*)

vecchi aumenti nuovi aumenti nuovi liv. param. minimi dal minimi dal minimi fino al 1.6.99 dal 1.6.00 dal 31.5.99 1.6.99 1.6.00 1S 230 1.028,45 34,69 1.063,14 34,69 1.097,82 1 200 894,31 30,16 924,47 30,16 954,63 2 165 737,81 24,88 762,69 24,88 787,58 3A 145 648,38 21,87 670,24 21,87 692,11 3 130 581,31 19,60 600,91 19,60 620,52 4 120 536,59 18,10 554,69 18,10 572,78 5 110 491,87 16,59 508,46 16,59 525,05 6 100 447,16 15,08 462,24 15,08 477,32

VIAGGIATORI O PIAZZISTI

vecchi aumenti nuovi aumenti nuovi liv. param. minimi dal minimi dal minimi fino al 1.6.99 dal 1.6.00 dal 31.5.99 1.6.99 1.6.00 1 165 1.428.600 48.180 1.476.780 48.180 1.524.960 2 130 1.125.570 37.960 1.163.530 37.960 1.201.490

VALORI ESPRESSI IN EURO (*)

vecchi aumenti nuovi aumenti nuovi liv. param. minimi dal minimi dal minimi fino al 1.6.99 dal 1.6.00 dal 31.5.99 1.6.99 1.6.00 1 165 737,81 24,88 762,69 24,88 787,58 2 130 581,31 19,60 600,91 19,60 620,52

(*) I valori in euro sono stati calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, così come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.

Dichiarazione comune.

Con riferimento al biennio giugno 2001
-maggio 2003, le parti convengono che per ogni 1% d'incremento retributivo che verrà concordato in sede di rinnovo della parte economica del contratto
- in applicazione dei Protocolli 23.7.93 e 1.2.99, tenendo conto dell'andamento del settore, delle indicazioni del Governo e delle Parti sociali, delle ragioni di scambio, dell'obiettivo della salvaguardia del potere d'acquisto delle retribuzioni, ecc.
- sarà erogato un importo, determinato sul valore parametrale 137, pari a £. 27.210, da ragguagliare in ragione di eventuali frazioni di punto.

Mensilizzazione (criteri adottati per la trasformazione della paga oraria degli operai).

La trasformazione contabile della paga oraria in mensile per gli operai è stata effettuata senza oneri o vantaggi per l'azienda, o i lavoratori, in base ai seguenti criteri:

1)il minimo di paga base oraria moltiplicato per 173; 2)la misura giornaliera confederale dell'indennità di contingenza moltiplicata per 26; 3)eventuali emolumenti diversi dalla paga base e dall'indennità di contingenza, qualora lo consenta la loro natura e le loro caratteristiche, potranno essere mensilizzati, in ogni caso fermo restando il principio di cui in premessa; 4)la gratifica natalizia degli operai è stata trasformata in 13a mensilità (173 ore); 5)le festività cadenti in giorno lavorativo sono comprese nella retribuzione mensile, mentre quelle coincidenti con la domenica saranno compensate in base a 1/26 della retribuzione mensile.

La retribuzione normale ai lavoratori sarà corrisposta in misura mensile sulla base della tabella di cui sopra ed eventuali elementi retributivi accessori.

Al riguardo, pertanto, in base ai giorni di effettiva prestazione e, nell'ambito dei giorni, in base alle ore effettivamente lavorate, valgono le seguenti norme:

a)ai lavoratori che nel corso del mese avranno prestato la loro opera per l'intero orario contrattuale di lavoro e che si saranno assentati soltanto per ferie, festività o per altre cause, che comportino il diritto all'intera retribuzione, verrà liquidata l'intera retribuzione mensile. In tal modo s'intenderanno compensati, oltre al lavoro ordinario, le ferie, le altre assenze retribuibili e le festività di cui all'art. 34; b)le quote relative alle ore normali non lavorate o comunque non retribuibili nell'ambito dell'orario contrattuale, saranno calcolate dividendo per 173 la retribuzione mensile e da questa detratte.



Art. 52
- Indennità di contingenza
- Elemento Distinto dalla Retribuzione (EDR).

A seguito dei Protocolli tra Governo e Parti sociali del 10.12.91 e 31.7.92, con i quali le Parti hanno concordemente preso atto della cessazione del sistema d'indicizzazione dei salari secondo quanto previsto dalla legge 13.7.90 n. 191, le misure dell'indennità di contingenza
- ai fini della retribuzione dei lavoratori
- rimangono consolidate negli importi a questo titolo erogati nel mese di novembre 1991, e riportati in allegato n. 9 al presente contratto.

A decorrere dall'1.1.93, ai sensi del Protocollo 31.7.92, è corrisposta a tutti i lavoratori una somma forfettaria a titolo di EDR di £. 20.000 mensili per 13 mensilità a copertura dell'intero periodo 1992
-93, che resterà allo stesso titolo acquisito per il futuro nella retribuzione.



Art. 53
- Aumenti periodici di anzianità.

Fermo restando che per quanto concerne il passaggio dal regime in vigore anteriormente all'1.5.80 (1.10.80 per i Viaggiatori o Piazzisti) a quello di cui al presente articolo si fa riferimento ai precedenti contratti collettivi, i lavoratori per ogni biennio d'anzianità di servizio maturato presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso industriale facente capo alla stessa società) avranno diritto, indipendentemente da qualsiasi aumento di merito, a maturare 5 aumenti biennali periodici per i singoli livelli d'inquadramento di cui alla tabella sotto riportata (*):

importi (in lire) liv. parametro singolo scatto pari ad euro (**) dal 1.8.98 1S 230 99.570 51,42 1 200 86.580 44,71 2 165 71.430 36,89 3A 145 62.770 32,42 3 130 56.270 29,06 4 120 51.950 26,83 5 110 47.615 24,59 6 100 43.285 22,35

(*) Per i precedenti importi e relative decorrenze vedasi il testo del CCNL 6.7.95 e, in allegato 8 al presente contratto, l'Accordo 12.6.97 per il rinnovo della parte economica per il 2° biennio di validità del CCNL. (**)I valori in Euro sono stati calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, così come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.

Il numero degli aumenti periodici d'anzianità maturati prima dell'1.6.95 è considerato utile ai fini del raggiungimento del numero massimo degli aumenti periodici previsti dal già citato comma 1 del presente articolo.

In caso di passaggio di livello l'importo già maturato sarà riconosciuto nella misura del valore unitario previsto per il livello di arrivo, restando inteso che gli scatti biennali saranno sempre pari ad un massimo di 5 per singolo dipendente.

Fermo restando quanto previsto dal precedente comma, gli importi unitari di cui alla tabella sopra riportata restano consolidati e non sono soggetti più ad alcun ricalcolo o variazione.

Gli aumenti periodici decorreranno dal 1° giorno del mese successivo a quello in cui si compie il biennio d'anzianità.

Essi non assorbono né possono essere assorbiti da eventuali aumenti di merito o superminimi, salvo per questi ultimi, i casi in cui tale assorbimento sia previsto.

Gli aumenti periodici fanno parte della retribuzione di fatto e per gli operai non saranno considerati agli effetti dei cottimi e delle altre forme di retribuzione ad incentivo.

1a nota a verbale.

Fermo restando quanto previsto al punto 7.5 dell'Accordo interconfederale 18.12.88 cosi come confermato dall'Accordo interconfederale 31.1.95 per la disciplina dei CFL, ai fini della maturazione degli aumenti periodici, l'anzianità di servizio decorre:


- dal momento dell'assunzione per i lavoratori assunti successivamente all'1.11.90;
- dall'1.11.90 per i lavoratori assunti precedentemente a tale data e che alla stessa data non abbiano compiuto il 20° anno d'età.

Le Associazioni degli industriali e FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL stipulanti rinunciano reciprocamente ad ogni azione giudiziaria, occorrendo anche negli interessi dei propri rappresentati, fondata sull'applicazione delle clausole circa la decorrenza dell'anzianità di servizio, ai fini della maturazione degli aumenti periodici, dopo il compimento del 20° anno d'età, contenute nei precedenti CCNL. FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL s'impegnano, anche a nome e per conto dei propri organismi territoriali ed aziendali, a non promuovere alcuna iniziativa sindacale in sede centrale, territoriale ed aziendale, che persegua, anche indirettamente, finalità contrastanti con quelle qui definite.



Art. 54
- Tredicesima e quattordicesima mensilità.

In occasione del Natale l'azienda erogherà a tutti i lavoratori una 13a mensilità pari alla retribuzione mensile di fatto percepita dal lavoratore, con l'aggiunta, a far data dall'1.8.91 e in deroga alla disposizione di cui all'ultimo comma dell'art. 31, di una quota media, calcolata sugli ultimi 12 mesi, della maggiorazione di cui all'art. 32 se percepita con carattere di continuità.

In sostituzione del premio speciale è corrisposta una 14a mensilità pari alla retribuzione mensile di fatto.

Per i lavoratori retribuiti con forme ad incentivo, si farà riferimento al guadagno medio dell'ultimo trimestre.

Nel caso d'inizio o cessazione del rapporto durante il corso dell'anno il lavoratore non in prova avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 13a e della 14a mensilità per quanti sono i mesi interi di servizio prestato. Le frazioni di mese non superiori a 15 giorni non saranno calcolate, mentre saranno calcolate come mese intero le frazioni superiori ai 15 giorni.

I periodi d'assenza per malattia o infortunio, nei limiti della conservazione del posto prevista dal presente contratto, saranno utilmente computabili ai fini della 13a e della 14a mensilità.

Dichiarazione a verbale.

La retribuzione, inerente la 13a e 14a mensilità e quella differita ad essa equiparata, maturata dal lavoratore in malattia, infortunio non sul lavoro, gravidanza e puerperio è a carico dell'azienda esclusivamente per la quota
-parte non indennizzata in forza di disposizioni legislative e/o di altre norme.

Nota a verbale.

Per i settori ASSOBIBE (già ABG
-UNIBG) e MINERACQUA (già FEDERTERME) le parti concordano in via eccezionale che le piccole aziende rateizzino gli importi della 13a e 14a effettuandone il relativo pagamento entro 2 mesi dalla data prevista per l'erogazione.



Art. 55
- Premio per obiettivi.

Fermo restando il rispetto delle coerenze complessive in tema di politica dei redditi e il riferimento all'andamento economico dell'impresa e alla sua redditività, e tenendo conto della produttività eventualmente già utilizzata per riconoscere gli aumenti retributivi a livello di CCNL, è prevista una contrattazione aziendale a contenuto economico, indirizzata al miglioramento dell'efficienza aziendale e dei risultati di gestione.

Al fine dell'acquisizione di elementi di conoscenza comune per la definizione degli obiettivi della contrattazione aziendale a contenuto economico, le parti valuteranno preventivamente le condizioni dell'impresa e del lavoro, le sue prospettive di sviluppo anche occupazionale, tenendo conto dell'andamento e delle prospettive della competitività e delle condizioni essenziali di redditività.

Tale contrattazione sarà esclusivamente quella avente ad oggetto premi per obiettivi con le seguenti caratteristiche:

a)in coerenza con le strategie dell'impresa e con quanto previsto al punto 3) del capitolo Assetti contrattuali dell'Accordo interconfederale 23.7.93, confermato dal Protocollo 1.2.99, che s'intende integralmente richiamato, le erogazioni saranno direttamente e sistematicamente correlate ai risultati conseguiti con la realizzazione di programmi azien dali, concordati tra le parti, aventi per obiettivo, ad esempio, in crementi di redditività, di produttività, di competitività, di qualità. In relazione allo stato di attuazione dei citati programmi saranno possibili verifiche tecniche sui parametri di riferimento; b)le erogazioni di cui sopra devono avere caratteristiche tali da consentire l'applicazione del particolare trattamento contributivo previsto dalla normativa di legge emanata in attuazione del richiamato Protocollo 23.7.93; c)tali erogazioni hanno la caratteristica di totale variabilità e non determinabilità a priori.

La durata degli accordi economici di cui ai precedenti punti è di 4 anni e la contrattazione per il loro rinnovo avverrà nel rispetto del principio dell'autonomia dei cicli negoziali al fine di evitare sovrapposizioni.

La piattaforma per il rinnovo degli accordi aziendali a contenuto economico di cui al presente articolo sarà presentata in tempo utile per consentire l'apertura del confronto 2 mesi prima della scadenza.

Tale contrattazione aziendale si svolgerà in condizioni di assoluta normalità sindacale, con esclusione in particolare del ricorso ad agitazioni di qualsiasi tipo, per un periodo di 2 mesi dalla presentazione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo dell'accordo precedente e, comunque, fino ad un mese successivo alla sua scadenza.

Con riferimento alle procedure di cui al precedente comma, sono fatte salve eventuali diverse soluzioni individuate a livello aziendale fino al 6.7.95.

La contrattazione aziendale a contenuto economico di cui al presente articolo è esclusiva e sostituisce quella di cui all'art. 28, CCNL 7.8.91 e all'art. 17 del Protocollo per i Viaggiatori o Piazzisti allegato al medesimo contratto, i cui importi restano congelati in cifra secondo quanto previsto dall'Accordo di settore 13.1.94, che s'intende qui integralmente richiamato.

A far data dall'1.1.02 (*), le aziende che non abbiano in passato realizzato la contrattazione del premio per obiettivi di cui al presente articolo, erogheranno in sostituzione dello stesso il premio di cui alla tabella di seguito riportata:

premi (in lire) liv. parametro dal pari ad euro (**) 1.1.02 1S 230 47.770 24,67 1 200 41.540 21,45 2 165 34.270 17,70 3A 145 30.120 15,56 3 130 27.000 13,94 4 120 24.930 12,88 5 110 22.850 11,80 6 100 20.770 10,73

(*) La precedente normativa, che per comodità di lettura si riporta di seguito, continuerà a dispiegare i suoi effetti fino al 31.12.01. A decorrere dall'1.1.98, le imprese che non abbiano in passato realizzato la contrattazione sia dell'ex premio di produzione che di quello per obiettivi, erogheranno in sostituzione del premio medesimo, il premio di cui alla tabella di seguito riportata:

(**)I valori in Euro sono stati calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, cosi come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.

Tali importi, erogati per 12 mensilità, assorbono fino a concorrenza eventuali erogazioni svolgenti funzione analoga agli istituti di cui sopra.

Gli importi suddetti non hanno riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e/o di legge, diretti e/o indiretti di alcun genere, in quanto le parti hanno definito tali importi in senso onnicomprensivo tenendo conto in sede di quantificazione di qualsiasi incidenza.

Inoltre, ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 297/82 e in applicazione dell'art. 73 del presente CCNL, gli importi di cui sopra sono esclusi dal computo del TFR.

1a nota a verbale.

Qualora FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL dovessero, con altre associazioni di datori di lavoro di imprese industriali, concordare condizioni meno onerose di quelle previste nel comma 9 del presente articolo e nella tabella ivi richiamata, tali condizioni s'intendono estese alle aziende rappresentate dalle associazioni industriali firmatarie del presente CCNL.

2a nota a verbale.

Fermo restando quanto previsto al comma 4, la ricontrattazione degli accordi conclusi in attuazione dell'Accordo di settore 13.1.94, non potrà comunque aver luogo prima del gennaio 2002.

premi (in lire) liv. parametro dal pari ad Euro (*) 1.1.98 1S 230 32.200 16,63 1 200 28.000 14,46 2 165 23.100 11,93 3A 145 20.300 10,48 3 130 18.200 9,40 4 120 16.800 8,68 5 110 15.400 7,95 6 100 14.000 7,23

(*)I valori in Euro sono stati calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, cosi come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.

Tali importi assorbono fino a concorrenza eventuali erogazioni unilaterali a qualsiasi titolo corrisposte comprese quelle svolgenti funzione analoga agli istituti di cui sopra. I predetti emolumenti non sono computabili su alcun istituto legale o contrattuale e non sono riconducibili alla nozione di retribuzione di cui all'ultimo comma dell'art. 31".

Norma transitoria.

Qualora la normativa di legge sul trattamento contributivo delle erogazioni aziendali di cui al punto b) del presente articolo entri in vigore successivamente alla stipulazione degli accordi aziendali, verranno effettuati, laddove necessari, gli adattamenti tecnici per ricondurre le relative erogazioni economiche ai criteri della sopravvenuta normativa di legge, in coerenza con gli obiettivi assunti dal citato Protocollo 23.7.93, confermato dal Protocollo 1.2.99 in un quadro di invarianza delle erogazioni nette previste per i dipendenti al conseguimento dei risultati realizzati sulla base dei programmi di cui alla lett. a) del presente articolo. La suddetta invarianza si riferisce esclusivamente alla particolare contribuzione di cui ai Protocolli 23.7.93 e 1.2.99. Ciò significa che, in caso di innovazioni legislative sul fronte fiscale o su quello contributivo ma non riconducibili alla normativa richiamata, tale invarianza non potrà essere invocata.



Art. 56
- Indennità di maneggio denaro
- Cauzione.

L'impiegato la cui mansione normale e continuativa consiste nel maneggio di denaro per pagamenti e riscossioni, con responsabilità per errori, anche finanziaria, ha diritto ad una particolare indennità mensile pari al 7% del minimo tabellare di livello di appartenenza e dell'ex indennità di contingenza.

Le somme eventualmente richieste all'impiegato a titolo di cauzione dovranno essere depositate e vincolate a nome del garante e del garantito presso un Istituto di credito.

I relativi interessi matureranno a favore dell'impiegato.



Art. 57
- Indennità varie: per uso mezzi di trasporto appartenenti ai lavoratori; disagio; istruzione figli; speciale di campagna.

Mezzi di trasporto.

Al lavoratore che, su richiesta della ditta, usa propri mezzi di trasporto per esigenze di servizio della ditta stessa, sarà corrisposta un'indennità chilometrica, da concordarsi direttamente fra le parti interessate.

Indennità istruzione figli (escluse AIDI, ASSALZOO, ASSOLATTE, FEDERVINI e Distillatori).

Qualora il lavoratore capo famiglia, avente almeno 1 anno d'anzianità debba risiedere per necessità di lavoro in località dove non esistano scuole e si trovi nella necessità di avviare i figli dove abbiano sede le scuole medesime, il datore di lavoro si assumerà l'onere del pagamento dell'abbonamento di tipo scolastico per servizi ferrotranviari o per servizi automobilistici, sempre che anche questi offrano abbonamenti del tipo scolastico.

Nel caso in cui tali servizi non applichino abbonamenti a prezzo ridotto per agevolazioni scolastiche, il contributo di cui sopra, da parte del datore di lavoro, corrisponderà al 50% della spesa dell'abbonamento normale.

Il trattamento di cui ai precedenti commi cessa in ogni caso col compimento del 15° anno d'età di ciascun figlio e decade nel caso in cui l'alunno sospenda la frequenza alle scuole o non riporti nell'anno scolastico la promozione alla classe superiore, salvo che ciò sia dipeso da causa di malattia.

Il rimborso di cui sopra avverrà a presentazione del documento di abbonamento.

INDUSTRIA SACCARIFERA

Quando manchino nel raggio di km. 8 dalla località di residenza le scuole, l'azienda corrisponderà al lavoratore con rapporto di lavoro a tempo indeterminato un'indennità per l'istruzione elementare e media inferiore dei figli che frequentino dette scuole per la durata dell'anno scolastico.

L'indennità verrà corrisposta nella misura di £. 5.000 mensili per un figlio e di £. 7.500 per 2 o più figli contemporaneamente, per un periodo massimo di 8 anni complessivi, sempreché l'alunno non sia ripetente.

Indennità di disagio.

INDUSTRIA LATTIERO
-CASEARIA

1)Stufatori di emmenthal. In considerazione dell'elevato peso delle forme e del particolare ambiente nel quale avviene la lavorazione, agli operai che eseguono direttamente tale lavorazione verrà corrisposta un'indennità particolare pari al 23% della paga globale di fatto. 2)Cellisti. A coloro che svolgono la loro prevalente attività nelle celle frigorifere verrà corrisposta un'indennità pari al 12% della paga globale di fatto. 3)Lavanderie a mano. Agli addetti alle lavanderie a mano verrà corrisposta, per il periodo di effettiva prestazione, un'indennità pari al 7% della paga globale di fatto.

Per paga globale di fatto si intende: minimo tabellare, più eventuali aumenti di merito, più ex contingenza.

Ai lavoratori addetti normalmente a lavorazioni che si svolgono in ambienti a temperatura particolarmente bassa o particolarmente elevata, in relazione al minore o maggior disagio derivante dalla temperatura ambiente, verrà corrisposta, nei limiti delle fasce indicate in appresso, un'indennità suppletiva ordinaria denominata "di disagio" da calcolarsi sul minimo tabellare e sull'indennità di ex contingenza:


- percentuale dal 3 al 6% per le lavorazioni che si svolgono in ambienti nei quali la temperatura, per necessità di esercizio, viene mantenuta da 0 a 6 gradi centigradi;
- percentuale dal 3 al 5% per le lavorazioni che si svolgono in ambienti nei quali la temperatura, per necessità di esercizio, viene mantenuta da oltre 6 fino a 15 gradi centigradi;
- percentuale dal 3 al 5% per le lavorazioni che si svolgono in ambienti nei quali la temperatura, per necessità di esercizio, risulta superiore ai 35 gradi centigradi.

La determinazione delle indennità anzidette (dal 3 al 6% e dal 3 al 5%), in relazione alla particolarità dell'industria e alle differenti situazioni aziendali sarà effettuata tra la Direzione aziendale, assistita e rappresentata dall'Associazione territoriale degli industriali e i sindacati locali di categoria dei lavoratori.

Detta indennità, per i lavoratori addetti normalmente a lavorazioni che si svolgono in ambienti a temperatura particolarmente bassa o particolarmente elevata sarà corrisposta per tutte le ore effettivamente lavorate e non sarà considerata nel computo delle maggiorazioni per eventuali lavori straordinari, né sarà considerata retribuzione ad alcun effetto.

INDUSTRIA DOLCIARIA

Estratto dell'accordo aggiuntivo nazionale per gli operai della industria dolciaria. Allegato al CCNL del 15 dicembre 1960.

A)Indennità disagio freddo.

Agli operai che svolgono normalmente la loro attività in locali in cui, per esigenze di lavoro, la temperatura media ambientale deve essere mantenuta costantemente pari o inferiore a 7 gradi sopra zero, verrà corrisposta un'indennità suppletiva oraria denominata "disagio freddo" nella seguente misura: £. 9 orarie per i locali a temperatura da 7 gradi sopra zero a 0 gradi, limitatamente al periodo di lavoro effettivamente prestato nelle condizioni di ambiente sopra indicate.

B)Indennità disagio caldo.

Agli operai addetti a forni wafers o a tank, agli addetti alla bocca di forno a piani estraibili, a quelli addetti alla bocca dei forni fissati a pala, e a quegli operai che debbono lavorare a pari temperatura, verrà concessa un'indennità denominata "disagio caldo" di £. 7 orarie.

Tali indennità non saranno considerate nel computo della maggiorazione per eventuale lavoro straordinario, né saranno considerate retribuzioni a nessun effetto.

Operai comuni. Sono gli addetti alle operazioni di insacchettamento. Ad essi verrà corrisposta una maggiorazione di £. 5 orarie limitatamente al periodo in cui sono adibiti a tale lavoro.

Detta indennità non sarà considerata nel computo della maggiorazione dell'eventuale lavoro straordinario, né sarà considerata retribuzione a nessun effetto.

INDUSTRIA CARNI

Indennità disagio freddo, disagio caldo e lavori in ambienti bagnati.

Ai lavoratori che prestano la loro attività nelle lavorazioni qui di seguito indicate sarà corrisposta, nei limiti delle fasce indicate in appresso, un'indennità suppletiva ordinaria denominata "di disagio" da calcolarsi sul minimo tabellare del livello di appartenenza e sull'ex indennità di contingenza.

Disagio freddo: percentuale dal 4% al 7% per temperature da 5 gradi sotto zero a 5 gradi sopra zero; percentuale dal 6% al 10% per temperature inferiori ai 5 gradi sotto zero.

Indennità di luoghi particolarmente bagnati: mattazione o sventramento, budelleria, lavanderia, tripperia, cottura prosciutti e, per gli scatolifici, scongelamento carni, spolpatura e disossatura: percentuale dal 3% al 6%.

Indennità disagio caldo: percentuale dal 4% al 6% per le lavorazioni che si svolgono in ambienti nei quali la temperatura per necessità di esercizio sia superiore a 38 gradi.

La determinazione delle indennità anzidette, in relazione alla particolarità dell'industria e alle differenti situazioni aziendali, sarà effettuata tra la Direzione aziendale, assistita e rappresentata dall'Associazione territoriale degli industriali, e i Sindacati locali di categoria dei lavoratori.

Le indennità di cui sopra saranno corrisposte limitatamente al tempo di effettivo lavoro prestato, non calcolando i periodi di tempo inferiori ai 10 minuti consecutivi.

Agli effetti del computo delle indennità in questione, i singoli periodi di tempo trascorso nelle attività anzidette, sempre che ogni singolo periodo non sia inferiore ai 10 minuti consecutivi, saranno sommati.

Le frazioni superiori alla mezz'ora risultanti da detta somma saranno arrotondate ad ora.

Le indennità di cui al presente articolo non saranno considerate nel computo della maggiorazione per eventuale lavoro o straordinario, né saranno considerate utili ad alcun effetto contrattuale.

INDUSTRIA DELLE BEVANDE ANALCOLICHE

A quei lavoratori che svolgono normalmente la loro attività in celle frigorifere per il tempo effettivo da essi trascorso in detti ambienti, sarà concessa un'indennità denominata indennità "disagio freddo" pari al 6% del minimo tabellare e dell'ex indennità di contingenza del 6° livello. Agli effetti del computo giornaliero della permanenza negli ambienti freddi di cui sopra verranno sommati i singoli periodi.

Dal computo totale la frazione inferiore ai 30 minuti verrà esclusa, mentre verrà arrotondata ad ora la frazione superiore ai 30 minuti.

INDUSTRIA DELLA BIRRA

Ai lavoratori addetti costantemente e stabilmente alle cantine di fermentazione e di deposito, alle sale di cottura e ai piani di torrefazione delle malterie, ai cassoni di germinazione e alle aie di germinazione, alla saldatura autogena e ai fuochisti, nonché, limitatamente al tempo per il quale rimangono effettivamente utilizzati in tale mansione, agli addetti al controllo delle bottiglie alle stazioni luce verrà corrisposta un'indennità suppletiva ordinaria denominata "di disagio" da stabilirsi dal 9 al 13% del minimo tabellare e dell'ex indennità di contingenza del livello di appartenenza.

La determinazione dell'indennità anzidetta, in relazione alla particolarità dell'industria e alle differenti situazioni aziendali, sarà effettuata tra la Direzione aziendale, assistita e rappresentata dall'Associazione territoriale e i Sindacati locali di categoria dei lavoratori.

Detta indennità sarà corrisposta per tutte le ore effettivamente lavorate e non sarà considerata nel computo della maggiorazione per eventuali lavori straordinari, né sarà considerata retribuzione a nessun effetto.

INDUSTRIA RISIERA

A tutti gli addetti alla macinazione della lolla, oppure all'insacco ciclone, verrà corrisposta un'indennità nella misura del 10% della paga globale di fatto.

Le 2 indennità per gli addetti all'una o all'altra mansione non sono cumulabili.

INDUSTRIA MOLITORIA E DELLA PASTIFICAZIONE

A)Industria della macinazione.

Agli operai addetti:

1)allo scarico del grano nelle tramogge, tranne il caso dell'introduzione del grano con elevatori a tazza o a catena e trasporto a cassa chiusa; 2)alla prepulitura e alle operazioni di battitura a mano di sacchi, sempre che non esistano impianti di aspirazioni atti a depurare l'ambiente dalla polvere: sarà corrisposta, per il tempo dedicato a quelle operazioni, un'indennità nella misura dal 7% all'11% della paga globale di fatto.

La determinazione dell'indennità anzidetta, in relazione alle particolarità dell'industria e alle differenti situazioni aziendali, sarà effettuata tra la Direzione aziendale e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa.

Ai facchini addetti ai lavori pesanti che portano cioè a spalla colli da quintale, ferma restando la loro qualifica di operai di 6° livello (ex 3° categoria), sarà corrisposta, per le ore di lavoro dedicate ai lavori pesanti, una maggiorazione di salario corrispondente al 30% della differenza tra il minimo tabellare dell'operaio di 5° livello (ex 2° categoria) e quello di 6° livello (ex 3° categoria).

B)Industria della pastificazione.

Agli operai che svolgono normalmente la loro attività in locali nei quali, per esigenze di lavoro, la temperatura e l'umidità ambientali congiuntamente raggiungano o superino rispettivamente 35 gradi e il 75%, sarà corrisposta, per il lavoro da essi prestato nelle condizioni di ambiente sopra indicate, un'indennità nella misura dal 10% al 16% della paga globale di fatto.

La determinazione dell'indennità anzidetta, in relazione alle particolarità dell'industria e alle differenti situazioni aziendali, sarà effettuata tra la Direzione aziendale, assistita e rappresentata dall'Associazione territoriale degli industriali, e i Sindacati locali di categoria dei lavoratori.

Ai facchini addetti ai lavori pesanti, che portano cioè a spalla colli da quintale, ferma restando la loro qualifica di operai di 6° livello (ex 3° categoria), sarà corrisposta, per le ore di lavoro dedicate ai lavori pesanti, una maggiorazione di salario corrispondente al 30% della differenza tra il minimo tabellare dell'operaio di 5° livello (ex 2° categoria) e quello di 6° livello (ex 3° categoria).

INDUSTRIA DELLE CONSERVE ITTICHE

Ai lavoratori che prestano la loro attività nelle lavorazioni nelle celle frigorifere sarà corrisposta, nei limiti della fascia indicata in appresso, un'indennità suppletiva ordinaria denominata "di disagio" da calcolarsi sul minimo tabellare e sull'ex indennità di contingenza del livello di appartenenza.

Disagio freddo: percentuale dal 4 al 6% per temperatura da 5 gradi sotto zero a 5 gradi sopra zero; percentuale dal 6 al 9% per temperatura inferiore ai 5 gradi sotto zero.

La determinazione dell'indennità anzidetta, in relazione alla particolarità dell'industria e alle differenti situazioni aziendali, sarà effettuata tra la Direzione aziendale, assistita o rappresentata dalle Associazioni territoriali degli industriali, e i Sindacati locali di categoria dei lavoratori.

L'indennità di cui sopra sarà corrisposta limitatamente al periodo di tempo di effettivo lavoro prestato, non calcolando il periodo di tempo inferiore ai 10 minuti consecutivi.

Agli effetti del computo dell'indennità in questione, i singoli periodi di tempo trascorsi nell'attività anzidetta, sempre che ogni singolo periodo non sia inferiore ai 10 minuti consecutivi, saranno sommati.

INDUSTRIA SACCARIFERA

Premi alle stazioni disagiate.

E' prevista la contrattazione a livello aziendale per la determinazione di un "premio per disagio" da concordarsi per gli addetti alle stazioni in calce indicate (1) quando ricorrano gli estremi a fianco di ciascuna di esse specificati.

Il "premio per disagio" di cui sopra sarà contrattato nell'ambito compreso tra la misura minima del 2,60% e la misura massima del 5,20% del minimo tabellare fermo restando che le eventuali situazioni di miglior favore già in atto verranno conservate in sostituzione di quanto sopra concordato.

Nelle more delle trattative per l'istituzione del premio sarà versato agli aventi diritto un compenso pari al 2,60%.

(1) Stazioni che possono essere disagiate in una o più fabbriche:

1)Silos bietole tradizionali
- gli addetti alla rimozione delle piastre di copertura delle canalette dei silos e al convogliamento delle bietole nelle canalette stesse senza mitrailleuse o altro mezzo meccanico. 2)Forno a calce dove il caricamento del forno e/o lo sfornamento è fatto a mano. 3)Idratazione calce (latte calce)
- addetti all'alimentazione a mano degli spegnitori calce (Mik) e/o addetti allo sgombero dei decantatori latte calce dove lo stesso non è fatto con appositi apparecchi a scarico continuo o periodico. 4)Diffusione classica
- gli addetti ai diffusori. 5)Filtri presse di zuccherifici con apertura e chiusura a mano con chiusura idraulica a scarico a mano. 6)Filtri a sacco
- filtri a sacco di raffineria, filtri Danek e Mares. 7)Centrifughe con scarico ad estrazione a mano della parte superiore con scarico a mano (a mezzo pala) dal fondo. 8)Forni elettrici disagiata, 9)Casse e celle di reazione
- lo scarico a mano del saccarato. 10) Forni potassa (salino) disagiata.

INDENNITA' SPECIALE DI CAMPAGNA (conserve vegetali).

Viene corrisposta
- salvo che la contrattazione aziendale di 2° livello non disponga diversamente
- un'indennità speciale di campagna per i soli lavoratori stagionali addetti ai processi di lavorazione e trasformazione del pomodoro e pisello freschi. La misura di detta indennità è fissata nel 6,5% dei minimi tabellari in vigore alle singole scadenze.

Dichiarazione a verbale.

L'indennità speciale di campagna sarà conservata ai lavoratori stagionali addetti alla lavorazione e alla trasformazione di altri prodotti freschi laddove la stessa risulti già corrisposta. L'indennità speciale di campagna sarà inoltre conservata ai lavoratori fissi che già ne fruivano.

Nota a verbale.

Laddove sia già stata effettuata la contrattazione di 2° livello prima della stesura del testo di rinnovo del CCNL (19.1.96), le parti s'incontreranno per esaminare le eventuali modalità applicative della norma contrattuale di cui sopra nella sua nuova formulazione.



Art. 58
- Cottimi.

Le parti riconoscono che nelle industrie dei settori rappresentati dalle associazioni firmatarie del presente contratto non si effettua di regola lavoro a cottimo. Per il caso in cui la questione dovesse sorgere concordano di adottare la regolamentazione di cui al CCNL 31.5.80.



Art. 59
- Trasferte.

Ai lavoratori temporaneamente incaricati di prestazioni di servizio fuori della circoscrizione del Comune, ove ha sede lo stabilimento presso il quale sono in forza, sarà rimborsato l'importo delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio, nei limiti della normalità, liquidato in base a nota documentata, salvo accordi forfettari fra le parti interessate.

Le ore di viaggio coincidenti con il normale orario giornaliero di lavoro in atto nello stabilimento di origine saranno retribuite al 100% della retribuzione normale, e quelle non coincidenti con tale orario, con il 65% della stessa retribuzione.

Ai fini di cui sopra non sono cumulabili le ore di viaggio compiute in giorni diversi.

Qualora il datore di lavoro richieda esplicitamente prestazioni di lavoro effettivo oltre la durata dell'orario normale giornaliero, tali prestazioni saranno retribuite con la maggiorazione del 45%.

L'importo approssimativo delle spese di cui al comma 1 dovrà essere anticipato dal datore di lavoro salvo conguaglio alla fine della trasferta.

1a nota a verbale.

Il presente articolo non si applica al personale viaggiante e a quello addetto ai trasporti e alle operazioni conseguenti, il cui trattamento sarà concordato in sede aziendale.

2a nota a verbale.

Con riferimento a quanto previsto al comma 2 del presente articolo, così come modificato il 6.7.95 (aumento dal 50 al 65%), sono fatti salvi i trattamenti aziendali complessivamente di miglior favore, in atto antecedentemente a tale data, che vengono mantenuti ma non si cumulano con quanto stabilito dal citato comma 2.

Nota a verbale per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole.

Il trattamento di cui al comma 2 del presente articolo sarà oggetto di contrattazione aziendale.

Dichiarazione comune.

Le indennità forfettarie eventualmente concordate tra le parti interessate non hanno natura retributiva anche se corrisposte con continuità ai lavoratori che prestano attività lavorativa in luoghi variabili o diversi da quello della sede aziendale e/o di assunzione. Le parti confermano che le indennità così come disciplinate nel comma precedente continuano ad essere escluse dal calcolo della retribuzione spettante per tutti gli istituti di legge e/o di contratto.



Art. 60
- Trasferimenti.

Il lavoratore che venga trasferito dalla ditta ad altra sede di lavoro conserva il trattamento economico goduto nella sede di provenienza, escluse quelle indennità e competenze che siano inerenti alle condizioni locali o alle particolari prestazioni richiestegli presso la sede di origine e che non ricorrano nella nuova destinazione.

Al lavoratore trasferito, sempre che il trasferimento comporti l'effettivo cambio di residenza e di stabile dimora, sarà corrisposto il rimborso delle spese di viaggio, con i mezzi normali, per sé e per le persone che compongono normalmente la sua famiglia, nonché il rimborso delle spese di trasporto per gli effetti familiari (mobilia, bagagli, ecc.), previ opportuni accordi da prendersi con l'azienda.

Inoltre al lavoratore trasferito è dovuta un'indennità pari a 1 mensilità di retribuzione se avente familiari a carico e a mezza mensilità se non avente carichi di famiglia (*).

Nel caso che la ditta metta a disposizione del lavoratore un alloggio nella nuova residenza, tali indennità sono ridotte alla metà.

Il lavoratore che, per effetto del trasferimento, debba corrispondere un indennizzo per anticipata risoluzione dei contratti di locazione, luce, gas ed altri analoghi, regolarmente registrati o notificati alla ditta in epoca precedente alla comunicazione del trasferimento, avrà diritto al rimborso di tale indennizzo.

Il lavoratore che non accetti il trasferimento e che venga licenziato avrà diritto al preavviso o alla relativa indennità sostitutiva e al TFR, oltre ai ratei degli altri eventuali diritti maturati e non goduti (**).

In tal caso il lavoratore interessato, a far data dall'1.1.96, potrà richiedere l'assistenza della RSU.

Qualora all'atto dell'assunzione sia stata espressamente pattuita la facoltà della ditta di disporre il trasferimento del lavoratore e questo non accetti il trasferimento stesso, la mancata accettazione sarà considerata come dimissioni.

Il provvedimento di trasferimento deve essere comunicato tempestivamente e per iscritto al lavoratore.

Al lavoratore che chieda il suo trasferimento non spetta il trattamento previsto nel presente articolo.

Per quanto riguarda la disciplina del trasferimento e del licenziamento di lavoratori soggetti a tutela, in ragione della loro posizione o attività sindacale, valgono le norme dell'art. 14, Accordo interconfederale 18.4.66, sulla costituzione e il funzionamento delle Commissioni interne, dell'art. 4, legge 15.7.66 n. 604, sulla disciplina dei licenziamenti individuali e dell'art. 22, legge 20.5.70 n. 300.

Nota a verbale per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole.

(*) Le indennità previste dal comma 3 del presente articolo sono pari a 200 o 100 ore di normale retribuzione rispettivamente per l'ipotesi di lavoratore avente familiari a carico o non avente carichi di famiglia.

(**) Il comma 6 è integrato dal seguente:

"Qualora il lavoratore non intenda accettare la proposta di trasferimento avrà diritto di chiedere l'esame del suo caso con l'intervento della RSU o del Comitato esecutivo della stessa".



Art. 61
- Prestiti.

Qualora il lavoratore si trovi in condizioni di accertata e giustificata necessità potrà chiedere alla Direzione dell'azienda la concessione di un prestito in denaro. In caso di concessione del prestito, questo sarà restituito mediante ritenute effettuate dalla ditta ad ogni periodo di paga, in misura normalmente corrispondente al 10% del prestito stesso e con le modalità che saranno concordate fra le parti interessate.

Non è ammessa la richiesta di nuovi prestiti o di anticipi di qualsiasi natura fino a completa estinzione del prestito precedente.



Capitolo X
- AMBIENTE DI LAVORO, IGIENE E SICUREZZA DEL LAVORO

Art. 62
- Sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.

In applicazione di quanto previsto dal D.lgs. n. 626 del 19.9.94 e sue successive modificazioni e integrazioni, dall'Accordo interconfederale 22.6.95
- le cui disposizioni s'intendono integralmente richiamate
- e in relazione alle competenze attribuite alla contrattazione nazionale di categoria, è stata definita la seguente disciplina in merito al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

1)Numero dei rappresentanti.

a)All'atto della costituzione della RSU, in tutte le aziende o unità produttive i lavoratori eleggono, all'interno della RSU, il RLS nei seguenti numeri:


- 1 rappresentante nelle aziende o unità produttive che occupano da 16 a 200 dipendenti a tempo indeterminato;
- 3 rappresentanti nelle aziende o unità produttive che occupano da 201 a 1000 dipendenti a tempo indeterminato;
- 6 rappresentanti nelle aziende o unità produttive che occupano oltre 1000 dipendenti a tempo indeterminato.

b)Nelle aziende o unità produttive, che occupano fino a 15 dipendenti a tempo indeterminato si applicheranno le specifiche norme dell'Accordo interconfederale 22.6.95.

2)Modalità e procedure per l'elezione o designazione del rappresentante per la sicurezza.

Per quanto concerne le modalità e le procedure per l'elezione o designazione del RLS, s'intendono qui richiamate le disposizioni sulla materia di cui all'Accordo interconfederale 22.6.95.

3)Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza.

Le attribuzioni del RLS sono quelle previste dall'art. 19, D.lgs. 19.9.94 n. 626.

Fermo restando quanto previsto al punto 2.1, parte I del citato accordo interconfederale, le visite agli ambienti di lavoro si svolgeranno, al fine di favorire il migliore e più sollecito approfondimento di eventuali problematiche, anche congiuntamente con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione o con un addetto da questi incaricato, nonché con il responsabile del reparto interessato.

4)Modalità di consultazione
- Informazioni e documentazione aziendale.

Per quanto riguarda le modalità di consultazione, le informazioni e la documentazione aziendale, s'intendono richiamati i punti 2.2 e 2.3, parte I, Accordo interconfederale 22.6.95.

5)Permessi.

Nelle aziende o unità produttive che occupano più di 15 dipendenti a tempo indeterminato, a ciascun RLS saranno attribuite, per l'espletamento della sua attività, 40 ore annue di permessi retribuiti, senza pregiudizio delle ore spettanti alla RSU.

Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 dipendenti a tempo indeterminato si fa riferimento a quanto previsto dalla parte I, punto 1.1, Accordo interconfederale 22.6.95.

6)Permessi per la formazione del rappresentante per la sicurezza.

Nelle 32 ore retribuite previste ai fini della formazione di ciascun RLS di cui alla parte I, punto 3, Accordo interconfederale 22.6.95, nelle aziende o unità produttive che occupano più di 15 dipendenti a tempo indeterminato, dovranno trovare equilibrato, consensuale soddisfacimento le esigenze sia della formazione di base che di quella specifica.

7)Riunioni periodiche.

In applicazione del comma 1, art. 11, D.lgs. n. 626/94, le riunioni periodiche sono convocate con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso e su ordine del giorno scritto.

Il RLS può richiedere la convocazione della riunione periodica al presentarsi di gravi e motivate situazioni di rischio o di significative variazioni delle condizioni di prevenzione in azienda.

Nota a verbale.

Le parti si danno atto che il RLS è l'interlocutore istituzionale della Direzione aziendale per le materie della sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Il RLS è tenuto a fare uso delle notizie e della documentazione ricevute in relazione alla sua funzione nel rispetto del segreto industriale.



Art. 63
- Indumenti di lavoro e generi in natura.

INDUSTRIA DEGLI ALIMENTI ZOOTECNICI

Le aziende forniranno in uso gratuito ai lavoratori appartenenti alle ex categorie operaie 1 tuta all'anno.

INDUSTRIA DELLE CARNI

Per i lavori che dovranno essere effettuati nelle celle frigorifere, le aziende terranno in dotazione per uso dei lavoratori giubbotti imbottiti o maglioni, copricapo e guanti.

Agli operai verranno fornite annualmente 2 paia di calze di lana.

Ai lavoratori, che svolgono normalmente la loro attività in luoghi particolarmente bagnati, mattatoio e sventramento (lavanderia
- budelleria
- tripperia
- cottura prosciutti), verranno forniti in uso un paio di zoccoli di legno o di zoccoli con stivaletto, un grembiule impermeabile.

Le aziende forniranno annualmente in uso, agli operai, un camiciotto o tuta, e alle operaie una vestaglia.

Agli addetti allo spolpo verrà fornito in uso un grembiule di cuoio.

INDUSTRIA DOLCIARIA

A tutti i lavoratori, eccezion fatta per quelli assunti a tempo determinato e per un periodo inferiore a 4 mesi, le aziende daranno in uso i seguenti indumenti:

donne: grembiule a vestaglia e cuffia; uomini: calzoni e giacca oppure tuta.

Resta, però, inteso che tutte le aziende che hanno attualmente in uso indumenti diversi da quelli sopra descritti, dovranno applicare il presente articolo solo quando gli indumenti diversi si renderanno inservibili.

Per gli operai che lavorano permanentemente in ambiente in cui la temperatura si aggira intorno a 0 gradi, le aziende dovranno fornire in uso i seguenti indumenti protettivi: zoccoli di legno, guanti protettivi, giacchettoni di pelo.

INDUSTRIA LATTIERO
-CASEARIA

Per gli operai addetti alle celle frigorifere, alle saline, alle lavanderie a mano, l'azienda dovrà tenere in dotazione, per uso dei lavoratori, indumenti e zoccoli atti a tali lavorazioni.

In particolare per i lavori che vengono svolti in ambienti particolarmente bagnati l'azienda darà in uso zoccoli o, a richiesta dei lavoratori, stivaletti di gomma.

Saranno altresì concessi in uso guanti di gomma agli operai che lavorano costantemente con le mani immerse nell'acqua.

Lavorazione del pecorino.

Per gli operai addetti alle celle frigorifere, alla salagione, alla lavanderia a mano, l'azienda dovrà tenere in dotazione, per uso dei lavoratori, indumenti e zoccoli atti a tali lavorazioni.

In particolare per i lavori che vengono svolti in ambienti particolarmente bagnati, l'azienda darà in uso zoccoli o, a richiesta dei lavoratori, stivaletti di gomma.

Saranno altresì concessi in uso guanti di gomma agli operai che lavorano costantemente con le mani immerse nell'acqua.

INDUSTRIA DELLE ACQUE E BEVANDE GASSATE

Agli operai sotto specificati addetti a lavorazioni comportanti un particolare disagio verranno forniti i seguenti indumenti protettivi:

a)zoccoli di legno o calzature equivalenti a tutti coloro che lavorano normalmente in ambienti con pavimenti bagnati; b)grembiule a cuffia alle donne e tuta o indumento equivalente agli uomini, quando il personale deve adempiere a lavori in locali o alla presenza di macchine che possano accelerare la normale usura di indumenti; c)per il personale addetto alla distribuzione, le eventuali situazioni di fatto esistenti in ciascuna azienda in materia di indumenti da lavoro verranno sancite, salvo eventuali perfezionamenti, mediante accordi in sede aziendale.

Analogamente si opererà per quanto riguarda eventuali situazioni di fatto in ordine a indumenti da lavoro diversi da quelli previsti ai punti a) e b).

INDUSTRIA DELLE ACQUE MINERALI E BIBITE IN ACQUE MINERALI

Per quanto concerne l'eventuale fornitura di indumenti da lavoro, è fatto rinvio alle consuetudini aziendali in atto.

INDUSTRIA DELLA DISTILLAZIONE Di ALCOLI E DI ACQUAVITI

Ai lavoratori addetti alla conduzione delle caldaie a vapore e ai meccanici, con anzianità ininterrotta di servizio presso la stessa azienda superiore a 1 anno, le aziende forniranno gratuitamente in uso 1 tuta di lavoro all'anno rinnovabile alla scadenza di ogni singolo anno compiuto.

Agli operai addetti all'estrazione delle materie tartariche e a quelli addetti alla manipolazione di acidi, qualunque sia l'anzianità di servizio, sarà data in uso una tuta di lavoro.

INDUSTRIA DELLA BIRRA E DEL MALTO

Agli operai sotto specificati addetti a lavorazioni comportanti un particolare disagio verranno forniti i seguenti indumenti protettivi:

a)zoccoli di legno a tutti coloro che lavorano permanentemente in ambienti con pavimenti bagnati; b)stivali di gomma a coloro che sono addetti al lavaggio dei serbatoi operando nell'interno dei serbatoi stessi; c)maglie di lana, mutande o equivalenti indumenti protettivi e calze di lana (3 paia all'anno) agli addetti alle cantine di fermentazione e di deposito e ai filtratori; d)grembiuli al personale addetto alle macchine che possono dare spruzzi costanti di acqua o di birra.

INDUSTRIA DELLE CONSERVE VEGETALI

Ferme restando le condizioni di miglior favore in atto presso le singole aziende, si conviene che ai lavoratori, che già non ne usufruissero, le aziende forniranno in uso ogni anno i seguenti indumenti: una tuta per gli uomini; un grembiule e una cuffia o retina per capelli per le donne.

Ai lavoratori addetti a mansioni che si svolgono in locali particolarmente bagnati verranno forniti, in uso gratuito, un paio di stivaletti di gomma e un grembiule di gomma.

I lavoratori saranno responsabili della buona tenuta degli indumenti limitatamente al dolo o colpa propria.

INDUSTRIA RISIERA

Le aziende forniranno in uso gratuito agli operai 1 tuta all'anno.

INDUSTRIE ALIMENTARI VARIE

Agli operai addetti alla produzione verranno forniti in uso in quanto compatibili con il genere di lavoro svolto dagli operai stessi: donne: grembiule a vestaglia e cuffia; uomini: calzoni e giacca oppure tuta. Resta però inteso che tutte le aziende che hanno attualmente in uso indumenti diversi da quelli sopra descritti, dovranno applicare il presente articolo solo quando gli indumenti diversi predetti attualmente in uso si renderanno inservibili.

INDUSTRIA MOLITORIA E DELLA PASTIFICAZIONE

Le aziende sono tenute:

a)a fornire gratuitamente in uso (nell'ambito dello stabilimento) a tutti gli operai indumenti da lavoro e di protezione prescritti dalla legge e quelli resi eventualmente obbligatori dalla stessa azienda; b)a mettere a disposizione degli operai che lavorano nei piazzali, tele cerate di protezione dalla pioggia; c)a mettere a disposizione degli operai che lavorano in locali particolarmente bagnati, zoccoli di legno; d)a fornire in uso gratuito agli operai 1 tuta all'anno.

INDUSTRIA DELLE CONSERVE ITTICHE

Ferme restando le condizioni di miglior favore in atto presso le singole aziende, si conviene che, ai lavoratori che già non ne usufruissero, le aziende forniranno in uso ogni anno i seguenti indumenti: 1 tuta per gli uomini, un grembiule e 1 cuffia o retina per capelli per le donne.

Ai lavoratori addetti a mansioni che si svolgono in locali particolarmente bagnati verranno forniti, in uso gratuito, un paio di stivaletti di gomma e un grembiule di gomma.

I lavoratori saranno responsabili della buona tenuta degli indumenti, limitatamente al dolo o colpa propria.

INDUSTRIA SACCARIFERA

L'azienda fornirà in uso gratuito al personale dipendente addetto ai sottonotati reparti gli indumenti di lavoro a fianco di ciascuno indicati:


- addetti allo scarico di polpe dai diffusori: calzature adeguate (zoccoli o calzature di gomma);
- addetti ai filtri presse: guanti di tela forte;
- addetti ai forni da potassa: guanti di tela forte;
- addetti alle turbine di pilè: guanti di tela forte;
- sfornatori dei forni da calce: guanti di tela forte, grembiule di tela;
- addetti al latte di calce: combinazione o grembiule di tela, zoccoli, schermo facciale oculare protettivo;
- bertellisti: maglia e calzoni in assegnazione definitiva;
- saldatori ossiacetilenici e saldatori tubisti, intendendosi per tali i saldatori elettrici: 1 tuta, guanti incombustibili e calzature isolanti;
- fonditori e forgiatori: grembiule adeguato al lavoro;
- meccanici di ispezione e loro aiuti, ingrassatori, fuochisti, elettricisti, addetti alla pulizia e manutenzione interna degli apparecchi (caldaie, diffusori, saturatori, concentratori, bolle di cottura, condensatori, mescolatori di masse cotte, casse fermentazione, apparecchi distillerie, mulini e simili): combinazione di tela o pantaloni a bretella larga secondo le necessità del lavoro.

Lieviterie:


- fermentazione: stivali di gomma; per tutti gli addetti a lavori in locali bagnati: zoccoli;
- donne addette alla confezione: grembiule e cuffia.

Acido lattico:


- a chi lavora a contatto dell'acido lattico: 1 tuta e zoccoli.

Servizi generali:


- a coloro che sono addetti allo scarico e rifornimento nafta: 1 tuta e zoccoli;
- personale addetto ai piazzali e guardiani che devono restare al lavoro anche in caso di pioggia: impermeabile e copricapo di tela cerata che potranno essere in dotazione delle squadre e intercambiabili tra esse; nella stagione rigida per i guardiani sono prescritti gli stivaloni di gomma.

Gli operai i quali dovessero lavorare a contatto od esposti all'azione di sostanze irritanti caustiche, velenose o corrosive, saranno dotati dall'azienda, indipendentemente dagli indumenti sopra indicati, dei mezzi protettivi necessari.

L'azienda fornirà annualmente, a titolo gratuito a tutti gli operai in servizio continuativo, nonché agli impiegati tecnici che ne facciano richiesta, non avventizi, la tela occorrente per la confezione di una tuta.

Generi in natura.

Ai fini di realizzare il superamento dell'istituto è in facoltà di ciascuna azienda, presso cui lo stesso è applicato ai sensi dell'art. 48, CCNL 15.7.77 (già riportato in nota nei precedenti contratti), concordare tra le parti la monetizzazione per i lavoratori che ne fruiscono, nei limiti del valore reale rilevato in azienda.



Art. 64
- Spogliatoi.

Nell'azienda dovrà essere adibito a spogliatoio un locale adatto: questo locale dovrà rimanere chiuso durante l'orario di lavoro.

Le aziende, ove esigenze tecniche ed ambientali lo permettano, metteranno a disposizione dei lavoratori degli armadietti in cui gli stessi potranno conservare, chiusi con loro mezzi, gli effetti personali.



Art. 65
- Utensili di lavoro.

Il lavoratore riceverà dall'azienda gli utensili necessari per il disimpegno delle sue mansioni. Esso sarà responsabile degli utensili che gli verranno consegnati e dovrà essere messo in condizione di poterli conservare.

Qualora il lavoratore dovesse usare utensili di sua proprietà, per il disimpegno delle sue mansioni nell'azienda, riceverà un'indennità da concordarsi direttamente fra le parti.



Capitolo XI
- NORME DISCIPLINARI

Art. 66
- Regolamento aziendale e norme speciali.

Oltre che al presente CCNL, il lavoratore deve uniformarsi a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla Direzione dell'azienda, purché non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti al lavoratore dal presente contratto, e che, pertanto, rientrano nelle normali attribuzioni del datore di lavoro. Tali norme, in ogni caso, saranno portate a conoscenza del lavoratore.

Gli schemi dei predetti regolamenti eventualmente predisposti dalla Direzione dell'azienda dovranno essere esaminati dalla RSU o dal Comitato esecutivo della stessa di cui all'art. 7.

Norma transitoria.

I regolamenti aziendali in atto conserveranno la loro validità fino alla loro scadenza o alle eventuali modificazioni.



Art. 67
- Disciplina aziendale.

Il lavoratore, in tutte le manifestazioni del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall'organizzazione aziendale.

Egli deve conservare rapporti di educazione verso i compagni di lavoro e di subordinazione verso i superiori, gli ordini dei quali è tenuto ad osservare.

In armonia con la dignità personale del lavoratore, i superiori impronteranno i rapporti col dipendente ai sensi di collaborazione e di urbanità.

L'azienda avrà cura di mettere i lavoratori in condizione di evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, ciascun lavoratore è tenuto ad ubbidire e a rivolgersi in caso di necessità.

Il lavoratore deve tenere un comportamento rispondente ai doveri inerenti all'esplicazione delle mansioni affidategli e in particolare:

1)rispettare l'orario di lavoro ed adempiere alle formalità prescritte dall'azienda per il controllo delle presenze; 2)dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnategli osservando le disposizioni del presente contratto, nonché le istruzioni impartite dai superiori; 3)conservare assoluta segretezza sugli interessi dell'azienda, non trarre profitto, con danno dell'imprenditore, da quanto forma oggetto delle sue funzioni nell'azienda, né svolgere attività contrarie agli interessi della produzione aziendale, non abusare, in forma di concorrenza sleale, dopo la risoluzione del contratto d'impiego, delle notizie attinte durante il servizio, fermo restando quanto disposto dall'art. 2125 C.C.; 4)avere cura dei locali, dei mobili, oggetti, macchinari e strumenti a lui affidati.

Tutela della dignità della persona.

Verranno evitati comportamenti importuni, offensivi e insistenti deliberatamente riferiti alla condizione sessuale che abbiano la conseguenza di determinare una situazione di rilevante disagio della persona cui essi sono rivolti, anche al fine di subordinare all'accettazione o al rifiuto di tali comportamenti la modifica delle sue condizioni di lavoro.

Al fine di prevenire i suddetti comportamenti, le aziende adotteranno le iniziative proposte dalla Commissione paritetica nazionale per le pari opportunità di cui all'art. 1 del presente contratto.



Art. 68
- Provvedimenti disciplinari.

Le mancanze del lavoratore potranno essere punite, a seconda della loro gravità e della loro recidività, con:

a)ammonizione verbale; b)ammonizione scritta; c)multa non superiore all'importo di 3 ore di retribuzione; d)sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a 3 giorni di effettivo lavoro; e)licenziamento senza preavviso ma con TFR.

L'adozione di provvedimenti disciplinari di cui alle lett. a), b), c) e d) sarà effettuata nel rispetto delle norme contenute nell'art. 7, legge 20.5.70 n. 300.

Per i licenziamenti disciplinari previsti dalla lett. e), intimati ai sensi dell'art. 70, si applicano i primi 3 commi del predetto art. 7, legge n. 300/70.

Ferme restando le garanzie procedurali previste dal richiamato art. 7, legge n. 300/70, a decorrere dal 6.7.95 le procedure per l'irrogazione delle sanzioni disciplinari devono, inoltre, essere tempestivamente avviate quando sia esaurita l'attività istruttoria necessaria alla rituale e completa contestazione degli addebiti.

I provvedimenti disciplinari devono, inoltre, essere comminati non oltre 30° giorno dal ricevimento delle giustificazioni e comunque dallo scadere del 5° giorno successivo alla formale contestazione.



Art. 69
- Ammonizione
- Multa
- Sospensione.

Normalmente l'ammonizione verbale o quella scritta saranno adottate nei casi di 1a mancanza; la multa nei casi di recidiva; la sospensione nei casi di recidiva in mancanza già punita con la multa nei 6 mesi precedenti. Quando, tuttavia, le mancanze rivestano carattere di maggiore gravità, anche in relazione alle mansioni esplicate, potranno adottarsi la multa o la sospensione anche in caso di 1a mancanza.

In via esemplificativa, incorre nei provvedimenti dell'ammonizione, della multa o della sospensione il lavoratore:

1)che non si presenti al lavoro senza giustificare il motivo o abbandoni, anche temporaneamente, il proprio posto di lavoro senza autorizzazione, salvo il caso di materiale impossibilità di richiederla; 2)che ritardi l'inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione; 3)che non esegua il lavoro secondo le istruzioni ricevute, oppure lo esegua con negligenza; 4)che arrechi per disattenzione anche lievi danni alle macchine, agli impianti o ai materiali di lavorazione o che ometta di avvertire tempestivamente il suo superiore diretto di eventuali guasti al macchinario in genere o della evidente irregolarità dell'andamento del macchinario stesso; 5)che sia trovato addormentato; 6)che fumi nei locali ove ne è fatto espresso divieto; 7)che introduca, senza autorizzazione, bevande alcoliche nello stabilimento; 8)che si presenti o si trovi sul lavoro in stato di ubriachezza; in tal caso il lavoratore verrà inoltre allontanato; 9)che si presti a diverbio litigioso, con o senza vie di fatto, sempreché il litigio non assuma carattere di rissa; 10) che proceda alla lavorazione o alla costruzione, nell'interno dello stabilimento, senza autorizzazione della Direzione, di oggetti per proprio uso o per conto terzi, sempreché si tratti di lavorazione o di costruzione di lieve rilevanza; 11) che occulti scarti di lavorazione; 12) che consumi abusivamente generi alimentari prodotti o di pertinenza dell'azienda; 13) che in qualunque modo trasgredisca alle disposizioni del presente contratto o del regolamento interno dell'azienda o che commetta qualunque atto che porti pregiudizio alla morale, all'igiene, alla disciplina, sempreché gli atti relativi non debbano essere puniti con punizione più grave in relazione all'entità o alla gravità o all'abituale recidività dell'infrazione.

L'importo delle multe, non costituenti risarcimento di danni, è devoluto alle esistenti istituzioni assistenziali e previdenziali di carattere aziendale o, in mancanza di queste, all'istituto assicuratore.



Art. 70
- Licenziamento per cause disciplinari.

Il licenziamento con immediata risoluzione del rapporto di lavoro e con perdita dell'indennità di preavviso potrà essere adottato per le mancanze più gravi e, in via esemplificativa, nei seguenti casi:

1)rissa o vie di fatto nello stabilimento; 2)assenza ingiustificata per 3 giorni consecutivi o per 3 volte all'anno nei giorni seguenti ai festivi o alle ferie; 3)gravi offese verso i compagni di lavoro; 4)lavorazione o costruzione nell'interno dello stabilimento, senza autorizzazione della Direzione, di oggetti per proprio uso o per conto terzi allorché si tratti di lavorazione o costruzione di rilevanza; 5)movimenti irregolari di medaglie, scritturazioni e timbrature di schede; 6)recidiva nella mancanza di cui al punto 12) dell'art. 69; 7)recidiva in qualsiasi mancanza che abbia dato luogo a 2 sospensioni nei 12 mesi antecedenti; 8)furto; 9)abbandono ingiustificato del posto di lavoro da parte del guardiano o del custode dell'azienda; 10) danneggiamento volontario di impianti e di materiali; 11) trafugamento o rilevazione di modelli, schizzi, documenti, disegni o riproduzioni degli stessi, formule, ricette, procedimenti particolari di lavorazione; 12) danneggiamento volontario o messa fuori opera di dispositivi antinfortunistici; 13) atti implicanti dolo o colpa grave con danno per l'azienda; 14) alterazioni dolose dei sistemi aziendali di controllo di presenza; 15) concorrenza sleale; 16) inosservanza del divieto di fumare quando tale infrazione possa provocare gravi incidenti alle persone e alle cose; 17) insubordinazione grave verso i superiori.



Art. 71
- Visite di inventario e visite personali di controllo.

L'azienda può disporre visite d'inventario per la verifica del materiale e degli strumenti affidati ai lavoratori.

Le visite personali di controllo verranno effettuate nel rispetto di quanto disposto nell'art. 6, legge 20.5.70 n. 300.



Capitolo XII
- RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

Art. 72
- Preavviso di licenziamento e di dimissioni.

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, superato il periodo di prova, non può essere risolto da nessuna delle 2 parti senza preavviso salvo il caso di cui all'art. 70.

La parte che risolve il rapporto senza l'osservanza dei previsti termini di preavviso, deve corrispondere all'altra un'indennità pari all'importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso.

Il datore di lavoro ha diritto di ritenere su quanto sia da lui dovuto al lavoratore un importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di preavviso da questi eventualmente non dato o non completato.

E' in facoltà della parte che riceve la disdetta ai sensi del comma 1 di troncare il rapporto, sia all'inizio sia nel corso del preavviso, senza che da ciò derivi alcun obbligo d'indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto.

Durante il compimento del periodo di preavviso il datore di lavoro concederà al lavoratore dei permessi, per la ricerca di una nuova occupazione; la distribuzione e la durata dei permessi stessi saranno stabilite dal datore di lavoro in rapporto alle esigenze dell'azienda.

Tanto il licenziamento quanto le dimissioni dovranno essere comunicate per iscritto.

(Per ASSOBIRRA e Settore Macellazione e Lavorazione Specie Avicole vedi pagine seguenti).

I. Impiegati.

Per gli impiegati che hanno superato il periodo di prova, i termini di preavviso per il caso di licenziamento sono stabiliti come segue:

ANZIANITA' DI SERVIZIO livelli inferiore superiore superiore di a 4 anni a 4 anni a 10 anni appartenenza compiuti e inferiore compiuti a 10 anni compiuti 1°S e 1° mesi 2 mesi 3 mesi 4 1° giorni 45 mesi 1 di calendario mesi 2 giorni 15 giorni 45 altri livelli di calendario mesi 1 di calendario

Per il caso di dimissioni, i termini anzidetti sono ridotti alla metà. I termini di disdetta decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese.

II. Intermedi.

Per gli intermedi che hanno superato il periodo di prova, i termini di preavviso sono stabiliti come segue:

ANZIANITA' DI SERVIZIO livelli inferiore superiore superiore di a 5 anni a 5 anni a 10 anni appartenenza compiuti e inferiore compiuti a 10 anni compiuti 2° giorni 20 giorni 45 giorni 60 di calendario di calendario di calendario giorni 15 giorni 30 giorni 45 3/A di calendario di calendario di calendario

III. Operai.

Il licenziamento dell'operaio non in prova o le sue dimissioni potranno aver luogo in qualunque giorno della settimana, con un preavviso di:


- giorni 6 di calendario, per gli operai con anzianità ininterrotta fino a 4 anni compiuti;
- giorni 12 di calendario, per gli operai con anzianità ininterrotta oltre i 4 anni compiuti.

Nota a verbale per l'industria della birra e del malto..

I. Impiegati.

Per gli impiegati che hanno superato il periodo di prova, i termini di preavviso per il caso di licenziamento sono stabiliti come segue:

ANZIANITA' DI SERVIZIO livelli inferiore superiore superiore di a 4 anni a 4 anni a 10 anni appartenenza compiuti e inferiore compiuti a 10 anni compiuti 1° S e 1° mesi 2 mesi 3 mesi 4 2° mesi 11/2 mesi 2 mesi 21/2 altri livelli mesi 1 Mesi 11/2 mesi 2

Per il caso di dimissioni i termini anzidetti sono ridotti della metà.

II. Intermedi.

Per gli intermedi che hanno superato il periodo di prova i termini di preavviso sono stabiliti come segue:

ANZIANITA' DI SERVIZIO livelli inferiore superiore superiore di a 4 anni a 4 anni a 9 anni appartenenza compiuti e inferiore compiuti a 9 anni compiuti 2° giorni 30 giorni 45 giorni 60 di calendario di calendario di calendario giorni 15 giorni 30 giorni 45 3/A di calendario di calendario di calendario

III. Operai.

Il licenziamento dell'operaio non in prova o le sue dimissioni potranno aver luogo in qualunque giorno della settimana, con un preavviso di:


- giorni 6 (48 ore) per gli operai con anzianità ininterrotta fino a 4 anni compiuti;
- giorni 12 (96 ore) per gli operai con anzianità ininterrotta oltre i 4 anni compiuti.

Nota a verbale per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole.

I termini di preavviso per il caso di licenziamento di lavoratori che abbiano superato il periodo di prova, sono stabiliti come segue:

ANZIANITA' DI SERVIZIO livelli inferiore superiore di a 4 anni a 4 anni appartenenza compiuti 1° S e 1° mesi 2 mesi 3 2° mesi 1 mesi 11/2 giorni 15 altri livelli di calendario mesi 1

Per il caso di dimissioni, i termini anzidetti sono ridotti della metà.



Art. 73
- Trattamento di fine rapporto
- Anticipazioni.

A)In ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro, al lavoratore compete il TFR previsto dalla legge 29.5.82 n. 297.

La retribuzione annua da prendere a base per la determinazione della quota di cui al comma 1 del novellato art. 2120 C.C. è quella composta esclusivamente dalle somme erogate a specifico titolo di:


- minimo contrattuale;
- aumenti periodici d'anzianità e scatti consolidati;
- aumenti di merito e/o superminimi;
- ex indennità di contingenza di cui alla legge n. 297/82;
- premio di produzione di cui al CCNL 7.8.91
- Ers (per i VV.PP.) di cui al CCNL 7.8.91;
- indennità di turno continuativa di cui all'art. 31;
- cottimi;
- provvigioni, interessenze, target e incentivi di carattere non occasionale per i VV.PP.;
- 13a e 14a mensilità;
- indennità sostitutiva di mensa;
- indennità di alloggio;
- indennità maneggio denaro;
- indennità sostitutiva generi in natura;
- parte tassabile della diaria per i VV.PP.

Le somme di cui sopra saranno computate agli effetti della determinazione della quota annua anche nei casi delle assenze dal lavoro previste dal comma 3, art. 2120 C.C.

La quota annua da accantonare si otterrà dividendo per 13,5 i valori dei su riportati elementi retributivi corrisposti nell'anno ai lavoratori.

Nota a verbale.

Per il calcolo dell'indennità di anzianità al 31.5.82 si fa ricorso alle norme contenute nel precedente CCNL 31.5.80.

B)Anticipazioni.

La richiesta di anticipazione sul TFR deve essere giustificata dalla necessità di:

a)eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche; b)acquisto della 1a casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile.

Quale condizione di miglior favore, definita ex art. 1 legge n. 297/82, l'anticipazione potrà essere accordata per l'assegnazione della 1a casa costruita in cooperativa. In tale ipotesi il socio dovrà produrre, ove non abbia il verbale di assegnazione:


- l'atto costitutivo della cooperativa;
- dichiarazione del legale rappresentante della cooperativa, autenticata dal notaio, che il socio ha versato o deve versare l'importo richiesto per la costruzione sociale;
- dichiarazione del socio dipendente di far pervenire verbale di assegnazione;
- impegno di restituire la somma ricevuta in caso di cessione della quota;

C)fermi restando i limiti di cui all'art. 1 della richiamata legge n. 297/82 e con priorità delle fattispecie di cui ai precedenti punti a) e b), anticipazioni sul TFR saranno concesse anche nell'ipotesi di ristrutturazioni significative apportate nella 1a casa di abitazione a fronte di presentazione di idonea documentazione (allegato 6).

Ai fini dell'accoglimento delle domande di anticipazione si darà priorità a quelle giustificate dalla necessità di spese sanitarie.



Art. 74
- Previdenza complementare volontaria.

Le parti, nella condivisione dell'importanza che assume l'istituzione di forme di previdenza integrativa a capitalizzazione e nell'intento di conciliare le attese di tutela previdenziale dei lavoratori con l'esigenza delle imprese di contenere i costi previdenziali entro limiti compatibili, hanno attivato un sistema di previdenza complementare volontario con la costituzione di ALIFOND, il Fondo Nazionale Pensione Complementare a capitalizzazione per i lavoratori dell'industria alimentare e dei settori affini.

Le parti, per quanto concerne la disciplina normativa del Fondo, fanno espresso rinvio alle fonti istitutive dello stesso (vedasi in allegati 10 e 11 al contratto facsimile di domanda di adesione e di scheda informativa).

Il funzionamento di ALIFOND è ispirato ai seguenti principi fondamentali:


- pariteticità delle rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro negli organi di amministrazione e di controllo;
- pluralità di gestori del Fondo in coerenza con le previsioni di legge;
- attuazione del miglior rapporto possibile tra costi gestionali e rendimenti.

Sono destinatari di ALIFOND i lavoratori dipendenti il cui rapporto di lavoro sia disciplinato dal presente CCNL e sue successive modificazioni ed integrazioni, nonché da CCNL sottoscritti dalle medesime OO.SS. con altre organizzazioni Imprenditoriali per i settori affini di cui al comma successivo che siano stati assunti ed abbiano superato il relativo periodo di prova nelle seguenti tipologie di contratto:

a)contratto a tempo indeterminato; b)contratto part
-time a tempo indeterminato; c)contratto a tempo determinato pari o superiore a 6 mesi presso la stessa azienda nell'arco dell'anno solare (1° gennaio
-31 dicembre); d)contratto di formazione e lavoro; e)contratto di apprendistato.

Ai sensi di quanto previsto dal precedente comma 1, per settori affini s'intendono quelli di seguito elencati:

a)della produzione olearia e margariniera; b)della produzione dei sottoprodotti della macellazione; c)della produzione lattiero
-casearia delle Centrali del Latte pubbliche; d)della panificazione; e)della produzione alimentare artigianale; f)della lavorazione della foglia di tabacco secco allo stato sciolto.

La facoltà per i lavoratori dei settori affini di divenire soci del Fondo, ferma restando la volontarietà dell'adesione, deve comunque essere preventivamente disciplinata con apposito accordo, per ciascun settore, tra FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL e le rispettive organizzazioni imprenditoriali di settore. Ciascuno di tali accordi, che rappresenta un completamento della Fonte istitutiva del Fondo per i destinatari cui tali accordi si riferiscono, stabilisce i tempi di adesione al Fondo stesso.

Sono soci del Fondo i destinatari che hanno sottoscritto l'atto di adesione secondo le procedure previste dallo Statuto del Fondo, e le imprese dalle quali tali destinatari dipendono.

Possono divenire soci del Fondo i lavoratori dipendenti da aziende che applicano il CCNL, nonché da quelle che applicano i CCNL dei settori affini che hanno disciplinato l'adesione al Fondo, anche quando già iscritti a Fondi o Casse costituiti prima della data di sottoscrizione della fonte Istitutiva, a condizione che la confluenza nel Fondo risulti da accordi sottoscritti dalle rispettive aziende e da FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL, sia deliberata dai competenti organi del Fondo o della Cassa preesistenti e sia autorizzata dal Consiglio d'amministrazione del Fondo.



Art. 75
- Trattamento di previdenza per i viaggiatori o piazzisti.

A favore dei Viaggiatori o Piazzisti regolati dal presente contratto è mantenuto il trattamento di previdenza, mediante contributi mensili a carico delle aziende e dei Viaggiatori o Piazzisti, stabilito dal Regolamento della previdenza 31.1.41 (pubblicato nel Bumc del 30.6.41, fascicolo n. 261, allegato 2422).

Il contributo dovuto dal Viaggiatore o Piazzista verrà trattenuto dall'azienda all'atto della corresponsione della retribuzione e versato insieme a quello a suo carico secondo le norme fissate dai predetto regolamento di previdenza.

Le presenti norme non si applicano ai contratti a termine che abbiano durata non superiore a 3 mesi.

Le norme predette non si applicano durante il periodo di prova; superato tale periodo le norme stesse saranno però applicate con decorrenza dalla data di assunzione.



Art. 76
- Certificato di lavoro
- Restituzione documenti di lavoro.

Il datore di lavoro, all'atto della cessazione del rapporto, oltre a registrare sul libretto di lavoro gli estremi del rapporto intercorso, metterà a disposizione del lavoratore che ne faccia richiesta un certificato contenente l'indicazione del periodo di servizio prestato, delle mansioni svolte, della qualifica e livelli nei quali il lavoratore stesso è stato inquadrato.

Il datore di lavoro, all'atto della risoluzione del rapporto, metterà a disposizione del lavoratore, il quale ne rilascerà ricevuta, il libretto di lavoro, il certificato di cui al precedente comma e ogni altro documento di pertinenza dell'interessato.



Art. 77
- Indennità in caso di morte.

In caso di morte del lavoratore sono dovute agii aventi diritto le indennità previste dall'art. 2122 C.C., cosi come modificato dalla sentenza n. 8 del 19.1.72 della Corte Costituzionale e dalla legge n. 297/82 agli effetti delle trattenute per eventuali anticipazioni.



Art. 78
- Cessione, trasformazione e trapasso di azienda
- Trasferimenti di azienda.

La cessione, il trapasso e la trasformazione in qualsiasi modo dell'azienda, non risolve di diritto il rapporto di lavoro e in tal caso il personale conserva nei confronti del nuovo titolare i diritti acquisiti e gli obblighi derivanti dal presente CCNL e dagli accordi sindacali aziendali.

In caso di trasferimenti d'azienda, le comunicazioni di cui all'art. 2112 C.C., così come modificato dall'art. 47, legge 29.12.90 n. 428, saranno inviate alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa nonché alle OO.SS. dei lavoratori nazionali o territoriali di categoria e ciò ai fini delle procedure dalla stessa legge previste.

In caso di fallimento seguito da licenziamento del lavoratore o di cessazione dell'azienda, il lavoratore conserva, nei confronti della gestione liquidatrice il diritto al preavviso e al TFR, nonché alle altre eventuali spettanze derivanti dal presente CCNL e dagli accordi sindacali aziendali.



Capitolo XIII
- Clausole riguardanti il contratto collettivo.

Art. 79
- Procedure generali di composizione e conciliazione delle controversie.

Le parti confermano il comune convincimento che ad un positivo andamento delle relazioni industriali concorra anche la piena utilizzazione di idonei strumenti che privilegino ed antepongano appropriati momenti di confronto atti a prevenire fasi di conflittualità e di contenzioso, anche in sede giudiziaria, e convengono di attenersi alle procedure indicate agli artt. 80 e 81 del presente contratto.

Al fine di valorizzare le richiamate procedure, quale supporto per le parti stipulanti, viene costituita, a livello nazionale, una Commissione paritetica con il compito di verificare, attraverso un costante monitoraggio, e garantire la corretta attuazione dei doveri incombenti alle parti a norma del comma 6, art. 5 del presente contratto anche interpretando le clausole contrattuali oggetto di eventuali controversie o intervenendo su problematiche e/o situazioni di rilievo.

La Commissione di cui sopra potrà essere attivata su istanza di ciascuna delle parti stipulanti ai sensi dei sopracitati artt. 80 e 81 del presente contratto.



Art. 80
- Controversie individuali e plurime.

Qualora nell'interpretazione e nell'applicazione del presente contratto o nello svolgimento del rapporto di lavoro sorgano controversie individuali o plurime, queste dovranno essere sottoposte, per sperimentare il tentativo di conciliazione, alle competenti locali associazioni sindacali degli industriali e dei lavoratori e, in caso di mancato accordo, prima di adire l'autorità giudiziaria, alle competenti associazioni sindacali centrali le quali potranno avvalersi del supporto della Commissione di cui al precedente articolo.

Nota a verbale.

Le parti, nel confermare la obbligatorietà del ricorso al tentativo di conciliazione disciplinato dal presente articolo, s'impegnano ad incontrarsi, per coordinare tale clausola contrattuale con l'eventuale disciplina legislativa o interconfederale che dovesse intervenire sulla materia.



Art. 81
- Controversie collettive.

Al fine di migliorare le relazioni sindacali in azienda, le parti assumono l'impegno, anche in relazione agli Accordi interconfederali 22.1.83 e 25.1.90, di favorire in caso di controversie collettive tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale ed RSU o Comitato esecutivo della stessa.

Qualora la controversia collettiva abbia come oggetto l'applicazione o l'interpretazione di norme contrattuali
- con particolare riferimento agli impegni reciprocamente assunti nei commi 5 e 6 dell'art. 5
- di legge e del sistema d'informazione e d'esame congiunto di cui all'art. 2 del presente contratto, le parti seguiranno la procedura di cui all'art. 80, ivi compresa la possibilità di avvalersi del supporto della Commissione di cui all'art. 79.



Art. 82
- Inscindibilità delle disposizioni contrattuali.

Le disposizioni del presente contratto, nell'ambito di ciascun istituto, sono correlative e inscindibili tra di loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.



Art. 83
- Trattamenti di miglior favore.

Ferma restando l'inscindibilità delle disposizioni del presente contratto ai sensi dell'art. 82, le parti stipulanti si danno atto che non hanno inteso sostituire con il contratto stesso le eventuali condizioni individuali più favorevoli.



Art. 84
- Sostituzione degli usi.

Il presente CCNL sostituisce ed assorbe tutti gli usi e consuetudini, anche se più favorevoli ai lavoratori, da considerarsi pertanto incompatibili con l'applicazione di qualsiasi norma contenuta nel contratto stesso.



Art. 85
- Norme generali.

Per quanto non espressamente previsto nel presente contratto valgono le norme di legge e gli accordi interconfederali.



Art. 86
- Decorrenza, durata e procedure di rinnovo.

Salvo le decorrenze particolari stabilite per i singoli istituti, il presente contratto unico decorre dal 1° giugno 1999 e ha validità, per la parte normativa fino al 31 maggio 2003 e per la parte economica fino al 31 maggio 2001.

Esso sarà tacitamente rinnovato di anno in anno qualora non venga disdettato da una delle parti stipulanti, con lettera raccomandata r.r. 6 mesi prima della scadenza del contratto stesso.

In relazione a quanto previsto dai Protocolli 23.7.93 e 1.2.99 e dall'Accordo di settore 13.1.94, la piattaforma contrattuale per il rinnovo del presente contratto sarà presentata in tempo utile per consentire l'apertura delle trattative 3 mesi prima della sua scadenza. Durante tale periodo, e per il mese successivo alla predetta scadenza, le parti non assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette. La violazione di tale periodo di raffreddamento comporterà come conseguenza a carico della parte che vi avrà dato causa, l'anticipazione o lo slittamento di 3 mesi del termine a partire dal quale decorre l'indennità di vacanza contrattuale.

Viene confermata la regolamentazione contenuta nei Protocolli 23.7.93 e 1.2.99 in tema d'indennità di vacanza contrattuale.



Art. 87
- Disposizione finale.

Qualora FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL dovessero, con altre associazioni di datori di lavoro di imprese industriali o cooperative di trasformazione, concordare condizioni meno onerose di quelle previste dal presente contratto, tali condizioni, dopo che siano state accertate nella loro sfera di applicazione con verbale redatto fra le organizzazioni interessate, s'intendono estese alle aziende che abbiano le medesime caratteristiche e che siano rappresentate dalle associazioni firmatarie.



PROTOCOLLO AGGIUNTIVO PER I VIAGGIATORI O PIAZZISTI DIPENDENTI DALLE AZIENDE INDUSTRIALI ALIMENTARI

Le parti, premesso che:


- con accordo sottoscritto in Roma il 31.5.80 hanno convenuto di procedere anche al rinnovo del CCNL per i Viaggiatori o Piazzisti dipendenti dalle aziende industriali alimentari;
- ferme restando la rappresentanza distinta dei Viaggiatori o Piazzisti e le peculiarità del rapporto testualmente tratte dagli articoli del CCNL 27.10.77 richiamate in calce all'accordo medesimo e di seguito trascritte;

convengono che, con decorrenza 1.10.80, il rapporto di lavoro dei Viaggiatori o Piazzisti dipendenti da aziende alimentari sia regolamentato, per la parte comune, dagli istituti elencati con indicazione tassativa nel capitolo V del CCNL, all'art. 24.

Appendice all'art. 2 della parte comune..

Sistema di informazione.

Le parti, ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle OO.SS. dei lavoratori, convengono quanto segue:


- annualmente, di norma entro il 1° quadrimestre, le rappresentanze industriali dei comparti merceologici forniranno a FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL nazionali congiuntamente stipulanti informazioni globali su aspetti della distribuzione; in tale contesto formeranno pertanto oggetto d'informazione globale le linee generali di andamento del mercato, nonché le previsioni di eventuali investimenti con riguardo alle prevedibili implicazioni sull'occupazione del VV.PP., nonché il numero del VV.PP., e la loro distinzione per sesso e classi d'età;
- annualmente, di norma entro il 1° quadrimestre, le aziende o i gruppi industriali di particolare importanza nell'ambito del settore alimentare che abbiano un rilevante numero di Viaggiatori e Piazzisti, forniranno alla rappresentanza del VV.PP. su richiesta della stessa e nel corso di un unico incontro da realizzarsi dove indicato dalla Direzione generale dell'azienda o del gruppo, informazioni sulle prospettive di mercato, sulle previsioni di ristrutturazioni rilevanti in relazione alle dimensioni delle reti di vendita dei VV.PP., nonché su eventuali investimenti sulla struttura di dette reti di vendita o per innovazioni tecnologiche, che comportino significativi riflessi sull'occupazione e la mobilità e sulla professionalità.

Qualora le aziende di cui al comma precedente siano strutturate con più reti di vendita, l'incontro per le anzidette informazioni avrà luogo per ciascuna rete di vendita.

Dichiarazione delle parti.

Le parti, in occasione degli incontri previsti a livello nazionale, verificheranno il grado di attuazione o di sperimentazione delle iniziative di addestramento volte a far acquisire ai VV.PP. migliori conoscenze professionali che consentano maggiori standard di produttività anche attraverso miglioramenti organizzativi.

Dichiarazione a verbale.

Per gruppo (per i gruppi finanziari vedi Dichiarazione congiunta di cui all'art. 1 del presente CCNL) s'intende un complesso industriale di particolare importanza nell'ambito dei comparti merceologici qui identificati, come rappresentato dalle associazioni di categoria firmatarie, articolato in più stabilimenti dislocati in più zone del territorio nazionale.

Chiarimento a verbale.

Per investimenti non si intendono quelli pubblicitari e/o promozionali, stante il carattere della loro riservatezza.

Relazioni industriali.

Le Parti convengono che nell'ambito dell'Osservatorio nazionale di settore di cui all'art. 1 del presente CCNL possono essere oggetto di esame specifici aspetti della distribuzione e della vendita connessi agli argomenti ivi identificati.



Art. 1
- Qualifiche.

Le qualifiche dei Viaggiatori o Piazzisti di 1a e 2a categoria sono esplicitate nelle declaratorie riportate nell'art. 26 di cui al capitolo VI del presente contratto.

Al Viaggiatore o Piazzista potranno essere assegnati compiti alternativi e/o complementari all'attività diretta di vendita quali la promozione, la propaganda, l'assistenza al punto vendita, l'attività di merchandising.

L'eventuale assegnazione dei compiti anzidetti non comporterà aggravi delle preesistenti situazioni lavorative individuali e dovrà essere motivata da reali esigenze tecniche della distribuzione.

Sono applicate ai Viaggiatori o Piazzisti le norme che prevedono trattamenti differenziati ai fini fiscali, previdenziali ed assicurativi.

Chiarimento a verbale.

Il Piazzista che, contemporaneamente alla consegna, è incaricato dall'azienda in via continuativa anche del collocamento dei prodotti, viene inquadrato nel 3° livello. Le parti precisano che l'eventuale assegnazione di compiti alternativi all'attività di vendita
- da affidare in via temporanea
- non dovrà modificare il profilo professionale del Viaggiatore o Piazzista sopra indicato.

Sviluppo professionale.

Le parti riconoscono il comune interesse alla valorizzazione delle capacità professionali dei lavoratori.

Le aziende, pertanto, nell'intento di perseguire la predetta comune finalità, ove se ne presentino le condizioni di realizzabilità, promuoveranno specifiche iniziative di addestramento volte a far acquisire al Viaggiatore o Piazzista le conoscenze professionali necessarie allo svolgimento dei compiti alternativi e/o complementari all'attività di vendita quali la promozione, la propaganda, l'assistenza al punto vendita.

Nota. Si dà atto che la disciplina prevista per i Viaggiatori o Piazzisti non modifica, a qualsiasi effetto, la normativa e l'inquadramento dei lavoratori addetti alla distribuzione, cosi come previsto nel CCNL 15.7.77 e precedenti contratti di settore.



Art. 2
- Retribuzione.

La retribuzione mensile del Viaggiatore o Piazzista non può essere inferiore ai minimi mensili di cui alla tabella riportata all'art. 51 della parte comune.

Alla suddetta retribuzione minima mensile, possono essere aggiunti elementi incentivanti, anche legati a specifici obiettivi.

Per il Viaggiatore o Piazzista retribuito anche a provvigione o altri elementi incentivanti di natura analoga la determinazione del trattamento retributivo per ferie e 13a terrà conto della media mensile di tali elementi percepiti nei 12 mesi precedenti la data di scadenza dell'ultima liquidazione periodica. Nel caso in cui il rapporto abbia una durata inferiore a 1 anno, la media è computata con riferimento al periodo di servizio prestato. Ai fini dell'indennità di mancato preavviso si fa riferimento a quanto previsto dall'art. 2121 C.C.



Art. 3
- Modalità di corresponsione della retribuzione.

Lo stipendio sarà corrisposto secondo le consuetudini dell'azienda, con la specificazione degli elementi costitutivi ed aggiuntivi:


- minimi;
- eventuali superminimi;
- contingenza;
- aumenti periodici;
- eventuali provvigioni e incentivazioni di natura analoga;
- eventuale indennità;
- quote dell'Ers, di cui al CCNL 7.8.91, all'atto delle loro corresponsioni.

In caso che l'azienda ne ritardi di oltre 10 giorni il pagamento, decorreranno di pieno diritto gli interessi, nella misura del 2% in più del tasso ufficiale di sconto e con decorrenza dalla scadenza di cui al comma precedente; inoltre il Viaggiatore o Piazzista avrà facoltà di risolvere il rapporto con diritto alla corresponsione del TFR e dell'indennità di mancato preavviso.

In caso di contestazione sullo stipendio e sugli altri elementi costitutivi della retribuzione, al Viaggiatore o Piazzista dovrà essere intanto corrisposta la parte di retribuzione non contestata.

Qualsiasi ritenuta per risarcimento di danni non potrà mai superare il 10% della retribuzione mensile, salvo che non intervenga la risoluzione del rapporto.



Art. 4
- Provvigioni.

Qualora il Viaggiatore o Piazzista sia retribuito anche con provvigione sugli affari, questa gli sarà corrisposta solo sugli affari andati a buon fine.

Nel caso di fallimento o di provata insolvenza del cliente, non sarà dovuta al Viaggiatore o al Piazzista alcuna provvigione sulla percentuale di riparto o di concordato, se questa sia inferiore al 65%.

Al Viaggiatore o Piazzista spetterà però integralmente la provvigione nel caso di contratti che, essendo stati già approvati, siano successivamente stornati dalla ditta senza giustificato motivo e non giungano a buon fine per colpa di essa.

In relazione a quanto previsto dall'art. 2 del presente protocollo, le provvigioni maturate saranno attribuite e liquidate, salve le condizioni di miglior favore, ogni mese successivo a quello in cui l'affare è andato a buon fine, esibendo ove occorra copia delle fatture.

La liquidazione dovrà farsi in base all'importo netto delle fatture, dedotti vuoti, diritti fiscali, eventuali porti ed imballi.

Non si dovranno dedurre quegli sconti extra o abbuoni o resi derivanti tutti da colpa della ditta; non sono altresì deducibili gli sconti extra o abbuoni concordati dalla ditta dopo la conclusione dell'affare, all'atto o dopo l'emissione della fattura e che siano dovuti ad iniziativa esclusiva della ditta medesima.

Al Viaggiatore o al Piazzista retribuito anche a provvigione spetterà la provvigione anche sugli affari fatti dalla ditta senza il suo tramite (affari indiretti) con la clientela da esso regolarmente visitata. La provvigione è dovuta anche sugli affari conclusi prima della risoluzione o cessazione del rapporto e la cui esecuzione deve avvenire dopo la fine del rapporto stesso.

Eventuali deroghe dovranno essere preventivamente concordate fra la ditta e il dipendente Viaggiatore o Piazzista.



Art. 5
- Tredicesima mensilità e quattordicesima.

Per ogni anno di servizio prestato l'azienda corrisponderà al Viaggiatore o Piazzista non in prova, e in aggiunta al normale trattamento economico, una 13a mensilità pari alla retribuzione mensile di fatto. La corresponsione di tale mensilità avverrà normalmente entro la vigilia di Natale.

Nel caso d'assenza dovuta a malattia, infortunio, gravidanza o puerperio, oltre ai 12simi relativi ai mesi di servizio effettivamente prestati, competeranno anche i 12simi relativi alle assenze anzidette, limitatamente al periodo di obbligatoria conservazione del posto.

Nel caso d'inizio o di cessazione del rapporto durante il corso dell'anno, il Viaggiatore o Piazzista non in prova avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 13a mensilità per quanti sono i mesi interi di servizio prestati.

La 14a mensilità del Viaggiatore o Piazzista sarà computata sul minimo tabellare, l'indennità di contingenza e sugli aumenti biennali d'anzianità iniziati a maturare dall'1.1.70.

Dichiarazione a verbale.

La retribuzione, inerente la 13a e 14a mensilità e quella differita ad essa equiparata, maturata dal lavoratore in malattia, infortunio non sul lavoro, gravidanza e puerperio è a carico dell'azienda esclusivamente per la quota
-parte non indennizzata in forza di disposizioni legislative e/o di altre norme.



Art. 6
- Maneggio denaro.

Il Viaggiatore o Piazzista la cui normale mansione consista anche nel compiere maneggio di denaro per incasso delle vendite effettuate presso la clientela con diretta responsabilità per errore finanziario, ha diritto a un'indennità pari al 6,50% dei rispettivi minimi tabellari mensili e dell'indennità di contingenza.

Detti importi saranno corrisposti, a ragione della natura specifica dell'indennità, per 12 mensilità.

Dichiarazione.

La precedente percentuale del 6% è stata maggiorata a decorrere dall'1.7.87 dell'8,33%, volendo le parti superare definitivamente ogni e qualsiasi motivo di contenzioso circa la computabilità della percentuale nella 13a.

La disciplina così come concordata all'ultimo comma dell'art. 6 si sostituisce ad eventuali diverse situazioni di fatto anche se scaturenti da accordi aziendali, rispettando la 'ratio' delle indicazioni di cui al comma precedente.

Le parti si danno reciprocamente atto che l'indennità per maneggio denaro
- poiché spetta al dipendente la cui mansione normale si estrinseca nello svolgimento di operazione d'incasso con effettiva assunzione della diretta responsabilità per errore finanziario
- ha sempre presentato, fin dalla sua istituzione, gli stessi requisiti di quella che in altri settori viene definita indennità di cassa.

Dichiarazione congiunta.

Le parti


- tenuto conto dell'evoluzione del sistema distributivo e della relativa operatività dei Viaggiatori o Piazzisti,
- in relazione alle indicazioni fornite dai Protocolli 23.7.93 e 1.2.99 e dall'Accordo del settore alimentare del 13.1.94 e ai comuni obiettivi del contenimento e del governo delle dinamiche salariali, convengono sulla opportunità di una revisione negoziale dell'indennità di maneggio denaro di cui al presente articolo e della relativa normativa, nell'ottica di una trasformazione in cifra fissa della predetta indennità.

A tal fine viene costituito un apposito gruppo tecnico tra le parti stipulanti che esaurirà i propri lavori entro il 2000.



Art. 7
- Cauzione.

Le somme eventualmente richieste al Viaggiatore o Piazzista a titolo di cauzione dovranno essere determinate e vincolate a nome del garante e del garantito dopo 1 anno di durata del rapporto di lavoro, presso un istituto di credito di comune gradimento. I relativi interessi maturano a favore del Viaggiatore o Piazzista. E' fatta salva la facoltà delle parti di convenire diverse pattuizioni qualora queste risultino più favorevoli al Viaggiatore o Piazzista.

La cauzione non sarà comunque richiesta quando i valori, normalmente affidati al Viaggiatore o Piazzista, non la giustificano.



Art. 8
- Diarie e rimborsi spese.

La diaria fissa, escluse le spese di trasporto, costituirà ad ogni effetto per il 50% parte integrante della retribuzione.

Nessuna diaria è dovuta al Viaggiatore o Piazzista quando è in sede a disposizione dell'azienda, nella città ove egli risiede abitualmente.

Qualora, però, durante l'anno non sia stato mandato in viaggio per tutto il periodo convenuto contrattualmente, gli sarà corrisposta un'indennità per i giorni di mancato viaggio nella misura seguente:

a)se ha residenza nella stessa sede dell'azienda, avrà un'indennità nella misura di 2/5 della diaria; b)se invece il Viaggiatore o Piazzista, con consenso dell'azienda, ha la sua residenza in luogo diverso da quello ove ha sede l'azienda stessa, avrà diritto, oltre al trattamento di cui sopra, al riconoscimento delle maggiori spese sostenute per l'eventuale permanenza nella città ove ha sede l'azienda, per l'esplicazione dei compiti di cui al comma 4, art. 2, CCNL 31.5.80.

Qualora l'azienda non corrisponda la diaria, le spese sostenute e documentate dal Viaggiatore o Piazzista per vitto e alloggio nell'espletamento della propria attività fuori della città sede di deposito, di filiale o di residenza contrattuale, sempre che lo stesso non possa
- per la distribuzione del suo lavoro
- rientrare nella propria abitazione, saranno rimborsate nei limiti della normalità. Lo stesso criterio si applica a tutte le altre spese autorizzate dall'azienda.

Fermo restando quanto previsto dal comma precedente, in sede aziendale saranno individuati tra Direzione aziendale e la rappresentanza sindacale di cui ai successivi artt. 18 e 19 i criteri da prendere a riferimento per la determinazione della misura dei rimborsi spese.



Art. 9
- Riposo settimanale.

Il Viaggiatore o il Piazzista ha diritto al riposo festivo settimanale.

Qualora per ragioni di dislocazione non gli fosse possibile recarsi in famiglia per oltre 1 mese, avrà diritto di ottenere una licenza corrispondente ai giorni di riposo settimanale non fruiti, con facoltà di trasferirsi in famiglia, rimanendo le spese relative al trasferimento a carico della ditta.

Il Viaggiatore per l'estero usufruirà del trattamento di cui sopra compatibilmente con la sua dislocazione e in seguito a particolari accordi con la ditta.



Art. 10
- Prestazione lavorativa settimanale e annuale.

La prestazione lavorativa del singolo Viaggiatore o Piazzista si svolgerà su 5 giornate alla settimana ovvero su 4 giornate intere e 2 mezze giornate ovvero previa intesa aziendale, su 6 giornate di prestazione continuativa lavorativa, determinando le condizioni relative.

La determinazione dei riposi relativi alle 2 mezze giornate sarà concordata in sede aziendale tenuto conto delle situazioni locali di fatto.

Nelle attività che presentano esigenze di carattere stagionale o connesse al lancio pubblicitario di prodotti il godimento della giornata o delle 2 mezze giornate di non prestazione avverrà nei periodi dell'anno in cui saranno cessate le anzidette esigenze.

Resta inteso tra le parti che della diversa distribuzione delle presenze in servizio si terrà conto in modo da non alterare il significato della normativa nel senso che le ipotesi previste nel comma 1 devono essere ogni volta equivalenti.

Ferma restando la prestazione settimanale di cui ai commi precedenti, il numero complessivo delle giornate di prestazione lavorativa annua è ridotto di 8 giornate e mezzo, il cui godimento avverrà tenendo conto delle esigenze aziendali (stagionalità, ecc.) nonché delle situazioni locali di fatto (chiusure settimanali degli esercizi, ecc.).

La riduzione avverrà in correlazione all'effettiva prestazione, maturando anche per le assenze per le quali corre l'obbligo della retribuzione a carico dell'azienda, nonché per l'assenza obbligatoria per maternità: essa maturerà per 12simi, anche nei casi d'inizio e cessazione del rapporto di lavoro. A tali effetti si considera come mese intero la frazione superiore ai 15 giorni.

La riduzione di cui ai commi precedenti non è cumulabile con quanto eventualmente già in atto e concordato a titolo analogo (permessi
- ferie
- ecc.).

La riduzione della prestazione annua qui definita sarà assorbita fino a concorrenza in caso di provvedimenti assunti sulla stessa materia in sede europea e recepiti dalla legislazione italiana.

Chiarimento a verbale.

Le festività coincidenti con un giorno di parziale o totale prestazione lavorativa concorrono al raggiungimento delle presenze in servizio di cui al comma 1: le festività coincidenti con un giorno di parziale o totale non prestazione lavorativa non daranno luogo a riposi sostitutivi.



Art. 11
- Trattamento di malattia e di infortunio.

Nel caso di malattia o d'infortunio, il lavoratore dovrà comunicare l'assenza entro le prime 24 ore e far pervenire alla azienda il relativo certificato medico non oltre il 2° giorno dall'inizio dell'assenza. In mancanza di tali comunicazioni, salvo i casi di provato impedimento, l'assenza verrà considerata ingiustificata.

L'azienda ha facoltà di far controllare la malattia del lavoratore da un medico dei servizi ispettivi dei competenti istituti assicuratori.

Al lavoratore non in prova che debba interrompere il servizio a causa d'infortunio o di malattia sarà riservato il seguente trattamento:

anni di conservazione corresponsione corresponsione ininterrotta del posto della di mezza retribuzione anzianità presso in mesi retribuzione mensile l'azienda mensile intera per altri mesi fino a mesi fino a 6 anni 8 5 3 oltre 6 anni 12 6 6

Per il trattamento economico spettante durante il periodo di malattia o d'infortunio si fa riferimento alla normale retribuzione di fatto.

Il lavoratore che, posto in preavviso di licenziamento, cada ammalato o si infortuni, usufruirà del trattamento sopra indicato per tutto il periodo di comporto. Il lavoratore dimissionario che cada ammalato o subisca un infortunio non professionale usufruirà del trattamento stesso fino alla scadenza del preavviso. Nel caso invece di infortunio per cause di lavoro, il lavoratore dimissionario usufruirà del trattamento previsto al comma 3 del presente articolo, per tutto il periodo di comporto.

Cesseranno per l'azienda gli obblighi di cui alla precedente tabella, qualora il lavoratore raggiunga, in complesso, durante 17 mesi consecutivi, i limiti massimi previsti alla lett. a), e durante 24 mesi consecutivi i limiti previsti alla lett. b), anche in caso di diverse malattie.

Resta convenuto che, almeno 24 ore prima che siano superati i limiti di conservazione del posto, il Viaggiatore o Piazzista potrà usufruire, previa richiesta scritta, di un periodo di aspettativa della durata massima di 8 mesi in relazione al perdurare della malattia debitamente certificata. Durante l'aspettativa non decorrerà retribuzione, né si avrà decorrenza d'anzianità per nessun istituto, fermo restando che il periodo di aspettativa fruito prolunga i periodi di comporto previsti nel comma precedente.

Alla scadenza dei termini sopra indicati, l'azienda, ove proceda al licenziamento del Viaggiatore o Piazzista, gli corrisponderà il trattamento di licenziamento, ivi compresa l'indennità sostitutiva del preavviso.

Qualora la prosecuzione della malattia oltre i termini suddetti non consenta al Viaggiatore o Piazzista di riprendere servizio, il Viaggiatore o Piazzista stesso potrà risolvere il contratto d'impiego con il diritto al solo TFR. Ove ciò non avvenga e l'azienda non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso, salva la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso. Il periodo di sospensione sarà considerato utile ai fini della rivalutazione dell'importo del TFR maturato all'inizio della sospensione stessa, secondo i criteri previsti dall'art. 2120, commi 4 e 5 C.C.

Per gli infortuni sul lavoro il posto sarà conservato fino a cessazione dell'indennità temporanea da parte dell'INAIL. Per tali infortuni, purché riconosciuti dall'INAIL, che dovessero insorgere dall'1.10.87, le aziende garantiranno con polizze assicurative o forme equivalenti la corresponsione aggiuntiva dei seguenti capitali:


- £. 40.000.000 per morte, elevata a £. 45.000.000 a decorrere dall'1.1.02;
- £. 50.000.000 per invalidità permanente totale, elevata a £. 60.000.000 a decorrere dall'1.1.02.

Dichiarazione.

Ai VV.PP. si applicano le norme in tema di reperibilità (art. 47, parte generale).



Art. 12
- Posto di lavoro.

Nell'ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro, conseguente alla perdita dell'idoneità a svolgere mansioni di Viaggiatore o Piazzista per infortunio sul lavoro l'azienda, qualora proceda entro 1 anno a nuove assunzioni, riserverà priorità alla domanda di assunzione, eventualmente prodotta, compatibilmente con le norme sul collocamento, e sempreché il posto disponibile possa essere ricoperto in relazione alla diminuita capacità lavorativa e alle attitudini personali dell'interessato.

Le aziende con più di 300 dipendenti, sempre che non debbano attuare provvedimenti di ristrutturazione con riflessi occupazionali, a richiesta dell'interessato, assumeranno 'ex novo', entro 90 giorni dalla data di cessazione del rapporto, l'infortunato, adibendolo alle mansioni ritenute più opportune in relazione alle esigenze tecnico
-organizzative e produttive, anche per quanto concerne il luogo di prestazione del lavoro.

Qualora il lavoratore abbia riportato dall'infortunio una invalidità superiore al terzo, dovrà iscriversi nell'elenco degli invalidi del lavoro, presso gli Uffici provinciali del lavoro, e l'azienda presenterà richiesta di avviamento all'ufficio anzidetto, ai sensi delle norme sul collocamento obbligatorio.

Qualora invece l'invalidità non raggiunga il terzo, il lavoratore dovrà iscriversi nelle liste di collocamento di cui alla legge 29.4.49 n. 264 e successive modificazioni e integrazioni.

Il rifiuto dell'interessato ad espletare le mansioni di nuova assunzione comporta per l'azienda il venir meno dell'impegno di cui ai primi 2 commi.

Nei casi in cui al Viaggiatore o Piazzista con contratto a tempo indeterminato cui sia richiesto espressamente l'uso dell'automezzo sia sospesa la patente di guida per infrazione commessa durante lo svolgimento dell'attività lavorativa, allo stesso è data facoltà di richiedere, per un periodo massimo di 9 mesi, aspettativa non retribuita né computabile ad alcun effetto contrattuale o di legge.

In alternativa, potrà essere valutata la possibilità di proseguire, a parità di costo, l'attività del Viaggiatore o Piazzista mediante un contratto di job sharing, altre forme equivalenti da individuare ovvero di adibire il Viaggiatore o Piazzista ad altre mansioni anche presso altre unità produttive, ogni qualvolta alle esigenze aziendali faccia riscontro una conforme disponibilità del Viaggiatore o Piazzista ad occuparsi in dette mansioni. In tal caso la retribuzione sarà costituita da: minimo, contingenza, aumenti periodici, eventuale superminimo ed Ers di cui al CCNL 7.8.91.

In entrambi i casi sopra ipotizzati l'azienda ha facoltà di assumere personale a termine ai sensi dell'art. 1, punto b) legge 18.4.62 n. 230.



Art. 13
- Norme di comportamento.

Il Viaggiatore o Piazzista deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti all'esplicazione delle mansioni affidategli e, in particolare:

1)dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnategli, osservando le disposizioni dei presente contratto, nonché le istruzioni impartite dai superiori; 2)conservare assoluta segretezza sugli interessi dell'azienda; non trarre profitto, con danno dell'imprenditore, da quanto forma oggetto delle sue funzioni nell'azienda, né svolgere attività contraria agli interessi della produzione aziendale; non abusare in forma di concorrenza sleale, neppure dopo risolto il contratto d'impiego, delle notizie attinte durante il servizio; 3)avere cura dei locali, degli oggetti o strumenti a lui affidati.

Oltre che al presente CCNL, il Viaggiatore o Piazzista deve uniformarsi a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla Direzione dell'azienda, purché non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti al Viaggiatore o Piazzista dal presente contratto e che pertanto rientrano nelle normali attribuzioni del datore di lavoro. Tali norme, in ogni caso, saranno portate a conoscenza del Viaggiatore o Piazzista.

In relazione a quanto segnatamente previsto al punto 1 del presente articolo, le aziende, nell'interesse di una sempre maggiore efficienza della distribuzione, confermano l'opportunità di comunicare al Viaggiatore o Piazzista fatti che incidono sulla sua attività di vendita (quali ad esempio: tempi di consegna, disponibilità degli articoli, ecc.).

Le aziende confermano l'impegno a porre in essere quanto necessario per il pieno rispetto delle norme di legge volte a salvaguardare la salute e l'incolumità dei lavoratori, fermi restando gli obblighi di diligenza a carico dei Viaggiatori o Piazzisti nello svolgimento dell'attività lavorativa.



Art. 14
- Preavviso di licenziamento e di dimissioni.

Il contratto di impiego a tempo indeterminato non può essere risolto da nessuna delle 2 parti senza un preavviso, i cui termini sono stabiliti come segue:

a)per i Viaggiatori o Piazzisti di 1a categoria, che, avendo superato il periodo di prova, non hanno raggiunto i 5 anni di servizio: mesi 1; per i Viaggiatori o Piazzisti di 2a categoria: giorni 15; b)per i Viaggiatori o Piazzisti di 1a categoria che hanno raggiunto i 5 anni di servizio e non i 10: giorni 45; per i Viaggiatori o Piazzisti di 2a categoria: giorni 30; c)per i Viaggiatori o Piazzisti di 1a categoria che hanno raggiunto i 10 anni di servizio: mesi 2 e mezzo; per i Viaggiatori o Piazzisti di 2a categoria: giorni 60.

Nel caso di dimissioni i termini suddetti sono ridotti alla metà.

I termini di disdetta decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese.

La parte che risolve il rapporto senza l'osservanza dei predetti termini di preavviso deve corrispondere all'altra un'indennità pari all'importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso.

Il datore di lavoro ha il diritto di ritenere, su quanto sia da lui dovuto al Viaggiatore o Piazzista, un importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di preavviso da questi eventualmente non dato.

E' in facoltà della parte che riceve la disdetta ai sensi del comma 1, di troncare il rapporto, sia all'inizio, sia nel corso del preavviso, senza che da ciò derivi alcun obbligo d'indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto.

Durante il compimento del periodo di preavviso, il datore di lavoro concederà al Viaggiatore o Piazzista dei permessi per la ricerca di nuova occupazione: la distribuzione e la durata dei permessi stessi saranno stabilite dal datore di lavoro, in rapporto alle esigenze dell'azienda.

Tanto il licenziamento, quanto le dimissioni saranno comunicate per iscritto.



Art. 15
- Rischio macchina.

Le spese di riparazione automezzo per danni provocati
- senza dolo
- da Viaggiatori o Piazzisti durante lo svolgimento delle prestazioni lavorative, saranno sostenute dalle aziende nella misura dell'80% e comunque con un massimale di £. 6.000.000 (1), per sinistro anche con forme assicurative o altre equivalenti convenzionalmente pattuite tra le parti interessate, fermo il diritto di controllo sulla effettività del danno e della rispondenza della fattura.

L'uso dell'automezzo deve essere comunque preventivamente autorizzato dall'azienda.

(1) Massimale attestato all'importo indicato a decorrere dall'1.1.98. Le parti esprimono la raccomandazione che la copertura del rischio possa avvenire con la formula assicurativa tipo Kasco.



Art. 16
- Risoluzione del rapporto per mancati viaggi.

Qualora il Viaggiatore o Piazzista retribuito anche a provvigione fosse trattenuto in sede per oltre 1/3 del tempo in cui dovrebbe rimanere in viaggio in base al suo contratto individuale, il rapporto d'impiego s'intenderà risolto, su richiesta del Viaggiatore stesso, con diritto, da parte di questi, a considerarsi licenziato a tutti gli effetti e a percepire il TFR e l'indennità di mancato preavviso.



Art. 17
- Premio per obiettivi.

La contrattazione aziendale a contenuto economico è esclusivamente quella di cui all'art. 55 del presente contratto e può avere luogo tra aziende e rappresentanza sindacale dei Viaggiatori o Piazzisti secondo le condizioni, modalità e caratteristiche nel predetto articolo previste.



Art. 18
- Rappresentanza sindacale.

Nelle unità produttive che occupano più di 15 Viaggiatori o Piazzisti possono essere eletti, tra i Viaggiatori o Piazzisti dell'unità produttiva stessa, rappresentanti sindacali, secondo le misure previste nel comma 2, art. 23, legge 20.5.70 n. 300.

Le parti concordano inoltre che, nel caso di imprese che non abbiano presso alcuna unità produttiva nell'ambito provinciale, regionale o nazionale un numero di Viaggiatori o Piazzisti di almeno 15 unità, le OO.SS. firmatarie potranno costituire una rappresentanza sindacale dei Viaggiatori o Piazzisti presso una sede dell'impresa, rispettivamente ad ambito provinciale, regionale, o nazionale
- purché in quell'ambito il numero dei Viaggiatori o Piazzisti sia almeno di 15 unità
- designando i rappresentanti nella misura indicata al comma 1, ovvero in ragione di 1 rappresentante ogni 60 Viaggiatori o Piazzisti (o frazione superiore a 30), nella sola ipotesi che questi ultimi facciano direttamente capo alla sede centrale (1).

Con riferimento a quanto previsto nell'Accordo di settore 12.5.94, i rappresentanti sindacali di cui ai precedenti commi integreranno, sulla base della previgente prassi, nelle unità produttive come sopra individuate, l'eventuale RSU costituita ai sensi del punto 1), art. 7 del presente CCNL.

In capo ai medesimi soggetti è mantenuta l'autonoma competenza sindacale e negoziale già prevista per le RSA dal Protocollo per i VV.PP. di cui al CCNL 7.8.91.

Ai rappresentanti sindacali è estesa, per la durata del mandato, la tutela prevista dall'accordo Interconfederale sulle Commissioni interne.

Ai suddetti rappresentanti saranno concessi, per il disimpegno delle loro funzioni, permessi nella misura di 3 giorni ogni trimestre cumulabili nell'anno. Nel caso che il rappresentante svolga la sua attività di lavoro in una zona che disti oltre km. 250 dalla sede dell'azienda, egli potrà richiedere 1 ulteriore giorno di permesso in aggiunta a 3 giorni ogni trimestre.

La disciplina del presente articolo si applica nei confronti dei rappresentanti sindacali i cui nominativi e le relative variazioni siano stati comunicati per iscritto dalle OO.SS. firmatarie all'azienda cui il Viaggiatore appartiene, per il tramite della competente associazione territoriale degli industriali.

Il lavoratore che intenda esercitare il diritto di cui al comma 6 deve darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola 3 giorni prima.

Quanto riconosciuto in tema di rappresentanze sindacali con il presente articolo non è cumulabile con quanto eventualmente già riconosciuto in sede aziendale o territoriale o con quanto dovesse derivare da disposizioni di legge successive.

Nota a verbale.

Fermo restando quanto previsto dall'Accordo di settore 12.5.94, e in particolare dall'art. 22, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, nelle unità produttive di riferimento di cui al comma 2 del presente art. 18, il diritto di voto, da parte dei Viaggiatori o Piazzisti non presenti nella sede citata al momento delle operazioni elettorali, potrà essere esercitato anche per corrispondenza e comunque nel rispetto delle esigenze aziendali.

(1) In relazione alle peculiari caratteristiche dell'attività dei Viaggiatori o Piazzisti, potrà essere unitariamente designato un rappresentante sindacale anche presso imprese di minori dimensioni, che non abbiano alle proprie dipendenze 15 viaggiatori o piazzisti, sempreché il numero complessivo dei dipendenti dell'impresa sia superiore alle 15 unità e i viaggiatori o piazzisti siano più di 7 (cfr. lettera CONFINDUSTRIA 30.7.71).



Art. 19
- Organi di coordinamento delle rappresentanze sindacali.

Nell'ambito di aziende con più unità produttive, presso le quali esistano rappresentanti sindacali dei Viaggiatori o Piazzisti, possono essere istituiti organi di coordinamento a livello centrale, nominati nell'ambito dei predetti rappresentanti, per formare un esecutivo composto da:


- 3 rappresentanti fino a 30 unità produttive;
- 6 rappresentanti da 31 unità a 100;
- 9 rappresentanti oltre 100 unità.

Ai rappresentanti dell'esecutivo di cui sopra saranno concessi, in aggiunta ai permessi di cui all'art. 18, ulteriori 5 giorni ogni anno solare per il disimpegno dei compiti attinenti al coordinamento dell'attività sindacale nell'ambito aziendale.



Art. 20
- Permessi per cariche sindacali.

Ai Viaggiatori o Piazzisti che siano membri dei Comitati direttivi delle confederazioni sindacali, dei Comitati direttivi delle Federazioni nazionali della categoria e di quelli dei Sindacati nazionali o provinciali della categoria, saranno concessi dei permessi da parte dell'azienda, fino ad un massimo di 3 giorni al trimestre, cumulabili nell'anno, per il disimpegno delle loro funzioni sindacali, quando l'assenza dal lavoro venga espressamente richiesta per iscritto dalle organizzazioni predette e non ostino gravi impedimenti alla normale attività dell'azienda.

Le qualifiche sopra menzionate e le variazioni relative dovranno essere comunicate per iscritto dalle organizzazioni predette alle associazioni territoriali degli industriali, che provvederanno a comunicarle all'azienda cui il Viaggiatore appartiene.

Il numero complessivo dei beneficiari dei permessi in questione non può essere superiore a quello di cui al precedente art. 18.



Art. 21
- Assemblea.

Nelle unità produttive con più di 15 Viaggiatori o Piazzisti, l'assemblea si svolgerà giusta la previsione dell'art. 20, legge 20.5.70 n. 300.

Qualora i Viaggiatori o Piazzisti dipendano dalla sede centrale e abbiano una propria rappresentanza sindacale ai sensi dell'art. 18, in considerazione delle peculiari caratteristiche della prestazione lavorativa, le assemblee di cui all'art. 20, legge n. 300/70 potranno svolgersi in 2 giorni nel corso dell'anno di calendario con decorrenza della retribuzione.



Art. 22
- Procedura per controversie applicative.

Eventuali controversie applicative che dovessero insorgere presso uno o più depositi potranno formare oggetto di un esame tra le parti, a richiesta di una delle parti stesse, a livello di associazione industriale territorialmente competente.



DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER GLI ADDETTI ALL'INDUSTRIA SACCARIFERA

Addì, 5 giugno 1999, in Roma

tra


- Associazione Nazionale fra gli Industriali dello Zucchero, dell'Alcool e del Lievito (ASSOZUCCHERO);
- con l'assistenza della Struttura sindacale di coordinamento della FEDERALIMENTARE e della Confederazione generale dell'industria italiana

e

FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL

si conviene:

nell'ambito del contratto unico 5.6.99 per gli addetti all'industria alimentare sono concordate le seguenti specifiche disposizioni per gli addetti all'industria saccarifera, da considerarsi peculiari al settore medesimo per le sue particolari caratteristiche tecnico
-produttive e contrattuali.

Dette specifiche norme, sostitutive o integrative di norme del contratto unificato, costituiscono parte integrante del contratto stesso.



NORME SOSTITUTIVE

1.L'articolo 1

"Osservatorio nazionale di settore"

è sostituito dal seguente:

OSSERVATORIO NAZIONALE SETTORE SACCARIFERO

La normativa prevista dal CCNL per l'industria alimentare è sostituita dalla seguente:

Le parti concordano di considerare superato in termini positivi ogni aspetto di sperimentalità operativa dell'istituto di cui agli accordi specifici stipulati in sede nazionale saccarifera il 24.7.90 e l'8.5.91, conferendo, pertanto, all'Osservatorio del settore saccarifero dignità di istituto contrattuale permanente.

Trovano, quindi, piena conferma gli accordi sopra citati, che s'intendono qui per brevità integralmente trascritti con l'aggiunta delle integrazioni seguenti.

Il rinvio vale, ovviamente, pure per la disponibilità di risorse prevista a carico di ASSOZUCCHERO. I compiti tecnici dell'Osservatorio sono anche estesi a:


- il quadro macroeconomico e la situazione generale del settore;
- analisi sui sistemi di relazioni industriali nell'industria saccarifera europea;
- evoluzioni delle normative comunitarie su temi di reciproco interesse;
- esiti operativi a consuntivo della contrattazione di 2° livello;
- studi circa esperienze di organizzazione del lavoro e d'inquadramento professionale, con possibilità di esame comparato nell'ambito comunitario;
- analisi ed aspetti di formazione e coordinamento circa la sicurezza del lavoro;
- studi in tema di ecologia ed ambiente esterno;
- l'introduzione della moneta unica e le conseguenze derivanti dall'integrazione economica sul sistema industriale alimentare nazionale in termini di competitività interna ed europea;
- le linee di politica agro
-industriale, anche al fine di assumere posizioni concertate in tutte le occasioni di confronto con la Pubblica Amministrazione e le altre categorie;
- l'evoluzione dei sistemi distributivi e di vendita a livello nazionale ed europeo;
- l'andamento degli appalti, del decentramento produttivo e delle eventuali terziarizzazioni, con riferimento alle conseguenze ed implicazioni riguardanti l'occupazione e le condizioni di lavoro, nel comune intento della salvaguardia delle normative di tutela del lavoro;
- i patti territoriali e i contratti d'area, eventualmente stipulati, nonché le iniziative specifiche per la definizione di contratti di riallineamento in sede provinciale concernenti l'industria alimentare;
- in raccordo con la Consulta delle parti fondatrici, le varie fasi di crescita ed affermazione di ALIFOND nel settore, con particolare riferimento alla raccolta delle adesioni e alle eventuali azioni da intraprendere per favorire la capillare diffusione dell'iniziativa fra tutti i lavoratori.

Le parti componenti l'Osservatorio del settore saccarifero potranno avvalersi dei supporti informativi specifici delle rispettive organizzazioni europee (CEFS e SETA).

L'Osservatorio, infine, potrà assumere compiti e veste di supporto tecnico alle rispettive OO.SS. nazionali anche in sede negoziale.

Ovviamente, l'Osservatorio del settore saccarifero presterà, ove occorra, la sua collaborazione operativa all'Osservatorio nazionale del comparto alimentare, mettendo anche a disposizione la propria banca dati.

Commissione Paritetica per le pari opportunità (vedi parte comune).



2."COMITATI AZIENDALI EUROPEI DI GRUPPO"

Con riferimento alla Direttiva 22.9.94, n. 94/45 del Consiglio della UE e in particolare a quanto disposto al suo art. 13 circa gli accordi già in vigore o quelli che potranno essere stipulati prima del recepimento della Direttiva stessa e comunque prima dei termini per la sua applicazione operativa, i gruppi saccariferi interessati alla materia confermano gli accordi già formalmente sottoscritti, esprimendo la disponibilità per altri accordi di gruppo eventualmente stipulandi secondo tutto quanto previsto al citato art. 13.

3.L'articolo 7 "RAPPRESENTANZA SINDACALE UNITARIA"

è integrato dal seguente:

Richiamati l'Accordo interconfederale 20.12.93 per la costituzione delle RSU, nonché quanto al riguardo sottoscritto il 12.5.94 tra FEDERALIMENTARE
- FAT, FLAI e UILA, sono concordate le seguenti norme specifiche integrative o sostitutive.

Resta fermo che gli accordi sopra citati mantengono la loro validità per quanto non in contrasto con le norme suddette.

a)Considerata la struttura e i dipendenti mediamente in forza negli stabilimenti saccariferi, le RSU saranno costituite in essi nel numero massimo di 6 componenti ciascuno. A detti componenti sono riconosciute le tutele previste dalla legge n. 300/70 per i Dirigenti RSA. Circa la ripartizione dei posti tra operai ed impiegati si fa riferimento alle norme generali delle intese per i settori alimentari. b)Le elezioni delle RSU avranno luogo ad iniziativa delle OO.SS. dei lavoratori firmatarie, con esclusione dei periodi di campagna bieticolo
-saccarifera. c)Per quanto attiene i lavoratori avventizi di campagna, le OO.SS. congiuntamente firmatarie, al fine di interpretarne le particolari problematiche, potranno comunicare congiuntamente il nominativo di un rappresentante che sarà individuato di volta in volta tra gli avventizi assunti. Detto rappresentante affiancherà le RSU fino alla cessazione del proprio rapporto di lavoro e, durante tale periodo, potrà utilizzare i permessi attribuiti alle RSU secondo le indicazioni delle stesse.



4.L'art. 8 "ASSEMBLEA"

è sostituito dal seguente:

I lavoratori hanno diritto a riunirsi fuori dell'orario di lavoro, in locali messi a disposizione dalla Direzione aziendale nell'unità produttiva in cui prestano la loro opera o nelle immediate vicinanze di essa.

Il diritto di assemblea, con le modalità di cui all'art. 20 della legge 20.5.70 n. 300, sarà esercitato ad istanza della FAT
-FLAI
-UILA o della RSU o del Comitato esecutivo della stessa, con ordine del giorno su materie d'interesse sindacale e del lavoro e secondo l'ordine di precedenza delle convocazioni comunicate alla Direzione aziendale.

Nello spirito della legge n. 300 del 20.5.70, le assemblee retribuite sono fissate entro il limite massimo di ore 12 nell'arco di ogni anno.

Durante la lavorazione delle barbabietole, le assemblee, in locali messi a disposizione dalla Direzione aziendale, saranno tenute fuori dell'orario di lavoro.

Alle riunioni possono partecipare, previo preavviso alla Direzione aziendale, non più di 2 Dirigenti esterni di ciascuna O.S., i nominativi dei quali saranno tempestivamente comunicati alla stessa Direzione.

La comunicazione, a firma della FAT
-FLAI
-UILA e/o dei componenti della RSU o del Comitato esecutivo della stessa, dovrà pervenire alla Direzione aziendale almeno 2 giorni prima dello svolgimento dell'assemblea con l'indicazione dell'ordine del giorno da svolgersi, salvo casi di eccezionale urgenza.

Analogo diritto di assemblea, esercitato ad istanza della FAT
-FLAI
-UILA, viene riconosciuto anche nelle unità produttive con almeno 10 dipendenti nel limite massimo di 6 ore annue retribuite, salvo che non ricorra l'ipotesi di cui al comma 2, articolo 35 della citata legge n. 300/70.

Tali assemblee saranno tenute di norma fuori delle unità produttive.



5.L'art. 9 "PERMESSI SINDACALI
- ASSENZE E PERMESSI PER L'ESERCIZIO DI FUNZIONI PUBBLICHE ELETTIVE"

è sostituito dal seguente:

Permessi sindacali retribuiti.

In armonia al combinato disposto dagli artt. 19, 23 e 30, legge n. 300 del 20.5.70, hanno diritto alla concessione di permessi sindacali retribuiti, in ragione di 120 ore annue, i componenti delle RSU nelle seguenti misure massime per ciascuna delle OO.SS. congiuntamente firmatarie del presente contratto:


- ore 240 fino a 20 lavoratori che le abbiano conferito delega;
- ore 360 da oltre 20 e fino a 50 lavoratori che le abbiano conferito delega;
- ore 600 oltre 50 lavoratori che le abbiano conferito delega.

Le ore di permesso sindacale nelle misure sopra definite sono a disposizione oltre che della RSU e delle OO.SS. anche di altri lavoratori, di volta in volta segnalati, e saranno gestite unitariamente, previa tempestiva richiesta alla Direzione aziendale.

Nelle richieste di "permesso sindacale" rivolte per iscritto dalle OO.SS. dei lavoratori alle Direzioni aziendali dovrà essere indicata, insieme con la causale, la durata del permesso stesso.

Nota a verbale.

In ciascuna unità aziendale il monte per anno solare delle ore di spettanza sarà costituito dalla sommatoria delle proporzionali ore di permesso mensili, determinate in base al numero delle deleghe di ciascun mese.

Permessi sindacali non retribuiti.

Si fa rinvio all'art. 24, legge 20.5.70 n. 300.

Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive.

I lavoratori eletti alla carica di Consigliere comunale o provinciale che non chiedano di essere collocati in aspettativa possono fruire di permessi retribuiti per il tempo strettamente necessario all'espletamento del mandato con un massimo di 4 ore settimanali.

I lavoratori eletti alla carica di Sindaco o di Assessore comunale, ovvero di Presidente di Giunta provinciale o di Assessore provinciale, possono fruire anche di permessi non retribuiti
- se richiesti
- per un minimo di 30 ore mensili.



6.L'art. 12 "VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI SINDACALI"

è sostituito dal seguente:

Contributi sindacali.

L'azienda provvederà alla trattenuta del contributo sindacale a favore delle OO.SS. congiuntamente firmatarie del presente contratto a carico dei dipendenti che ne facciano richiesta mediante delega debitamente sottoscritta dall'interessato.

La delega conterrà l'indicazione per la determinazione dell'ammontare del contributo da trattenere e la O.S. cui l'azienda dovrà versarlo.

Le trattenute saranno effettuate ogni mese sulle relative competenze del lavoratore e versate dall'azienda sui conti correnti indicati da ciascun Sindacato.

L'ammontare del contributo è stato fissato dalle OO.SS. dei lavoratori nella misura dello 0,80% da calcolarsi sull'imponibile INPS.

Le aziende effettueranno il versamento dei contributi sindacali ai sindacati beneficiari sui conti correnti che verranno comunicati, tramite ASSOZUCCHERO, dalle OO.SS. nazionali dei lavoratori congiuntamente firmatarie del presente contratto.

I versamenti dovranno essere effettuati entro il mese successivo a quello cui i contributi si riferiscono.

Le aziende trasmetteranno, contestualmente ad ogni versamento sui conti correnti, alle organizzazioni provinciali dei lavoratori elenco di competenza con l'indicazione dei nominativi e dei singoli importi.

Regolamento per il versamento dei contributi sindacali.

Ogni lavoratore può chiedere all'azienda di effettuare sulle sue competenze la trattenuta a favore della O.S. dallo stesso designata, secondo le seguenti modalità:

1)Deleghe.

La comunicazione all'azienda avviene mediante sottoscrizione della "delega" (vedi facsimile allegato 1 al presente Regolamento).

Per l'eventuale revoca della "delega" già rilasciata, il lavoratore deve darne comunicazione scritta alla Direzione e al Sindacato già destinatario delle quote sindacali che egli intende revocare (vedi facsimile allegato 2).

2)Consegna, raccolta e validità delle "deleghe".

Le "deleghe", prima della distribuzione, saranno compilate a cura dell'azienda, per quanto riguarda la denominazione dello stabilimento, il nominativo del lavoratore, la qualifica, il numero di cartellino, l'indicazione del mese e dell'anno.

a)Lavoratori in servizio all'1.6.99 con contratto a tempo indeterminato.

Le "deleghe" già in atto all'1.6.99 mantengono inalterata la loro validità nel tempo.

b)Lavoratori assunti nel corso dell'anno.

Le "deleghe" verranno consegnate all'atto dell'assunzione. Avranno validità che si protrarrà nel tempo salvo revoca per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, mentre avranno validità per la durata del rapporto per i lavoratori assunti con contratto a termine. Le "deleghe", completate e sottoscritte dagli interessati, potranno essere consegnate o fatte pervenire all'azienda, o direttamente dal lavoratore interessato o tramite la RSU o il Comitato esecutivo della stessa. Per la raccolta delle "deleghe" dei lavoratori assunti per la campagna bieticola, potrà, ove la RSU o il Comitato esecutivo della stessa lo richieda, essere predisposta un'urna preventivamente sigillata dalla RSU o dal Comitato esecutivo della stessa. L'urna verrà esposta per i primi 10 giorni dall'inizio della campagna. Successivamente la RSU o il Comitato esecutivo della stessa provvederà al dissigillamento dell'urna, allo spoglio delle deleghe rinvenute e, dopo aver controllato che le stesse siano debitamente compilate, alla loro consegna alla Direzione aziendale.

Dichiarazione a verbale.

Con riferimento alle iniziative in materia intervenute e in corso in sede generale nazionale, le parti concordano il mantenimento in vigore delle suesposte norme, stipulate e confermate nell'ambito della competenza e dell'autonomia delle parti sindacali medesime.



Allegato 1

Spettabile Direzione......................................................

Io sottoscritto...........................................................

con la qualifica di (1)....................(2)............................

invio la presente lettera per chiedere a codesta Direzione, ai sensi delle relative disposizioni contenute nel vigente CCNL, di trattenere dalle mie competenze ad ogni saldo mensile, la percentuale dello 0,80% sul totale lordo sottoposto a contribuzione INPS a far tempo dal mese in corso e di effettuare mensilmente il versamento per mio conto, quale mia quota di associazione, al sindacato qui di seguito segnato (3) e sul conto corrente che verrà indicato dallo stesso.


- CGIL
- CISL
- UIL

Distinti saluti.

mese: anno:

___________________ (firma leggibile)

(1) Impiegato od operaio. (2) Stabile o avventizio. (3) Indicare con un segno di croce, sul quadretto a sinistra della sigla, il sindacato prescelto.



Allegato 2

Spettabile Direzione......................................................

Al Sindacato provinciale..................................................

Io sottoscritto...........................................................

occupato presso codesta Ditta, cartellino n............................... dichiaro di ritirare la delega a suo tempo rilasciata in favore del Sindacato..................cui scrivo per conoscenza.

Pertanto l'ultima trattenuta in favore di detto Sindacato coinciderà con le mie competenze relative al mese in corso.

Con distinti saluti.

mese: anno:

______________________ (firma leggibile)



7. L'art. 17 "PERIODO DI PROVA"

è sostituito dal seguente:

In mancanza di esplicita pattuizione, che deve risultare da atto scritto, l'assunzione deve ritenersi fatta senza periodo di prova.

Quando sia richiesto il periodo di prova, questo non potrà, di regola, essere superiore a:

Impiegati:


- di 1°livello super e di 1°ivello: 6 mesi;
- di altri livelli: 3 mesi.

Operai:

6 giorni.

Il periodo di prova potrà essere eccezionalmente prorogato, sempre con atto scritto, oltre i limiti stabiliti dal presente articolo, fino a raddoppiarli, qualora al riguardo intervenga specifico accordo tra le parti, eccezione fatta per gli impiegati di 1° livello super e di 1°ivello.

Superato favorevolmente il periodo di prova, il lavoratore s'intenderà senz'altro confermato in servizio.

Durante il periodo di prova è reciproco il diritto alla rescissione del contratto, che potrà aver luogo in qualsiasi momento senza preavviso.

Il servizio prestato durante il periodo di prova del lavoratore confermato va computato a tutti gli effetti contrattuali.

Il lavoratore che non venga confermato o che non creda di accettare le condizioni offertegli, lascerà senz'altro l'azienda ed avrà diritto al pagamento dei giorni di lavoro compiuti in base alla retribuzione normale del livello nel quale egli è stato assunto.



7.L'art. 18 "DISCIPLINA DEL RAPPORTO A TEMPO DETERMINATO" e l'art. 19 "STAGIONALITA"

sono sostituiti dal seguente:

1)L'assunzione del lavoratore potrà anche essere fatta con prefissione di termine in base alla legge 18.4.62 n. 230, al DPR 7.10.63 n. 1525 nonché all'art. 9 bis, legge n. 236/93.

La facoltà di assunzione a tempo determinato per le ipotesi d cui all'art. 9 bis, legge 19.7.93 n. 236, verrà esercitata nell'ambito dei lavoratori avventizi titolari dei requisiti di cui al comma 2, art. 23, legge 28.2.87 n. 56, che abbiano manifestato la volontà di avvalersi del diritto di precedenza nei tempi e nelle forme ivi previste, e ciò secondo la prassi e le modalità sin qui applicate.

Le assunzioni in tal modo effettuate non concorrono per disposto di legge a determinare le quote di riserva, di cui al comma 1, 2° periodo, e al comma 6, art. 25, legge 23.7.91 n. 223.

La specificazione del termine o la sua causale dovranno risultare dal documento di assunzione.

Qualora la causale indicata a giustificazione del termine fosse in contrasto con le disposizioni di legge che regolano il rapporto di lavoro questo sarà senz'altro considerato, ad ogni effetto, a tempo indeterminato.

La scadenza del rapporto di lavoro potrà o essere indicata specificatamente o coincidere con il termine del lavoro al quale il lavoratore è stato assegnato.

Ove il datore di lavoro non traduca in atto la rescissione del rapporto alla scadenza del suo termine o non provveda ad alcuna nuova precisazione nei confronti dell'interessato (in quest'ultimo caso quando si tratta di 2 lavorazioni consecutive e del periodo tra di esse intercorrente, come: lavorazione bietole, raffinazione zucchero, baritazione melasso, distillazione, ecc.), il lavoratore s'intenderà tacitamente confermato con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e la sua anzianità decorrerà dalla data d'inizio del rapporto di lavoro a termine.

Il personale avventizio assunto per la campagna può, alla conclusione dell'attività produttiva alla quale era stato assegnato, essere trattenuto a prestare servizio oltre la cessazione della produzione del proprio reparto per la messa in stato di conservazione degli impianti.

Durante il periodo prefissato e fino alla scadenza del termine, saranno applicate all'avventizio le norme previste dal presente contratto e da eventuali accordi integrativi eccezione fatta per quanto previsto dagli artt. 57 (parte Indennità istruzione figli), 45 (Diritto allo studio), 72 (Preavviso di licenziamento e di dimissioni, così come sostituito dai punto 24 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera"), dal paragrafo 2 del punto 19 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera", nonché dall'Accordo integrativo 31.7.83 circa l'abolizione della Cassa di Previdenza.

Per i lavoratori assunti per le campagne di lavorazione il preavviso del termine della lavorazione e quindi della risoluzione del rapporto dovrà essere di 24 ore di lavoro consecutive riferite alle prestazioni di lavoro degli interessati e ciò nel termine massimo consentito dal l'avvicendamento dei turni: il preavviso avverrà mediante affissione sull'albo di fabbrica di elenco nominativo che chiaramente specifichi la data di risoluzione del rapporto di lavoro.

Per quanto concerne la malattia e l'infortunio si applicano fino alla scadenza prefissata del rapporto di lavoro le disposizioni di cui agli artt. 47 e 48, così come sostituiti dal punto 15 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" cui si fa integrale rinvio.

Le ferie, la 13a mensilità e la gratifica speciale, nonché il TFR, saranno corrisposti, frazionati sulla base di tanti 365simi quanti sono i giorni di durata del rapporto a termine, all'atto della risoluzione del rapporto a termine medesimo.

Tale sistema sarà seguito anche per calcolare il trattamento economico dei ratei corrispondenti ai riposi di cui al punto 12 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera".

L'avventizio che passi a tempo indeterminato non dovrà sottostare a periodi di prova, qualora il periodo di avventiziato abbia superato la durata del periodo di prova stesso.

2)Inoltre, sempre nell'ambito della ricerca di strumenti sempre più adeguati alle esigenze poste dal mercato e dalle caratteristiche dell'attività produttiva in genere nonché capaci di contribuire positivamente ai problemi dell'occupazione e in attuazione dell'art. 23, punto 1), legge 28.2.87 n. 56, oltre alle ipotesi di cui alla legge n. 230/62 e all'art. 9 bis, legge n. 236/93, l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro è consentita nelle seguenti ulteriori ipotesi:

1)esigenze connesse al ricevimento, consegna, manutenzione, lavorazione, stoccaggio, gestione amministrativa e vendita dei prodotti aventi carattere stagionale, ma non compresi nelle attività stagionali di cui alle disposizioni di legge; 2)per le lavorazioni a fasi successive che richiedono maestranze diverse, per specializzazioni, da quelle normalmente impiegate e per le quali non vi sia continuità d'impiego nell'ambito dell'azienda; 3)sostituzione di lavoratori temporaneamente inidonei a svolgere le mansioni assegnate; 4)sostituzione di lavoratori in ferie; l'attuazione di tale ipotesi costituirà oggetto di esame congiunto tra Direzione aziendale e RSU o il Comitato esecutivo della stessa; 5)situazioni anomale o prolungate di assenteismo per malattia e gravidanza; 6)attività straordinarie connesse alla fase di lancio di nuovi prodotti.

Il numero massimo di rapporti di lavoro con contratto a tempo determinato stipulati ai sensi del comma che precede, in attuazione del richiamato art. 23, legge n. 56/87, non può superare il 10% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato. Nei casi in cui tale rapporto percentuale dia luogo ad un numero inferiore a 10 resta ferma la possibilità di costituire fino a 10 rapporti di lavoro con contratto a termine.

Sono fatte salve le eventuali ulteriori diverse fattispecie e modalità già individuate o che venissero individuate ai sensi del richiamato art. 23, legge n. 56/87.

Circa le assunzioni effettuate ai sensi del comma 1 del presente paragrafo 2), saranno fornite alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa informazioni a consuntivo ai fini della verifica dell'esatta applicazione delle norme contrattuali e di legge.

Protocollo aggiuntivo.

In caso di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro degli operai avventizi, ove essi siano tenuti a disposizione fuori dello stabilimento, l'azienda integrerà il trattamento della CIG di cui alle vigenti disposizioni legislative
- qualora ricorrano le condizioni del suo intervento
- fino alla concorrenza del 50% della retribuzione normale giornaliera in modo che, in complesso, l'operaio venga comunque a realizzare, per tutto il periodo tenuto a disposizione, il 50% di quanto avrebbe percepito se la sospensione non fosse avvenuta.

Gli operai di cui al precedente comma cesseranno di essere a disposizione con semplice avviso affisso in portineria da parte della Direzione dello stabilimento 24 ore prima.



9.L'art. 25 "LAVORATORI DISCONTINUI E ADDETTI A MANSIONI DI SEMPLICE ATTESA E CUSTODIA"

è sostituito dal seguente:

Si considerano rientranti tra detti lavoratori esclusivamente i seguenti:


- autista di vettura senza altre mansioni;
- infermiere senza altre mansioni;
- fattorino o commesso d'ufficio;
- inserviente;
- portiere;
- custode o guardiano.

L'orario di lavoro dei discontinui deve essere predeterminato in alternativa:


- in 10 ore giornaliere, corrispondenti a 50 ore settimanali, o
- in 9 ore giornaliere, corrispondenti a 45 ore settimanali, o
- in 8 ore giornaliere, corrispondenti a 40 ore settimanali.

All'atto dell'assunzione o del passaggio a mansioni discontinue, l'azienda comunicherà per iscritto al lavoratore la sopra citata predeterminazione dell'orario. Analoga comunicazione scritta sarà effettuata in caso di eventuale spostamento ad altro scaglione d'orario del discontinuo, con un preavviso di almeno 30 giorni, durante i quali resteranno fermi l'orario e la retribuzione precedenti.

La retribuzione mensile (174 ore) copre per tutti i discontinui
- operai ed impiegati
- le prestazioni corrispondenti a 40 ore settimanali.

I discontinui
- operai ed impiegati
- il cui orario sia predeterminato in 9 ore giornaliere e 45 settimanali percepiranno per ogni ora prestata dalla 41a alla 45a settimanale un ulteriore 174simo della retribuzione mensile.

I discontinui
- operai e impiegati
- il cui orario sia predeterminato in 10 ore giornaliere e 50 settimanali percepiranno per ogni ora prestata dalla 41a alla 50a settimanale un ulteriore 174simo della retribuzione mensile.

Le prestazioni per lavoro straordinario richieste dalla 46a alla 54a ora ai discontinui con orario predeterminato su 9 ore giornaliere e dalla 51a alla 60a ai discontinui con orario predeterminato su 10 ore giornaliere saranno compensate con la maggiorazione percentuale del 40%; nell'ipotesi per contro in cui tali maggiori prestazioni siano richieste in regime di flessibilità saranno compensate con la sola percentuale del 20%.

Le percentuali di maggiorazione per lavoro straordinario oltre i limiti di cui al precedente comma (50% o 60%) si applicheranno:


- per i lavoratori con orario predeterminato in 10 ore giornaliere: a partire dalla 61a ora;
- per i lavoratori con orario predeterminato in 9 ore giornaliere: a partire dalla 55a ora.

Le percentuali di maggiorazione per lavori a turni avvicendati (10% diurno, 20% notturno) si cumulano con quelle previste per il lavoro straordinario di cui al comma 7 del presente articolo, nonché con la percentuale del lavoro prestato in regime di flessibilità e quindi il cumulo ha luogo nei limiti seguenti:


- per i lavoratori con orario predeterminato in 10 ore giornaliere: fino alla 60a ora settimanale compresa;
- per i lavoratori con orario predeterminato in 9 ore giornaliere: fino alla 54a ora settimanale compresa.

A decorrere dall'1.1.93 la maggiorazione per il lavoro a turni notturni viene elevata al 30%.

A decorrere dall'1.1.93 è istituita la seguente maggiorazione: lavoro domenicale con riposo compensativo: 10%.

Ovviamente per gli operai discontinui ai quali venisse assegnato un orario di 8 ore giornaliere, corrispondenti a 40 settimanali, le percentuali di maggiorazione per lavoro straordinario e lavoro a turni avvicendati decorreranno negli stessi termini degli operai di produzione.

Trattamento festività nazionali e infrasettimanali.

Il trattamento per le festività nazionali e infrasettimanali, di cui all'art. 34 (cosi come sostituito dal punto 13 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera"), sarà conteggiato in ragione di 8, 9 o 10 ore in correlazione al normale orario giornaliero di lavoro predeterminato.

Operai.

I trattamenti economici previsti per Ferie, Preavviso e TFR saranno conteggiati come in appresso indicato, in correlazione al normale orario giornaliero di lavoro come sopra definito:

Trattamento ferie.

anzianità su 8 ore su 9 ore su 10 ore giornaliere giornaliere giornaliere fino a 3 anni di anzianità ore 176 ore 198 ore 220 oltre il 3° anno ore 200 ore 225 ore 250 di anzianità

La giornata di ferie verrà quindi conteggiata in ragione di 8,9 o 10 ore in correlazione al normale orario giornaliero di lavoro predeterminato.

Preavviso e sua indennità sostitutiva.

anzianità su 8 ore su 9 ore su 10 ore giornaliere giornaliere giornaliere fino a 5 anni di anzianità ore 48 ore 54 ore 60 da oltre 5 anni e fino ore 88 ore 99 ore 110 a 10 anni oltre i 10 anni ore 120 ore 135 ore 150

Trattamento di fine rapporto.

su 8 ore su 9 ore su 10 ore giornaliere giornaliere giornaliere ore 174 ore 180 ore 200



10. L'art. 27 "PASSAGGIO DI LIVELLO PER MUTAMENTO DI MANSIONI"

è sostituito dal seguente:

I lavoratori, nell'esecuzione del lavoro e delle mansioni loro affidate, devono attenersi alle istruzioni ricevute.

Il livello attribuito ai lavoratori non li esonera dal prestare la propria opera per gli altri lavori e mansioni che venissero eventualmente loro comandati, tenendo conto del livello di appartenenza, della capacità e dell'attitudine.

In caso di svolgimento di mansioni rientranti in livello superiore a quello di appartenenza, sarà corrisposto ai lavoratori in aggiunta alla retribuzione mensile già goduta e per tutta la durata dello svolgimento delle mansioni superiori, un importo pari alla differenza tra il minimo tabellare del livello superiore, e la retribuzione mensile di fatto percepita, esclusi gli aumenti periodici d'anzianità, in quanto, ovviamente, tale differenza sussista.

Nella determinazione dell'importo di cui al comma precedente si terrà altresì conto della differenza dei valori del premio di produzione fisso mensile relativo ai diversi livelli e di cui al paragrafo 2, punto 19 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera".

Il lavoratore che per un periodo superiore a 2 mesi, anche non consecutivi, nel volgere di 1 anno sia adibito al disimpegno di mansioni proprie di un livello superiore a quello cui appartiene, sarà promosso al livello medesimo a tutti i conseguenti effetti.

Detto periodo è elevato a 3 mesi per lo svolgimento delle mansioni impiegatizie proprie dei livelli 1° super non Quadro, 1° e 2°.

In caso di passaggio a livello superiore, la nuova retribuzione di fatto sarà determinata mediante assorbimento, fino a concorrenza del nuovo minimo, degli eventuali aumenti di merito e attribuendo gli eventuali aumenti periodici d'anzianità già maturati, nel valore in cifra stabilito per il nuovo livello.

La Direzione provvederà a comunicare al lavoratore il suo passaggio a superiore livello a mezzo di comunicazione scritta nella quale saranno indicati:

a)il livello cui il lavoratore viene assegnato; b)la nuova retribuzione mensile spettantegli suddivisa nei suoi elementi costitutivi.

Quando si tratti di sostituzione di un altro lavoratore per sua assenza temporanea dovuta a malattia, infortunio, gravidanza e maternità, aspettativa o servizio militare, il passaggio al livello superiore dovrà avvenire qualora l'assenza del sostituito divenga definitiva.

Disposizioni particolari per gli operai.

Nelle stazioni di lavoro ricoperte da una squadra di operai, in caso di assenza di un componente della squadra, gli altri lavoratori percepiscono anche la retribuzione normale dell'operaio mancante sino alla sua sostituzione, sempre che lo sostituiscano nelle sue mansioni in aggiunta a quelle loro proprie.

All'operaio turnista che, per esigenze di turno, venga adibito per almeno 3 giorni la settimana a mansioni proprie di un livello superiore a quello cui appartiene, sarà corrisposta per l'intera settimana la retribuzione afferente al livello superiore, fermi sempre restando gli aumenti di merito e d'anzianità goduti nel livello di appartenenza.



11. PASSAGGIO DALLA QUALIFICA DI OPERAIO A QUELLA DI IMPIEGATO

I passaggi di lavoratori dalla qualifica operaia a quella impiegatizia che siano stati o siano disposti dall'1.5.80 in poi non comportano la risoluzione dell'originario rapporto di lavoro, che continuerà con il mantenimento dell'anzianità maturata a tutti i conseguenti effetti, ivi inclusi gli aumenti periodici d'anzianità.

L'operaio al quale vengono temporaneamente e in via del tutto eccezionale affidate mansioni impiegatizie dovrà avere per quel periodo almeno il medesimo trattamento economico degli impiegati avventizi svolgenti analoghe mansioni, senza che il decorso a tutti gli effetti della sua anzianità da operaio resti interrotto.



12. L'art. 30 e l'art. 30 bis "ORARIO DI LAVORO", l'art. 31 "LAVORO STRAORDINARIO, LAVORO NOTTURNO, FESTIVO E A TURNI
- MAGGIORAZIONI" e l'art. 32 "RIPOSO PER I PASTI"

sono sostituiti dalla normativa seguente che per l'art. 32 Riposo per i pasti
- costituisce condizione di migliore favore.

La durata settimanale dell'orario normale del singolo lavoratore è fissata in 40 ore.

Per lavoro straordinario s'intende il lavoro prestato oltre le 40 ore settimanali, mentre, per i lavoratori addetti a mansioni discontinue di cui al punto 9, per lavoro straordinario s'intende quello prestato oltre le 60 ore settimanali per i lavoratori con orario predeterminato in 10 ore giornaliere, e oltre le 54 ore settimanali per i lavoratori con orario predeterminato in 9 ore giornaliere e, per le lavorazioni nei periodi di stagionalità, quello prestato oltre gli orari previsti dalla legge.

Nei periodi di non lavorazione della barbabietola l'orario settimanale di lavoro verrà distribuito in 5 giorni di 8 ore ciascuno (dal lunedì al venerdì).

Ai soli fini contrattuali la prestazione normale dei lavoratori giornalieri non inseriti in turni e non discontinui è fissata, con decorrenza 1.1.93, in 39 ore settimanali, a tal fine utilizzando i riposi individuali di cui al comma 23 del presente articolo, con conseguente esclusione dei periodi di stagionalità.

Eventuali modifiche del regime d'orario settimanale aziendalmente in atto (realizzazione delle 39 ore settimanali come media plurisettimanale e passaggio dalle 40 ore alle 39 e viceversa), in relazione a ragioni tecnico
-organizzative e di mercato, saranno oggetto di confronto, nel rispetto dei criteri e delle indicazioni previste dal successivo comma 25, in un apposito incontro con la RSU che l'azienda dovrà attivare in ordine a tali programmazioni e al godimento delle ore di riposo individuali
- di cui al comma 23 del presente articolo, secondo i criteri stabiliti dai commi 23 e 25
- non utilizzati.

Le determinazioni dell'orario normale dei lavoratori farà salve le soluzioni organizzative riferite ai servizi e agli impianti finalizzate alla migliore utilizzazione degli stessi.

In relazione all'esigenza di una rigorosa attuazione dell'orario contrattuale di lavoro, le parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, tenendo conto altresì dell'assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.

Il ricorso al lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale. Esso deve trovare obiettiva giustificazione in necessità imprescindibili, indifferibili, di durata temporanea e tali da non ammettere correlativi dimensionamenti di organico.

Fermo restando quanto previsto dal precedente comma, il ricorso al lavoro straordinario è consentito a titolo esemplificativo nel caso di: impraticabilità delle strade; interruzioni di erogazione di energia; punte anomale di assenze dal lavoro; esigenze legate a commesse non prevedibili con vincolanti termini di consegna; necessità connesse alla manutenzione straordinaria, al mantenimento e/o al ripristino della funzionalità e sicurezza degli impianti; esigenze eccezionali connesse a imprescindibili lavori preparatori, accessori e complementari all'attività di produzione; necessità di far fronte ad impreviste esigenze connesse alla deperibilità delle materie prime con conseguenti ricadute sulla qualità delle stesse; necessità non programmabili connesse al ricevimento e/o spedizione di prodotti; necessità di far fronte ad adempimenti amministrativi o di legge concentrati in particolari momenti dell'anno (quali ad esempio bilanci, inventari). Del lavoro di cui sopra sarà data successiva comunicazione alla RSU o al Comitato esecutivo della stessa.

Al di là dei casi previsti dal punto precedente, eventuali ipotesi di lavoro straordinario saranno concordate preventivamente tra Direzione aziendale e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa, nei limiti di 80 ore annue 'pro capite'.

Per i lavori a turni avvicendati extra lavorazione barbabietola (es.: baritazione melassa, raffinazione greggio, produzione lievito ed alcool, confezionamento prodotti, ecc.), l'orario di 8 ore giornaliere e 40 settimanali è distribuito in 5 giorni, garantendosi comunque un riposo settimanale di 2 giorni mobili non consecutivi distribuiti a seconda della rotazione dei turni. Eventuali prestazioni straordinarie che fossero necessarie per tali lavorazioni saranno concordate come sopra con la RSU o con il Comitato esecutivo della stessa.

Nel caso di lavoro a turni, il lavoratore del turno cessante non potrà abbandonare il suo posto di lavoro se non quando sia stato sostituito da quello del turno successivo.

La Direzione aziendale concorderà con la RSU o con il Comitato esecutivo della stessa la distribuzione dell'orario di lavoro.

La Direzione aziendale provvederà ad affiggere in apposita tabella detto orario secondo le norme di legge.

Chiarimento a verbale.

L'adozione dell'orario settimanale di 39 ore comporta l'assorbimento di 1 ora alla settimana dalla quantità di riposi individuali di cui al comma 23 del presente articolo e ciò a prescindere dall'eventuale coincidenza nella settimana stessa di vari motivi di assenza con diritto o meno alla retribuzione. Discende da quanto sopra che se si dovesse adottare l'orario di 39 ore per un numero di settimane inferiore alle 52, l'assorbimento sarà limitato a 1 ora per ciascuna settimana con prestazione di 39 ore.

* * * * *

Fermo restando che agli effetti legali l'orario normale di lavoro è quello fissato dalla legge, si indicano come segue le percentuali di maggiorazione per prestazioni eccedenti le 40 ore settimanali, a turni, festive e notturne:

a)il lavoro straordinario prestato oltre la 40a e fino alla 48a ora settimanale è compensato con la maggiorazione del 40%;

b)il lavoro straordinario eccedente le 48 ore settimanali è compensato con la maggiorazione del 50%;

c)il lavoro prestato oltre le 40 ore settimanali in regime di flessibilità viene compensato con la sola percentuale del 20%;

d)è considerato lavoro a turni quello svolgentesi su 2 o più turni avvicendati e viene compensato:


- con la maggiorazione del 10% per i turni diurni (tra le ore 6 e le 22);
- con la maggiorazione del 30% per i turni notturni (tra le ore 22 e le 6).

Tali maggiorazioni si cumulano con quella del 40% prevista per il lavoro straordinario oltre la 40a e fino alla 48a ora settimanale (a + d), nonché con la percentuale del lavoro prestato in regime di flessibilità (c + d). Le indennità per turni avvicendati competono a quei lavoratori che prestino attività continuativa a turno, avvicendandosi l'un l'altro agli stessi impianti e alla stessa lavorazione, e ciò anche nell'ipotesi in cui gli orari nei turni non subiscano rotazione;

e)è considerato lavoro festivo quello effettuato nei giorni festivi previsti dall'art. 34 (così come sostituito dal punto 13 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera"), eccezione fatta per il S. Patrono durante il periodo di lavorazione, ovvero quello effettuato nei giorni destinati al riposo settimanale compensativo e viene compensato con la maggiorazione del 60%;

f)è considerato lavoro notturno quello effettuato dalle ore 22 alle 6 del mattino e viene compensato con la maggiorazione del 60%;

g)il lavoro straordinario notturno effettuato tra le ore 22 e le 6 e il lavoro straordinario festivo sono compensati con la maggiorazione del 60%;

h)il lavoro dei guardiani che prestano servizio solo di notte (tra le ore 22 e le 6) viene compensato con la maggiorazione del 10%;

i)i lavoratori che, dopo aver compiuto il loro orario di lavoro, fossero chiamati dal loro domicilio fuori lavorazione in ore notturne, e in lavorazione, fuori del loro turno, saranno compensati:


- per gli impiegati: con la maggiorazione dell'80% sul valsente orario della retribuzione normale mensile;
- per gli operai: con la maggiorazione dell'80% sulla retribuzione oraria normale, comprendendo nelle ore da compensarsi anche quelle del percorso da casa al luogo di lavoro e viceversa;

l)a decorrere dall'1.1.93 è istituita la seguente maggiorazione: lavoro domenicale con riposo compensativo: 10%.

Le maggiorazioni di cui al presente articolo vanno conteggiate sul valsente orario che si determina dividendo la retribuzione normale mensile per 174. Le ore non lavorate per ferie, congedo matrimoniale, festività nazionali e infrasettimanali, permessi retribuiti, malattie e infortuni saranno computate ai fini del calcolo dell'orario settimanale di lavoro. Le parti confermano che le maggiorazioni di cui ai punti 9, 12 e 20 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera", in quanto comprensive della loro eventuale incidenza sui vari istituti contrattuali e di legge, non sono computabili ai fini di tali istituti, salvo quanto diversamente ed espressamente disposto dai singoli articoli del presente contratto.

* * * * *

In sostituzione delle ex festività abolite dalla legge n. 54/77 e DPR 28.12.85, n. 792 e del trattamento per le stesse previsto dall'Accordo interconfederale 25.1.77, il lavoratore fruirà, tenendo conto delle esigenze di continuità dell'attività produttiva, di gruppi dì 8 ore di riposi individuali retribuiti pari a 32 ore, maturabili per 12simi nel senso che i lavoratori che nell'anno solare non hanno maturato le 4 giornate avranno diritto a fruire di 1/12 di tali riposi per ogni mese o frazione di mese superiore ai 15 giorni. Diverse modalità di utilizzo formeranno oggetto di esame tra la Direzione aziendale e la RSU avuto riguardo alle necessità tecnico
-produttive, ai periodi di maggiore intensità produttiva e con esclusione dei periodi di attività stagionali. Per quanto riguarda le due festività del 2 giugno e del 4 novembre il lavoratore beneficerà del trattamento economico previsto per le festività che coincidono con la domenica.

* * * * *

1)Fermo restando l'orario normale di 40 ore settimanali, il monte ore annuo di 68 ore di riduzione di cui al CCNL 22.6.87 è elevato, per tutti i lavoratori, a 72 ore a partire dall'1.1.93 e a 76 a partire dall'1.10.94 a titolo di riposi individuali. Detta riduzione maturerà per 12simi nei casi d'inizio e cessazione del rapporto dì lavoro; a tali effetti si considera come mese intero la frazione superiore ai 15 giorni; 2)per i lavoratori adibiti a lavoro su 3 turni a ciclo continuo
- con riposi a scorrimento
- durante la campagna bieticolo
-saccarifera, è prevista l'ulteriore maturazione rispetto a quanto indicato al punto 1), di 8 ore di riduzione, a partire dall'1.10.94 a titolo di riposi individuali. L'attribuzione di tali maggiori quote di riduzione d'orario a questi lavoratori dovrà essere disposta in proporzione diretta al periodo lavorato a ciclo continuo nell'anno solare; 3)a far data dall'1.1.96 a tutti i lavoratori che prestano la loro opera in turni normali 3 x 6 o 3 x 7 a ciclo continuo con riposi a scorrimento, sarà attribuita un'ulteriore riduzione di orario pari a 30 minuti primi per ogni turno notturno settimanale effettivamente lavorato. La riduzione d'orario di cui al presente punto 3) sarà attribuita a titolo di riposi individuali.

Le riduzioni d'orario di cui sopra avverranno in correlazione alle ore di effettiva prestazione, maturando anche per le assenze per le quali corre l'obbligo della retribuzione a carico dell'azienda nonché per l'assenza obbligatoria per maternità.

Una diversa utilizzazione di tale ulteriore periodo di riduzione dell'orario individuale sarà oggetto tra la Direzione aziendale e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa di un esame che tenga conto delle necessità tecnico
-produttive, dei periodi di maggiore intensità produttiva e con esclusione dei periodi di attività stagionali. La riduzione di cui al precedente comma non è cumulabile con quanto eventualmente già in atto o concordato a titolo analogo (permessi, ferie, ecc.) e secondo modalità e criteri di cui al Protocollo d'intesa 22.1.83.

Le riduzioni d'orario di cui al presente articolo saranno assorbite fino a concorrenza in caso di provvedimenti legislativi sulla stessa materia anche se assunti in sede europea e recepiti dalla legislazione italiana.

Per quanto concerne la riduzione dell'orario di lavoro, nelle sue quantità e termini concordati, resta inteso infine che essa anche nei lievitifici e nelle distillerie non dovrà incidere sulla continuità del ciclo produttivo e dei relativi turni.

* * * * *

Programmazione annuale degli orari di lavoro.

Nell'intento di assicurare la più razionale utilizzazione degli impianti ai fini del conseguimento di un sempre migliore livello di produttività e di salvaguardia dei livelli qualitativi di produzione nonché, comunque, delle punte di maggiore intensità produttiva e confermando l'esclusione dei periodi di attività stagionali, tenendo anche conto degli aspetti sociali d'interesse dei lavoratori, entro il 1° trimestre di ciascun anno si svolgerà un incontro a livello aziendale nel corso del quale, previa illustrazione della Direzione aziendale alla RSU, saranno esaminati i programmi relativi ai periodi di godimento delle ferie, all'utilizzo dei riposi individuali in sostituzione delle ex festività e di quelli a titolo di riduzione d'orario, dei riposi individuali non utilizzati ai fini del raggiungimento della prestazione normale di 39 ore, nonché le prospettive
- ragionevolmente prevedibili
- di utilizzo della flessibilità degli orari, di significativi ricorsi al lavoro straordinario, alle assunzioni dovute alla stagionalità della produzione e dei consumi.

L'esame di cui al precedente paragrafo, finalizzato a una programmazione annuale che salvaguardi le punte di maggiore intensità produttiva nonché i periodi di stagionalità, esaurisce, attraverso la verifica delle esigenze, laddove sia richiesta dalle singole disposizioni contrattuali, le previsioni di cui agli istituti sopra citati.

Ove, nel corso dell'anno, dovessero presentarsi esigenze di variazione rispetto alla programmazione per i singoli istituti, anche in relazione alle esigenze di flessibilità complessiva che caratterizzano taluni settori, in appositi incontri si procederà all'aggiornamento di programmi e previsioni.

* * * * *

Dichiarazione comune.

Tenuto conto di quanto previsto in materia d'orario nel presente contratto, le parti confermano che il ricorso al lavoro straordinario avverrà nello spirito delle intese interconfederali e nel rispetto delle specifiche normative contrattuali.

Flessibilità.

Per far fronte ad obiettivi di produttività complessiva anche attraverso il migliore utilizzo degli impianti e corrispondere positivamente alle esigenze connesse alla produzione, allo stoccaggio, anche con riferimento ai limiti di durabilità dei prodotti, a fluttuazioni di mercato, a caratteristiche di stagionalità e/o alla disponibilità della materia prima, l'orario settimanale di 40 ore può essere realizzato come media in un arco temporale annuo fino a un massimo
- per il superamento dell'orario settimanale medesimo
- di 56 ore per anno solare o per esercizio.

In tali casi l'azienda informerà la RSU per esaminare preventivamente le esigenze anzidette ai fini di determinare la realizzazione per l'intera azienda o per parte di essa, di orari comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori alle 40 ore settimanali entro il limite di 48 ore settimanali, e settimane con prestazioni lavorative inferiori a 40 ore. Gli scostamenti eventuali dalla previsione programmatica saranno tempestivamente comunicati alla RSU.

Le prestazioni eccedenti i regimi d'orario come sopra programmate saranno compensate con le maggiorazioni contrattuali.

Per le ore prestate oltre l'orario di 40 ore verrà corrisposta la maggiorazione del 20% da liquidarsi nei periodi di superamento.

I lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all'orario settimanale sia nei periodi di superamento che in quelli di corrispondente riduzione d'orario anche agli effetti degli istituti contrattuali.

Le modalità applicative, relative all'utilizzo delle riduzioni, rapportate alle esigenze organizzative aziendali, saranno definite congiuntamente, in tempo utile, in sede d'esame tra Direzione e RSU.

La presente normativa sulla flessibilità non prevede prestazioni domenicali, salve le ipotesi di turni continuativi e accordi tra le parti.

L'attuazione della flessibilità così come indicata è impegnativa per tutti i lavoratori interessati, salvo deroghe individuali a fronte di comprovati impedimenti.

* * * * *

In relazione alle peculiarità proprie del sistema produttivo alimentare, rigidamente condizionato dagli andamenti di mercato e delle materie prime, da stagionalità dei consumi e della produzione, da esigenze specifiche dei consumatori, le parti riconoscono l'importanza che le realtà industriali alimentari possano ricercare ulteriori strumenti concordati atti a favorire opportunità di crescita ed affermazione, con conseguenti positive implicazioni sulle condizioni e le opportunità di lavoro.

Le parti, nel confermare l'impianto normativo del punto 12 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" riconoscono che, per rispondere alle esigenze di flessibilità delle imprese attraverso soluzioni che tengano in opportuna considerazione anche le condizioni dei lavoratori, possano essere attivati negoziati per la definizione di intese, anche a titolo sperimentale, riferite all'intera azienda o a parti di essa, che prevedano il ricorso a soluzioni d'orario ulteriori e diverse rispetto a quanto previsto dal suddetto punto 12.

Tali intese potranno anche individuare, per i dipendenti coinvolti, diverse articolazioni dell'orario di lavoro inferiori a quello del citato punto 12, correlando la distribuzione nel tempo, la durata e la remunerazione della prestazione.

Le suddette intese a livello aziendale potranno altresì consentire ai lavoratori interessati da prestazioni eccedenti quanto contemplato dal summenzionato punto 12 di optare per il percepimento delle sole maggiorazioni previste, maturando correlativamente il diritto a riposi compensativi delle prestazioni effettuate, equivalenti sul piano dei costi, da utilizzare anche individualmente nel rispetto delle esigenze aziendali ed entro 12 mesi dalla maturazione.

Sono fatte salve le disposizioni e le soluzioni già definite sulla materia a livello aziendale.

Dichiarazione a verbale.

Premesso che la regolazione dell'orario di lavoro è di pertinenza delle parti sociali, le parti concordano che, in caso di approvazione di una disposizione di legge sulla riduzione dell'orario di lavoro, s'incontreranno per convenire gli eventuali adattamenti di tale disciplina alle caratteristiche del settore, anche al fine di evitare alterazioni agli equilibri complessivi di cui al presente CCNL.



13. L'art. 34 "GIORNI FESTIVI FESTIVITA' INFRASETTIMANALI E NAZIONALI"

è sostituito dal seguente:

Sono considerati giorni festivi quelli riconosciuti tali dallo Stato a tutti gli effetti civili e cioè:

a)le domeniche o i giorni di riposo settimanale compensativo; b)le festività nazionali del:


- 25 aprile;
- 1° maggio;

c)le festività infrasettimanali del:


- Capodanno (1° gennaio);
- Epifania (6 gennaio);
- lunedì dopo Pasqua;
- Assunzione (15 agosto);
- Ognissanti (1° novembre);
- Immacolata Concezione (8 dicembre);
- S. Natale (25 dicembre);
- 26 dicembre.

E' inoltre considerata festività il S. Patrono del luogo ove il dipendente lavora salvo quanto disposto dal punto 12 comma e), "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" (per le unità produttive ubicate nel Comune di Roma la giornata del 29 giugno: SS. Pietro e Paolo).

Lo speciale trattamento economico previsto per gli operai per le festività nazionali e per le festività infrasettimanali, per il quale si fa riferimento alle norme di legge e agli accordi interconfederali che disciplinano la materia, viene esteso anche agli impiegati.

Per la festività del S. Patrono del luogo ove il dipendente lavora sarà fatto al lavoratore il trattamento economico previsto per le festività infrasettimanali di cui alla lett. c) salvo quando detta festività cada in periodo di lavorazione. In detto caso, tra la Direzione e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa si concorderà altra giornata compensativa ad ogni effetto da stabilirsi in periodo di non lavorazione.

Qualora qualcuna delle festività infrasettimanali dovesse cadere di sabato o di domenica, tra la Direzione e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa si potrà concordare altra giornata compensativa ad ogni effetto: cosi pure qualora la ricorrenza del S. Patrono coincidesse con una festività nazionale o infrasettimanale.

Per quanto concerne le festività abolite con la legge 5.3.77 n. 54 e il DPR 28.12.85 n. 792, le 4 ex festività religiose sono state sostituite con i riposi individuali di cui al comma 20
- punto 12, "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera", mentre per le 2 festività del 2 giugno e del 4 novembre, la cui celebrazione è stata spostata alla domenica, il lavoratore beneficerà del trattamento economico per le festività che coincidono con la domenica.



14. L'art. 35 "FERIE"

è sostituito dal seguente:

Tutti i lavoratori avranno diritto ogni anno ad un periodo di ferie retribuite come segue:


- 22 giorni per anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti (per gli operai pari a 176 ore);
- 25 giorni per anzianità di servizio oltre i 3 anni compiuti (per gli operai pari a 200 ore).

Le ferie avranno normalmente carattere continuativo e la loro epoca sarà stabilita secondo le esigenze di lavoro, di comune accordo fra le parti e, di norma, nel periodo compreso dalla fine all'inizio della campagna.

Dal computo delle ferie sono esclusi i giorni festivi e le assenze giustificate di qualsiasi natura.

Non è ammessa la rinuncia tacita od espressa delle ferie.

L'azienda può richiamare in via del tutto eccezionale l'assente prima del termine del periodo di riposo quando necessità di servizio lo richiedono, fermo restando il diritto del dipendente di completare il periodo stesso in epoca successiva, con diritto altresì al rimborso delle eventuali spese di viaggio di andata ed eventuale ritorno.

Qualora il lavoratore nel suo periodo feriale fosse stato fuori sede avrà diritto al rimborso delle spese per andata ed eventuale ritorno.

In caso di sopravvenuta malattia durante il periodo delle ferie, è sospeso il periodo feriale con decorrenza dalla data della presentazione o dell'invio del certificato medico.

Nel caso di concessione di ferie collettive, al lavoratore che non ha maturato il diritto alle ferie intere, spetterà la frazione proporzionale ai mesi interi di servizio.

Ai fini della maturazione del diritto alle ferie, il periodo di servizio superiore ai 15 giorni sarà considerato mese intero.

L'assegnazione delle ferie non può aver luogo durante il periodo di preavviso.

In caso di risoluzione del rapporto di lavoro il dipendente avrà diritto alla corrispondente indennità sostitutiva in proporzione ai 12simi maturati.

I periodi di ferie fruiti con durata settimanale incideranno sulla spettanza nella misura di 5 giorni.

Nota a verbale.

Le ferie sono godute in via posticipata, ma esse maturano via via dal 1° mese di servizio, senza alcuna carenza. Da ciò discende che, nel passaggio da uno scaglione ad un altro, dal giorno successivo alla scadenza dello scaglione inferiore comincia a maturare l'aliquota relativa allo scaglione superiore e in caso di necessità di valutare la frazione di ferie sarà a tale nuovo scaglione che ci si dovrà riferire. Es.: Operai: fino al compimento del 3° anno: ore 176 all'anno; dal 1° giorno del 4° anno comincia a decorrere la misura di ore 200.

Norma transitoria.

Restano ferme le condizioni di miglior favore acquisite dagli impiegati in forza che abbiano maturato, all'1.8.74, il 10° anno d'anzianità di servizio o che abbiano maturato tale anzianità entro il 31.7.76.



15. L'art. 47 "MALATTIA E INFORTUNIO NON SUL LAVORO" e l'art. 48 "INFORTUNIO SUL LAVORO"

sono sostituiti dal seguente:

A)INFORTUNI SUL LAVORO

Ogni infortunio sul lavoro, quando anche consenta la continuazione della normale attività lavorativa, dovrà essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le cure di soccorso immediato ed effettuate le denunce di legge.

Conservazione del posto.

In caso d'infortunio sul lavoro, come pure in caso di malattia contratta in servizio per causa di servizio, i lavoratori non in prova con contratto di lavoro a tempo indeterminato avranno diritto alla conservazione del posto fino alla guarigione clinica o comunque per un periodo pari a quello per il quale viene corrisposta dall'INAIL l'indennità di inabilità temporanea assoluta.

Trattamento economico.

In caso d'infortunio sul lavoro per il quale intervenga l'INAIL, l'azienda corrisponderà all'operaio non in prova, dal 1° giorno di assenza dal lavoro e fino alla cessazione dell'indennità di invalidità temporanea erogata dal predetto Istituto assicuratore, un'integrazione di tale indennità in modo da raggiungere il 100% della retribuzione normale.

Tale integrazione, qualora nei periodi di lavorazione della barbabietola la prestazione complessiva fosse prestabilita in 48 ore settimanali distribuite in 6 giorni non in regime di flessibilità (cfr. paragrafo c) del punto 12), si riferirà all'intera predetta complessiva prestazione.

I lavoratori infortunati sul lavoro avranno diritto alla corresponsione della retribuzione normale dell'intera giornata in cui è avvenuto l'infortunio.

I lavoratori che fossero trattenuti per prestare la loro opera di assistenza o soccorso saranno retribuiti per tutto il tempo trascorso a tale fine nello stabilimento.

Agli impiegati le aziende corrisponderanno o integreranno la normale retribuzione fino alla guarigione clinica o alla dichiarazione d'invalidità.

B)MALATTIE ED INFORTUNI NON SUL LAVORO

L'assenza per malattia e per infortunio non sul lavoro deve essere comunicata anche telefonicamente all'azienda entro 4 ore dall'inizio del normale orario per i lavoratori giornalieri e, per i lavoratori turnisti, entro l'inizio del turno al quale doveva essere adibito il lavoratore interessato e comunque non oltre l'inizio del turno successivo, salvo il caso di giustificato impedimento, al fine di consentire all'azienda stessa di provvedere in tempo utile agli adattamenti organizzativi che si rendessero eventualmente necessari.

L'assenza deve essere comprovata mediante presentazione di certificato medico non oltre 3 giorni dall'inizio dell'assenza stessa.

Cosi come previsto dalla legge 30.4.62 n. 283 e dal successivo Regolamento 26.3.80 n. 327 i lavoratori assentatisi per causa di malattia per oltre 5 giorni dovranno presentare il certificato medico dal quale risulti che gli stessi non presentano pericolo di contagio dipendente dalla malattia medesima. Detti certificati dovranno essere rilasciati dai medici curanti o dai medici di cui all'art. 5, comma 3, legge 20.5.70 n. 300.

Conservazione del posto
- Periodo di comporto.

In caso di malattia o infortunio non sul lavoro regolarmente accertati, i lavoratori non in prova con contratto di lavoro a tempo indeterminato avranno diritto alla conservazione del posto per i periodi di tempo di seguito indicati (purché non si trovino in stato di preavviso per già comunicato licenziamento o dimissioni):

a)anzianità fino a 5 anni compiuti
- mesi 6; b)anzianità oltre i 5 anni
- mesi 12.

Cesserà per l'azienda l'obbligo della conservazione del posto e del trattamento economico qualora il lavoratore abbia raggiunto in complesso, durante i 17 mesi antecedenti, i limiti massimi previsti dalla lett. a) e, durante i 24 mesi antecedenti per il caso previsto dalla lett. b), anche in caso di diverse malattie.

Eguale diritto spetterà al lavoratore nel periodo di preavviso fino alla scadenza del periodo di preavviso stesso.

Almeno 24 ore prima che siano superati i limiti di conservazione del posto, il lavoratore a tempo indeterminato, perdurando lo stato di malattia, potrà usufruire, previa richiesta scritta, di un periodo di aspettativa di durata non superiore a mesi 8 durante il quale non decorrerà retribuzione né si avrà decorrenza d'anzianità per alcun istituto; anche per l'aspettativa il lavoratore continuerà ad inviare regolari certificazioni mediche.

A tal fine la Direzione aziendale, su richiesta del dipendente o dei suoi familiari, fornirà lo stato di applicazione della norma contrattuale.

Alla scadenza dei termini sopra indicati l'azienda, ove proceda al licenziamento, corrisponderà al lavoratore il trattamento di licenziamento ivi compresa l'indennità sostitutiva del preavviso.

Qualora la prosecuzione della malattia oltre i termini suddetti non consenta al lavoratore di riprendere servizio, il lavoratore stesso potrà risolvere il rapporto di lavoro con diritto al solo TFR. Ove ciò non avvenga e l'azienda non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso salvo la decorrenza dell'anzianità agli effetti della misura del preavviso e della rivalutazione del TFR maturato al momento di fine comporto.

Il trattamento economico e normativo previsto dal presente articolo si applica nell'ambito del periodo contrattuale di conservazione del posto anche in caso di Tbc. In tale ipotesi il trattamento ha carattere integrativo di quanto erogato dall'INPS.

Trattamento economico.

Operai.

Le aziende integreranno senza carenza alcuna fino ad un massimo di 6 mesi il trattamento economico percepito dagli operai ammalati, in base alle norme legislative in materia di assistenza malattia, con un importo giornaliero fino al raggiungimento del 100% della retribuzione normale.

Per gli operai ammalati aventi un'anzianità di oltre 5 anni compiuti, si prevede un trattamento economico pari al 50% della retribuzione normale fino ad ulteriori 6 mesi di malattia.

Tale integrazione, qualora nei periodi di lavorazione della barbabietola la prestazione complessiva fosse prestabilita in 48 ore settimanali distribuite in 6 giorni non in regime di flessibilità (cfr. paragrafo c) del punto 12), si riferirà all'intera predetta complessiva prestazione.

Impiegati.

Resta ovviamente fermo nelle sue forme, modalità e limiti, il trattamento economico degli impiegati (1).

(1) Detto trattamento economico, fermo restando i nuovi periodi di conservazione del posto, resta, quindi, riferito agli scaglioni del precedente CCNL 12.7.74. La normale retribuzione per gli impiegati sarà quindi corrisposta per:


- 6 mesi fino a 5 anni di anzianità;
- 8 mesi da oltre 5 fino a 10 anni di anzianità;
- 12 mesi oltre 10 anni di anzianità.

Disposizioni comuni per la malattia e gli infortuni sul lavoro e non.

Al termine del periodo di assenza dal lavoro, il lavoratore dovrà presentarsi alla Direzione aziendale per ricevere disposizioni relativamente alla ripresa del proprio lavoro: la Direzione prima di riammetterlo in servizio potrà sottoporlo a visita medica di controllo da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico onde accertarne l'idoneità fisica.

Ove dalla malattia o dall'infortunio derivi una minorazione parziale della capacità lavorativa del lavoratore, le condizioni del rapporto di lavoro potranno essere adeguatamente modificate in relazione alla minorata capacità lavorativa del lavoratore stesso.

I periodi di malattia e dell'inabilità al lavoro verranno computati a tutti gli effetti dell'anzianità di servizio, nei limiti di cui al comma 4 del punto B) del presente articolo.

Le aziende possono richiedere il controllo delle assenze per infermità attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti.

Ai lavoratori non in prova con contratto a tempo determinato, il trattamento di malattia o infortunio di cui al presente articolo sarà applicato, in conformità delle vigenti disposizioni di legge, sino alla scadenza del termine prefissato. In caso di malattia l'integrazione aziendale sarà effettuata per un periodo non superiore a quello per il quale è dovuta l'indennità economica da parte dell'INPS e comunque sempre non oltre la scadenza del termine prefissato.

Le aziende anticiperanno, in conformità e nei limiti delle vigenti norme di legge, anche le indennità a carico degli istituti assicuratori, a condizione che le stesse non siano soggette a contribuzione e che sia garantito il rimborso attraverso conguaglio da parte degli istituti predetti o altro sistema analogo.

Reperibilità in caso di assenza dal lavoro per malattia o infortunio non sul lavoro.

Fermo restando quanto previsto dalle vigenti leggi in materia, il lavoratore deve rendersi reperibile al proprio domicilio fin dal 1° giorno e per tutto il periodo della malattia dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00 per consentire il controllo dell'incapacità lavorativa per malattia, indipendentemente dalla natura dello stato morboso.

Nel caso in cui a livello territoriale le visite di controllo siano effettuate su iniziative dell'ente preposto ai controlli di malattia in orari diversi, le fasce orarie di cui sopra saranno adeguate ai criteri organizzativi locali. Sono fatte salve le eventuali documentate necessità di assentarsi dal domicilio per visite, prestazioni ed accertamenti specialistici, nonché per le visite di controllo e in tali casi il lavoratore darà preventiva informazione all'azienda.

Nel caso in cui il lavoratore abbia impedito, senza giustificata ragione sanitaria, il tempestivo accertamento dello stato d'infermità, lo stesso è obbligato al rientro immediato in azienda. In tale ipotesi l'assenza sarà perseguibile con i provvedimenti disciplinari di cui all'art. 68. Costituisce altresì grave inadempimento contrattuale lo svolgimento di attività lavorativa anche a titolo gratuito durante l'assenza.

Ogni mutamento d'indirizzo durante il periodo dì malattia o infortunio non sul lavoro deve essere preventivamente comunicato all'azienda.

Dichiarazione su patologie di particolare gravità e su stati di tossicodipendenza.

A)Patologie di particolare gravità.

Per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori in condizioni di:


- uremia cronica;
- talassemia ed emopatie sistematiche;
- neoplasie;

si fa anzitutto riferimento alla prassi INPS applicativa delle disposizioni assistenziali vigenti.

Al di fuori dell'ambito entro il quale dette disposizioni ravvisino uno stato morboso assistibile, le aziende concederanno compatibilmente con le esigenze di servizio, ai lavoratori che denuncino le condizioni sopra indicate, permessi ai sensi dell'art. 40 del vigente CCNL.

Analoghi permessi, sempre ai sensi dell'art. 40 del presente CCNL, potranno essere concessi anche ai dipendenti per l'assistenza di familiari a carico affetti da malattie allo stadio terminale.

La richiesta dei permessi di cui sopra va formulata con congruo anticipo.

B) Stati di tossicodipendenza.

I permessi di cui al precedente punto A) potranno essere anche accordati, sempre compatibilmente con le esigenze di servizio, ai lavoratori tossicodipendenti o ai lavoratori che abbiano a carico familiari tossicodipendenti per i quali vi sia la documentata necessità di terapie riabilitative da effettuarsi presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale o presso strutture specializzate riconosciute dalle istituzioni o ancora presso sedi o comunità terapeutiche.

Fermo restando quanto sopra, ai sensi e per gli effetti del Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza (DPR 9.10.90 n. 309), il lavoratore del quale viene accertato lo stato di tossicodipendenza e che intende accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle USL e di altre strutture terapeutico
- riabilitative e socio
-assistenziali, se assunto a tempo indeterminato, ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione della prestazione lavorativa è dovuta all'esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a 3 anni, secondo le specifiche modalità di seguito definite.

Il dipendente che intende avvalersi di detto periodo di aspettativa è tenuto a presentare alla Direzione dell'azienda la documentazione di accertamento dello stato di tossicodipendenza rilasciata dal servizio pubblico per le tossicodipendenze e il relativo programma di riabilitazione ai sensi dell'art. 122 del citato Testo Unico.

Il dipendente interessato dovrà inoltre presentare, con periodicità mensile, la documentazione rilasciata dalla struttura presso la quale sta eseguendo il programma terapeutico attestante l'effettiva prosecuzione del programma stesso.

Il rapporto di lavoro s'intende risolto qualora il lavoratore non riprenda servizio entro 7 giorni dal completamento della terapia di riabilitazione o dalla scadenza del periodo massimo di aspettativa, ovvero dalla data dell'eventuale volontaria interruzione anticipata del programma terapeutico.

Previa richiesta scritta, l'azienda potrà concedere ai lavoratori che ne facciano richiesta per la necessità, attestata dal servizio pubblico per le tossicodipendenze, di concorrere al programma terapeutico e socio
-riabilitativo seguito da un familiare tossicodipendente, un periodo di aspettativa
- compatibilmente con le esigenze tecnico
-produttive
- non superiore a 4 mesi.

Durante i suddetti periodi di aspettativa, che non sono frazionabili e che potranno essere concessi 1 volta sola, non decorrerà retribuzione, ne si avrà decorrenza d'anzianità di servizio per alcun istituto di legge e/o di contratto.

Nell'attuazione degli adempimenti disciplinati dal presente articolo, sarà posta particolare attenzione a tutela della riservatezza dei soggetti interessati.

In occasione dei suddetti periodi di aspettativa, l'azienda potrà ricorrere ad assunzioni a tempo determinato ai sensi dell'art. 99, legge 26.6.90 n. 162, in attuazione dell'art. 23, legge 28.2.87 n. 56.

FEDERALIMENTARE e le Associazioni del Settore e le OO.SS. stipulanti (FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL) convengono di studiare una proposta, da sottoporre congiuntamente al Consiglio d'amministrazione dell'INPS, che definisca specifiche forme di assistenza economico
-sanitaria nei confronti dei soggetti tossicodipendenti anche nelle situazioni in cui la dipendenza da sostanze tossiche non costituisca una condizione equiparabile a malattia, ma determini comunque uno stato che richieda interventi di cura e di assistenza.



16. L'art. 50 "Modalità di corresponsione della retribuzione"

è sostituito dal seguente, che sostituisce pure il "CHIARIMENTO A VERBALE" (mensilizzazione) dell'art. 51 "MINIMI TABELLARI MENSILI":

Trattamento economico
- Modalità di corresponsione.

1)Composizione della retribuzione:

A tutti gli effetti del presente contratto si conviene:

1.Per retribuzione di fatto s'intende l'importo risultante dalla somma dei seguenti elementi:

a)minimo tabellare contrattuale riferito al livello di appartenenza; b)eventuali aumenti di merito; c)eventuali aumenti periodici d'anzianità.

2.Per retribuzione normale s'intende l'importo risultante dalla somma dei seguenti elementi:

a)retribuzione di fatto come sopra definita; b)quote consolidate dell'indennità di contingenza.

3.Per retribuzione globale s'intende l'importo risultante dalla somma dei seguenti elementi:

a)retribuzione normale come sopra definita; b)tutte le indennità continuative e di ammontare determinato, concessioni in natura che abbiano carattere di retribuzione, nonché eventuali retribuzioni a percentuali.

Nelle retribuzioni di fatto, normale, globale di cui sopra, si terrà conto anche del premio di produzione fisso mensile di cui al paragrafo 2) del punto 19 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" per i riflessi su tutti gli istituti contrattuali, eccezione fatta, ovviamente, per i seguenti istituti:


- aumenti periodici d'anzianità (punto 17, Disp. spec.);
- indennità maneggio denaro (punto 20, Disp. spec.);
- compenso per trasferimento (punto 22, Disp. spec.);
- maggiorazione di zona (punto 28, Disp. spec.);
- indennità stazioni disagiate (art. 57).

2)Minimi tabellari contrattuali.

I minimi tabellari contrattuali sono quelli risultanti dall'art. 51. Per la determinazione della quota oraria della retribuzione normale si divide la retribuzione normale mensile per 174.

3)Modalità di corresponsione della retribuzione.

La corresponsione della retribuzione verrà effettuata a periodi mensili, secondo le consuetudini ed avverrà con l'osservanza delle modalità di legge. Le retribuzioni mensili di cui alle corrispondenti tabelle dell'art. 51 si realizzano con una prestazione lavorativa di 40 ore settimanali. Le ore non lavorate per ferie, congedo matrimoniale, festività nazionali e infrasettimanali, permessi retribuiti, malattia ed infortunio saranno computate ai fini del calcolo dell'orario settimanale di lavoro. In caso di contestazione su uno o più elementi costitutivi della retribuzione, dovrà essere intanto corrisposta al lavoratore la parte non contestata. Agli operai sarà corrisposto, se richiesto, un acconto pari a circa il 90% della quota parte della retribuzione normale mensile relativa alle prestazioni effettuate. Non saranno accettati reclami sulla rispondenza della somma pagata con quella indicata sulla busta
-paga o prospetto, nonché sulla qualità della moneta se non all'atto del pagamento.

4)Danni e trattenute per risarcimento.

I danni che importino trattenute per risarcimento devono essere contestati al lavoratore non appena venuti a conoscenza dell'azienda e le relative trattenute saranno fissate in rapporto all'entità del danno arrecato e alle circostanze in cui esso si è verificato. Qualsiasi ritenuta per risarcimento di danni dovrà essere rateizzata in modo da non superare il 10% della retribuzione normale, salvo che non intervenga la risoluzione del rapporto di lavoro.



17. L'art. 53 "AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA'"

è sostituito dal seguente:

I lavoratori, a partire dall'1.5.80, per l'anzianità di servizio continuativo maturata presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso delle fabbriche facenti capo alla stessa società), avranno diritto, indipendentemente da qualsiasi aumento di merito, a maturare 5 aumenti biennali periodici d'anzianità in cifra fissa, negli importi unitari consolidati per i singoli livelli d'inquadramento di cui alla tabella sotto riportata (1):

liv. valori valori in lire in euro (*) 1S 99.570 51,42 1 86.580 44,71 2 71.430 36,89 3A 62.770 32,42 3 56.270 29,06 4 51.950 26,83 5 47.615 24,59 6 43.285 22,35

(*) I valori in Euro sono stai calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, così come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.

Il numero degli aumenti periodici d'anzianità maturati prima dell'1.6.95 è considerato utile ai fini del raggiungimento del numero massimo degli aumenti periodici previsti dal comma 1 del presente articolo.

Per i lavoratori che al 31.5.80 avevano maturato tutti gli scatti previsti dalla precedente regolamentazione contrattuale, l'anzianità utile per la maturazione dei 5 nuovi scatti inizia a decorrere dall'1.6.80.

Per i lavoratori che al 31.5.80 non avevano maturato tutti gli scatti previsti dalla precedente regolamentazione contrattuale, il primo dei 5 nuovi scatti decorre allorquando è stato maturato il biennio, computandosi a tale effetto la frazione di biennio già trascorsa al 31.5.80.

Decorrenza.

Impiegati: dal mese in cui si compie il biennio.

Operai: dal giorno in cui si compie il biennio.

Gli aumenti periodici d'anzianità non possono essere assorbiti da eventuali aumenti di merito né questi potranno essere assorbiti dagli aumenti periodici d'anzianità maturati o da maturare.

In caso di passaggio di livello, l'importo già maturato sarà riconosciuto nella misura del valore unitario previsto per il livello di arrivo, restando inteso che gli scatti biennali saranno sempre pari ad un massimo di 5 per singolo dipendente.

Fermo restando quanto previsto dal precedente comma, gli importi unitari di cui alla tabella sopra riportata restano consolidati e non sono soggetti più ad alcun ricalcolo e variazione.

In caso di trasferimento verranno mantenuti gli importi in cifra di cui al comma 1, fermo restando, peraltro, che non potrà essere peggiorato il trattamento complessivamente goduto dal lavoratore nella località di provenienza.

Nota a verbale.

Per gli aumenti periodici d'anzianità maturati fino al 30.4.80 e consolidati in cifra (scatti consolidati) non si effettuerà, ovviamente, alcun calcolo o ricalcolo riferito ai minimi e indennità di contingenza secondo la precedente normativa contrattuale.

Dichiarazione.

Le parti riconoscono e si danno reciprocamente atto che con il nuovo sistema retributivo (conglobamento dell'elemento aggiuntivo e dei 34 punti di contingenza, trasferimento nei minimi di vari addendi retributivi, riparametrazione dei minimi) e con la contestuale riforma dell'istituto degli aumenti periodici d'anzianità si è realizzato un sistema globalmente più favorevole per la generalità dei lavoratori.



18. L'art. 54 "TREDICESIMA E QUATTORDICESIMA MENSILITA'"

è sostituito dal seguente:

Tredicesima mensilità.

In occasione della ricorrenza del S. Natale l'azienda corrisponderà ai lavoratori una 13a mensilità (174 ore) di retribuzione normale, compresa l'eventuale indennità di mensa.

Nel caso d'inizio o di cessazione del rapporto durante il corso dell'anno, il lavoratore avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 13a mensilità per quanti sono i mesi interi di servizio prestato: a tal fine il periodo di servizio superiore ai 15 giorni sarà considerato mese intero.

Le assenze dal lavoro per malattia, infortunio o permessi retribuiti non danno luogo a decurtazione della 13a mensilità.

La 13a mensilità verrà corrisposta qualche giorno prima della ricorrenza natalizia.

Gratifica speciale o quattordicesima mensilità.

A tutti i lavoratori verrà riconosciuta una gratifica speciale nella misura di 226 ore di retribuzione normale.

La corresponsione di tale gratifica avverrà unitamente alla retribuzione del mese di giugno di ogni anno in unica soluzione.

A coloro che saranno stati presenti durante tutto il periodo 1° luglio
- 30 giugno la gratifica sarà corrisposta integralmente nella misura sopra indicata, mentre essa sarà frazionata in 12simi in proporzione ai mesi di effettivo servizio nei casi d'inizio, interruzione o sospensione del rapporto di lavoro durante il periodo stesso.

A tal fine il periodo di servizio superiore ai 15 giorni è considerato mese intero.

Le assenze dal lavoro per malattia, infortunio o permessi retribuiti non danno luogo a decurtazione della 14a mensilità.

Protocollo aggiuntivo n. 1.

La retribuzione, inerente la 13a e 14a mensilità e quella differita ad essa equiparata, maturata dal lavoratore in malattia, infortunio non sul lavoro, gravidanza e puerperio è a carico dell'azienda esclusivamente per la quota
-parte non indennizzata in forza di disposizioni legislative e/o di altre norme.

Protocollo aggiuntivo n. 2.

Per quanto concerne la determinazione delle voci retributive da calcolare sulla 14a mensilità per la parte eccedente le 174 ore
- secondo questa condizione di miglior favore esclusiva del settore saccarifero
- si fa rinvio alle intese assunte e a quanto a suo tempo disposto e operativamente attuato per il calcolo sulla 14a medesima, nel limite mensile di 174 ore, della voce "Premio di produzione fisso mensile" di cui al paragrafo 2 del punto 19 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera".



19. L'art. 6 "CONTRATTAZIONE AZIENDALE" e l'art. 55 "PREMIO PER OBIETTIVI"

sono sostituiti dal seguente:

"CONTRATTAZIONE AZIENDALE
- PREMIO DI PRODUZIONE E PREMIO PER OBIETTIVI"

La contrattazione aziendale riguarderà le materie per le quali nel presente contratto è prevista tale possibilità nei limiti e secondo le procedure specificatamente indicate, e ciò nel rispetto del principio secondo cui tale contrattazione non può avere ad oggetto materie già definite in altri livelli di negoziazione.

In applicazione degli Accordi di settore 13.1.94 e 12.5.94, soggetti negoziali di parte sindacale per la contrattazione aziendale sono le RSU e, secondo le indicazioni fornite dal Protocollo 20.12.93 e la prassi esistente, le strutture delle OO.SS. stipulanti il CCNL.

1)E' stabilito un premio di £. 91 per ogni quintale peso netto di zucchero prodotto. Detto premio sarà ripartito fra tutti gli operai e impiegati di fabbrica nella stessa misura e a seconda delle giornate di presenza in fabbrica per ogni operaio o impiegato, stabile o avventizio, durante la campagna. Detto premio verrà riconosciuto sul quintalato di zucchero prodotto dalla fabbrica sia esso greggio, cristallino o raffinato. Il premio sul quintalato per le raffinerie pure sarà di £. 36,40 per quintale di zucchero raffinato
- peso netto
- e verrà ripartito fra gli operai ed impiegati in relazione alle giornate di presenza al lavoro nel periodo a cui si riferisce il premio liquidato. Quando il sugo denso o altri semilavorati vengano prodotti da una fabbrica e trasferiti per essere raffinati ad altra fabbrica, il premio di produzione complessivo viene stabilito in £. 127,40 per ogni quintale peso netto di zucchero raffinato da ripartirsi tra gli addetti alle 2 fabbriche interessate in ragione di £. 63,70 per ciascuna. Per gli zuccherifici che producono zucchero raffinato il premio di raffinazione si intende assorbito dal premio di produzione zucchero; il premio speciale di raffinazione verrà solamente corrisposto per raffinato ricavato da greggio proveniente da altre fabbriche. Con le stesse norme sarà corrisposto ai dipendenti delle distillerie un premio di £. 36,40 per ogni ettanidro di alcool prodotto e a quelli dei lievitifici un premio di £. 36,40 per ogni quintale di lievito prodotto, salvo le condizioni preesistenti di maggiore favore. Agli effetti del computo delle giornate di presenza al lavoro, per la ripartizione dei premi suddetti, sono considerati "presenti" gli assenti per infortunio o malattia rispettivamente ammessi a indennizzo o sussidio, sempre quando le assenze per tali causali abbiano avuto inizio durante il corso delle lavorazioni. Il premio di produzione di cui sopra è esteso anche ai dipendenti delle sedi; ad essi il premio sarà corrisposto in un importo pari alla media dei premio 'pro capite' percepito al termine della campagna bieticola negli stabilimenti produttivi. Le misure unitarie di cui sopra resteranno invariate anche per gli anni successivi, né saranno oggetto di nuove integrazioni.

2)Per i lavoratori a tempo indeterminato il premio di produzione è articolato in 2 parti, costituite rispettivamente di un importo fisso mensile per tutte le mensilità di retribuzione, a fronte dello specifico lavoro svolto dai suddetti dipendenti fissi, nonché dalla parte variabile determinata come al precedente punto 1). L'importo fisso mensile suddetto è determinato, per ciascun livello, come segue:

liv. valori valori in lire in euro (*) 1S 99.570 51,42 1S 137.227 70,87 1 119.328 61,63 2 98.446 50,84 3A 86.513 44,68 3 77.563 40,06 4 71.597 36,98 5 65.630 33,90 6 59.664 30,81

(*) I valori in Euro sono stati calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, così come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.

Il premio fisso mensile di cui sopra sarà corrisposto anche agli avventizi di intercampagna e, limitatamente ai periodi per i quali non si corrisponde il "premio zucchero" di cui al precedente punto 1), anche agli avventizi delle campagne bieticola e di raffinazione. Il premio di produzione di cui al presente punto 2) sarà conteggiato anche sulla 13a mensilità e sulla Gratifica Speciale o 14a mensilità, nonché sulla Gratifica venticinquennale.

3)In conformità all'Accordo stipulato in sede nazionale il 13.1.94 è, infine, concordata l'istituzione di un premio per obiettivi. Fermo restando il rispetto delle coerenze complessive in tema di politica dei redditi e il riferimento all'andamento economico del l'impresa e alla sua redditività, e tenendo conto della produttività eventualmente già utilizzata, per riconoscere gli aumenti retributivi a livello di CCNL, è prevista una contrattazione aziendale a contenuto economico, indirizzata al miglioramento dell'efficienza aziendale e dei risultati di gestione. Al fine dell'acquisizione di elementi di conoscenza comune per la definizione degli obiettivi della contrattazione aziendale a contenuto economico, le parti valuteranno preventivamente le condizioni dell'impresa e del lavoro, le sue prospettive di sviluppo anche occupazionale, tenendo conto dell'andamento e delle prospettive della competitività e delle condizioni essenziali di redditività. Tale contrattazione sarà esclusivamente quella avente ad oggetto premi per obiettivi con le seguenti caratteristiche:

a)in coerenza con le strategie dell'impresa e con quanto previsto al punto 3) del capitolo Assetti contrattuali dell'Accordo interconfederale 23.7.93 confermato dal Protocollo 1.2.99, che s'intende integralmente richiamato, le erogazioni saranno direttamente e sistematicamente correlate ai ri sultati conseguiti con la realizzazione di programmi aziendali, concordati tra le parti, aventi per obiettivo, fra gli altri, incrementi di redditività, di produttività, di competitività, di qualità. In particolare, per il settore saccarifero, potrà aversi riguardo ai parametri produttivi correlati al conseguimento delle quote comunitarie attribuite a vario titolo ad ogni singola società o gruppo. In relazione allo stato di attuazione dei citati programmi saranno possibili verifiche tecniche sui parametri di riferimento; b)le erogazioni di cui sopra devono avere caratteristiche tali da consentire l'applicazione del particolare trattamento contributivo previsto dalla normativa di legge emanata in attuazione del richiamato Protocollo 23.7.93; c)tali erogazioni hanno la caratteristica di totale variabilità e non determinabilità a priori.

La durata degli accordi economici di cui al presente punto è di 4 anni e la contrattazione per il loro rinnovo avverrà nel rispetto del principio dell'autonomia dei cicli negoziali al fine di evitare sovrapposizioni e, pertanto, essendo stata attivata nelle sue varie componenti e conclusa nelle aziende del comparto saccarifero per la prima volta
- in attuazione dell'Accordo di settore 13.1.94
- nel corso del suddetto anno, e rinnovata nell'anno 1998, la predetta contrattazione non potrà comunque avere luogo prima del gennaio 2002. La piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale sarà presentata in tempo utile per consentire l'apertura delle trattative 2 mesi prima della sua scadenza. La contrattazione aziendale a contenuto economico di cui al presente articolo si svolgerà in condizioni di assoluta normalità sindacale, con esclusione in particolare del ricorso ad agitazioni di qualsiasi tipo, per un periodo di 2 mesi dalla presentazione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo dell'accordo precedente e, comunque, fino a 1 mese successivo alla sua scadenza.

4)Sino a tutto il 31.12.01, le imprese che non abbiano in passato realizzato la contrattazione sia dell'ex premio di produzione che di quello per obiettivi, erogheranno in sostituzione del premio medesimo il premio negli importi sotto indicati. Tali importi assorbono fino a concorrenza eventuali erogazioni unilaterali a qualsiasi titolo corrisposte comprese quelle svolgenti funzione analoga agli istituti di cui sopra. I predetti emolumenti non sono computabili su alcun istituto legale o contrattuale e non sono riconducibili alla nozione di retribuzione di cui all'ultimo comma dell'art. 31.

premi pari liv. parametro (in lire) ad euro dal (*) 1.1.98 1S 230 32.200 16,63 1 200 28.000 14,46 2 165 23.100 11,93 3A 145 20.300 10,48 3 130 18.200 9,40 4 120 16.800 8,68 5 110 15.400 7,95 6 100 14.000 7,23

A far data dall'1.1.02, le aziende che non abbiano in passato realizzato la contrattazione del premio per obiettivi di cui al presente articolo erogheranno in sostituzione dello stesso il premio di cui alla tabella di seguito riportata:

premi pari liv. parametro (in lire) ad euro dal (*) 1.1.98 1S 230 47.800 24,69 1 200 41.500 21,43 2 165 34.300 17,71 3A 145 30.100 15,55 3 130 27.000 13,94 4 120 24.900 12,86 5 110 22.800 11,78 6 100 20.800 10,74

(*) I valori in Euro sono stati calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, così come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.

Tali importi, erogati per 12 mensilità, assorbono fino a concorrenza eventuali erogazioni svolgenti funzione analoga agli istituti di cui sopra.

Gli importi suddetti non hanno riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e/o di legge, diretti e/o indiretti di alcun genere, in quanto le parti hanno definito tali importi in senso onnicomprensivo tenendo conto in sede di quantificazione di qualsiasi incidenza.

Inoltre, ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 297/82 e in applicazione dell'art. 73 del presente CCNL, gli importi di cui sopra sono esclusi dal computo del TFR.

Nota a verbale.

Qualora FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL dovessero, con altre associazioni di datori di lavoro di imprese industriali, concordare condizioni meno onerose di quelle previste nei commi 1
-2
-3 del presente paragrafo 4) e nella tabella ivi richiamata, tali condizioni s'intendono estese alle aziende rappresentate dalle associazioni Industriali firmatarie del presente CCNL.

Norma transitoria.

Qualora la normativa di legge sul trattamento contributivo delle erogazioni aziendali di cui al punto b) del presente articolo entri in vigore successivamente alla stipulazione degli accordi aziendali, verranno effettuati, laddove necessari, gli adattamenti tecnici per ricondurre le relative erogazioni economiche ai criteri della sopravvenuta normativa di legge, in coerenza con gli obiettivi assunti dal citato Protocollo 23.7.93, in un quadro di invarianza delle erogazioni nette previste per i dipendenti ai conseguimento dei risultati realizzati sulla base dei programmi di cui alla lett. a) del presente articolo. La suddetta invarianza si riferisce esclusivamente alla particolare contribuzione di cui al Protocollo 23.7.93. Ciò significa che, in caso di innovazioni legislative sul fronte fiscale o su quello contributivo ma non riconducibili alla normativa richiamata, tale invarianza non potrà essere invocata.



20. L'art. 56 "INDENNITA' MANEGGIO DENARO
- CAUZIONE"

è sostituito dal seguente:

All'incaricato di normale maneggio di denaro con oneri per errori verrà corrisposta una particolare indennità commisurata al 5% sulla retribuzione normale mensile.



21. L'art. 59 "TRASFERTE"

è sostituito dal seguente:

Al lavoratore inviato in trasferta per ragioni di servizio spetterà il rimborso di tutte le spese a base di lista oppure un forfait
-diaria salvo che l'azienda provveda direttamente all'alloggio e/o ad un servizio di mensa.

Il rimborso delle spese a base di lista comprende le spese di viaggio, di vitto e di pernottamento da documentarsi nonché di quelle minori spese che pure debbono venire dettagliate; questo tipo di rimborso trova normalmente applicazione per brevi missioni.

Il forfait
-diaria vigente dall'1.1.99 fino al 30.6.99 è stabilito nei seguenti importi:

a)£. 62.924 giornaliere per trasferte che comportino il consumo di 2 pasti (£. 18.877 a pasto) e il pernottamento fuori residenza (£. 25.170) oltre il rimborso delle spese di viaggio andata
-ritorno con mezzi pubblici per 1 sola volta; b)£. 19.017 giornaliere per trasferte che comportino il solo consumo di 1 pasto fuori residenza, oltre al rimborso delle spese di viaggio giornaliere andata
- ritorno con mezzi pubblici.

A decorrere dall'1.7.99 tali importi giornalieri saranno maggiorati di £. 360 e di £. 125 giornaliere moltiplicate per la differenza, calcolata sino al 2° decimale, tra i valori medi dell'indice ufficiale costo
-vita ISTAT, da riconoscere all'inizio di ogni semestre solare.

Per i casi che non rientrassero in quelli sopra previsti il forfait
-diaria si concorderà tra la Direzione e l'interessato.

Nessun lavoratore può rifiutarsi di essere inviato in missioni o trasferte per ragioni di servizio, salvo motivo di giustificato impedimento.

In caso di controversia per trasferte di durata prevista non inferiore a 3 mesi si procederà ad un esame preventivo con la RSU o con il Comitato esecutivo della stessa.

Il lavoratore che ritenga, per giustificato impedimento, di trovarsi nella condizione di non poter aderire alla disposizione dell'azienda di essere inviato in trasferta, potrà farsi assistere in sede di controversia dalla RSU o dal Comitato esecutivo della stessa per l'esame della validità delle motivazioni addotte.

Le indennità forfettarie concordate tra le parti interessate non hanno natura retributiva anche se corrisposte con continuità ai lavoratori che prestano attività lavorativa in luoghi variabili e diversi da quello della sede aziendale e/o di assunzione.

Le parti confermano che le indennità cosi come disciplinate nel comma precedente continuano ad essere escluse dal calcolo della retribuzione spettante per tutti gli istituti di legge e/o di contratto.



22. L'art. 60 "TRASFERIMENTI"

è sostituito dal seguente:

Il lavoratore può essere trasferito da un'unità produttiva a un'altra per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

La Direzione aziendale, preventivamente al trasferimento, esporrà al lavoratore interessato le motivazioni che lo determinano, consultandolo al fine della migliore conoscenza delle sue situazioni personali e familiari per prenderle, ove esistano, nella debita considerazione.

Qualora l'azienda intenda risolvere il rapporto di lavoro del lavoratore che rifiuti il trasferimento ad altra sede o unità produttiva nei termini del presente articolo, procederà alla liquidazione dell'interessato corrispondendogli quanto previsto agli artt. 72 e 73 (cosi come rispettivamente sostituiti dai punti 24 e 25 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera"); tuttavia il lavoratore interessato in caso di controversia potrà chiedere un esame preventivo tra la Direzione e la RSU o il Comitato esecutivo della stessa e solo dopo l'esaurimento di tale esame la risoluzione del rapporto di lavoro potrà divenire operante.

Il trasferimento non può peggiorare il trattamento complessivamente goduto dal lavoratore nella località di provenienza.

Al lavoratore trasferito, salvo miglior trattamento in uso presso le singole aziende, sarà corrisposto il rimborso delle spese di viaggio e di trasporto per sé, per le persone di famiglia e per gli effetti familiari (mobilio, bagagli, ecc.), nonché il rimborso di quelle eventuali maggiori spese per assicurazioni, buonuscite, allacciamenti (luce, gas, acqua, ecc.), scissione di contratto di locazione di cui, in conseguenza del trasloco, venisse ad essere gravato nei confronti della vecchia residenza, previ opportuni accordi con l'azienda.

Oltre a quanto sopra, al trasferito che già fruiva di alloggio affittatogli dall'azienda questa gli assegnerà alle stesse condizioni analogo alloggio; negli altri casi l'azienda, ove abbia la disponibilità di alloggio, lo metterà a disposizione ad equo canone, in caso contrario terrà conto dell'eventuale maggiore spesa del lavoratore per il fitto di un alloggio corrispondente nelle caratteristiche a quello da lui abitato nella località di provenienza.

Al lavoratore trasferito verrà versato, a titolo di indennizzo straordinario 'una tantum', un importo equivalente a 120 ore di retribuzione normale e in aggiunta 40 ore di retribuzione normale per ogni familiare a carico. Se il lavoratore è celibe e senza familiari a carico l'indennizzo straordinario sarà equivalente a 100 ore di retribuzione normale.

Nell'eventualità di licenziamento del dipendente già trasferito, spetterà allo stesso il rimborso di tutte le spese previste al 4° capoverso del presente articolo per il ritorno alla residenza di provenienza.

In caso di decesso del dipendente, il rimborso di tali spese spetterà ai suoi familiari.



23. L'art. 62 "SICUREZZA E SALUTE DEI LAVORATORI SUL LUOGO Di LAVORO"

è sostituito dal seguente.

In applicazione di quanto previsto dal D.lgs. n. 626 del 19.9.94, dall'Accordo interconfederale 22.6.95, nonché dell'Accordo nazionale 26.10.95 tra FEDERALIMENTARE
- FAT, FLAI, UILA
- le cui disposizioni s'intendono integralmente richiamate
- e in relazione alle competenze ivi attribuite alla contrattazione nazionale di categoria, la disciplina del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel settore saccarifero è la seguente.

1)Rappresentante per la sicurezza (RLS).

In ciascuna unità produttiva sarà eletto/designato un RLS, all'interno delle RSU previste con un massimo di 6 componenti.

L'elezione/designazione del RLS dovrà essere tempestivamente comunicata all'azienda e ad ASSOZUCCHERO. L'azienda ne darà notizia all'associazione territoriale competente.

2)Modalità e procedure per l'elezione o designazione del rappresentante per la sicurezza.

Per quanto concerne le modalità e le procedure per l'elezione o designazione del RLS s'intendono qui richiamate le disposizioni sulla materia di cui all'Accordo interconfederale 22.6.95, nonché quanto stabilito dal punto b) dell'Accordo ASSOZUCCHERO/FAT
-FLAI
-UILA 12.5.94 circa i tempi di elezione, con esclusione, quindi, dei periodi di campagna bieticolo
-saccarifera.

3)Permessi.

Il RLS, per l'espletamento della sua attività, ha diritto a 40 ore annue di permessi retribuiti, senza pregiudizio delle ore spettanti alla RSU.

I permessi retribuiti per la formazione del RLS sono fissati in 32 ore 'pro capite', nelle quali dovranno trovare equilibrato, consensuale soddisfacimento le esigenze sia della formazione di base che di quella specifica.

4)Per tutto quanto non previsto nel presente punto 23 delle "Disposizioni specifiche", si fa concorde rinvio alle norme dell'Accordo interconfederale 22.6.95.

Protocollo aggiuntivo.

Le parti concordano che ulteriori eventuali seminari formativi dei RLS saranno tenuti, con onere economico a carico della parte datoriale, a livello settoriale nazionale, date le caratteristiche del comparto che rendono improbabili aspetti di formazione specifica a livello di territorio.

Detto seminario vedrà la presenza anche delle OO.SS. nazionali dei lavoratori, di ASSOZUCCHERO e dell'Osservatorio di settore.



24. L'art. 72 "PREAVVISO DI LICENZIAMENTO E DI DIMISSIONI"

è sostituito dal seguente:

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non può essere risolto da nessuna delle 2 parti senza preavviso, salvo il caso previsto dall'art. 70, i cui termini sono stabiliti come segue:

impiegati:

di 1° livello super e 1° livello:


- 4 mesi, se ha prestato servizio per un periodo di tempo non inferiore a 2 anni;
- 2 mesi, se ha prestato servizio per meno di 2 anni;

di altri livelli:


- 3 mesi, se ha prestato servizio per un periodo di tempo non inferiore a 2 anni;
- 1 mese, se ha prestato servizio per meno di 2 anni;

operai:


- 48 ore lavorative fino a 5 anni d'anzianità;
- 88 ore lavorative da oltre 5 anni a 10 anni d'anzianità;
- 120 ore lavorative oltre 10 anni d'anzianità.

Se la disdetta del rapporto di lavoro è data dal lavoratore, i termini di cui sopra sono ridotti alla metà. I termini per la disdetta del rapporto cominceranno a decorrere:


- per gli impiegati: dal 16° giorno del mese in corso se la disdetta è data nella prima quindicina del mese; dal 1° giorno del mese successivo, se la disdetta è data nella 2a quindicina;
- per gli operai: dal giorno della comunicazione.

La parte che risolve il rapporto senza l'osservanza dei predetti termini di preavviso deve corrispondere all'altra un'indennità pari all'importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso.

L'azienda può rinunciare alla prestazione durante il preavviso, purché corrisponda al lavoratore un'indennità pari alle competenze afferenti ai periodo di mancato preavviso.

Per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, tanto il licenziamento quanto le dimissioni dovranno essere comunicate per iscritto.

Per i lavoratori assunti per le campagne di lavorazione il preavviso del termine della lavorazione e quindi della risoluzione del rapporto dovrà essere di 24 ore di lavoro consecutive riferite alle prestazioni di lavoro degli interessati e ciò nel termine massimo consentito dall'avvicendamento dei turni: il preavviso avverrà mediante affissione sull'albo di fabbrica di elenco nominativo che chiaramente specifichi la data di risoluzione del rapporto di lavoro.

Il periodo di preavviso non può coincidere con il periodo di ferie. Durante il compimento del periodo di preavviso in caso di licenziamento l'azienda concederà al lavoratore dei permessi, per la ricerca di nuova occupazione. La distribuzione e la durata dei permessi stessi saranno stabilite dall'azienda.

Norma transitoria.

Per quanto concerne gli ex maestri d'opera in forza al 31.7.74, resta salva 'ad personam' la misura del preavviso in ragione di 1 mese (174 ore).

Per essi resta pure salva 'ad personam' la decorrenza del termine del preavviso:


- dal 16° giorno del mese in corso se la disdetta è data nella prima quindicina del mese;
- dal 1° giorno del mese successivo se la disdetta è data nella 2a quindicina del mese.



25. L'art. 73 "TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
- ANTICIPAZIONI"

è sostituito dal seguente:

In ogni caso di risoluzione del rapporto, al lavoratore compete il TFR previsto dalla legge n. 297 del 29.5.82.

La retribuzione annua da prendere a base per la determinazione della quota di cui al comma 1 del vigente art. 2120 C.C. è quella composta esclusivamente dalle somme erogate a specifico titolo di:


- minimo contrattuale;
- aumenti periodici d'anzianità e scatti consolidati;
- aumenti di merito e/o superminimi;
- contingenza ex lege n. 297/82;
- premio di produzione (numeri 1 e 2
- punto 19 "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera");
- Ers (per i VV.PP.);
- indennità di turno continuativa di cui all'art. 31;
- cottimi;
- provvigioni, interessenze, target e incentivi di carattere non occasionale per i VV.PP;
- 13a e 14a mensilità;
- indennità sostitutiva di mensa;
- indennità di alloggio;
- indennità maneggio denaro;
- indennità sostitutiva generi in natura;
- parte tassabile della diaria per i VV.PP.

Le somme di cui sopra saranno computate agli effetti della determinazione della quota annua anche nei casi delle assenze dal lavoro previsti dal comma 3, art. 2120 C.C.

La quota annua da accantonare si otterrà dividendo per 13,5 i valori dei su riportati elementi retributivi corrisposti nell'anno ai lavoratori.

* * * * *

Ove il lavoratore divenga comunque invalido (il raggiungimento dei limiti dell'età pensionabile costituisce presunzione d'invalidità) avrà diritto, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, allo stesso trattamento che gli sarebbe spettato in caso di licenziamento.

1a nota a verbale.

Nel caso di licenziamento per raggiungimento dei limiti dell'età pensionabile, non si darà luogo all'applicazione della procedura prevista dall'Accordo interconfederale 29.4.65 sui licenziamenti individuali.

2a nota a verbale.

Per quanto concerne l'indennità d'anzianità maturata al 31.5.82 e accantonata in forza della citata legge n. 297/82 si fa integrale richiamo alla normativa di cui al punto 18 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" del precedente contratto 31.5.80 e corrispondente "Protocollo aggiuntivo" (*).

(*) Protocollo aggiuntivo. Per i lavoratori in forza al 15.7.77, l'indennità di anzianità sarà costituita da quanto di loro competenza a seguito dell'applicazione delle norme previste nel presente articolo e dalla somma di £. 30.000 già eventualmente corrisposta in forza dell'Accordo 15.7.77 a titolo di anticipazione su detta indennità senza distinzione per categoria e/o anzianità. Per i lavoratori in forza al 31.5.80 l'indennità di anzianità sarà costituita da quanto di loro competenza a seguito dell'applicazione delle norme previste nel presente articolo e dalla somma
- se dovuta
- di £. 30.000 di cui al comma 1 del presente protocollo aggiuntivo, nonché dalla somma di £. 60.000 già eventualmente corrisposta in forza dell'Accordo 31.5.80 a titolo di anticipazione su detta indennità senza distinzione per categoria e/o anzianità.

Anticipazioni.

La richiesta di anticipazione sul TFR deve essere giustificata dalla necessità di:

a)eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche; b)acquisto della 1a casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile.

Quale condizione di miglior favore, definita ex art. 1, legge n. 297/82, l'anticipazione potrà essere accordata per l'assegnazione della 1a casa costruita in cooperativa. In tale ipotesi il socio dovrà produrre, ove non abbia il verbale di assegnazione:


- l'atto costitutivo della cooperativa;
- dichiarazione del legale rappresentante della cooperativa
- autenticata dal notaio
- che il socio ha versato o deve versare l'importo richiesto per la costruzione sociale;
- dichiarazione del socio dipendente di far pervenire verbale di assegnazione;
- impegno di restituire la somma ricevuta in caso di cessione della quota.

c)fermi restando i limiti di cui all'art. 1, legge n. 297/82 e con priorità delle fattispecie di cui ai precedenti punti a) e b), anticipazioni sul TFR potranno essere concesse anche nell'ipotesi di ristrutturazioni significative apportate nella 1a casa di abitazione a fronte di presentazione d'idonea documentazione.

Ai fini dell'accoglimento delle domande di anticipazione si darà priorità a quelle giustificate dalla necessità di spese sanitarie.



26. L'art. 10 "ASPETTATIVE Al LAVORATORI CHIAMATI A FUNZIONI PUBBLICHE ELETTIVE O A RICOPRIRE INCARICHI SINDACALI PROVINCIALI O NAZIONALI"

è sostituito dal seguente:

La concessione di aspettative ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali o nazionali è regolata dall'art. 31, legge 20.5.70 n. 300. Oltre a quanto sopra, in caso di giustificata e comprovata necessità, l'azienda potrà concedere al lavoratore che ne faccia richiesta, un periodo di aspettativa fino a 1 anno.

Durante tale periodo di assenza per aspettativa sarà sospesa, nei confronti dell'interessato, la decorrenza e la corresponsione di ogni competenza contrattuale.

Il periodo di aspettativa sarà considerato utile ai fini dell'aggiornamento dell'importo del TFR maturato all'inizio dell'aspettativa stessa, secondo i coefficienti degli indici ISTAT per il periodo predetto.



NORME INTEGRATIVE

27. GRATIFICA VENTICINQUENNALE

Ricorrendo per qualsiasi lavoratore
- operaio o impiegato
- 25 anni di servizio prestato ininterrottamente presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso di fabbriche facenti capo alla stessa società) questa concederà all'interessato una gratifica venticinquennale nella misura non inferiore a 1 mensilità della retribuzione normale per gli impiegati e a 200 ore della retribuzione normale per gli operai.

In caso di risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per causa di morte o d'invalidità permanente, saranno liquidati agli aventi diritto o al lavoratore i ratei corrispondenti agli anni interi maturati in funzione di 8 ore annue per gli operai e 7 ore per gli impiegati.

Dichiarazione aggiuntiva.

In caso di passaggio diretto e immediato di lavoratori fra aziende o gruppi del settore saccarifero, che siano o siano stati disciplinati con accordo collettivo per trasferimento dell'azienda con assunzione 'ex novo', ma con riconoscimento d'anzianità convenzionale per taluni istituti contrattuali (aumenti d'anzianità, periodo di ferie e di preavviso, ecc.) detto riconoscimento s'intende esteso, a favore dei lavoratori in forza alla data della sottoscrizione del presente contratto, anche all'istituto della gratifica venticinquennale.



28. MAGGIORAZIONI DI ZONA

Per i comuni di Genova, Milano e Roma i minimi tabellari saranno maggiorati del 2% per gli operai e del 3% per gli impiegati.



29. ASSICURAZIONE CONTRO I RISCHI DEL LAVORO

Fermo l'obbligo delle assicurazioni di legge per gli impiegati di fabbrica che vi sono soggetti, l'azienda dovrà provvedere a sue spese all'assicurazione dei propri impiegati di fabbrica contro i rischi inerenti il lavoro da essi compiuto.

Detto impegno da parte dell'azienda vale sino ai limiti d'età che sono accettati dagli Istituti di assicurazione.

Il capitale da assicurarsi non potrà essere inferiore:

a)a 5 annualità di retribuzione normale per il caso di morte; b)a 6 annualità di retribuzione normale per il caso d'invalidità permanente.

Con l'accensione della polizza suddetta e la regolare tempestiva corresponsione dei premi l'azienda sarà manlevata da ogni e qualsiasi responsabilità sul buon fine del contratto di assicurazione.

Ad ogni variazione dello stipendio di fatto dell'impiegato dovrà corrispondere, a cura dell'azienda, un proporzionale aggiornamento della relativa polizza.

Nel caso in cui l'azienda non ottemperasse all'impegno di cui sopra sarebbe responsabile in proprio della garanzia degli importi di cui ai punti a) e b).



30. ALLOGGI DI SERVIZIO

Il lavoratore che fruisce di alloggio di servizio in relazione al rapporto di lavoro, dovrà rendere liberi i locali ad esso assegnati entro e non oltre il 3° mese seguente la rescissione del rapporto di lavoro stesso e la conseguente effettiva cessazione del servizio.

Il lavoratore dimissionario dovrà lasciare liberi i locali dell'alloggio con l'ultimazione del periodo di preavviso effettuato in servizio.



31. PROFESSIONALITA' DEI LAVORATORI

Il settore conferma il suo interesse ad una sempre migliore professionalità dei lavoratori, adeguata alle nuove tecnologie, da realizzarsi in termini operativi attraverso attività interne di qualificazione e/o riqualificazione, anche attraverso il sistema degli "affiancamenti".

Ciò non esclude, per quanto attiene i giovani lavoratori che si dovessero assumere per sopperire alle necessità aziendali, il ricorso a specifiche forme di lavoro previste dalla vigente normativa, quali l'apprendistato e i CFL.



32. QUADRI (la presente integrazione completa il testo dell'art. 23).

Circa i lavoratori degli zuccherifici da attribuire alla qualifica di Quadro secondo le norme dell'art. 23 del contratto, se ne indicano i profili come segue:


- il responsabile e coordinatore dei vari servizi tecnico
- produttivi di campagna e intercampagna;
- il responsabile e coordinatore dei vari servizi amministrativi di campagna e intercampagna;
- il responsabile e coordinatore in stabilimenti produttivi dei servizi agricoli di campagna e intercampagna;

che prestino la loro attività in unità operative aventi le caratteristiche indicate nella declaratoria contrattuale del 1° livello super.



33. MENSE AZIENDALI

Periodo di intercampagna.

Per quanto concerne l'istituto della "mensa" durante il periodo di intercampagna si fa rinvio agli accordi in vigore in sede aziendale.

Periodo di campagna.

A far data dalla campagna saccarifera 1988, l'istituto della "mensa" diverrà operativo anche durante la campagna saccarifera medesima, secondo gli accordi che saranno raggiunti fra la Direzione aziendale e la RSU, a livello di azienda o di gruppo, con l'assistenza di ASSOZUCCHERO e FAT
-FLAI
-UILA.

Data la particolare situazione di fatto esistente nel periodo suddetto si conviene che, nelle predette intese, dovranno essere seguiti in termini operativi gli indirizzi tutti già consensualmente fissati nell'accordo nazionale integrativo 31.7.83 che s'intende qui trascritto in ogni sua parte.

* * * * *

Premesso che la computabilità dell'indennità di mensa nella retribuzione valevole ai fini degli istituti contrattuali e di legge è disciplinata dall'Accordo interconfederale 20.4.56, recepito in legge con DPR 14.7.60 n. 1026 e dagli accordi aziendali in materia, le parti confermano che l'equivalente del costo della mensa sostenuto dal datore di lavoro non è computabile agli effetti del calcolo del TFR di cui all'art. 2120 C.C.
- cosi come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297
- né degli altri istituti contrattuali e di legge.



Allegati alle disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera.

Allegato A

15 luglio 1977

All'ASSOZUCCHERO

Genova

Inizio e fine del lavoro.

Con riferimento alle intese intervenute di abolire, per ragioni di uniformità contrattuale, l'art. 8 del CCNL 29.7.76, Vi confermiamo la comune volontà di non apportare innovazione alcuna alla situazione in atto al riguardo presso i singoli Stabilimenti.

Distinti saluti.

FILIA



Allegato B

15 luglio 1977

All'ASSOZUCCHERO

Genova

Lavoratori studenti e diritto allo studio.

Ci riferiamo alle norme del CCNL 31.5.80 per quanto attiene i lavoratori studenti e il diritto allo studio per confermarVi che i permessi e le facilitazioni tutte in esse previsti, salvo quelli necessari per sostenere specifici esami, non potranno essere usufruiti nei periodi della campagna bietole.

Distinti saluti.

FILIA



Allegato C

6 luglio 1995

All'ASSOZUCCHERO

Genova

RSU ed Esecutivo delle stesse.

In relazione all'istituto, Vi precisiamo che le segnalazioni da parte delle nostre organizzazioni territoriali della composizione delle RSU e degli eventuali Esecutivi delle stesse saranno effettuate contestualmente sia a codesta Associazione sia alle Direzioni delle unità produttive interessate, unitamente alle risultanze e ai verbali elettorali.

Distinti saluti.

FAT
-FLAI
-UILA



Allegato D

Genova, 16 giugno 1980

Spettabile FILIA

Roma

Con riferimento all'Accordo 15.7.77 per il settore saccarifero e all'Accordo di rinnovo contrattuale 31.5.80, Vi confermiamo che, a seguito dell'avvenuto conglobamento dei 103 punti di contingenza, maturati a tutto il 31.1.75 e degli ulteriori 34 punti, maturati a tutto il 31.1.77, ai lavoratori già in forza nel 3° livello al 31.10.77 e ancora alle dipendenze in tale livello al 31.5.80 è attribuito, con decorrenza 10.5.80, un superminimo individuale 'ad personam' di £. 4.359 lorde mensili.

Sulla base di quanto sopra, ai lavoratori assunti nel 3° livello o ad esso promossi dall'1.11.77 ed ancora in forza in tale livello al 31.5.80 è attribuito un superminimo individuale mensile 'ad personam' di £. 1.304 lorde con decorrenza 1.5.80. Nessun superminimo, com'è ovvio, è dovuto a tale titolo ai lavoratori assunti o promossi al 3° livello dall'1.5.80 in poi.

Con riferimento all'Accordo 12.7.74 si conferma il superminimo individuale non assorbibile di £. 1.500 lorde mensili agli ex maestri d'opera come tali in forza al 31.7.74.

Distinti saluti.

ASSOZUCCHERO



Allegato E

Accordo 28.1.69 relativo all'industria saccarifera.

Le Società Saccarifere, tramite ASSOZUCCHERO, comunicheranno entro il 31 ottobre di ciascun anno, per la campagna successiva, i loro motivati programmi di ristrutturazione sia ai Ministri dell'Agricoltura e dell'industria che al Ministro del Lavoro, il quale darà comunicazione alle OO.SS. dei lavoratori.

Mentre i Ministri dell'Agricoltura e dell'industria avviano l'esame di competenza, parallelamente sui programmi esposti dalle Società Saccarifere le organizzazioni dei lavoratori esprimeranno, negli incontri in sede sindacale, il loro motivato parere ai fini occupazionali e sociali entro il termine di 20 giorni dalla data di ricevimento della relativa comunicazione.

Le conclusioni di tali incontri saranno trasmesse immediatamente ai due Ministeri dell'industria e dell'agricoltura.

Le predette Amministrazioni, nell'ambito dei poteri ad esse attribuiti, prenderanno nella debita considerazione quanto comunicheranno le OO.SS. per le decisioni di competenza, che terranno conto, nell'interesse pubblico, anche della salvaguardia dell'occupazione nella massima misura possibile.

Il Ministero del bilancio e programmazione economica si riserva, in caso di necessità, di procedere all'eventuale consultazione delle parti.

La procedura di cui sopra dovrà esaurirsi nel termine di 50 giorni dalla data di comunicazione dei programmi di ristrutturazione e solo trascorso tale termine potrà essere eventualmente dato l'avvio alla procedura prevista dall'Accordo interconfederale 5.5.65.

Per la campagna 1969 la comunicazione dei programmi avrà luogo entro il 15.3.69, salvo che per la Società ERIDANIA, la quale provvede a tale comunicazione contestualmente alla firma del presente accordo.

FULPIA
-CISL, FIAIZA
-FILZIAT
-CGIL, SIAS
-UIL

ASSOZUCCHERO

Nota a verbale.

ASSOZUCCHERO dichiara che i piani di ristrutturazione che saranno presentati ai sensi del comma 1 del presente accordo saranno redatti sulla base delle quote di produzione assegnate alle singole società e in tanto tali piani rimarranno validi in quanto tali quote non abbiano a subire variazioni.



Accordo integrativo per il settore saccarifero.

Addì, 31 luglio 1983, in Roma

tra


- Associazione Nazionale fra gli Industriali dello Zucchero, dell'Alcool e del Lievito (ASSOZUCCHERO)
- con l'assistenza della Confederazione generale dell'industria italiana

e


- Federazione Italiana Lavoratori Industria Alimentare (FILIA)

si convengono, nell'ambito del contratto unico 31.7.83 per gli addetti all'industria alimentare e delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" facenti parte integrante del contratto unico medesimo, le seguenti modifiche o integrazioni da considerarsi peculiari al settore saccarifero per le sue particolari caratteristiche tecnico
-produttive e contrattuali.

1.Cassa di previdenza aziendale.

In applicazione di quanto dispone l'art. 4 (penultimo comma), legge n. 297 del 29.5.82, si concorda:

1)La Cassa di Previdenza Aziendale di cui al punto 16 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" è abolita con decorrenza 1.8.83. Con pari decorrenza è abolito il relativo "Regolamento" di cui al punto 27 delle "Disposizioni specifiche per gli addetti all'industria saccarifera" medesime.

2)I saldi del conto individuale di ciascun lavoratore, chiusi al 31.7.83, entrano a far parte, con decorrenza 1.8.83, del TFR di cui alla legge n. 297 del 29.5.82. Sempre a far data dall'1.8.83 opererà il criterio di rivalutazione previsto dall'art. 1 della legge n. 297 citata.

3)Le Direzioni aziendali forniranno ai lavoratori entro il 31.12.83 conto individuale Cassa previdenza aziendale chiuso al 31.7.83 e contemporaneamente trasferito a TFR.

4)Per il regime delle anticipazioni, sugli importi ex Cassa di previdenza aziendale trasferiti, come sopra precisato, al TFR, si continueranno a seguire anche in avvenire i criteri e la casistica già previsti dall'art. 12 dell'abrogato "Regolamento" della Cassa previdenza aziendale.

5)Ai lavoratori in servizio con contratto a tempo indeterminato al 31.7.83 e che, in quanto tali, erano iscritti alla Cassa di previdenza aziendale, verrà riconosciuta, in occasione del pagamento della retribuzione del mese di dicembre di ciascun anno, una "Indennità ex Cassa previdenza aziendale" dell'ammontare di:


- £. 84.000 se impiegati;
- £. 48.000 se operai.

Nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno, la "Indennità ex Cassa previdenza aziendale" verrà ai suddetti lavoratori corrisposta frazionata per 12simi, considerando mese intero le frazioni pari o superiori ai 15 giorni di servizio.

Norma transitoria.

Per l'anno 1983 l'Indennità ex Cassa previdenza aziendale, ammonterà complessivamente a:


- £. 35.000 per gli impiegati;
- £. 20.000 per gli operai

dovendosi conteggiare per 12simi in conseguenza della data d'entrata in vigore del presente accordo.

2.Premio di produzione.

.....omissis..

3.Mense aziendali.

Il giorno 31.7.83, tra FILIA nazionale e ASSOZUCCHERO, premesso:


- che la nota a verbale all'art. 46 del CCNL stabilisce tra l'altro per il settore saccarifero la sospensione delle mense aziendali durante la campagna per le note obiettive difficoltà di fatto;
- che FILIA ha chiesto di abrogare tale norma precettiva per il suo superamento, ove possibile, anche a titolo sperimentale;
- che da parte delle aziende si confermano le difficoltà obiettive sopraccitate di per sé impedienti, aggravate ancora, per le conseguenze economiche, dal pesante stato di crisi del settore e dal fatto che ogni ulteriore onere per il triennio 1983/85 comporterebbe il superamento dei limiti di compatibilità economica stabiliti dall'Accordo 22.1.83;

si conviene:

1)ASSOZUCCHERO prende atto che FILIA conferma la propria volontà di vedere cancellato il riferimento alla mensa nella nota a verbale dell'art. 46 del CCNL e ciò perché la materia possa essere esaminata a livello aziendale, anche a titolo sperimentale, dopo i tempi di cui al punto 2); 2)le parti stipulanti s'incontreranno a livello nazionale nell'ultimo trimestre del 1985 per poter concordare una norma programmatica che stabilisca i limiti e il contemperamento della divisata istituzione del suddetto servizio durante la campagna con le esigenze di fatto sopra ricordate.

Tali indirizzi vengono fin d'ora, nei loro termini generali, così indicati:

a)la mensa nel suddetto periodo sarà costituita da un pasto preconfezionato; b)il pasto sarà consumato fuori dell'orario di lavoro, prima o dopo i turni, senza interrompere i turni stessi; c)il servizio mensa durante la campagna verrà, ove occorra, espletato negli stessi locali a tale scopo utilizzati nell'intercampagna, evitandosi comunque modifiche strutturali o ampliamenti dei locali stessi; d)dovrà stabilirsi l'onere a carico dei lavoratori in un'adeguata quota parte del costo del servizio, prevedendone anche gli aggiornamenti in funzione del costo medesimo; e)dovranno essere studiati criteri di armonizzazione tra i periodi di campagna e intercampagna della quota a carico dei lavoratori; f)l'indennità sostitutiva di mensa durante la campagna potrà avere solo carattere generale e collettivo; si esclude, quindi, ogni corresponsione d'indennità sostitutiva ai singoli non partecipanti in caso d'istituzione del servizio.



ALLEGATI al CCNL 5 giugno 1999

Allegato 1

Principi informatori del sistema contrattuale.

Nella riconferma e condivisione del sistema contrattuale e dei suoi assetti secondo i principi del Protocollo del luglio '93, recepiti nel CCNL di settore 6.7.95 e ribaditi nel Patto trilaterale di dicembre '98, il negoziato verifica la praticabilità di un'applicazione di detto sistema tale da rendere lo strumento contrattuale più aderente alla realtà del settore alimentare e in grado di più correttamente interpretare le esigenze dell'impresa e del lavoro. In relazione a tale obiettivo, si condividono, nel presente documento di lavoro, i seguenti punti cardine di riferimento all'interno dei quali la riflessione deve essere condotta e sviluppata:

1.L'attuale articolazione dei livelli di contrattazione, secondo gli assetti cosi come definiti dalle fonti richiamate, rimane inalterata; 2.il nuovo approccio deve essere ricercato nell'ottica e nel convincimento di affermare e rafforzare il ruolo di centralità, certezza, capacità di governo del CCNL, anche con riferimento ai costi; 3.il CCNL, pertanto, deve essere strumento regolatore, con norme definite, di diritti e doveri reciproci; 4.ferma restando l'attuale normativa del CCNL, a livello aziendale possono individuarsi soluzioni su specifiche materie, tassativamente indicate dal CCNL stesso, secondo schemi verificabili dalle parti a livello nazionale, nel perseguimento dell'obiettivo dell'accrescimento dei livelli di efficienza, produttività e redditività aziendale e della flessibilità nell'utilizzo del complesso dei vari fattori produttivi, armonizzando il perseguimento di tali obiettivi con le esigenze dei lavoratori, in una logica di reciproche convenienze. La ricerca di tali soluzioni a livello aziendale
- coerentemente con i principi generali, cosi come risultanti rispettivamente dal Protocollo del '93, dall'Accordo di settore del luglio '95 e ribaditi dal Patto trilaterale del dicembre '98
- non ha carattere di obbligatorietà ed automaticità; 5.coerentemente con questa impostazione non sono pregiudicate bensì salvaguardate le soluzioni e gli accordi aziendali già raggiunti; 6.le parti a livello nazionale, conseguentemente, anche utilizzando l'Osservatorio, assumono una funzione di monitoraggio e indirizzo della contrattazione aziendale, secondo procedure consensualmente definite nel CCNL; 7.le linee della contrattazione aziendale potranno essere oggetto di valutazione congiunta delle parti a livello nazionale, prima dell'avvio della relativa "stagione".



Allegato 2

Dichiarazione congiunta su "art. 87 del CCNL"

Le parti, fermo restando quanto previsto nella 1a nota a verbale dell'art. 55, convengono che l'art. 87 del CCNL non è operante per l'ipotesi di contratti collettivi per le imprese artigiane e per le imprese esercenti l'attività di panificazione che non rientrano nella logica del contratto unitario.



Allegato 3

Dichiarazione comune.

Roma, 16 gennaio 1978

Considerata la necessità di armonizzare il testo contrattuale con il disposto della legge 9.12.77 n. 903, in tema di parità di trattamento tra uomini e donne, le parti concordano che daranno corso ad apposito incontro in sede sindacale nazionale, entro il febbraio 1978, per esaminare tra l'altro:

a)l'individuazione delle mansioni di lavoro particolarmente pesanti, secondo la norma di rinvio di cui al penultimo comma dell'art. 1 della legge citata; b)la fattispecie dei riposi intermedi al personale femminile di cui all'art. 15, CCNL 15.7.77.



Allegato 4

Dichiarazione comune (UNA
- OO.SS.LL.)

In relazione al rinnovo del CCNL 31.7.83 L'UNA (Sezione macelli avicoli industriali) e FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL confermano che con riferimento:

1)all'art. 17, CCNL 31.7.83
- Giorni festivi, festività infrasettimanali e nazionali
- ai lavoratori delle aziende di macellazione e lavorazione delle specie avicole il trattamento di coincidenza di cui al comma 3 dell'articolo richiamato sarà erogato anche nell'ipotesi di coincidenza di una delle giornate festive con la giornata del sabato o 6° giorno non lavorativo e con eventuali giornate di riposo settimanale compensativo; 2)all'art. 29, CCNL 31.7.83
- Indennità maneggio denaro, cauzione
- conformemente a quanto già stabilito dal precedente contratto per l'industria della macellazione e lavorazione delle specie avicole, l'indennità maneggio denaro spetta a tutti i dipendenti indipendentemente dalla qualifica, sempreché sussistano le condizioni richieste dalla norma contrattuale.



Allegato 5

Ministero del lavoro e della previdenza sociale Direz. Gen. Rapporti Lavoro DIV. VI

Prot. n. 26141/Cot/C All. 1

Circolare n. 35

Oggetto: legge 18.4.62 n. 230, sulla disciplina del contratto a termine. art. 1, lett. a) e c).

Roma, 14 gennaio 1964


- A tutti gli Ispettorati del lavoro
- loro sedi.
- A tutti gli Uffici del lavoro e della massima occupazione
- loro sedi.
- A tutte le confederazioni generali dei datori di lavoro e dei lavoratori
- Roma.

Sulla G:U. n. 307 del 26.11.63 è stato pubblicato il DPR n. 1525 del 7.10.63 con cui è stato approvato l'elenco delle attività per le quali, in relazione alla speciale natura derivante dal carattere stagionale delle medesime
- ai sensi dell'art. 1, commi 2, lett. a), e 6, legge 18.4.62 n. 230
- è consentita l'apposizione di un termine alla durata dei contratti di lavoro nei confronti del personale assunto temporaneamente.

Al riguardo questo Ministero ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti in merito alla portata e ai limiti del provvedimento sopraccennato e ciò al fine dì agevolare l'azione di vigilanza che gli Ispettorati del lavoro sono chiamati a svolgere e consentire, per quanto possibile, un'applicazione uniforme e generale della legge stessa.

La legge n. 230, fondamentalmente, nella sua rigorosa e precisa regolamentazione, tende a definire l'ambito di applicazione del contratto a tempo determinato, nel senso di tenere conto di quelle situazioni connesse ad esigenze ben definite dell'organizzazione tecnico
- produttiva dell'azienda e a caratteristiche del tutto peculiari della prestazione lavorativa, di fronte alle quali il ricorso da parte del datore di lavoro al contratto a termine trova una logica ed obiettiva giustificazione.

Tali situazioni, elencate tassativamente nel comma 2 dell'art. 1, rappresentano una chiarificazione e soprattutto un'integrazione di quel generico requisito della specialità del rapporto già previsto dalla precedente disciplina. Il quadro dei requisiti sostanziali di validità del termine si è così precisato con la previsione di 5 distinte ipotesi che sole possono consentire l'apposizione del termine.

L'ipotesi presa in considerazione dalla presente circolare è quella prevista alla lett. a) del citato art. 1, la quale ammette l'apposizione di un termine alla durata del contratto quando ciò sia richiesto dalla speciale natura dell'attività lavorativa derivante dal carattere stagionale della medesima.

Lo stesso articolo prevede poi, all'ultimo comma, che l'elenco delle attività relative deve essere determinato con un DPR, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, e che tale elenco potrà essere successivamente modificato con la medesima procedura.

Al fine di poter dare attuazione al disposto legislativo e allo scopo d'individuare con la maggiore possibile esattezza le attività di che trattasi, in relazione ai diversi settori produttivi, a mezzo della Circolare n. 223 del 9.7.62, diretta a tutti gli Ispettorati ed uffici del lavoro e a tutte le associazioni sindacali nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori, è stato chiesto di segnalare la denominazione delle attività che presentano i caratteri previsti dall'art. 1, lett. a), legge 18.4.62 n. 230, unitamente ai motivi per i quali si ritiene necessaria la loro inclusione nell'elenco in parola.

Dopo aver acquisito ogni utile elemento e notizia, si è provveduto alla elaborazione delle proposte formulate sulla base del principio che nelle attività cui la legge in parola si riferisce debbono ritenersi comprese, non solo quelle tradizionalmente e comunemente considerate di natura stagionale, ma anche le lavorazioni la cui effettuazione ha luogo per ragioni obiettive insite nella loro natura e connesse con le esigenze e con le variazioni delle stagioni durante un periodo di tempo limitato e non in modo continuativo.

In relazione a tale impostazione, che si ritiene aderente allo spirito della disposizione di che trattasi, non sono state prese in considerazione, ai fini della predisposizione dell'elenco di cui alla citata lett. a), tutte quelle altre attività che presentano, in determinati mesi dell'anno, punte di più intensa attività derivanti, non da motivi legati alla loro natura, ma da maggiori richieste di mercato o da altre esigenze di carattere produttivo.

Per quanto concerne queste ultime attività si è dell'avviso che esse potrebbero essere ricomprese, sempreché beninteso si verifichino le condizioni prescritte dalla legge, nella disposizione, contenuta nella lett. c) dello stesso art. 1, la quale ammette l'assunzione di lavoratori con contratto a termine quando essa abbia luogo per l'esecuzione di un'opera o di un servizio definiti e predeterminati nel tempo aventi carattere straordinario od occasionale.

E' da rilevare, infatti, che tale situazione, secondo la quale un andamento dell'attività produttiva aziendale si manifesta con curve di maggiore o minore intensità, può verificarsi presso aziende appartenenti ai diversi settori merceologici.

Delle proposte pervenute quelle che si ritiene presentino più spiccatamente i caratteri sopraccennati sono state indicate, a titolo puramente esemplificativo, in allegato alla presente circolare. In merito ad esse e in relazione al criterio come sopra adottato, anche il Consiglio di Stato ha espresso il proprio favorevole avviso.

Premesso quanto sopra, per aderire alle continue e pressanti sollecitazioni da più parti pervenute per una tempestiva emanazione della tabella sulle attività stagionali, questo Ministero ha ritenuto opportuno effettuare un esame di tutte le proposte fino ad ora pervenute, ed individuare le attività per le quali si ritiene ricorra il requisito della stagionalità, riservandosi di esaminare quelle altre che al riguardo potranno pervenire ai fini della loro eventuale inclusione in un 2° elenco da emanarsi successivamente.

A ciò aggiungasi anche la circostanza che la legge stessa prevede come limite di tempo per l'emanazione dell'elenco in parola 1 anno dalla sua pubblicazione. In proposito è, tuttavia, opportuno rilevare che nella specie non trattasi di delega legislativa, ma, tenuto conto della materia disciplinata, dell'attuazione della normale potestà regolamentare attribuita al Governo. Tra l'altro, prevedendo la stessa legge che l'elenco potrà essere successivamente modificato con la medesima procedura, verrebbe a mancare, per quanto attiene alla delega legislativa, uno degli elementi essenziali della stessa e cioè il limite temporale prescritto tassativamente dall'art. 76 della Costituzione.

Per quanto concerne il contenuto della tabella in parola si fa presente che le attività in essa contemplate, pur senza procedere ad una formale e precisa classificazione, peraltro notevolmente difficoltosa, sono state ordinate, per quanto possibile, in rapporto ai diversi settori produttivi e precisamente al settore dell'agricoltura, dell'industria, del commercio e dei servizi vari.

Relativamente poi alle attività che possono essere comprese nella lett. a) dell'art. 1 della legge, si richiama l'attenzione di codesti Uffici sulla necessità che sia sempre accertata la sussistenza dei requisiti e delle condizioni dalla stessa norma prescritti e che in particolare i lavoratori interessati siano effettivamente addetti alle lavorazioni per le quali sono assunti con contratto a tempo determinato.

In altri termini, pur riconoscendo che talune attività, come quelle menzionate nel cennato elenco, presentano talvolta punte di più intensa attività per cui occorre procedere all'assunzione temporanea di altri lavoratori, è necessario che il ricorso a tale tipo di assunzioni sia contenuto nei periodi di tempo strettamente necessari e riguardino solamente le lavorazioni inerenti quella tale attività produttiva dell'azienda.

Tali condizioni e limiti devono risultare, nell'atto scritto, come del resto stabilito dalla legge.

Se l'attuazione della nuova disciplina sul contratto a termine nel suo complesso e in particolare del decreto sulle attività stagionali presenta di fatto notevoli difficoltà, si confida che l'azione intelligente e fattiva di codesti Uffici, unitamente all'utile collaborazione delle OO.SS. dei datori di lavoro e dei lavoratori, potrà condurre all'applicazione generale e quanto più possibile uniforme delle disposizioni contenute nella legge 18.4.62 n. 230.

PCC Il Ministro Il Direttore Generale F.to Bosco

Elenco delle attività che possono essere ricomprese nella lett. c) dell'art. 1, legge 18.4.62 n. 230 sulla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato.

1)Produzione dei gelati, limitatamente al periodo estivo. 2)Fabbricazione, imbottigliamento e distribuzione di birra e di bibite gassate, alcoliche e analcoliche, limitatamente al periodo di maggiore produzione. 3)Insacco e spedizione di concimi chimici per l'agricoltura. 4)Stampa, distribuzione e spedizione degli elenchi telefonici, dei libri scolastici in occasione dell'inizio dell'anno scolastico, di stampati elettorali in occasione delle elezioni politiche e amministrative, di strenne in occasione del periodo natalizio. 5)Confezionamento e spedizione di cassette natalizie e pasquali nel periodo precedente la festività. 6)Conduzione di caldaie per il riscaldamento di fabbricati. 7)Servizi di assistenza e di controllo passeggeri, nonché servizi ausiliari connessi, nei trasporti aerei nei periodi di aumento del movimento aereo. 8)Servizio di carrozze ristoranti, letto, pullman e vendita di generi di ristoro nei treni, nonché servizi di officina e di riparazioni per le necessità relative, nei periodi di aumento del movimento ferroviario. 9)Esercizi pubblici, servizi pubblici e servizi di pubblica utilità nelle località di cura, soggiorno e turismo. 10) Esercizi di vendita limitatamente alle esigenze venutesi a verificare in occasione delle festività natalizie. 11) Campagne di disinfestazione fatte da enti pubblici o privati. 12) Confezionamento e spedizione carbone coke ad uso riscaldamento in sacchetti di carta. 13) Servizio di radio
-tele
-diffusione per trasmissioni didattiche di tipo scolastico per il periodo dei corsi. 14) Attività assistenziali esercitate da patronati scolastici. 15) Produzione di pile elettriche. 16) Lavorazione dell'alluminio sottile per incarti di prodotti ali mentari. 17) Confezione, imballaggio e spedizione, trattamento delle carte e pellicole per fotografia e cinematografia. 18) Corsi di lingue estere o per materie tecniche o professionali a carattere straordinario od occasionale di durata limitata a determinati periodi dell'anno. 19) Case da giuoco per il personale addetto ai tavoli da giuoco.



Allegato 6

Roma, 19 gennaio 1996

Spett.li

FAT
-CISL FLAI
-CGIL UILA
-UIL

Fermo restando quanto previsto al punto c), art. 73, CCNL 6.7.95 in tema di anticipazione del TFR per "ristrutturazioni significative apportate nella 1a casa di abitazione", Vi chiediamo di confermarci che si intendono "significative" quelle ristrutturazioni che comportino spese pari o superiori a £. 20.000.000. Con i migliori saluti.

Associazioni Industriali Alimentari INTERSIND

Roma, 19 gennaio 1996

Associazioni Industriali Alimentari

Spett.li

INTERSIND

Vi confermiamo i contenuti della Vostra lettera, pervenutaci in data odierna, concernente le anticipazioni del TFR per "ristrutturazioni della 1a casa di abitazione".

Con i migliori saluti.

FAT
-CISL
- FLAI
-CGIL
- UILA
-UIL



Allegato 7

Congedi parentali.

In caso di emanazione di un provvedimento legislativo che demandi alla contrattazione nazionale modalità applicative e/o norme attuative, le parti s'incontreranno nei termini eventualmente fissati dalla legislazione di rinvio.



Allegato 8

Accordo 12.6.97 per il rinnovo della parte economica per il 2° biennio di validità del CCNL 6.7.95

In data 12 giugno 1997

tra


- Associazioni delle industrie alimentari (AIDI, AIIPA, AIRI, ANCIT, ANICAV, ASSALZOO, ASSICA, ASSOBIBE, ASSOBIRRA, ASSOLATTE, ASSOZUCCHERO, Distillatori, FEDERVINI, ITALMOPA, MINERACQUA, UNA, UNIPI);

INTERSIND

con la partecipazione di FEDERALIMENTARE con l'assistenza di CONFINDUSTRIA

e

FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL

A)con riferimento al punto 2 (Assetti contrattuali) comma 2, Protocollo 23.7.93, all'art. 5, CCNL 6.7.95 che ne richiama integralmente i contenuti, in coerenza a quanto previsto dalla norma transitoria dell'art. 53 del richiamato CCNL,

sono stati concordati:


- i nuovi minimi tabellari mensili, a valere per il 2° biennio di validità del CCNL, con le decorrenze e negli importi indicati nelle tabelle a) e b), di seguito riportate;
- i nuovi valori degli aumenti periodici d'anzianità, derivanti dalla definitiva deindicizzazione degli stessi a suo tempo concordata, con le decorrenze e negli importi indicati nella tabella c) di seguito riportata.

Gli incrementi medi a regime dei minimi tabellari mensili sono stati calcolati sul parametro 137.



Tabella A

MINIMI TABELLARI MENSILI

minimi incrementi nuovi minimi al dal dal liv. parametro 31.5.97 1.6.97 1.6.97 al al 31.7.98 31.7.98 1S 230 1.836.060 76.950 1.913.010 1 200 1.596.570 66.920 1.663.490 2 165 1.317.180 55.210 1.372.390 3A 145 1.157.520 48.510 1.206.030 3 130 1.037.780 43.500 1.081.280 4 120 957.950 40.150 998.100 5 110 878.120 36.800 914.920 6 100 798.290 33.460 831.750



Tabella B

minimi incrementi nuovi minimi dal liv. parametro al dal 1.8.98 31.7.98 1.8.98 1S 230 1.913.010 78.350 1.991.360 1 200 1.663.490 68.130 1.731.620 2 165 1.372.390 56.210 1.428.600 3A 145 1.206.030 49.400 1.255.430 3 130 1.081.280 44.290 1.125.570 4 120 998.100 40.880 1.038.980 5 110 914.920 37.470 952.390 6 100 831.750 34.070 865.820



AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA' NUOVI IMPORTI PER CIASCUNO SCATTO

nuovi importi nuovi importi singolo scatto singolo scatto liv. parametro dal dal 1.6.97 1.8.98 al 31.7.98 1S 230 95.650 99.570 1 200 83.170 86.580 2 165 68.620 71.430 3A 145 60.300 62.770 3 130 54.060 56.270 4 120 49.910 51.950 5 110 45.745 47.615 6 100 41.585 43.285

B)Con riferimento all'art. 74, CCNL 6.7.95, le Associazioni Imprenditoriali aderenti a CONFINDUSTRIA e le OO.SS. firmatarie del presente accordo, nonché FEDERALIMENTARE:


- vista la legge 8.8.95 n. 335 di riforma del Sistema Pensionistico Obbligatorio e Complementare;
- preso atto delle importanti modificazioni apportate al D.lgs n. 124/93 sulla disciplina di forme pensionistiche complementari;
- in conformità a quanto previsto dal richiamato art. 74, CCNL 6.7.95;
- al fine di contribuire ad un più elevato livello di copertura previdenziale in aggiunta a quanto previsto dal Sistema Previdenziale Obbligatorio;
- in considerazione del preminente ruolo che la legge ha inteso attribuire in materia alla contrattazione collettiva tra le parti sottoscriventi il presente accordo;

concordano:

di istituire il Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori dell'industria alimentare e dei settori affini a contribuzione definita e a capitalizzazione individuale, con lo scopo esclusivo di erogare trattamenti pensionistici complementari, in aggiunta a quanto previsto dal sistema obbligatorio pubblico, cosi come definito dal D.lgs. n. 124/93 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Ciò nel presupposto che il Fondo nazionale di categoria è lo strumento più idoneo a soddisfare le esigenze previdenziali dei lavoratori alimentaristi; convengono, inoltre che:

1)il Fondo sia costituito ai sensi dell'art. 12 e ss. C.C., così come previsto dalle disposizioni di legge sopra richiamate;

2)I destinatari del Fondo siano: i lavoratori dipendenti il cui rapporto di lavoro sia disciplinato dal CCNL 6.7.95 e sue successive modificazioni ed integrazioni, nonché da CCNL sottoscritti dalle medesime OO.SS. con altre organizzazioni imprenditoriali (per settori "affini"), che siano stati assunti ed abbiano superato il relativo periodo di prova nelle seguenti tipologie di contratto:


- contratto a tempo indeterminato;
- contratto part
-time a tempo indeterminato;
- contratto a tempo determinato pari o superiore a 6 mesi presso la stessa azienda nell'arco dell'anno solare (1 gennaio
-31 dicembre);
- contratto di formazione e lavoro;
- contratto di apprendistato.

Ulteriori destinatari del Fondo possono essere anche i lavoratori dipendenti dalle parti istitutive del Fondo stesso, ovvero dipendenti dalle organizzazioni stipulanti i CCNL dei "settori affini", laddove aderiscano al Fondo. In tal caso, nei confronti di tali organizzazioni, trovano applicazione soltanto le norme dello Statuto concernenti la contribuzione;

3)i soci del Fondo siano:


- i destinatari che abbiano sottoscritto l'atto di adesione al Fondo;
- le imprese dalle quali tali destinatari dipendono;

4)organi del Fondo siano:


- l'Assemblea;
- il Consiglio di Amministrazione;
- il Presidente e il Vice Presidente;
- il Collegio dei Revisori Contabili.

5)la rappresentanza delle imprese e dei lavoratori negli organi del Fondo sia disciplinata secondo i principi di pariteticità e di alternanza nelle cariche;

6)le risorse finanziarie del Fondo vengano gestite integralmente mediante convenzione con più soggetti gestori abilitati a svolgere attività di cui all'art. 6, comma 1, D.lgs. n. 124/93 e successive modificazioni e integrazioni;

7)il Fondo possa gestire le risorse finanziarie producendo un unico tasso di rendimento per tutti i lavoratori dipendenti con una sola linea d'investimento (gestione monocomparto), oppure differenziando i profili di rischio/rendimento, in funzione delle diverse esigenze degli iscritti, con più linee di investimento (gestione pluricomparto); 8)il Fondo attui, per i primi 3 esercizi, in deroga a quanto previsto al precedente punto 7, una gestione con una sola linea di investimento, potendo successivamente il Consiglio d'amministrazione sviluppare una gestione con più linee di investimento, sentito anche il parere della Consulta delle parti istitutive, di cui al successivo punto 9;

9)la costituzione di una Consulta delle parti istitutive del Fondo composta da un numero paritetico di rappresentanti, per ciascuna delle parti istitutive stesse, numero che verrà individuato nell'accordo istitutivo. L'organismo di cui al presente punto svolgerà compiti consul tivi e dovrà essere periodicamente informato, secondo le modalità definite nell'accordo istitutivo, su ogni elemento utile concernente l'andamento gestionale del Fondo;

10) il Fondo fornisca ai partecipanti una rendicontazione con cadenza annuale delle rispettive posizioni individuali.


- Omissis
-

Le parti firmatarie del presente accordo convengono inoltre che:

1)la copertura delle spese di costituzione, di promozione e di avvio del Fondo avverrà tramite un contributo 'una tantum' a carico delle imprese pari a £. 5.000, al lordo delle eventuali ritenute fiscali, per ciascun dipendente a tempo indeterminato in forza alla data dell'atto costitutivo. Tale importo dovrà essere versato entro 60 giorni dalla data dell'atto costitutivo secondo modalità che verranno definite nell'accordo istitutivo. Tale importo, inoltre, sarà versato dalle aziende dei "Settori affini", una volta che abbiano concordato l'adesione al Fondo, entro lo stesso termine di cui al precedente capoverso;

2)l'effettivo esercizio dell'attività del Fondo avrà inizio, una volta ottenuto il rilascio della preventiva autorizzazione da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale previsto dal comma 3, art. 4, D.lgs. n. 124/93, entro il periodo di cui al comma 7, art. 4 del medesimo decreto, comunque non prima dell'1.1.99 e del raggiungimento di almeno 30.000 adesioni (numero di adesioni successivamente aggiornato con Accordo 19.5.99), al fine di determinare, con le attività di promozione di cui al precedente punto 1, il maggior numero possibile di adesioni al Fondo sin dall'inizio della sua operatività;

3)al realizzarsi delle condizioni di cui al precedente punto 2), le contribuzioni dovute al Fondo, da parte del lavoratore aderente e dell'azienda nella quale presta la propria attività, saranno costituite da:


- l'1% a carico dell'azienda e l'1% a carico del lavoratore da commisurare alla retribuzione assunta a base per la determinazione del TFR;
- il 100% del TFR del lavoratore aderente di 1a occupazione successiva al 28.4.93;
- una quota del TFR di tutti gli altri lavoratori aderenti, del 2% della retribuzione assunta a base per la determinazione dello stesso TFR.

Detta contribuzione, sempre a condizione di pariteticità, sarà versata anche in caso di mancata prestazione dovuta esclusivamente a malattia, nell'ambito del periodo di comporto, infortunio e assenza obbligatoria per maternità.



Allegato 9

Ex indennità di contingenza
- importi congelati al 1° novembre 1991

liv. importi pari ad euro (*) in lire 1S 1.056.656 545,72 1 1.043.068 538,70 2 1.027.214 530,51 3A 1.018.155 525,83 3 1.011.361 522,32 4 1.006.833 519,99 5 1.002.302 517,65 6 997.773 515,31

(*) I valori in euro sono stati calcolati in base al tasso di conversione pari a £. 1936,27, così come stabilito dal Regolamento CE n. 2866/98 del 31.12.98.



Allegato 10

FACSIMILE

ALIFOND DOMANDA DI ADESIONE (con allegata scheda informativa)

Io sottoscritto/a (cognome)____________________________________________ (nome)______________________ nato/a a ____________________________________ prov. ( ) il___________ residente a _________________________________ cap _______ prov.( ) via _____________________________________________ n. ________ Codice Fiscale _______________________________________________ N° Matr. Aziendale_________ Qualifica e liv.__________ N° anni lavoro dipendente__________


- dipendente presso l'impresa sotto indicata, con 1a occupazione: antecedente al 28.4.93;
- successiva al 28.4.93;
- già iscritto ad una forma pensionistica complementare: antecedentemente al 28.4.93;
- successivamente al 28.4.93.

ricevuta la scheda informativa su ALIFOND e dopo aver preso visione della stessa

DICHIARO di aderire al Fondo Nazionale Pensione Complementare a Capitalizzazione per i Lavoratori dell'industria Alimentare e dei Settori Affini, di seguito denominato ALIFOND e MI IMPEGNO a versare conseguentemente il contributo a mio carico, fissato nella misura dell'1% della retribuzione utile ai fini del TFR, cui corrisponde analogo contributo dell'1% versato dall'azienda.

In alternativa al contributo a mio carico sopraindicato, DESIDERO versare ad ALIFOND una quota pari al:

1,3% 1,6% 2% della suindicata retribuzione.

DELEGO il mio datore di lavoro a prelevare dalla mia retribuzione e dalle spettanze relative al mio TFR i contributi previsti dagli accordi contrattuali e a provvedere al relativo versamento secondo i termini che saranno stabiliti dagli Organi di ALIFOND.

MI IMPEGNO, inoltre, ad osservare tutte le disposizioni previste dallo Statuto e dalle norme operative interne e a fornire tutti gli elementi utili per la costituzione e l'aggiornamento della mia posizione previdenziale.

Dichiaro sotto la mia responsabilità che quanto sopra riportato corrisponde al vero.

Data_____________________

Firma_______________________



CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI COMUNI E SENSIBILI

In relazione a quanto previsto dalla legge n. 675/96 sulla tutela del trattamento dei dati personali, presa visione dell'allegata informativa ai sensi dell'art.10 della predetta legge, rilascio il consenso:


- al trattamento dei dati personali comuni e sensibili che mi riguardano, funzionale all'esercizio dell'attività previdenziale complementare;
- alla comunicazione degli stessi dati alle categorie di soggetti indicate al punto 5, lett. a) della predetta informativa, che li possono sottoporre a trattamenti aventi la finalità di cui al punto 1, lett. a) della medesima informativa ed obbligatori per legge;
- alla comunicazione degli stessi dati a terzi per la fornitura di servizi informatici o di servizi di archiviazione;
- al trasferimento degli stessi dati all'estero come indicato al punto 7 della predetta informativa (Paesi UE e Paesi extra UE).

Rimane fermo che il mio consenso è condizionato al rispetto delle disposizioni della vigente normativa.

Data_______________________

Firma_____________________



DATI RIGUARDANTI IL DATORE DI LAVORO ADERENTE

Denominazione dell'impresa

Partita IVA o Codice Fiscale ____________________________________________________________ Stabilimento (Località)______________cap__________prov( ) Via_________n.__________Tel_____________________Fax________________ Sede legale (se diversa) Località________cap_____prov ( )________ Via_______________________n._______ Tel._______________ Fax_______________ Timbro e Firma di un legale rappresentante________________________________ Data di ricevimento della domanda_________________________________________

Con la presente il datore di lavoro s'impegna di aderire ad ALIFOND e ad inoltrare la domanda di adesione ad ALIFOND entro 30 giorni dalla sottoscrizione del lavoratore.

Timbro e Firma di un legale rappresentante________________________________

A cura della impresa Copia per ALIFOND

(*) Confermato in sede di stesura del CCNL 5.6.99.



Allegato 11

FACSIMILE

FONDO NAZIONALE PENSIONE COMPLEMENTARE A CAPITALIZZAZIONE PER I LAVORATORI DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE E DEI SETTORI AFFINI
- ALIFOND

SCHEDA INFORMATIVA PER I POTENZIALI ADERENTI AL FONDO PENSIONE ALIFOND

REDATTA AI SENSI DELL'ART. 3, COMMA 2, DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE N. 211 DEL 14 GENNAIO 1997 E DEL D.LGS. N. 124 DEL 21 APRILE 1993

La presente scheda informativa fornisce un quadro sintetico dei dati e delle norme concernenti il FONDO NAZIONALE PENSIONE COMPLEMENTARE A CAPITALIZZAZIONE PER I LAVORATORI DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE E DEI SETTORI AFFINI
- ALIFOND, di seguito denominato ALIFOND. L'organo di amministrazione si assume la responsabilità della completezza e veridicità dei dati e delle notizie in essa contenuti. L'adesione del lavoratore ad ALIFOND deve essere preceduta dalla consegna e presa visione della presente scheda.

Sede: Roma, viale dell'Astronomia, n. 30

1.Dati relativi al Fondo pensione ALIFOND.

ALIFOND è il Fondo Nazionale Pensione Complementare a capitalizzazione individuale e con contribuzione definita per i lavoratori dell'industria alimentare e dei settori affini, come appresso specificati, costituito in forma di associazione il 17.4.98, su iniziativa delle parti istitutive, AIDI, AIIPA, AIRI, ANCIT, ANICAV, ASSALZOO, ASSICA, ASSOBIBE, ASSOBIRRA, ASSOLATTE, ASSOZUCCHERO, Distillatori, FEDERVINI, ITALMOPA, MINERACQUA, UNA, UNIPI, FEDERALIMENTARE, INTERSIND e FAT
-CISL, FLAI
-CGIL, UILA
-UIL.

Per settori affini s'intendono quelli della produzione olearia e margariniera, della produzione dei sottoprodotti della macellazione, della produzione lattiero
-casearia delle Centrali del Latte pubbliche, della panificazione, della produzione alimentare artigianale, della lavorazione della foglia di tabacco secco allo stato sciolto.

Scopo di ALIFOND è garantire ai lavoratori associati prestazioni pensionistiche complementari a quelle erogate dal sistema obbligatorio pubblico e non ha fini di lucro.

Destinatari.

L'adesione ad ALIFOND è volontaria ed è riservata ai lavoratori dipendenti non in prova (con contratto: a tempo indeterminato; part
-time a tempo indeterminato; a tempo determinato pari o superiore a 6 mesi presso la stessa azienda nell'arco dell'anno solare 1 gennaio
-31 dicembre; di formazione e lavoro; di apprendistato), il cui rapporto di lavoro è disciplinato dal CCNL 6.7.95, o dai CCNL dei settori affini, laddove le organizzazioni imprenditoriali di tali settori e FAT
-CISL, FLAI
-CGIL e UILA
-UIL abbiano disciplinato con apposito accordo l'adesione ad ALIFOND. l lavoratori per i quali sussistano preesistenti forme di previdenza complementare possono associarsi ad ALIFOND, previo nuovo accordo sindacale aziendale che ne stabilisca la confluenza.

Durata.

ALIFOND, fatte salve le ipotesi di scioglimento previste dallo Statuto, ha durata indeterminata.

Organi sociali.

Il funzionamento di ALIFOND è affidato ad organi paritetici di origine elettiva: l'Assemblea, il Consiglio d'amministrazione e il Collegio dei Revisori Contabili. L'Assemblea è costituita da 60 componenti, eletti per metà in rappresentanza dei lavoratori e per l'altra metà in rappresentanza delle imprese.

Il Consiglio d'amministrazione, eletto dall'Assemblea, è costituito da 12 componenti, 6 in rappresentanza dei lavoratori e 6 in rappresentanza delle imprese.

Il Collegio dei Revisori Contabili, eletto dall'Assemblea, è costituito da 4 componenti effettivi e 2 supplenti, metà in rappresentanza dei lavoratori e per l'altra metà in rappresentanza delle imprese.

2.Regime e tipologia delle prestazioni e condizioni di accesso.

ALIFOND è un Fondo Pensione a contribuzione definita.

L'entità della prestazione pensionistica è commisurata ai contributi versati e ai rendimenti realizzati nella gestione delle risorse.

Il lavoratore che percepisce la pensione complementare di ALIFOND mantiene la condizione di associato.

Prestazioni.

Il diritto alla prestazione pensionistica per vecchiaia matura al compimento dell'età pensionabile stabilita nel regime obbligatorio, a condizione che il lavoratore associato abbia maturato un'anzianità di partecipazione ad ALIFOND almeno pari a 10 anni.

Il diritto alla prestazione pensionistica per anzianità sorge solo in caso di cessazione dell'attività lavorativa a condizione che l'interessato abbia compiuto un'età di non più di 10 anni inferiore a quella stabilita per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio e che il lavoratore associato abbia maturato un'anzianità di partecipazione ad ALIFOND almeno pari a 15 anni d'iscrizione.

ALIFOND provvederà all'erogazione delle prestazioni pensionistiche sotto forma di rendita mediante apposite convenzioni con imprese assicurative.

Il lavoratore associato avente diritto alle suddette prestazioni può chiedere la liquidazione in capitale della prestazione pensionistica per un importo massimo pari al 50% dell'importo maturato nel proprio conto individuale.

A richiesta del lavoratore associato il Fondo riconoscerà una pensione di reversibilità a favore dei beneficiari indicati dallo stesso, aventi diritto ai sensi della normativa vigente. In tal caso il Fondo provvederà ad informare il lavoratore in ordine alla rideterminazione della rendita conseguente alla scelta della pensione di reversibilità.

Anticipazioni.

Il lavoratore associato, per il quale da almeno 8 anni siano accumulati contributi in quote di TFR, può chiedere un'anticipazione per spese sanitarie e per terapie ed interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche o per l'acquisto della 1a casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile. Tale anticipazione non potrà eccedere l'intero ammontare della posizione pensionistica derivante dalle quote di TFR versate ad ALIFOND.

Il Consiglio d'amministrazione determina il numero massimo di richieste di anticipazioni accoglibili nell'arco dell'anno, che non può essere comunque superiore al 10% dei lavoratori associati. Il Consiglio d'amministrazione, inoltre, determina la quota massima complessiva liquidabile annualmente, che comunque non può essere inferiore al 5% del patrimonio esistente alla data del 31 dicembre dell'anno precedente.

3.Ammontare delle contribuzioni.

Contributi.

1)I lavoratori associati ad ALIFOND sono tenuti a contribuire ciascuno secondo la misura, le modalità e i termini di cui all'Accordo istitutivo 17.4.98, nonché dalle successive modifiche. La contribuzione ad ALIFOND, a decorrere dal l'autorizzazione all'eserci zio del Fondo e comunque non prima dell'1.1.99, sarà così ripartita:


- l'1% a carico dell'azienda e l'1% a carico del lavoratore da commisurare alla retribuzione assunta a base per la determinazione del TFR nel periodo di riferimento;
- il 100% del TFR del lavoratore aderente di 1a occupazione successiva al 28.4.93;
- una quota del TFR di tutti gli altri lavoratori aderenti, pari al 2% della retribuzione assunta a base per la determinazione dello stesso TFR.

2)In alternativa il lavoratore associato può scegliere fra più aliquote di contribuzione a proprio carico più elevate di quella ordinaria (1%) e pari a 1,3%, 1,6% e 2% da commisurare alla retribuzione assunta a base per la determinazione del TFR nel periodo di riferimento.

3)Per le imprese con un numero di dipendenti non superiore a 25 la destinazione al finanziamento di ALIFOND dell'accantonamento annuale del TFR, eccedente la quota del 2% della retribuzione utile alla determinazione del TFR stesso, per i lavoratori di 1a occupazione assunti successivamente al 17.8.95, è sospesa fino al 16.8.99.

4.Trasferimento e riscatto della posizione.

1)Qualora l'associato perda i requisiti per la partecipazione al Fondo, può:


- richiedere il trasferimento della propria posizione individuale ad altro Fondo pensione, cui abbia possibilità di accedere in relazione a nuova attività lavorativa. Ogni obbligo di contribuzione nei confronti del Fondo cessa dalla data di perdita dei requisiti di partecipazione. Il trasferimento è pari all'intero ammontare del proprio conto individuale, aggiornato alla data del trasferimento medesimo;
- riscattare la propria posizione individuale maturata presso ALIFOND a condizione che non abbia maturato il diritto alle prestazioni pensionistiche. Il riscatto comporta la riscossione dell'intero ammontare del proprio conto individuale aggiornato alla data del riscatto medesimo. Ogni obbligo di contribuzione nei confronti del Fondo cessa dalla data di perdita dei requisiti di partecipazione.

2)Ancorché in costanza dei requisiti di partecipazione al Fondo, il lavora tore associato può richiedere il trasferimento ad altro Fondo pensione iscritto all'albo di cui all'art. 4, comma 6 del decreto, comunque non pri ma che siano trascorsi 5 anni di permanenza del lavoratore al Fondo. Ogni obbligo di contribuzione nei confronti del Fondo cessa dalla data del trasferimento. Il trasferimento è pari all'intero ammontare del proprio conto individuale, aggiornato alla data del trasferimento medesimo.

3)In caso di decesso del lavoratore associato prima del pensionamento, la posizione individuale dello stesso è riscattata dai soggetti aventi diritto ai sensi della normativa vigente.

5.Criteri generali di impiego delle risorse.

Gestione.

Le risorse finanziarie di ALIFOND sono integralmente affidate in gestione mediante convenzione con i soggetti gestori abilitati, con le modalità e i limiti previsti dalla normativa vigente. Per il 1° triennio verrà attuata una gestione monocomparto tale da produrre un unico tasso di rendimento per tutti i lavoratori associati.

Successivamente il Consiglio d'amministrazione può optare, previa modifica statutaria, per una gestione multicomparto, con differenziazione dei profili di rischio e di rendimento in funzione delle diverse esigenze dei lavoratori associati.

Al verificarsi del passaggio alla gestione multicomparto, ai lavoratori as sociati sarà fornita adeguata e completa informazione.

6.Regime delle spese.

Il Consiglio d'amministrazione definisce il limite massimo delle risorse destinate al finanziamento delle spese di esercizio, finalizzate alla copertura dei costi connessi alla gestione operativa del Fondo. Per il 1° esercizio di attività del Fondo, le spese non potranno superare il limite dello 0,12% della retribuzione annua assunta a base per la determinazione del TFR del lavoratore associato, fino ad un massimo di £. 50.000. Da tale limite sono escluse le commissioni per la gestione del patrimonio e il compenso per il servizio della banca depositaria.

7.Risultanze dell'ultimo rendiconto di gestione.

Informativa ai lavoratori associati.

ALIFOND invierà periodicamente ad ogni lavoratore associato l'estratto con to individuale, predisposto sulla base delle disposizioni della Commissio ne di Vigilanza in tema di comunicazione periodica agli iscritti.

. OMISSIS . da pag. 263 a pag. 326 E' riportata la seguente appendice legislativa:


- legge 20.5.70 n. 300 (G.U. n. 131 del 27.5.70): "Norme sulla tutela della libertà sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento";
- legge 29.5.82 n. 297: "Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica";
- legge 11.11.83 n. 638: "Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per i vari settori della Pubblica Amministrazione";
- legge 11.5.90 n. 108: "Disciplina dei licenziamenti individuali";
- legge 10.4.91 n. 125 (G.U. n. 88 del 15.4.91): "Azioni positive per la realizzazione della parità uomo
-donna nel lavoro";
- DPR 26.3.80 n. 327: "Regolamento di esecuzione della legge 30.4.62 n. 283 e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande";
- legge 5.2.92 n. 104: "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate";
- Protocollo 23.7.93: "Sulla politica dei redditi e dell'occupazione, degli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo";
- DPR 18.5.82 n. 322: "Attuazione della direttiva CEE n. 79/112 relativa all'etichettatura dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale e alla relativa pubblicità, nonché della Direttiva CEE n. 77/94 relativa ai prodotti alimentari destinati ad una alimentazione particolare".

NOTA A CURA DELL'ARCHIVIO CONTRATTI

Lo stesso testo contrattuale è stato sottoscritto, in separata sede, dalla UGL con le seguenti uniche due aggiunte:

"e in separata sede con il Sindacato nazionale dei lavoratori della Ugl
-Alimentazione (già Cisnal
-Alimentazione), rappresentata dal suo Segretario nazionale responsabile On. Casimiro Bonfiglio, con la partecipazione dei componenti la Segreteria e Giunta nazionale: Bonaiuto Alfonso, Ciervo Francesco, Cortese Francesco, Curcuruto Santo, D'Agostino Aldo, Del Prete Giovanni, Filippi Ferdinando, La Starza Pasquale, Rulli Lorenzo, Rodolfi Alberto, Tognellini Fausto; del responsabile dell'Unione Ugl di Avellino, Dott. Squittino Mario; nonché di una delegazione di dirigenti regionali, provinciali ed aziendali: Manna Gaetano, De Santis Stefano, Silvestri Roberto, Corradini Armando, Tripodi Angelo, Figlioli Maurizio, Fusacchia Pier Luigi, Cartolano Giu seppe, Maravalle Paolo, Costantini Guido, Leonardi Dorella, Tumminello Luigi, Protani Giovanni.

Con l'assistenza del Dott. Rolando Vicari, Segretario Nazionale della Federazione Ugl
-Agroalimentare, e del Dott. Paolo Segarelli, responsabile del Dipartimento per le Politiche Sindacali e le Relazioni Industriali della Unione Generale del Lavoro (Ugl).

NB.: Vedasi allegato 12 al Ccnl."



"ALLEGATO 12

Protocollo 31 gennaio 1996 (confermato in sede di stesura del Ccnl 5 giugno 1999)

Le Associazioni nazionali di categoria dei comparti alimentari, con il coordinamento di Federalimentare, l'Intersind e la Cisnal Alimentazione (ora U.G.L. Alimentazione) si sono incontrate per la sottoscrizione della stesura del Ccnl 6 luglio 1995 e, in tale occasione, hanno specificato e convenuto che:

1) la Cisnal Alimentazione, nel sottoscrivere la stesura del Ccnl sopra richiamato, riconosce tutte le clausole in esso contenute, comprese quelle di altre fonti normative ivi richiamate, fatto salvo quanto appresso indicato;

2) le Parti firmatarie del presente Protocollo hanno constatato
- anche con riferimento alla impostazione della piattaforma rivendicativa presentata dalla Cisnal Alimentazione
- l'obiettiva inagibilità delle clausole di cui: all'art. 1; all'art. 3, ultimo comma; all'art. 9, secondo comma; all'art. 13; all'art. 26, punto III; all'art. 74; all'art. 79, secondo e terzo comma. Conseguentemente le disposizioni di cui sopra non troveranno applicazione nei rapporti tra le Parti;

3) le Parti firmatarie del presente Protocollo precisano, inoltre, che, ogni qualvolta nel testo contrattuale si fa ulteriore riferimento ad altro Sindacato dei lavoratori, tale riferimento deve intendersi valido anche per la Cisnal Alimentazione, in quanto compatibile, tenendo conto, in particolare, di quanto previsto al precedente punto 2);

4) la Cisnal Alimentazione, per effetto della sottoscrizione, in data 22 dicembre 1994, da parte della propria Confederazione, dell'Accordo Interconfederale 20 dicembre 1993, con effetti a decorrere dal 20 novembre 1995, e della sottoscrizione della stesura allegata al presente Protocollo, riconosce nella Rsu l'unica struttura aziendale di rappresentanza dei lavoratori, così come regolamentata dal contratto,

e conseguentemente:

a decorrere dalla sopra citata data del 20 novembre 1995, la Cisnal Alimentazione è impegnata a non costituire nuove Rsa e a partecipare alla costituzione delle Rsu;

5) le Parti firmatarie del presente Protocollo precisano, con riferimento a quanto previsto dal precedente punto 4), che la ripartizione dei permessi di cui all'art. 9, attribuiti alla Rsu, viene effettuata suddividendo proporzionalmente i suddetti permessi tra i componenti della Rsu stessa. In relazione a quanto sopra previsto, le Parti firmatarie del presente Protocollo confermano la decadenza della Nota di esplicitazione sulla stesura del Ccnl 7 agosto 1991, con particolare riferimento alle disposizioni del Ccnl 1974 ivi richiamate. Tuttavia, nella fattispecie di cui al successivo punto 6), in via transitoria e nei limiti temporali previsti per il mantenimento delle Rsa, alla Cisnal Alimentazione sarà ancora applicabile la normativa sui permessi di cui alla sopra citata Nota di esplicitazione;

6) le Rsa eventualmente costituite dalla Cisnal Alimentazione in epoca antecedente alla data di cui al precedente punto 4), in unità produttive nelle quali fosse già operante la Rsu, decadranno contestualmente alla scadenza del mandato della Rsu stessa;

7) successivamente alla decadenza delle Rsa, in relazione a quanto sopra previsto, alla Cisnal
-Alimentazione verrà riconosciuto, nelle unità produttive con più di 15 dipendenti, un monte ore pari a 10 minuti annui per ogni dipendente dell'unità produttiva con contratto a tempo indeterminato, esclusi i Viaggiatori o Piazzisti, per l'agibilità della propria Organizzazione, per i membri dei Comitati direttivi della stessa e comunque per le fattispecie dell'art. 30 della legge 20 maggio 1970, n. 300;

8) in relazione alla sottoscrizione della Cisnal all'Accordo Interconfederale 22 giugno 1995, nell'ipotesi di cui al precedente punto 5) e in via transitoria:

a) il/i rappresentante/i dei lavoratori per la sicurezza eletti o designati nell'ambito della Rsu, entro il 20 novembre 1995, sono riconosciuti dalla Cisnal Alimentazione; b) il/i rappresentante/i dei lavoratori per la sicurezza non ancora eletti o designati alla data del 20 novembre 1995, saranno eletti con liste separate a suffragio universale diretto ed a scrutinio segreto. L'elettorato passivo è riservato ai componenti della Rsu ed ai dirigenti della Rsa stessa, laddove ancora esista.

Risulteranno eletti, nel numero complessivo pari a quello previsto dall'art. 62 del contratto, coloro che abbiano ricevuto il maggior numero di voti;

9) fermo restando quanto previsto al punto 2) del presente Protocollo in merito alla non applicazione dell'art. 13, le Associazioni nazionali di categoria dei comparti alimentari e l'Intersind, aderendo alla richiesta della Cisnal Alimentazione, forniranno complessivamente alla Cisnal Alimentazione medesima n. 1.000 copie del testo del Ccnl 6 luglio 1995.

Per le associazioni delle Industrie Alimentari Intersind

Cisnal
-alimentazione (ora U.G.L. Alimentazione)

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