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| LAVORO E MOBILITÀ GEOGRAFICA |
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Negli ultimi anni l’Unione Europea ha più volte messo in evidenza come in molte aree si riscontrino tassi di mobilità troppo bassi e per nulla allineati con uno sviluppo che riesca a stare al passo con le dinamiche economiche in atto.
Tale situazione è anche dovuta al fatto che spesso ci si dimentica che trovare un nuovo lavoro può significare dover compiere qualche sacrificio, come trasferirsi in un’altra città o regione, o addirittura un altro Paese. Non bisogna tuttavia dimenticare come la mobilità geografica faccia parte della nuova dimensione, sempre più fluida e dinamica, del mercato del lavoro, in cui riveste un ruolo di importanza ogni giorno crescente. Se da un lato infatti viene imposto un sacrificio, dall’altro si moltiplicano le opportunità di lavoro, grazie alla facilità dei collegamenti che riducono le distanze e alla facilità di diffusione delle informazioni a livello sempre più capillare.
Come è già stato fatto notare a più riprese, la mobilità geografica, tuttavia, non può più rimanere limitata all’interno dei confini regionali o nazionali: l’integrazione europea e le nuove sfide ed opportunità da essa introdotte impongono di inserire l’idea stessa di mobilità del lavoro in un quadro di riferimento internazionale. |
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